Archivio di luglio 2010

I funerali per i nostri caduti in Afghanistan.

sabato, 31 luglio 2010

Ancora una volta lo Stato ha rinunciato al suo dovere di onorare con una sua propria, esclusiva cerimonia i soldati italiani caduti e ne affida il compito al rappresentante di una Religione-Stato. L’omelia del celebrante, il vescovo Pelvi, ha spaziato su temi niente affatto rigorosamente religiosi ma che hanno investito argomenti che sarebbero stati di esclusiva pertineza di un ministro degli esteri o della difesa se questi due rappresentanti del governo non si fossero limitati a una comparsata ufficiale in una basilica cattolica anzichè prendere la parola per onorare i caduti nei luoghi simbolici dello Stato, come l’Altare della Patria. Notiamo per inciso e per facilitare il mal di fegato dei nostri lettori che il vescovo Pelvi è “arcivescovo ordinario militare per l’Italia”, un ruolo che gli darà diritto -indipendentemente dal numero di anni in cui presterà tale servizio- di andare in pensione come Generale dell’esercito italiano. A spese dei contribuenti naturalmente. E farà compagnia, come generale in pensione, al cardinale Bagnasco, suo predecessore nel lucroso incarico di “ordinario generale”, anche lui pensionato privilegiato a spese dei contribuenti italiani oltre che Presidente della CEI, il Governo Ombra che controlla e guida il Vicereame del Papa Re.

Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera

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30/7/10 – Atti contro natura (2)

venerdì, 30 luglio 2010

Er prete è un coso nero contro la Patria e la modernità (Trilussa)
Molti religiosi sono sospettosissimi. Sembra che – per motivi puramente religiosi, si intende – sull’iniquità la sappiano moto più lunga dei reprobi (Kipling)
Il sesso è l’ossessione dei maschi celibi invecchiati dentro le gerarchie che hanno fatto del corpo la loro dolorosa prigione, in nome di uno Spirito che campa nutrendosi di divieti, condanne e altrui sofferenze (Pino Corrias)

Nei giorni di fango in cui in Germania si parlava degli orrori della pedofilia clericale, il teologo tedesco David Berger, scandalizzato dall’accostamento tra omosessualità e pedofilia, decise di scrivere sul quotidiano Frankfurter Rundschau un editoriale per fare outing sulla sua omosessualità e in cui affermò che le posizioni della Chiesa cattolica sull’argomento erano ipocrite e bigotte, e, soprattutto, causa della crescita dell’omofobia. Contestualmente decise di dimettersi dalla direzione della rivista conservatrice Theologisches.
A distanza di tre mesi è stato licenziato dalla pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino, congedo che Berger contesta in quanto sostiene che il catechismo del 1992 vieta l’atto omosessuale ma le persone omosessuali devono “essere accettate con rispetto compassione e sensibilità”.
Non amando nessun tipo di esclusione e/o deferimento sia pure per un prete, auguri a Berger. Però è bene ricordare che nell’ottobre del 2005 un documento ufficiale della Santa Sede impartiva le modalità per accogliere aspiranti sacerdoti, reiterando il divieto di dare gli ordini sacri a quanti praticano l’omosessualità, ma anche a quelli sospettati di sostenere la cultura gay o anche di presentare “tendenze omosessuali profondamente radicate anche senza metterle in pratica”. Nella revisione del catechismo del 1997 è stato inserito un passaggio in cui si dice che l’inclinazione omosessuale è “oggettivamente disordinata”. E nel catechismo degli adulti curato dalla Cei, l’omosessualità è trattata nel paragrafo Disordini sessuali insieme a masturbazione, fornicazione, prostituzione, adulterio, incesto e stupro.
Quando l’Onu, su proposta (2009) del presidente francese Sarkozy e con le firme di 27 Stati dell’Ue, avanzò una risoluzione che chiedeva la depenalizzazione dell’omosessualità nelle legislazioni del mondo, il Vaticano insieme ai Paesi islamici fondamentalisti rifiutò di aderirvi. Lo stesso rifiuto si ebbe anche nel gennaio 2006, quando il Parlamento europeo approvò una risoluzione contro l’omofobia con la quale si invitavano i parlamentari europei a condannare “ogni avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e dei transessuali, e di legiferare contro “le discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso”. Su pressione del Vaticano gli europarlamentari italiani di Forza Italia (oggi confluiti nel Pdl), Udc, Lega e Margherita (oggi confluiti nel Pd), ligi alle volontà d’Oltretevere si schierarono contro il progetto anti-discriminatorio.
Abbiamo sentito le voci delle gerarchie anche in seguito alla scontatissima inchiesta di Panorama: “venite allo scoperto invece di approfittare dei benefici della tonaca”.
Per la mia cultura l’agire della Chiesa cattolica è criminoso. Ed è da criminali avere rapporti con questa gente.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

26/7/10 – Atti contro natura 1,

http://www.nessundio.net/blog/2010/07/26/4266/

29/7/10 – Bugie estive

giovedì, 29 luglio 2010

Estate/ sei calda come i baci che ho perduto/ sei piena di un amore che è passato/che il cuore mio vorrebbe cancellare/ odio l’estate

I telegiornali impacchettati da veri professionisti nell’arte di rivestire il nulla con pomposità fanno diventare l’ ESODO* dei vacanzieri il fatto del giorno per tutta l’estate. Dopo le risibili interviste sul caldo – mai una domanda ai padroni del vapore sul perché gli autobus romani abbiano aria condizionata rara, perché siano state rimosse le pensiline alle fermate dell’autobus proprio a luglio … – i cosiddetti giornalisti si spostano sui caselli dell’autostrada a chiedere dove andate, quanto vi fermate, quando tornate.
La scorsa settimana la ministro del Turismo Brambilla, ha presentato l’indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani. Il dato boom è che 30 milioni di italiani hanno pianificato una vacanza tra luglio e settembre contro il 25.9 dell’anno scorso. Dice Michela Vittoria Brambilla che il turismo è la prima attività produttiva del Paese, però (e si para il culo) non ci sarà aumento del fatturato perché gli albergatori hanno ridotto i prezzi.
Notizia per i boccaloni e i minzolini alla quale ha reagito subito (il disfattista e forse comunista) Trefiletti di Federconsumatori che ha chiesto al ministro di essere realista e di non diffondere “dati mendaci”. Secondo l’organizzazione “la contrazione dei flussi turistici per questa stagione sarà preoccupante, con una caduta sotto la soglia del 40% dei cittadini che potranno usufruire di una vacanza”. Anche Cinzia Renzi di Fiavet (Fed. italiana associazione imprese viaggi e turismo) conferma i dati sulle 13mila agenzie di viaggio che denunciano gravi carenze di prenotazioni. Per il presidente degli albergatori Bernabò Bocca il 46,3% degli italiani non si muoverà, e uno su 4 lo farà per mancanza di soldi.
Come se non bastasse, paesi nostri diretti competitori come Turchia, Spagna, Grecia utilizzano il da noi poco utilizzato sistema all inclusive che assicura spese certe e contenute.
Nella vacanza italiana l’albergo e il ristorante rappresenta il 60% mentre il 40% va in trasporti e tempo libero. Il tempo della vacanza si contrae e il fatturato scende. Visto che il governo ha pensato bene di ripristinare un ministero che era stato cancellato con un referendum popolare, almeno che questo dicastero provasse a mettere a punto le strategie per implementare il turismo nei prossimi secoli invece di partorire imbarazzanti e inutili spot.
Del resto come pensare alle vacanze con disoccupazione, cassa integrazione e blocco dei contratti per milioni di lavoratori? Che però non esistono nel paradiso di bugie dei telegiornali di Vaticalia.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Ci sia permesso ricordare ai giornalisti, gli stessi con i quali siamo stati solidali sulla questione legge-bavaglio, ma dai quali vorremmo qualche cosa di serio di tanto in tanto, che la parola esodo non vuol dire spostamento in massa, ma spostamento in massa forzoso. Potrebbero ad esempio utilizzarla qualora volessero descriverci lo spostamento di aquilani dalla loro città distrutta alle newtown e negli alberghi della costa. T.F.

20 Settembre 2010 , tutti in ginocchio a Porta Pia davanti al Plenipotenziario del Papa Re.

martedì, 27 luglio 2010

E ci sarà pure il Presidente Napolitano.

Nel 140° anniversario della Breccia di Porta Pia tutte le celebrazioni si svolgeranno all’ombra del Papa Re. Clamoroso cedimento sponsorizzato dal Presidente della Repubblica in persona che chiuderà la Breccia del 1870 e rimetterà la chiavi del Nuovo Stato Pontificio Vaticaliano nelle mani del Cardinale Bertone. E’ la fine ingloriosa e definitiva dello Stato laico.

Pannella, fa’ qualcosa… almeno tu !

Da La Repubblica del 27/10/2010

ORAZIO LA ROCCA | Repubblica | 27 Luglio 2010

Le celebrazioni dei 140 anni della presa di Roma precedute da dieci mesi di trattative fra il Comune e la Santa Sede. Sarebbe stato il Quirinale a suggerire un percorso condiviso; Bertone lima e modifica il programma, poi il placet a Alemanno.

CITTÀ DEL VATICANO – Celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere. Sarà questo, dopo una lunga trattativa con il comune di Roma, lo spirito dell´anniversario della Breccia del 20 settembre prossimo; gli uomini del Papa hanno voluto che venisse impostato all´insegna della cultura, della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all´attualità. La ricorrenza sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni, manifestazioni pubbliche, confronti tra storici) totalmente graditi, nella scelta dei titoli e dei relatori, alla Santa Sede e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il quale – in sintonia col sindaco di Roma Gianni Alemanno – ha dato nei giorni scorsi il suo placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre vedranno coinvolti il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano.

Secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a “suggerire” al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all´annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa.

Il Quirinale – a quanto sembra – non ha dovuto faticare molto per convincere il Campidoglio ad accettare i desiderata vaticani fin dalla formazione del comitato organizzatore, nel quale la Santa Sede ha nominato l´arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Non tutto è filato liscio. Sono stati necessari, infatti, quasi 10 mesi di lavoro, con numerosi incontri in Vaticano, presenti Alemanno e Bertone, per arrivare ad un programma pienamente condiviso per il quale solo alcuni giorni fa il Segretario di Stato si è detto “pienamente d´accordo”, facendo capire che il 20 settembre potrebbe essere persino presente davanti a Porta Pia accanto al presidente Napolitano.

Per la diplomazia capitolina un indubbio successo costato però alcune dolorose rinunce come la cancellazione nel comitato organizzatore di uno storico proposto dal Campidoglio, ma non gradito al Vaticano perchè giudicato troppo vicino alle posizioni dell´estrema destra. Nessun problema, invece, per gli altri due nomi in aggiunta a Ravasi proposti dal Vaticano, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, e la professoressa Micol Forti dei Musei Vaticani. Meno fortunato, invece, è stato Marcello Veneziani, giornalista e scrittore notoriamente vicino alla destra, che si è visto bocciare dalla Segreteria di Stato della Santa Sede (e quindi dal cardinale Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto per la giornata di apertura del 18 settembre in Campidoglio. Nella intestazione della bozza Veneziani, nella sua veste di coordinatore del convegno, aveva scritto “Pio IX, il Papa Re”, bocciato dal Vaticano perchè “troppo provocatorio”

. Titolo, poi, cambiato in un più accomodante “Pio IX e la città di Roma”, benedetto senza problemi da Bertone, il quale se interverrà alle celebrazioni (ha assicurato che informerà ufficialmente il Campidoglio entro agosto) non sarà comunque il primo segretario di Stato della Santa Sede a commemorare la Breccia di Porta Pia. «E´ stato preceduto nel centenario del 1970 dall´allora cardinale vicario Angelo Dell´Acqua», ricorda il teologo Gianni Gennari, editorialista del quotidiano cattolico Avvenire, che è stato anche testimone diretto di quell´evento nel quale, specifica, «per la prima volta un delegato papale definì la caduta del potere temporale come un segno benevolo della Divina Provvidenza per la Chiesa». «Ero nell´ufficio del cardinale – racconta Gennari – quando arrivò la telefonata di Paolo VI che gli chiese di andare a celebrare la Messa a Porta Pia il 20 settembre 1970. Dell´Acqua in un primo momento titubò, non capì. Ma poi non ebbe esitazioni, obbedì, andò e celebrò».

26/7/10 – Atti contro natura

lunedì, 26 luglio 2010

All’ospedale Gaetano Pini di Milano, un giovane gay non ha potuto donare il sangue. E’ giusto? Si 31,4% No 68,6% (sondaggio corriere.it)

L’espressione contro natura è una terminologia utilizzata dalla Chiesa cattolica riguardo la morale sessuale. Ma la teologia cristiana ignora la natura perché guarda attraverso gli occhiali del creazionismo, che considera le persone e l’universo un dono di Dio. Sembra un paradosso quindi il richiamo alla natura da parte di chi alla natura non crede. Ma, è anche incredibile che la Chiesa cattolica che sentenzia, giudica, condanna con grande sicumera, basi le sue sicurezze su fonti labili. Nel catechismo di Pio X (papa dal 1903 al 1914) la sodomia era tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, gli altri tre sono omicidio volontario, oppressione dei poveri, frode. Gridano vendetta, cioè provocano la punizione divina come nel Genesi viene distrutta la città di Sodoma. Però, l’assunto che il cristianesimo e in particolare il cattolicesimo si rifacciano alla Bibbia è una affermazione quanto meno gonfiata (i fatti del cristianesimo sono narrati nei Vangeli). Come si sa nel libro si racconta la storia del popolo di Israele e non ha un carattere propriamente religioso come vogliono sostenere i cristiani, ma è piuttosto un romanzo epico (come i più noti e non sfruttati a fine religioso Iliade e Odissea) . Nell’episodio biblico a cui la Chiesa romana si richiama per condannare l’omosessualità, non c’è questa assertività, tanto che Dio si lamenta perché il popolo non ubbidisce e discute su ogni cosa. I cristiani dicono di essere figli di Abramo, ma Abramo contratta con Dio: se a Sodoma esistono cinquanta giusti… o anche un solo giusto tu distruggeresti con una pioggia di fuoco la città di Sodoma? E dice a Dio : il giudice di tutta la terra non giudica secondo giustizia (Genesi 18:25-32). L’omosessualità era molto diffusa tra i popoli mediorientali nel periodo storico dei fatti raccontati nella Bibbia, ma non era comune, secondo il libro, tra gli Ebrei. Raccontiamo l’episodio: Lot viveva a Sodoma quando due angeli arrivarono in città e Lot li invitò ad entrare a casa sua per mangiare e riposarsi. Rapidamente si sparse la voce che a casa di Lot c’erano due uomini bellissimi e presto una folla di uomini anziani e giovani si recò in quella casa chiedendo: dove sono gli uomini che sono venuti da te? Falli uscire. Lot comprese che gli abitanti di Sodoma volevano violentare i suoi ospiti, e decise, pur con dolore, di offrire le sue due giovani figlie vergini pur di salvaguardare i sui ospiti. La folla allora si scagliò contro Lot per sfondare l’uscio, ma i due angeli afferrarono Lot e colpirono la gente di fuori con un bagliore accecante, così essi si affannarono inutilmente a cercare un’entrata (Genesi 19:1-11)
Secondo molti commentatori in questo passo il peccato va ricercato nella concupiscenza di “cosa altrui”. Nel Levitico (che elenca le regole che gli ebrei devono osservare), l’omosessualità è comunque da evitare. Non dovrete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con la donna: è una pratica mostruosa (Levitico 18:22). Perché tanta severità per pratiche così poco conosciute tra gli Ebrei? Probabilmente perché l’omosessualità è intesa come mezzo di culto a divinità pagane, come leggiamo in Deuteronomio 23:17, dove si fa riferimento al prostituto sacro. Però troviamo anche passi delicati e che ci indicano rapporti omosessuali improntati a grande tenerezza. Il primo episodio è riferito a David, futuro re di Israele, e a Gionathan, figlio di re Saul. Il loro è un rapporto intenso e per l’amore che gli portava, Gionathan fece giurare David, perché:
l’amò più di un fratello (I Samuele 18:4), David, l’amò come l’anima sua (I Samuele 18:1) E David dopo la morte dell’amico dirà: Per me il tuo amore era dolce più che l’amore di donna (II Samuele 1:26). E lo stesso Saul dirà al figlio : Figlio di una donna perduta! Non so forse che sei legato al figlio di Isaia, a vergogna tua e a vergogna della nudità di tua madre?(I Samuele 20:30).. La Chiesa cattolica ha un giudizio sprezzante sulle donne, quindi non prende neanche in esame di giudicarle per la loro omosessualità, ma nella Bibbia troviamo anche passi che riguardano l’amore fra donne. Il racconto riguarda Ruth che, rimasta vedova , potrebbe ricongiungersi alla sua famiglia ma chiede alla suocera di rimanere con lei: non chiedermi di abbandonarti, lasciami venire con te, dove tu abiterai abiterò con te. Solo la morte potrà separarmi da te (Ruth 1:16-20) . Ruth decide di rimanere con Noemi e leggiamo che si unisce a lei (davka bah) proprio come leggiamo nel Genesi quando un uomo lascia padre e madre per unirsi alla donna (davka) . Sotto al cielo e nei libri esistono molte più realtà di quante sembra comprenderne la Chiesa cattolica e sant’Agostino (se si offende l’ordine naturale si offende Dio stesso in qualità di ordinatore della natura). E’ complesso coniugare il cristianesimo e la modernità soprattutto quando non si ha nessuna propensione e interesse per la concezione postcreazionista – e quindi naturale – del mondo e delle persone.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

15/10/08 – Fuori dal coro ma senza stonare

domenica, 25 luglio 2010

“La faccia esangue, gli occhi verdognoli… un individuo squallido e sgradevole. Questo giovanotto ispira una incontrollata e irragionevole sensazione di ripugnanza”. Così sul Borghese Gianna Preda, nel 1961, descrive il prof. Luigi De Marchi.
Non solo, un anno prima l’Osservatore romano ne aveva chiesto l’arresto, mentre i responsabili di una delle tante opere assistenziali ecclesiastiche – sentendosi offese dal suo lavoro – gli fanno la posta sotto casa; e infastidiscono Maria Luisa Zardini, allora sua moglie, impegnata a spiegare la contraccezione nelle periferie.
Ma, che cosa aveva mai fatto questo signore?
Pioniere del controllo delle nascite, De Marchi individua tra i suoi avversari la sessuofobica Chiesa, e una bella domenica se ne va a piazza San Pietro con un camioncino dal quale disinvoltamente scarica una pillolona di polistirolo e la fa rotolare fin sotto l’obelisco. Viene fermato dai carabinieri, il pillolone sequestrato dalla gendarmeria vaticana, e la foto del professore si fa un bel giro. Inventore dell’AIED (Associazione italiana educazione demografica), vive amori e disamori con i radicali. E’ un personaggio chiave nella storia dei diritti civili, ed è la dimostrazione di come parlare di sessualità e diritti riproduttivi ti inimica il sistema dei partiti e tutte le Chiese. Si inventa un modo accattivante per parlare di sessualità e contraccezione, facendo il regista di fotoromanzi interpretati dai giovani Paola Pitagora e Ugo Pagliai. Lo scrittore Luciano Bianciardi gli dedica un bel racconto: in una ipotetica città dove tutti sono costretti a mangiare semolino, il prof. Marco De Luigi, dalla gola anarchica, si batte perché tutti possano scegliere di mangiare spaghetti, polpette e patatine. Il professore, venuto da Brescia dove è nato nel ’37, si becca ben sei processi per violazione dell’art. 553 c.p. per le sue conferenze scientifiche sulla contraccezione. Ma il “tignoso” non smette, e nel corso degli anni i suoi interventi diventano libri, programmi tv, rubriche radiofoniche.
Tanti sono i motivi per cui riconosciamo quasi ogni giorno di vivere in un paese anormale. Incontrare il prof. De Marchi alla Sma di via Livorno, sempre con il suo cappello a metà tra un basco e una coppola, e non vedere uomini e donne (e si che gli dobbiamo tutte qualcosa) che lo salutano con reverenza, è uno.
Ma forse lui lo sa che non essere sempre compresi è il prezzo che pagano quelli che hanno ragione prima degli altri.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Laicità dinamica.

domenica, 25 luglio 2010

Si allarga con Valter Veltroni lo schieramento dei laici devoti dopo che Giuliano Ferrara ha inaugurato quello degli atei altrettanto devoti. Ma con una piccola differenza. Ferrara e i suoi epigoni sono molto più evidentemente schierati con una netta preferenza devozionale alla chiesa cattolica. Veltroni invece è molto più attento alla generalità delle fedi, facendo entrare democraticamente nella devozione anche tutte le altre religioni, senza preferenze. Tocca a Vannino Chiti, del PD-Partitus Dei, spiegare il Veltroni-pensiero in materia religiosa in occasione del convegno dedicato da Democratica al tema “Democrazia, religioni,identità”.
Far convivere identità e dialogo
, far vivere ciascuna identità in rapporto con l’altro: è la sfida posta alla democrazia moderna. Riconoscere come positivo un ruolo pubblico delle religioni – al plurale, non solo quello della Chiesa cattolica – in un quadro preciso di ruoli e di competenze. Tenendo però ben fermo il rispetto della laicità,
da intendere però in modo dinamico.
Magnifico, adesso scopriamo la “laicità dinamica” ! Dopo la “Sana Laicità” tutta al servizio della chiesa cattolica spiegata all’esterefatto Presidente Ciampi da Benedetto XVI nella sua prima visita al Quirinale, dopo la laicità positiva inventata da Sarkozy e fatta propria dalle destre clericali italiane, ecco che arriva la laicità dinamica che consiste nel sottoporre il concetto di laicità non solo all’interpretazione della Chiesa cattolica e dei sui zuavi in politica, ma anche ai gerarchi delle altre religioni, in prima fila quelli musulmani, che però della laicità non danno nessuna interpretazione essendo del tutto esclusa dalla loro Carta Costituzionale integrale, il Corano, dove la legge dettata da Allah è solo quella della religione e basta. E chissenefrega della laicità sana, positiva e dinamica.

Giulio C. Vallocchia

Qui la fonte della notizia su L’Unità

http://www.unita.it/news/italia/101617/al_via_democratica_si_parla_di_diritti_e_religione

La  “sana laicità”.
E’ questo il resoconto  del  discorso del papa durante la visita ufficiale al Quirinale il 24/06/05

24/06/05 – Visita del Papa-Re al suo Vicereame Vaticaliano. Comunicato di NO GOD.

Benedetto 16 arriva al Quirinale passando lungo strade praticamente deserte di romani e con qualche gruppo qua e là di turisti indifferenti, con piccole folle solo nei punti di sosta all’uscita di Piazza San Pietro e a Piazza Venezia. Inchini esagerati e baciamano da parte di italiche autorità a San Pietro, dignitoso cenno del capo di Veltroni (almeno lui) a Piazza Venezia, eccesso di inchino da parte di Ciampi al Quirinale e pericolosa inclinazione di Fini e Berlusconi, ancora di più Casini. Sbracamento dorsale di Pisanu e baciamano inopportuno di autorità minori. Inarrestabile logorrea di Cossiga che si è esibito in una sorta di captatio benevolentiae differita comunicando al papa che la sua nipotina ogni volta che vede una sua foto….applaude !
Discorsi ufficiali con Ciampi che si barcamena fra la difesa doverosa della laicità e una caduta cerchiobottista sulle radici cristiane di italiani ed europei. Le radici cristiane saranno pure un vanto per Ciampi, ma non per noi.
E’ il turno poi delle bordate di Ratzinger cha fa sbiancare il povero Ciampi  con un  duro e apodittico punto di vista sulla laicità, anzi sulla “sana laicità“, come la chiama lui.  A cominciare dalla famiglia fondata sul matrimonio (il resto non esiste) messa in pericolo da “attacchi” fra i quali evidentemente anche la richiesta di riconoscimenti giuridici per le coppie gay che la chiesa vuole invece escludere con “amorevole” determinazione. Sulla sacralità della vita, dall’inizio alla fine, il papa fa capire chiaramente chiaramente che bisogna rivedere la legislazione sull’aborto ed escludere qualunque legge sull’eutanasia. Consente però, bontà sua, che si possano praticare cure palliative del dolore. Anche questo è in qualche modo nella tradizione della chiesa che agli eretici pentiti consentiva di essere ammazzati prima di finire arrostiti sui roghi in gloria di dio. Ultima bordata sulla scuola. Qui il papa batte apertamente cassa e dice chiaro e tondo che lo Stato deve pagare tutte le spese delle scuole cattoliche per consentire ai genitori che lo vogliano di mandarci i figli in alternativa alle scuole pubbliche. Fine della visita, con esilarante commento degli agiografi ufficiali della RAI che vedono folle di cittadini osannanti lungo quelle strade assolate dove stanno solo pochi turisti accaldati.


24 /7/10 – Magic Italy

sabato, 24 luglio 2010

“Discendere dalle scimmie! Oh caro, speriamo che non sia vero. Ma se lo è, allora preghiamo che non si sappia in giro” (la moglie del vescovo di Worcester, Inghilterra, dopo che fu illustrata la teoria evolutiva di Darwin)

Immagino sia molto provinciale lamentarsi per una minivacanza di una settimana, alla quale peraltro nessuno mi ha costretta, in un posto incantevole della costiera amalfitana, in un albergo che, secondo classifiche non so da chi stilate, ha la piscina più bella del mondo. Francamente non so se veramente Caruso sia passato di qui cantando, ma quello che mi sorprende e al contempo scoccia è che in quest’albergo lussuosissimo la connessione internet è considerata una richiesta da marziani e il solo computer dell’albergo è nella reception. Ora, come dicevo all’inizio, per una vacanza di una settimana si parte col solo bagaglio a mano, e non ci si trascina dietro il computer, per quanto piccolo ingombrante, con tutti gli annessi e connessi che ti fanno sembrare da subito una rompiscatole agli eventuali compagni di gita. Quindi, dopo le opportune rimostranze, l’albergo, che è in effetti molto bello, mi ha dato la possibilità di utilizzare un piccolo computer. Questa premessa per dire che l’accesso a internet è più facile nelle tende beduine, nel deserto dei Gobi, nelle distese della Patagonia piuttosto che nella magic Italy (nonostante spot del premiere)

Come abbiamo più volte scritto, le cose delle donne non sono rilevanti politicamente. Quindi non c’è niente da sorprendersi che sia passata come acqua sul marmo la decisione dei giudici della Corte costituzionale che ha bocciato la norma riguardante la carcerazione immediata per gli stupratori decisa con un decreto legge lo scorso anno. Secondo i giudici della Consulta non può essere tolta al magistrato la facoltà di disporre misure alternative al carcere per chi stupra una donna o un bambino. Il decreto legge, come si ricorderà, fu voluto fortemente dalla ministro Carfagna in seguito ad una ondata di stupri e forse anche in virtù che uno dei must del governo era l’ordine pubblico. La motivazione della Corte osserva che “per quanto odiosi e riprovevoli, i fatti che integrano i delitti in questione ben possono essere e in effetti spesso sono meramente individuali e tali, per le loro connotazioni, da non postulare esigenze cautelari affrontabili solo e rigidamente con la misura massima”. L’unica risposta alla decisione, al momento, solo quella della ministro per le Pari Opportunità che ha detto: “non esiste e non possiamo accettare una classifica della brutalità… chi violenta una donna o un bambino deve entrare in carcere da subito. L’intervento della Corte è lontano dal sentire dei cittadini e ci allontana dalla tolleranza zero contro i crimini sessuali”.
E’ probabile che il silenzio della partitocrazia sia stato determinato dal caldo, da una certa simpatia per i giudici che va (un po’ troppo) forte in certi settori, dalla forte antipatia che i ministri di questo governo si attirano pure quando, come in questo caso e non me ne vengono in mente altri, hanno ragione. Certi silenzi, numerosi per la verità, quando provengono dal secondo partito italiano, provocano un forte imbarazzo a quelle persone che hanno votato per il Pd.
Molte righe invece sono state scritte sul caso del giudice israeliano che ha condannato per stupro un uomo che intratteneva rapporti sessuali con una donna alla quale aveva taciuto il suo status di sposato con prole oltre alla sua etnia. Ovviamente la sentenza è stata un buon motivo per la stampa vaticaliana per sottolineare il razzismo israeliano-ebraico. E magari sarà pure così. Non sarebbe stato male però scrivere che le maglie della condanna per stupro in quel paese sono molto elastiche e molto benevole – o paternaliste – nei confronti delle donne. Casi come quello riportato si verificano con una certa frequenza nei tribunali. Lo scorso anno destò un certo scalpore la vicenda di un funzionario governativo che otteneva sesso promettendo licenze di costruzione. La sua carriera di bugiardo è terminata con il licenziamento, la condanna per millantato credito e stupro. Forse eccessivo, ma punire le menzogne, che spesso feriscono gli ingenui cuori innamorati, non è male.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Guerre di religione prossime venture in Europa.

mercoledì, 21 luglio 2010

L’art. 17 del Trattato di Lisbona prevede incontri periodici fra i rappresentanti delle religioni e i vertici dell’ UE. Analoghi incontri sono ugualmente riservati ai rappresentanti delle organizzazioni “umanistiche”, come vengono chiamate le Associazioni dei non credenti in alcuna immaginaria entità soprannaturale. L’incontro istituzionale con i credenti nella favole religiose è avvenuto ieri a Bruxelles e quello con gli atei si svolgerà il prossimo 25 ottobre.

Ma stanno per nascere seri problemi.

Intanto perchè in nome  della parità di diritti di tutte le versioni della Menzogna Globale l’incontro con i gerarchi religiosi che fino a ieri prevedeva la presenza di cristiani, ebrei e musulmani sarà ampliato anche ai rappresentanti di buddisti, hindu e sikh. E questo non piace ai monopolisti del dio unico  che già hanno tanti problemi a conciliare le fregnacce che rispettivamente attribuiscono a Geova, Cristo e Allah, la Trimurti abramitica. Figuriamoci cosa succederà quando dovranno confrontarsi con i rappresntanti dell’altra Trimurti, quella induista. Poi perchè non si capisce bene cosa ci azzeccano i buddisti di stretta osservanza che, come è noto, non credono in nessuna specifica divinità e quindi sono più assimilibali agli umanisti che non ai credenti  in uno o più dei. Inoltre sono stati esclusi anche gli eredi di una millenaria tradizione pagana ben più antica, quanto a radici europee, dei millantatori cristiani.  Infine domandiamoci perchè  non sono stati invitati rappresentanti del confucianesimo o del taoismo, che restano  in ingombrante attesa.

Per quanto riguarda poi gli umanisti seri dubbi sono stati sollevati  a causa del contestuale invito rivolto per la prima volta anche  ai massoni che, pur non essendo credenti  in uno specifico dio, si sono inventati un generico e misterioso “architetto dell’universo” e non ammettono l’ateismo.  Il loro posto quindi  sarebbe  più coerente con  vescovi, rabbini, mufti e sciamani vari che non con gli umanisti atei.

Insomma si annuncia una gran confusione sotto il cielo d’Europa,  non solo per la drammatica  situazione economica ma anche per la ridicola attenzione riservata ai rappresentanti  della  Menzogna Globale che da quando un perfido neandertaliano si inventò il primo dio  sono la sciagura pepetua dell’umanità.

Giulio C. Vallocchia

Qui la fonte della notizia da La Stampa

L\’Europa e le guerre di religione

20/7/10 – Oggi parliamo di donne (3)

martedì, 20 luglio 2010

C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre, la donna (Pitagora)

Nel prossimo anniversario della morte di Benazir Bhutto, uccisa il 27 dicembre del 2007 dagli estremisti islamici, verrà presentato ufficialmente un partito politico pachistano interamente femminile, Girls of Bhutto. La leader, Uraima Satmar, era amica e collaboratrice di Bhutto. Il nuovo partito godrà dell’aiuto del Movimento nazionale unito, una formazione di immigrati indiani, il cui obiettivo è la lotta ai talebani. Satmar dice che Bhutto è un modello per molte giovani pachistane che sono stanche dell’estremismo islamico e dello strapotere maschile ammantato di principi pseudo religiosi.
Oggi nel Pakistan le donne sono costrette a girare con il burqa, le bambine hanno un limitato accesso all’istruzione, le mogli e le figlie sono completamente assoggettate a padri e mariti. Le madri non hanno nessun ascendente sui figli maschi che vengono instradati alle scuole coraniche. Nelle zone rurali diverse donne sono state lapidate per adulterio, in seguito a processi più che sommari. Per punire mogli infertili, o per altri futili motivi, i mariti tirano acido corrosivo in faccia alle loro donne, senza che nessuna autorità intervenga per porre fine allo scempio. Nelle grandi città, Peshawar, Islamabad, Karachi, si parla di costituire squadre di polizia anti-acido, ma si prende tempo perché il governo centrale teme di mostrarsi troppo puntuta con i talebani. Dai primi giorni di agosto una piccola emittente televisiva, trasmetterà un talk condotto da donne sfigurate con l’acido che inviteranno un ospite in studio a parlare della questione.
Sarà difficile fermare i fanatici talebani, forse le donne ce la faranno.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.direfarepensare.it/InRicordodiBenazirBhutto.html