6/7/10 – Sciopero

Il coraggio intellettuale della verità e l’attività politica sono due cose incompatibili in Italia (Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975)

La Fnsi ha stabilito un giorno di sciopero il 9. Io aderirò, malgrado quello che scrivo di seguito.
Lo sciopero, ma sarebbe meglio dire la serrata giacché la Fnsi è il sindacato unico dei giornalisti – in palese contrasto con lo Statuto dei lavoratori – è indetto per contrastare la legge sulle intercettazioni telefoniche voluta fortissimamente dal Presidente del Gran Consiglio. E’ una legge confusa, eccessiva, inefficace e, soprattutto, sciocca. Se lo scopo è difendere la privatezza come va dicendo un premier che somiglia sempre più a Napoleone nelle barzellette del matto, basterebbe sanzionare, così come previsto dalle normative vigenti, i capi delle procure della Repubblica dove il segreto non è tutelato e da dove filtrano ai media documenti riservati.
I giornalisti italiani, con poche lodevoli eccezioni, sono un ossimoro.
Prima di tutto c’è l’Ordine dei giornalisti che contrasta palesemente con l’art. 21 della Costituzione (secondo capoverso: la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure). Poi i giornalisti italiani sono dipendenti di De Benedetti, di Berlusconi, di Mediobanca, di Caltagirone, fino ad arrivare ai paladini della libera informazione a posto fisso della Rai, che dipendono direttamente dalla politica. Come sanno anche i sassi un giornalista per entrare in Rai deve rispondere a una corrente di partito di governo, perché quell’azienda non accetta curricula né, da più di venti anni, ha indetto concorsi. Alla faccia dell’indipendenza dalla politica, molti giornalisti rai sono o sono stati deputati e eurodeputati. Il Lazio ha funzionato come un vaso comunicante con la rai avendo avuto ben due presidenti della regione.
Sempre più spesso le rivelazioni giornalistiche arrivano dal sito Dagospia o da qualche blog, mentre per i servizi di denuncia si ripiega sulle Iene. Ultimamente molto addomesticate dagli occhiuti politici che pur di stare davanti a una telecamera non temono di rivelare al mondo che l’America è stata scoperta nell’800.
Mentre operai, ricercatori, studenti… scioperano per finire sui giornali, i giornalisti scioperano per non farli uscire, regalando così a Berlusconi una giornata di sogno. Qualcuno ha provato a proporre forme alternative allo sciopero: un giorno di quotidiani gratis, un editoriale unico (da Mauro della Repubblica a Feltri del Giornale non vogliono la legge bavaglio), un oscuramento delle notizie parlamentari… ma niente, perché i dirigenti della Fnsi del giornalismo e della libertà di informazione tutto ignorano. O se ne disinteressano. Ad esempio non parlano dei giovani che hanno difficoltà enormi per accedere alla professione, delle retribuzioni risibili per le strisce, dello scarto altissimo tra un redattore di desk e un direttore. Perfino le newsletter dell’Ordine, o addirittura quella del Giornalista pensionato, sono gestite da professionisti già garantiti mentre potrebbero essere utili palestre per i giovani e i tantissimi disoccupati (alcune migliaia).
Per fare chiarezza su questi punti, per discutere di una professione che niente ha a che vedere con la libertà e l’indipendenza, l’Ordine dei giornalisti e la Fnsi potrebbero indire un bel convegno. E poi chiudere per sempre.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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NoGod ai Mondiali di calcio

I giornalisti non ne hanno parlato, ma il 10 giugno, in Thailandia, è stato dato un calcio d’inizio particolare: la “Coppa del mondo 2010 dietro le sbarre”. Gli atleti sono stati selezionati tra i 10mila detenuti stranieri di 90 nazionalità diverse che si trovano nelle prigioni del Paese. La prima partita, come a Città del Capo, è stata Sudafrica-Messico, l’ultima si disputerà lo stesso giorno di quello africano. Il campionato è stato organizzato nel carcere di Klong Prem, a nord di Bangkok. Le partite vengono trasmesse dalla tv locale Pbs. I giocatori e il pubblico, circa 300 persone, sono sta

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5 Commenti a “6/7/10 – Sciopero”

  1. ultima riga scrive:

    sono state selezionate tra i detenuti che hanno tenuto una buona condotta

  2. Laura Rintallo scrive:

    Tiziana scrive

    …Sempre più spesso le rivelazioni giornalistiche arrivano dal sito Dagospia o da qualche blog, mentre per i servizi di denuncia si ripiega sulle Iene. Ultimamente molto addomesticate dagli occhiuti politici che pur di

    ecco, mi chiedo perchè i giornalisti che contestano giustamente il bavaglio, non facciano contestualmente indagini giornalistiche. E’ vero che sempre più spesso piccole notizie, curiosità, brani di stampa estera, ci vengono rilevati dai blog. Possibile che i grandi giornalisti non hanno niente da dire in proposito?

  3. Anonimo scrive:

    Che finezza il Gran Consiglio…..

  4. Marcello scrive:

    In effetti una Bianca Berlinguer che legge un editoriale coofirmato da De Bortoli, Mauro e Belpietro sarebbe stato un bell’impatto

  5. Margot scrive:

    Per esempio i giornali potevano uscire con un dossier sull’Aquila