C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre, la donna (Pitagora)
Nel prossimo anniversario della morte di Benazir Bhutto, uccisa il 27 dicembre del 2007 dagli estremisti islamici, verrà presentato ufficialmente un partito politico pachistano interamente femminile, Girls of Bhutto. La leader, Uraima Satmar, era amica e collaboratrice di Bhutto. Il nuovo partito godrà dell’aiuto del Movimento nazionale unito, una formazione di immigrati indiani, il cui obiettivo è la lotta ai talebani. Satmar dice che Bhutto è un modello per molte giovani pachistane che sono stanche dell’estremismo islamico e dello strapotere maschile ammantato di principi pseudo religiosi.
Oggi nel Pakistan le donne sono costrette a girare con il burqa, le bambine hanno un limitato accesso all’istruzione, le mogli e le figlie sono completamente assoggettate a padri e mariti. Le madri non hanno nessun ascendente sui figli maschi che vengono instradati alle scuole coraniche. Nelle zone rurali diverse donne sono state lapidate per adulterio, in seguito a processi più che sommari. Per punire mogli infertili, o per altri futili motivi, i mariti tirano acido corrosivo in faccia alle loro donne, senza che nessuna autorità intervenga per porre fine allo scempio. Nelle grandi città, Peshawar, Islamabad, Karachi, si parla di costituire squadre di polizia anti-acido, ma si prende tempo perché il governo centrale teme di mostrarsi troppo puntuta con i talebani. Dai primi giorni di agosto una piccola emittente televisiva, trasmetterà un talk condotto da donne sfigurate con l’acido che inviteranno un ospite in studio a parlare della questione.
Sarà difficile fermare i fanatici talebani, forse le donne ce la faranno.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
http://www.direfarepensare.it/InRicordodiBenazirBhutto.html
Tag: Benazir Bhutto

Pensare che qualcuno , anche da noi, ha tifatoper la morte di Benazir
Cara Tiziana,
credo che hai ragione, soltanto le donne potranno portare cambiamenti. Gli uomini, anche quelli non fanatici religiosi che sicuramente saranno la maggioranza, non si scomoderanno mai per la libertà delle donne. In fondo, una donna docile è un bene anche per loro.
Credo che non bisognerebbe mai abbassare la guardia e ricordo a Giulio, gustamente arrabbiato, che le eccezioni esistono. E’ stato un comunista (il governatore di una regione importantissima) a promuovere il divieto di burqa in Francia. In Gran Bretagna un recente sondaggio ha mostrato che sia elettori dei conservatori che dei tory deisderano vietare il burqa. In Italia purtroppo a chiedere la libertà dal burqa sono donne spregevoli e fanatiche come Santanchè, che però vuole rimpiazzare i vuoti con le croci persino sulle auto blu. Non dobbiamo certo essere noi che siamo liberali a cadere nelle trappole dei nuovi crociati della politica italiana.
In Italia comunque esiste una legge che vieta di coprire il volto. si applicasse quella.
Il problema reale è che il burqa non è un simbolo religioso. Il divieto invece ne formalizza la religiosità. Del resto in Italia la cosiddetta sinistra è legata alla religiosità per tutti e quindi vuole che i musulmani preghino anche se non sanno che il burqa non fa parte della religione , invece la destra vuole le croci per tutti perchè pensa che è un simbolo del paese. Mantenere l’equilibrio in mezzo alla partitocrazia è complicatissimo
chi mai avrebbe immaginato che nel 2000 dovessimo ancora parlare di religione?