Ancora una volta lo Stato ha rinunciato al suo dovere di onorare con una sua propria, esclusiva cerimonia i soldati italiani caduti e ne affida il compito al rappresentante di una Religione-Stato. L’omelia del celebrante, il vescovo Pelvi, ha spaziato su temi niente affatto rigorosamente religiosi ma che hanno investito argomenti che sarebbero stati di esclusiva pertineza di un ministro degli esteri o della difesa se questi due rappresentanti del governo non si fossero limitati a una comparsata ufficiale in una basilica cattolica anzichè prendere la parola per onorare i caduti nei luoghi simbolici dello Stato, come l’Altare della Patria. Notiamo per inciso e per facilitare il mal di fegato dei nostri lettori che il vescovo Pelvi è “arcivescovo ordinario militare per l’Italia”, un ruolo che gli darà diritto -indipendentemente dal numero di anni in cui presterà tale servizio- di andare in pensione come Generale dell’esercito italiano. A spese dei contribuenti naturalmente. E farà compagnia, come generale in pensione, al cardinale Bagnasco, suo predecessore nel lucroso incarico di “ordinario generale”, anche lui pensionato privilegiato a spese dei contribuenti italiani oltre che Presidente della CEI, il Governo Ombra che controlla e guida il Vicereame del Papa Re.
Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera

Del resto, caro Giulio, ricorderai benissimo come il generale Torrei (o Torri) della lista civica per Alemanno lesse durante il 138 anniversario della Presa di Porta Pia i nomi dei zuavi pontifici tralasciando chi, tra cui anche bersaglieri, era caduto per l’Unità d’Italia.
Ho visto il funerale su Rai News. Il prete ha fatto politica , il presidente della Repubblica ha accarezzato i bambini
perche la salma,del soldato,che il giorno prima sì è suicidato,non si e vista,neanche uno stralcio di flash o un bozzo di schermata.al soldato in questione…la vita non è uguale per qualcuno,e i giornalisti,sono una forma di vita,regalata…..èèè