18 /7/10 – Oggi parliamo di donne (2)

Non distinguo più l’inverno dall’estate dallo stato dell’erba o dell’erica delle lande, ma dal vapore o dal gelo che si formano sui vetri. Io che un tempo camminavo nei boschi di faggi ammirando il colore azzurro che prendono le penne della gazza quando cadono, io che incontravo sul mio cammino il vagabondo e il pastore… vado di stanza in stanza, col piumino in mano (Virginia Woolf, Le Onde)

Forse è il troppo amore, possibile l’emulazione, o anche – perché no – il gran caldo di questi giorni. Scuse balorde che servono a non guardare in faccia la verità, a rassicurarci, anche su quegli uomini che, magari per un po’, facciamo camminare vicino a noi. E’ possibile che la realtà sia molto peggiore. La violenza degli uomini è profonda e trae la sua linfa dalla storia del Paese.
Nel libro di Caterina Soffici, Ma le donne no*, si fa il punto su alcune date fondamentali: fino al 1963 era in vigore lo ius corrigendi che dava al marito il diritto di colpire la moglie accusata, a suo personalissimo giudizio, di aver commesso errori. Fino al ’68 l’adulterio era reato, le donne potevano essere incarcerate per due anni mentre gli uomini – a meno che non destassero un eccessivo scandalo pubblico – potevano tradire tranquillamente la moglie. Fino al 1975 l’uomo esercitava la patria potestà su tutta la famiglia. Solo l’introduzione del nuovo diritto di famiglia ha abolito la potestà maritale dando pari diritti ai coniugi. E il delitto d’onore, quello che fa rovesciare le budella ogni volta che un fanatico musulmano uccide la moglie e fa scrivere fiumi di inchiostro ai civilissimi compatrioti senza memoria? Fino all’81 era in vigore nel nostro ordinamento, e l’uomo che uccideva la moglie, la figlia, la sorella, “nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onore suo e della sua famiglia” aveva diritto a tutte le attenuanti e subiva una pena dai tre ai sette anni. Ma se la donna uccideva il marito per lo stesso caso, era condannata all’ergastolo. Solo nel 1996, dopo un faticoso dibattito durato venti anni, è stata approvata la legge sulla violenza sessuale, dichiarando il reato contro la persona e non contro la morale. Sono date che dovremmo ricordare ogni volta che un uomo ammazza una donna perché è geloso, è debole, è passionale.
Ci vogliono tanti anni per cambiare la testa di un popolo. I maschi italiani – a volte pure quelli che amiamo – di strada ne devono fare ancora tanta.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*http://www.nessundio.net/libri.htm (25/2)

http://www.youtube.com/watch?v=0XgcrupDQFk

4 Commenti a “18 /7/10 – Oggi parliamo di donne (2)”

  1. Goliarda scrive:

    Purtroppo le donne che fanno politica oggi si sono compleamente adeguae ai maschi

  2. Aviva De Benedetti scrive:

    Le donne di sinistra stanno troppo appese alle giacche degli uomini e al partito , Le donne di destra hanno modelli assolutamente maschili. Quello che manca è proprio un pò di femminismo comdito dal bel separatismo dei nostri vent’nni

  3. F. Coen scrive:

    Le donne sono irrilevanti come gruppo purtroppo. Personalmente ho vissuto come una sconfitta il silenzio di noi donne di sinistra (o quelle parti) quando si sono scatenati gli insulti sulle donne di Berlusconi

  4. Marcello scrive:

    E’ vero, ci vuole tempo per cambiare la testa di un popolo. Berlusconi lo ha capito e ha preso sotto di sè quelli che ancora non avevano iniziato il processo di cambiamento