15/7/10 – Oggi parliamo di donne

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Le pene e le leggi previste per i vari reati in qualsiasi paese del mondo rispecchiano la cultura di quei paesi, e il dovuto rispetto per le nazioni dovrebbe prevalere sulla tentazione di imporre agli altri i propri criteri di giudizio. Si precisa inoltre che il nuovo codice penale islamico, in via di approvazione dall’assemblea Consultiva islamica iraniana, non menziona la pena di lapidazione (dal comunicato dell’Ambasciata in Italia della Repubblica islamica dell’Iran in seguito agli articoli sulla condanna per lapidazione dell’adultera Sakineh)

La storia di Sakineh Mohammadi Ashtiani somiglia a quella di tante altre donne condannate dai tribunali dei paesi islamici più radicali. E’ stata accusata di avere fatto sesso con due uomini al di fuori del matrimonio, una confessione estorta con novantanove frustate, poi la condanna. Grazie ai due figli della donna che hanno pubblicizzato il caso, si sono mobilitate organizzazioni per i diritti umani e molta gente comune. Il tribunale iraniano ha deciso di rinviare l’esecuzione della lapidazione, ma non si sa per quanto.
All’interno delle istituzioni iraniane lo scandalo internazionale destato dal caso, ha avviato un confronto sulla legittimità della lapidazione. Nel Corano questa pena non è mai citata per punire l’adulterio, anche se i tribunali islamici richiamano il testo per giustificare il metodo. L’adulterio (zina) è una delle sei offese che Allah prescrive di punire con le frustate (le altre sono falsa accusa di adulterio, furto, rapina, apostasia e ubriachezza). Oggi il codice penale iraniano – che è in corso di revisione come ha comunicato l’Ambasciata iraniana in Italia – descrive in maniera articolata la lapidazione: “le pietre usate non devono essere troppo grandi da uccidere subito il condannato né troppo piccole da non poter essere considerate pietre”. Alla vittima viene fatto indossare un sudario, viene calata in una buca ricoperta di terra, fino alla vita l’uomo, fino al petto la donna. Se l’adulterio è stato dimostrato in tribunale con una confessione dell’adultera/o è il giudice che scaglierà la prima pietra, se invece è dimostrato da testimoni saranno loro i primi a lanciare.
La traduzione di zina è adulterio, ma di fatto comprende ogni atto sessuale ritenuto illegale: sesso non coniugale, sodomia, stupro, incesto. Il giudizio più complesso è l’intreccio tra stupro e adulterio. E’ frequente che la vittima di stupro è accusata anche di adulterio se non riesce a dimostrare di essere stata costretta al rapporto sessuale. E’ orribile è vero. Ma non deve farci dimenticare che nel nostro Paese ancora oggi il primo giudizio sullo stupro è “era in giro di sera, era una donna leggera, vestiva scollato”. Spiace ricordare il caso di una sedicenne di Montalto di Castro, comune laziale, dove il sindaco Pd pagò, con apposita delibera comunale, le spese legali a un branco di maschi poco più che adolescenti definendo in consiglio la stuprata una mignotta. In quel partito non c’è stata nessun tipo di condanna per il sindaco e i consiglieri, neanche da parte delle donne.
Nel mondo islamico, specialmente nelle zone rurali, l’accusa di adulterio è usata come mezzo di controllo sulle donne. Rarissimi gli uomini puniti per adulterio.

All’inizio del 2011 nascerà una super agenzia delle Nazioni Unite, UnWomen, contro le discriminazioni di genere. Avrà il compito di fare pressione sui 192 paesi dell’Assemblea generale sui temi dell’integrazione femminile e della lotta alle disuguaglianze. Il rischio è che diventi un ghetto dove si discute di diritti ma senza esportarli nei luoghi della politica. E’ probabile che sarà chiamata a dirigere l’agenzia Michelle Bachelet, già presidente del Cile. Emma Bonino dice che nessun paese aderente alle Nazioni Unite ha risolto i problemi nei confronti delle donne e ricorda come in Italia permanga la barriera contro i nuovi diritti, “dalla Ru 486 alla procreazione assistita, oltre alla perpetuazione del familismo come ammortizzatore sociale, un modo ipocrita per costringere le donne a farsi carico di anziani e bambini”. Solo l’8% dei bambini italiani ha accesso all’asilo nido contro il 40-45% dell’Ue.

Anche la sensuale Sherazad rischia di sparire. “Le mille e una notte”, le storie di Aladino, Sinbad il marinaio, Ali Babà e i quaranta ladroni, fanno arrabbiare gli islamici fanatici egiziani perché la protagonista, Sherazad, è una eretica, figlia di Sassanidi, re della Persia pre islamica (641 d.C.) . Il procuratore generale ha ritenuto irricevibile la richiesta di censura dello zibaldone fantastico, ma è molto probabile che, approfittando della tensione di un difficile transizione che la malattia di Mubarak provoca nel paese, i fondamentalisti tornino all’attacco.
Essere donne è ancora, in troppo mondo, difficile.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Nel mondo

80% le quote di donne sul totale delle vittime del traffico di esseri umani (stime da un minimo di 500mila a 2 milioni di persone in tutto il mondo) 60 milioni le giovani sotto i 18 anni che sono costrette ai matrimoni forzati 141 gli Stati nel mondo dove lo stupro domestico è legale 48,4% la percentuale di popolazione femminile sopra i 15 anni di età economicamente inattiva, contro il 22,3% degli uomini 18,7 milioni le donne rimaste disoccupate dopo la crisi economica del 2008 517 milioni le donne che non sanno leggere e scrivere: i 2/3 del totale di 776 milioni di analfabeti del mondo 1 su 16 le donne che rischiano di morire per cause legate al parto in Africa. In Europa il rapporto è di una donna su 1.400

E in Italia

46,1% il tasso di occupazione delle donne italiane (la media europea è del 58,3%) 16,8% il divario retributivo tra uomini e donne in Italia 6.7 milioni le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale (il 31,9%) 193 le donne presenti in Parlamento (il 20,3%) 847 le sindaco (il 10,59%) 2 le presidenti di Regione (Fonte Nazioni Unite)
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7 Commenti a “15/7/10 – Oggi parliamo di donne”

  1. Stefania scrive:

    Complimenti per questo interssantissimo ed esaustivo articolo informativo

  2. Romano scrive:

    Segnalo che riesco ad entrare nel sito solo attraverso la pagina di Tiziana. Avete forse un problema di accesso

    Si sa se il film The stoning Soraya uscirà anche da noi?

  3. Giulio C. Vallocchia scrive:

    Per un problema tecnico il sito è visibile solo digitando http://www.nessundio.net almeno fino a domani.
    Grazie per la segnalazione,
    Giulio C.Vallocchia

  4. Tiziana scrive:

    @Romano
    Il film sarà disoinibile dal prossimo mese da Feltrinelli International (via Emanuele Orlando, Roma) in inglese

  5. Marcello scrive:

    Non è male l’analogia tra la lapidazione e il ricordo delle vicende di Montalto di Castro. Che stranamente il Pd ha rinchiuso nel cassetto.

  6. Aviva De Benedetti scrive:

    Tiziana scrive

    deve farci dimenticare che nel nostro Paese ancora oggi il primo giudizio sullo stupro è “era in giro di sera, era una donna leggera, vestiva scollato”. Spiace ricordare il caso di una sedicenne di Montalto di Castro, comune laziale, dove il sindaco Pd pagò, con apposita delibera comunale, le spese legali a un branco di maschi poco più che adolescenti definendo

    mi hai ricordato uno dei mille motivi per cui è difficile votare Pd