Sembra proprio che il sindaco di Roma, già fascista voglia riservarci un anniversario di Porta Pia in salsa clericale. Con la volenterosa collaborazione del Presidente della Repubblica, già comunista. Eppure il 20 settembre fa parte di uno dei momenti più alti della nostra storia. Dal 1870 fino al 1922 la nazione si è formata in senso liberale (ed è stata restituita la libertà anche ai cattolici sollevati dal peso del potere temporale)
“Non si può trasformare un evento laico in una celebrazione religiosa, sia pure conciliativa”. Così Giuseppe Saragat, presidente della Repubblica italiana dal dicembre 1964 al dicembre 1971, si espresse rivolgendosi a chi premeva perché a Porta Pia, la mattina del 20 settembre 1970, centenario di Roma Capitale d’Italia, venisse celebrata una messa, officiata da Sua Santità in persona.
Pressioni in tal senso provenivano dal Vaticano: l’allora papa Paolo VI fece sapere al governo italiano che il papa avrebbe gradito celebrare a Porta Pia una messa la mattina del 20 settembre. Per quanto l’esecutivo, all’epoca presieduto dal democristiano Emilio Colombo e “alcuni uffici del Quirinale” (scrive Costantino Belluscio* che di Saragat fu il segretario) fossero favorevoli, Saragat invece fu irremovibile. Scartata l’ipotesi Paolo VI, il Vaticano insisté per una messa celebrata dal cardinale vicario Dell’Acqua che però doveva precedere la sfilata dei bersaglieri e quindi avere luogo di mattina presto. “Non è possibile – ribadì il Presidente chiedendo il rispetto da parte d’oltretevere – iniziare una cerimonia laica e risorgimentale con una messa”.
Certo, alla fine un compromesso fu trovato, messa dopo il discorso di Saragat alle Camere riunite a Montecitorio, però quel presidente della Repubblica non si fece mettere i piedi in testa.
Anzi, in incontri ufficiali con l’allora sindaco di Roma Clelio Darida, il papa si dispiacque molto per quella vicenda. Egli avrebbe visto nella sua personale partecipazione una rinnovata riconciliazione con l’Italia democratica, senza Mussolini e Togliatti.
Giovanni Lubrano di Scorpaniello, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI
*Costantino Belluscio, Con Saragat al Quirinale, Marsilio, 2004
–seguiranno note su Paolo VI e Giuseppe Saragat
20 Settembre 2010 , tutti in ginocchio a Porta Pia davanti al Plenipotenziario del Papa Re.
E ci sarà pure il Presidente Napolitano.
Nel 140° anniversario della Breccia di Porta Pia tutte le celebrazioni si svolgeranno all’ombra del Papa Re. Clamoroso cedimento sponsorizzato dal Presidente della Repubblica in persona che chiuderà la Breccia del 1870 e rimetterà la chiavi del Nuovo Stato Pontificio Vaticaliano nelle mani del Cardinale Bertone. E’ la fine ingloriosa e definitiva dello Stato laico.
Da La Repubblica del 27/10/2010
ORAZIO LA ROCCA | Repubblica | 27 Luglio 2010
Le celebrazioni dei 140 anni della presa di Roma precedute da dieci mesi di trattative fra il Comune e la Santa Sede. Sarebbe stato il Quirinale a suggerire un percorso condiviso; Bertone lima e modifica il programma, poi il placet a Alemanno.
CITTÀ DEL VATICANO – Celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere. Sarà questo, dopo una lunga trattativa con il comune di Roma, lo spirito dell´anniversario della Breccia del 20 settembre prossimo; gli uomini del Papa hanno voluto che venisse impostato all´insegna della cultura, della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all´attualità. La ricorrenza sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni, manifestazioni pubbliche, confronti tra storici) totalmente graditi, nella scelta dei titoli e dei relatori, alla Santa Sede e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il quale – in sintonia col sindaco di Roma Gianni Alemanno – ha dato nei giorni scorsi il suo placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre vedranno coinvolti il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano.
Secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a “suggerire” al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all´annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa.
Il Quirinale – a quanto sembra – non ha dovuto faticare molto per convincere il Campidoglio ad accettare i desiderata vaticani fin dalla formazione del comitato organizzatore, nel quale la Santa Sede ha nominato l´arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Non tutto è filato liscio. Sono stati necessari, infatti, quasi 10 mesi di lavoro, con numerosi incontri in Vaticano, presenti Alemanno e Bertone, per arrivare ad un programma pienamente condiviso per il quale solo alcuni giorni fa il Segretario di Stato si è detto “pienamente d´accordo”, facendo capire che il 20 settembre potrebbe essere persino presente davanti a Porta Pia accanto al presidente Napolitano.
Per la diplomazia capitolina un indubbio successo costato però alcune dolorose rinunce come la cancellazione nel comitato organizzatore di uno storico proposto dal Campidoglio, ma non gradito al Vaticano perchè giudicato troppo vicino alle posizioni dell´estrema destra. Nessun problema, invece, per gli altri due nomi in aggiunta a Ravasi proposti dal Vaticano, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, e la professoressa Micol Forti dei Musei Vaticani. Meno fortunato, invece, è stato Marcello Veneziani, giornalista e scrittore notoriamente vicino alla destra, che si è visto bocciare dalla Segreteria di Stato della Santa Sede (e quindi dal cardinale Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto per la giornata di apertura del 18 settembre in Campidoglio. Nella intestazione della bozza Veneziani, nella sua veste di coordinatore del convegno, aveva scritto “Pio IX, il Papa Re”, bocciato dal Vaticano perchè “troppo provocatorio”
Tag: Breccia di Porta Pia, celebrazione 140° anniversario breccia di porta pia

Cosa aspettarsi da un già fascista e da un già comunista?
Sembra che le cose siano in rapido peggioramento
E bravo Saragat
Interessantissimo
Rivista Libero Pensiero
XX settembre 2010: se la Breccia di Porta Pia è riconquistata dal Vaticano
Da un dettagliato articolo di Orazio La Rocca (La Repubblica, 27 luglio 2010) abbiamo appreso che da molti mesi il Sindaco di Roma e la Curia vaticana stanno lavorando per «celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere». Il giornalista aggiunge anche che «secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a “suggerire” al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede».
Strano modo per ricordare (o giusto modo per far dimenticare) il 20 settembre 1870, quando «l’Italia rientrò in Roma» e il giovane Stato liberale dichiarava decaduto il potere temporale della Chiesa e proclamava Roma capitale.
La Chiesa curiale oggi sta godendo, forse ben oltre le sue stesse aspettative, di un grande rilancio a livello di accordi politici che le consentono di contrastare l’irreversibile processo di secolarizzazione e laicizzazione della società. Non starò qui a elencare i dati sull’aumento dei matrimoni con rito civile, o quelli sull’incremento delle convivenze, oppure gli altri sul calo dell’ora di religione a scuola… Mi limiterò ad invitare ognuno a notare come anche tra i fedeli praticanti i precetti catechistici non sono seguiti. E anche nel devozionale stuolo di chi si affida ai vari Padrepio la fiducia nel miracolo non ha certo la meglio sulla concreta richiesta di cure scientifiche.
Chi ha orecchie e occhi per intendere e vedere ….!
La gerarchia cattolica li ha. Vede bene come va il mondo. Ma poiché al controllo del mondo non vuole rinunciare, per gestire al meglio “ le anime” chiede allo Stato leggi-precetto. E spesso le ottiene! Anzi capita a volte che siano proprio i politici a giocare d’anticipo. Sono magari lontanissimi nel loro modo di vivere dalla morale cattolica, ma sanno che all’ombra del Cupolone le vie per carriere e consensi possono diventare infinite.
E quale migliore immagine per l’alleanza trono altare, se perfino la Breccia di Porta Pia è riconquistata alla Chiesa curiale?
Ecco allora che il prossimo 20 settembre, accanto al Presidente della Repubblica e al Sindaco di Roma, ci sarà la seconda carica vaticana dopo il papa: il cardinale Bertone, che non solo mantiene fermissima la linea del Tevere, ma che non disdegna utili straripamenti per allargarla. E neppure le cene profane (simoniache?), come quella dello scorso 8 luglio, offerta dall’occhiuto Bruno Vespa sulla terrazza della sua dimora romana a Trinità dei Monti. Tra i convenuti anche Silvio Berlusconi, Pierferdinando Casini, Gianni Letta, Mario Draghi, Cesare Geronzi. La ragione dichiarata del convito: i 50 anni di giornalismo del padrone di casa. Lo scopo reale, per chi di frequenze e frequentazioni giuste se ne intende, quello di allargare l’appoggio a Berlusconi dopo la spaccatura con i finiani, che per altro hanno spesso indebolito le fila del fronte clericale difendendo la laicità dello Stato. Tutti ricorderanno, ad esempio, la rivendicazione da parte di Fini del principio di autodeterminazione sul testamento biologico. E le sue parole di rispetto per la scelta dolorosa della famiglia Englaro, che dopo 17 anni riusciva a far rispettate la volontà di Eluana. E questo mentre, in nome di Dio (cattolico apostolico romano) si scatenavano feroci campagne denigratorie contro Beppino Englaro. Il padre coraggio, «eroe civile», come lo ha definito Stefano Rodotà, e come lo sentivano la maggioranza degli italiani.
La Chiesa premeva perché il Parlamento sfornasse quanto prima una legge sul testamento biologico che impedisse di considerare sempre e comunque idratazione e alimentazione forzate trattamenti terapeutici. Questo per aggirare la Costituzione che vieta trattamenti medici senza il consenso del paziente. Ecco allora che il 12 marzo 2009 si svolgeva sempre in casa Vespa un’altra cena, dove Silvio Berlusconi rassicurava il cardinale Bertone sul testamento biologico.
Ma lasciamo i vespai e torniamo al 20 settembre.
Di fronte a tanta festa di intrecci tra Stato e Chiesa che si profila per il 140° anniversario della Breccia di Porta Pia, sarà bene ricordare che questa data è un baluardo storico e simbolico della laicità dello Stato. Ed è bene avere memoria storica anche che il nostro Risorgimento e l’Unità d’Italia ci sono stati nonostante i clericali non li volessero. E forse proprio a Porta Pia, sarebbe il caso di ricordare il “Libera Chiesa in Libero Stato” di Cavour, le battaglie e i discorsi di Mazzini e di Cattaneo contro il potere temporale dei papi…. E qualche accenno non guasterebbe, per onestà intellettuale e storica, al convinto anticlericalismo di Garibaldi che esortava gli italiani a liberarsi dalla tirannia dei preti, e che aveva in tale avversione il pontefice regnante da chiamare Pionono il suo asino.
Il 20 settembre del 1870 il papa-re era quel Pio IX che di fronte ai processi di emancipazione politica, sociale e culturale proclamava il dogma dell’Immacolata concezione (1854); riaffermava con il Sillabo (1864) la centralità del potere papale e della Chiesa cattolica e lanciava i suoi anatemi contro libertà di pensiero, coscienza, insegnamento….; e che proprio qualche mese prima della famosa breccia ribadiva l’infallibilità del pontefice romano con la costituzione Pastor Aeternus (18 luglio 1870). Pio IX, che non riconosceva lo Stato italiano e ne aveva scomunicato re, parlamento e governo, si era opposto ad ogni tentativo diplomatico per l’annessione di Roma e aveva voluto che la “Questione Romana” si risolvesse militarmente….
Era l’alba del 20 settembre del 1870, quando, al comando del generale Cadorna, l’artiglieria dell’esercito italiano entrava in azione per aprire un varco nella cinta muraria romana. Dopo 5 ore di cannoneggiamenti il muro cedeva nel tratto tra Porta Pia e Porta Salaria. Alle 9.45 i bersaglieri della XII e XIV divisione entravano in Roma. Dopo di loro, al grido “avanti Savoia” la carica della fanteria. Roma era liberata. E si compiva un processo storico che veniva da lontano. Che aveva radici nei grandi movimenti antipapisti del medioevo, che a Roma avevano visto nascere il Comune di Arnaldo da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo. Successi insperati, ma che erano stati possibili grazie a quel piccolo fiume carsico di artigiani e lavoratori, di cui le strade di Roma conservano ancora memoria (Via dei funari, dei falegnami, dei chiavari, ecc.).
C’era un’altra Roma che si opponeva allo strapotere di quella della rendita: nobile e papalina.
Una Roma che avrebbe ripreso il filo rosso della storia con la nascita della Repubblica giacobina nel 1798, e ancora nel fervore del Risorgimento di quella mazziniana del 1849. Repubbliche, dove si proclama l’emancipazione umana nell’uguaglianza e nella libertà.
Nel 1895, 25° anniversario della presa di Roma, il 20 settembre diventava festa nazionale, e sul luogo della Breccia era posta l’alta colonna sormontata da una Nike che stringe con una mano la palma della vittoria e con l’altra i fasci dell’unità nazionale.
In occasione dei Patti lateranensi del 1929 questa festa veniva soppressa. E mai più ripristinata. Ma i laici hanno continuato a tenerne viva la memoria…
Ora non vorremmo che dopo le istituzionali celebrazioni del prossimo 20 settembre, la scritta sul basamento della colonna della vittoria: « l’Italia rientrò in Roma», debba essere sostituita con un altra: «Il Vaticano rientrò in Roma».
Maria Mantello
correlati: http://www.periodicoliberopensiero.it/pdf/periodico-sett2009/editoriale-sett2009.pdf
http://www.periodicoliberopensiero.it/voci/voci_20100731-teodori-difendere-porta-pia.htm
http://www.periodicoliberopensiero.it/voci/voci_0809_storia.htm
http://www.youtube.com/watch?v=wiEQCpg5fk0