L’ottopermille per molti ma non per tutti.

Con l’approvazione della CEI , il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida il governo ufficiale vaticaliano, sono arrivati in dirittura d’arrivo per l’incasso dell’ottopermille altre sei confessioni religiose: cristiano-ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova. Ma non ancora i musulmani. Se ne lamenta l’imam Yahya Pallavicini, rappresentante di una delle varie associazioni islamiche presenti in Italia. Quello che ci indigna di questo nuovo assalto alla diligenza dell’ottopermille non è tanto che possano usufruirne tutte le associazioni rappresentative dei credenti nelle varie versioni della Menzogna Globale , ma che il diritto di spartire il bottino sia sottoposto all’approvazione dall CEI. Questo è veramente il più scandaloso aspetto di tutta la questione. Solo i gerarchi della SS vaticana possono approvare quali e quante consorelle della Menzogna Globale possano partecipare alla spartizione del bottino.

Dal Corriere della Sera LEGGI

ROMA – «Di resistenze vere e proprie in questi casi non ce ne sono, no, però sa come si dice in politica: esistono altre priorità…». Il senatore pdl Lucio Malan, valdese, la racconta con ironia, i disegni di legge presentati assieme al costituzionalista del pd Stefano Ceccanti arriveranno in Parlamento alla riapertura dalle ferie per ratificare le nuove intese dello Stato con altre sei confessioni religiose, materia delicata anche perché le «intese» permettono di partecipare alla ripartizione dell’otto per mille. Tra i nuovi ingressi, peraltro, non ci saranno né erano previsti i musulmani, e l’imam Yahya Pallavicini, del Coreis, non nasconde l’amarezza: «Sarebbe opportuno che si iniziasse a lavorare per riconoscere giuridicamente quei musulmani moderati che da anni si sono dimostrati interlocutori affidabili e autonomi da ogni ideologia fondamentalista».
Finora, oltre alla Chiesa cattolica, lo Stato ha riconosciuto l’Unione delle comunità ebraiche italiane, la Tavola valdese, la Chiesa evangelica luterana, l’Unione delle Chiese avventiste del 7° giorno e le Assemblee di Dio, tutte leggi approvate tra gli anni Ottanta e Novanta. Le nuove intese – già definite dal governo Prodi e sottoscritte da quello Berlusconi il 4 aprile, con relativi disegni di legge approvati dal consiglio dei ministri il 13 maggio – aggiungeranno all’elenco cristiani ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova. Non è ancora finita, la Lega ha già pronti una serie di emendamenti, dai matrimoni all’ora di religione «ci sono una serie di questioni che meritano approfondimento», dice il capogruppo al Senato Federico Bricolo.
I cattolici come la Cei, peraltro, negano preoccupazioni per l’otto per mille, «siamo sempre stati favorevoli all’allargamento né ci preoccupa: è una conferma del sistema stesso, nessuno potrà accusare la Chiesa di volere un abito su misura», dice il vescovo Domenico Mogavero, responsabile degli Affari giuridici della Cei. Intanto, però, su una cosa tutti quanti appaiono d’accordo: per l’Islam la faccenda è ancora tutta da impostare. Lo dice il vicepresidente pdl della Camera, Maurizio Lupi: «La libertà religiosa non è in discussione. Ma il problema è duplice: da una parte non esiste un interlocutore unico, i musulmani sono divisi tra vari soggetti; e dall’altra c’è la questione oggettivamente delicata che riguarda la regolamentazione delle attività intorno alle moschee, non sempre di culto, talvolta contaminate dall’estremismo terroristico».
In più, aggiunge il pd Pierluigi Castagnetti, «non si può derogare sul riconoscimento esplicito, non solo implicito, della Costituzione: un riconoscimento formale che già ai tempi del tavolo aperto da Amato e fino ad oggi non è mai arrivato». Lo stesso vescovo Mogavero fa notare: «Poligamia, il ruolo della donna, l’educazione dei figli, ci sono norme e usi islamici che vanno contro i postulati fondamentali della nostra Costituzione: per questo l’impegno a rispettare la Carta è la condizione essenziale». Il tema è aperto, l’imam Pallavicini sospira: «C’è una responsabilità politica nel non voler arginare l’estremismo, le difficoltà esistono ma non è giusto che per una minoranza pretestuosamente maschilista o poligama ci vada di mezzo un milione di fedeli».
Gian Guido Vecchi

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2 Commenti a “L’ottopermille per molti ma non per tutti.”

  1. gualtiero scrive:

    L’ Ottopermille, il pacchetto Treu, la depenalizzazione del falso in bilancio, l’ abrogazione della legge bancaria del 1936,l’ Art. 18 L 300 (sua prossima abrogazione-Marchionne nemmeno la ri/conosce), la non progressuvità delle imposte, la privatizzazione del buco del culo delle mamme e delle sorelle (una volta erano le uniche donne che non erano delle zoccole), dell’ Iri e via di seguito fino alla spartizione dei patrimoni immobiliari degli Enti Pubblici e la ciliegina della vendita dell’ inalienabile: il demanio. Il processo breve, il lodo alfano che altro non sono che lo scardinamento in mezz’ ora di millenni di giurisprudenza consolidata e qui mi fermo per questione di spazo e tempo. Volevo semplicemente dire e dimostrare quanto sono teste di cazzo gli italiani, si, ho in gran dispregio gli italiani, esseri merdosi e merdaioli il cui decantato al massimo può essere il feudalesimo leghista. Si hanno i governi che si meritano e mi viene da pensare che quelle teste di cazzo di italiani, per quello che effettivamente valgono e sono, sono fin troppo bene amministrati. In compenso sono anche fortunati: hanno dio, beati loro!

  2. gualtiero scrive:

    Dimenticavo di menzionare, lo merita, il finanziamento per Legge Speciale, cosa che non fece nemmeno la peggiore DC, in violazione alla Costituzione, a favore della scuola privato-confessionale voluta dal governo di centrosinistra. Più italiani di così . . . . . .(per la proprietà transitiva l’ italiani sta per . . . . . )