Sofia, l’Italia è come Montecarlo, puoi vivere solo se hai già i soldi in tasca. Insomma, è un paese per turisti. (Amara Lakhous, Divorzio all’islamica in viale Marconi, E/O, 16 euro)
Quando i baci miei tu rimpiangerai/puoi tornar chérie a Montecarlo/questo nostro amor puoi salvare ancor/oh chérie con me a Montecarlo (Johnny Dorelli)
Il cancro della religione di Stato continua a mietere vittime. Si, va bene, il nostro è un paese laico e viene garantita la libertà religiosa, ma sappiamo bene che così non è. L’Italia è stata laica per poco, diciamo dall’Unità al ’29. Poi c’è stato l’accordo tra Mussolini e la Santa Sede, i cosiddetti Patti lateranensi. Il fascismo utilizzò la Chiesa per coprirsi le spalle e compiere con la sua garanzia infami lordure, tra cui le leggi razziali da essa ispirate (a tal proposito è bene leggere il nuovo lavoro di Yosef Haim Yerushalmi, Assimilazione e antisemitismo razziale, edito da Giuntina che spiega come l’antisemitismo razzista non è un’esclusiva del nazismo, perché è nato prima ed è connesso con l’antigiudaismo cristiano).
Finita la dittatura la questione non è stata più la divisione fra Stato e Chiesa, ma il rapporto di supremazia fra i due contraenti. La pietra tombale sulla laicità e l’uguaglianza dei cittadini, è stata posta con l’art. 7 della Costituzione fortemente voluto da Togliatti e che fece tremare le vene ai polsi ai socialisti. Piace ricordare a questo proposito un passo del discorso che Nenni pronunciò all’Assemblea costituente il 27 marzo ’47: “Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri. La Repubblica che andiamo fondando avrà un senso e un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani”.
L’art. 7, impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio. Tra i due contraenti concordatari, lo Stato e la Chiesa cattolica, chi ha in questo paese il sopravvento?
Per fare finta di non essere una teocrazia, per fare finta di credere che ci sia la libertà religiosa (quello di non essere religiosi non è diritto contemplato) lo Stato italiano ha aggiunto al cancro del concordato le metastasi delle intese. Utili per ottenere la possibilità di non recarsi al lavoro per alcune festività (all’inizio dell’anno comunichi al tuo datore di lavoro i giorni in cui non ti recherai al lavoro, impegnandoti a recuperare quei giorni che non possono essere cumulati. Invece le feste cattoliche sono obbligatorie per tutti, e, in caso di turni, ti danno diritto a una doppia retribuzione), e soprattutto l’ambito 8 x mille. Ma siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi, continua la pagliaccesca storia dell’ora di religione, prerogativa del cattolicesimo, aggravata da quanti caparbiamente invece di chiederne la soppressione continuano, come vuole la Cei, a chiedere insegnamenti alternativi all’ora facoltativa. Ghiaccio bollente!
Alla Chiesa cattolica, Tavola valdese, Chiesa luterana, Unione delle comunità ebraiche, Avventisti del 7° giorno, Assemblee di Dio, si aggiungeranno i cristiani ortodossi, buddisti, mormoni*, induisti e Testimoni di Geova. La Cei mastica amaro la concorrenza, ma ingoia il rospo: preferisce dividere il bottino piuttosto che mettere in discussione l’intero sistema di furto con raggiro dell’8 x mille. Al tavolo magnaccione non potranno sedersi gli islamici, e questa è una cosa incomprensibile. Sono divisi, si dice, però non si tiene in nessun conto che le intese sono state stipulate con diverse chiese cristiane, frammentate litigiose e incoerenti. Ma con la bocca piena. Si reputa l’islam reo di poligamia e non in linea con il rispetto della donna. Tutto? Perché se il governo italiano che da la pagella (e la torta) pensa che l’islam sia tutto così, fa vincere a tavolino i fondamentalisti. Che magari vinceranno pure, ma perché lo deve decidere (in anticipo) il governo italiano? Si badi bene che la trasparenza richiesta ai musulmani non viene chiesta a nessuno, anzi, la Chiesa cattolica (solamente) non è tenuta neanche a rendicontare i soldi dell’8 x mille. Così come nessuna delle religioni delle intese è tenuta ad esibire titoli di studio, trasparenza linguistica, ecc. Non sarebbe male che, almeno per equità, i beneficiati vecchi e nuovi delle intese si chiedessero in quale libertà religiosa confida un governo e uno Stato che si muove con tale doppiopesismo. Ma è troppo chiedere realismo e senso civico a chi è convinto di essere il padrone del mondo (e che impunemente invece di chiedere soldi ai suoi aderenti (in effetti le comunità ebraiche lo fanno) preferisce spillare i soldi allo Stato depredando noi contribuenti) .
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
*8/6/09 – Periferia di Roma, Bufalotta: qui si vengono a cercare i mobili all’Ikea e si finisce per abboffarsi di salmone e dolcetti di sego, insoddisfatti dalla esangue libreria Billy. Volendo, presto si potrà venire a pregare l’angelo Moroni, che è il profeta che annuncia il vangelo al mondo. In via Settebagni sui circa 15mila acri di terreno (1 acro = 4050 metri quadri), da tempo proprietà della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, più nota come chiesa Mormone, è cominciata la costruzione del primo tempio italiano, il dodicesimo in Europa. Si dice che la fede mormone sia destinata a diventare una delle grandi religioni, intanto è quella che sta aumentando più rapidamente nell’occidente. Joseph Smith, fondatore del mormonismo nel 1893, pose la prima pietra su una collina nella contea di Manchester (stato di NY) chiamandola Cumorah e oggi luogo di pellegrinaggio, ha fin dall’inizio teso a diffondere una immagine pubblica e accattivante della religione. Ad esempio provando a scalare la Casa Bianca, candidandosi alle presidenziali nel 1844. Allora le possibilità erano limitatissime, mentre è noto che nelle recenti elezioni il repubblicano Mitt Romney, governatore del Massachusetts, è arrivato a un soffio dalla candidatura. E i malpensanti dicono che Obama ha riservato un posto di rilievo a Jon Huntsman, già governatore dello Utah e oggi ambasciatore a Pechino, per toglierselo dai piedi. I mormoni infatti avrebbero ben visto, dopo un presidente nero, un presidente santo (così si chiamano tra loro i mormoni) nel 2012. Il libro di Mormon è alla base dei romanzi di Stephanie Meyer, autrice della saga fantasy Twilight, da cui sono derivati i film con i vampiri innamorati che tanto successo hanno anche da noi. Poi c’è la serie televisiva, prodotta da Tom Hanks, Big Love che racconta la quotidianità del fondamentalismo mormone attraverso la vita di un marito con tre mogli, rappresentando il tabù mormone. Nel 1890 la chiesa dei santi degli Ultimi giorni ha rinunciato alla poligamia, nonostante il fondatore Smith avesse ricevuto questo comandamento direttamente da Dio. La rinuncia è il frutto di un accordo – una mediazione – col governo americano, mai perdonato dai fondamentalisti alla chiesa ufficiale. Nel seguito talent show American Idol, è emerso il cantante David Archuleta, mormone doc. Ai suoi concerti le ammiratrici indossano magliette con su scritto mormon girl. Il testo di una sua canzone dice più o meno “sono un ragazzo mormone e questo è il mio orgoglio e la mia gioia… noi abbiamo la vita eterna, innamorati di un ragazzo mormone”.
Non sappiamo come saranno accolti i mormoni in Vaticalia, certamente la concorrenza dei cattolici sul terreno del proselitismo è forte e la clericaglia locale troverà mezzi, magari mungendo le casse italiane, per screditare la concorrenza. Una cosa ci sentiamo però di consigliarla ai nuovi apostoli della menzogna globale: accanto all’angelo Moroni un buffet con dolcetti meno stucchevolmente grassi di quelli dell’Ikea potrebbero attirare qualche (goloso) visitatore.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it