Archivio di giugno 2010

23/6/10 – Sepe

mercoledì, 23 giugno 2010

“Auspichiamo tutti e abbiamo fiducia che la situazione venga chiarita pienamente e rapidamente, così da eliminare ombre, sia sulla sua persona, sia su istituzioni ecclesiali. Il cardinale Sepe, come ha già detto egli stesso, collaborerà ovviamente per parte sua a questo chiarimento. Naturalmente bisognerà tenere anche conto degli aspetti procedurali e dei profili giurisdizionali impliciti nei corretti rapporti fra Santa Sede e Italia, che siano evidentemente connessi a questa vicenda” (dal comunicato della sala stampa vaticana)

Il cardinale Crescenzio Sepe è solo un disinvolto trafficone che scambia favori e affari, o la sua personalità è più complessa come si sono affrettati a dire il senatore Buttiglione (già ministro dei Beni Culturali e “in affari” per diversi restauri) e l’ascoltatissimo Saviano che lo ha definito “l’unico punto di riferimento per la Campania insieme al mons. Nogaro di Caserta”?
Il cardinale Sepe dal 1997 al 2000 ha ricoperto l’incarico di Segretario generale del Comitato organizzatore del Giubileo con piglio manageriale. I romani lo ricordano in azione, insieme al sindaco Francesco Rutelli, nella spinosa questione dello sventramento del Gianicolo osteggiato fino all’ultimo dal sovrintendente ai beni archeologici Adriano La Regina. Un colpo mortale alla città, diventato oggi un megaparcheggio privato per l’ospedale Bambino Gesù (di cui Silvano era ai tempi amministratore e poi consulente (insieme a Balducci) di Sepe alla Propaganda fide) e per i pullman del Vaticano. Dopo la distruzione del Gianicolo, corrispondono ad un “peccato veniale” le faraoniche infrastrutture di Tor Vergata servite per ospitare il mega-incontro tra i giovani e Giovanni Paolo II, e rivelatesi del tutto inutili per la città. Come premio per gli scempi operati a Roma col volenteroso aiuto del sindaco Rutelli e che hanno favorito il Vaticano, il cardinale nel 2001 diventa responsabile della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda fide), uno dei dicasteri più potenti e ricchi di tutta la Curia e Balducci ne diviene consultore, cioè uno degli esperti esterni a cui il Vaticano si rivolge su singole materie. Angelo Balducci è un personaggio chiave del giubileo 2000 per i rapporti tra Comune di Roma e Santa Sede; riceve nel 1995 dall’allora segretario di Stato vaticano Angelo Sodano, la prestigiosa nomina di “gentiluomo di sua santità”, un incarico che non decade con la fine di un pontificato ma che rende il titolare un membro a vita della famiglia pontificia. Per l’Annuario pontificio è una dignità che viene attribuita a persone che si distinguono per prestigio personale e che hanno acquisito particolari benemerenze verso la Santa Sede. Dopo solo cinque anni, il che sembra desueto per la durata degli incarichi vaticani, il card. Sepe lascia il suo ruolo di Prefetto di Propaganda fide per passare alla diocesi di Napoli nel maggio 2006. La diocesi è avvilita dopo la gestione del card. Michele Giordano, inseguito da processi per usura e abusi edilizi dai quali successivamente esce assolto. La diocesi guidata da Sepe oltre Napoli comprende 24 comuni della provincia, 287 parrocchie, 453 preti, 700 religiosi, 2.000 suore. Sepe è legato alla comunità di S.Egidio ed ha organizzato a Napoli un incontro interreligioso per la pace. Ha indossato la stola di don Peppino Diana, il prete ucciso dai camorristi a Casal di Principe nel 1994 applaudito dai fans di Libera convocati da don Ciotti per la giornata della memoria. Si è pizzicato più volte con la sindaco di Napoli Iervolino e, durante l’annosa questione spazzatura napoletana, ostacolò Guido Bertolaso quando lavorava per conto di Prodi, lo favorì quando lavorò per Berlusconi. Ai tempi della spazzatura governo Prodi, Bertolaso accusò Sepe col quale – pare – arrivò più volte ai ferri cortissimi durante il giubileo 2000. Il gossip romano raccontava anzi che Bertolaso andasse in giro a dire: quando sarà finito l’anno santo mi toglierò qualche sassolino dalle scarpe.
Difficilmente il sassolino se lo toglierà la procura di Perugia che accusa il cardinale di concorso in corruzione e corruzione aggravata mentre era prefetto di Propaganda fide. L’art. 15 del Concordato del 1929, ahimè ancora vigente, attribuisce a quel palazzo le stesse immunità che si riconoscono ai diplomatici degli Stati esteri. Il passaporto vaticano di Sepe gli garantisce l’immunità diplomatica. Inviolabilità personale, inviolabilità domiciliare, immunità dalla giurisdizione civile e penale. Il cardinale non può essere fermato, perquisito o arrestato. Con l’eccezione dei crimini internazionali, non può essere perseguito per gli atti commessi nell’esercizio delle sue funzioni, la cui responsabilità ricade sul Vaticano. Le indagini sull’arcivescovo di Napoli sembrano destinate a infrangersi lì.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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NoGod ai Mondiali di calcio

Per gli economisti europei la Slovacchia è un miracolo: il paese è riuscito a mantenere uno sviluppo costante nonostante la crisi globale e l’ingresso, nel 2009, nella moneta unica. Il pil crescerà del 4,8% nel 2010. La nazionale è arrivata per la prima volta ai mondiali e pare che abbia buone opportunità grazie anche al centrocampista, Marek Hamsik, che gioca nel Napoli. La Slovacchia si incontrerà con l’Italia giovedì 24.
Il regime di Pyongyang come accoglierà al rientro la squadra che ha avuto ben sette goal dal Portogallo? Nel 1966 i giocatori nordcoreani, che perdettero clamorosamente ai mondiali di calcio che si disputavano in Inghilterra, al loro rientro vennero ristretti in un lager per essere rieducati su ordine di Kim Il Sung. Sarà più clemente il figlio e attuale dittatore Kim Jong Il? Quali saranno le punizioni in una dittatura asiatica paranoica con bomba atomica per i giocatori della Corea del Nord?
Cosa lasceranno al povero Sudafrica questi Mondiali di calcio? Non sarà questa manifestazione l’ennesimo cavallo di Troia per depredare ancora il Paese (e il continente)?
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10 milioni di baionette…padane.

martedì, 22 giugno 2010

Ecco, ci mancava solo questa battuta per confermare che quando la storia si ripete prende la forma di una farsa. E così dopo i 10 milioni di baionette di DuceBenito finite in tragedia, quelle di DuceUmberto meritano per il momento solo una sonora risata con pernacchia finale.  LEGGI
A meno che le stronzate contro i meridionali sparate dai leghisti non inneschino una pericolosa miccia di cui vediamo qualche segnale (fortunatamente ancora incruento) da questi piccoli eventi.

… SI SA QUANDO SI INIZIA MA NON COME VA A FINIRE …

la risposta dei napoletani agli insulti di pontida «Leghisti non graditi in questo locale».  Cartelli anti-Padania nei negozi di Napoli . Dopo gli ultimi cori razzisti della Lega, l’iniziativa da «Sorbillo» a «Napolimania»: complimenti dal nord

NAPOLI – «Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani, i leghisti non sono più graditi in questo locale. Firmato: la direzione». E’ il cartello che da oggi si può leggere sulle vetrine di alcuni negozi di Napoli, dopo l’ultimo raduno della lega Nord di Umberto Bossi a Pontida, dove sono stati cantati a squarciagola veri cori da stadio contro la cittadinanza partenopea.

Diversi gli esercizi che aderiscono all’iniziativa, da «Napolimania» di Enrico Durazzo alla pizzeria «Sorbillo» a via dei Tribunali. «Siamo stanchi di subire cori contro i napoletani – spiega uno dei promotori, il coordinatore campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli -. Gli insulti e le volgarità dei leghisti non ci fanno più ridere. Ha ragione il presidente della Camera Fini quando dice che la Padania non esiste e che i leghisti minano l’unità nazionale. L’unica cosa che possiamo fare noi napoletani è reagire con forza contro i barbari leghisti».

Un altro cartello esposto a Napoli

Gino Sorbillo, titolare della pizzeria che ha esposto il cartello, ha detto: «Oggi tanti turisti del nord ci hanno abbracciato, ci facevano i complimenti addirittura qualcuno ci ha detto che affiggerà il cartellone nel suo comune in Piemonte e in Lombardi. Altri ci hanno chiesto scusa affermando che non tutti gli abitanti del nord la pensano e si esprimono come i leghisti».

Redazione online
22 giugno 2010
corsera

La prostituzione sarà finalmente regolamentata ?

martedì, 22 giugno 2010

Dopo decenni di stucchevoli e ipocrite diatribe finalmente un passo, anzi due, verso una regolamentazione della prostituzione in Italia.
Due proposte con targhe politiche diverse, ma sostanzialmente risolutive. Già prevediamo i lamenti dei gerachi sessuofobici della SS Vaticana, come nella migliore tradizione dei sepolcri imbiancati, e anche delle femministe storiche “de sinistra” in nome di un vittimismo al femminile che non tiene conto della libera volontà dei soggetti (maschi e femmine) il cui diritto a gestire il proprio corpo come meglio credono verrebbe finalmente regolamentato.

Due disegni di legge. uno del centrodestra e l’altro del centrosinistra.

per il centrodestra Malan :

http://www.asca.it/news-MANOVRA__PDL__PROSTITUZIONE_LEGALE_IN_CASE_CHIUSE_E_OBBLIGO_PROFILATTICO-925324-POL-.html

(ASCA) – Roma, 21 giu – Tornano le case chiuse e arriva il profilattico obbligatorio nei rapporti mercenari. E’ quanto prevede un emendamento del Pdl a firma Lucio Malan alla manovra finanziaria, in cui si delega il governo a procedere entro il 31 dicembre 2010 a disciplinare la legalizzazione della prostituzione.

La proposta emendamentiva fissa alcuni criteri di riferimento per le disposizioni del governo (che dovrebbe agire su proposta del ministero del lavoro e dell’economie, sentiti i ministeri della salute, e delle pari opportunita’, nel rispetto delle competenze di regioni e provincie autonome): tutela della liberta’ della persona che si prostituisce rispetto all’accettazione dei singoli clienti e alla possibilita’ di lasciare in qualsiasi momento l’attivita’ di prostituzione; controllo sanitario periodico; esercizio della prostituzione solo in locali non aperti al pubblico fuori dalla prossimita’ di luoghi di culto e scuole; obbligo di protezione profilattica dei rapporti; divieto per i minori dell’esercizio di prostituzione e di ingresso nei locali dove si esercita; copertura previdenziale per chi esercita la prostituzione; tassazione dell’attivita’ di prostituzione; inasperimenti delle pene per tutti i reati connessi con la prostituzione, abrogazione delle norme contrastanti con le norme adottate.

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per il centrosinistra Donatella Poretti:

http://blog.donatellaporetti.it/?p=1536

Sono sempre stata dell’idea che sia necessario intervenire a livello normativo per un pieno riconoscimento dell’attivita’ di prestazione di servizi sessuali e remunerati tra persone maggiorenni consenzienti.
Più volte ho proposto al Parlamento di affrontare la questione: l’ho fatto con la presentazione di un disegno di legge ed ora con un emendamento alla manovra economica sottoscritto anche dai senatori Emma Bonino e Marco Perduca: legalizzare significa anche e soprattutto regolarizzare in termini economici l’attivita’ meretricia, che potra’ essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata.
Con un semplice calcolo approssimativo, su 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione di 30 euro -con ampia approssimazione per difetto-, con un giro d’affari di 90 milioni al mese, oltre un miliardo l’anno. Naturalmente se leviamo a questo miliardo le minorenni e le straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni di euro annui. Cifra che spero il Parlamento non sottovaluti anche perchè -ripeto- si tratta di stime assolutamente al ribasso.
Inoltre, da un tale provvedimento sarebbe notevole anche il risparmio in termini di risorsa lavoro da parte di forze di polizia e magistratura, che non dovrebbero più impegnarsi nel contrasto ad una prostituzione legalizzata e sottoposta a regime fiscale, e potrebbero concentrarsi con più efficacia nel contrasto dello sfruttamento della prostituzione anche minorile, ed altre tipologie di crimine.
E non ci si scandalizzi sul fatto che l’attivita’ possa essere tassata visto che gia’ oggi accertamenti fiscali e redditometri nei fatti lo fanno. Se fosse legalizzata ci sarebbero non solo doveri pagare le tasse- ma anche diritti: assistenza sanitaria, previdenziale, ecc…

21/6/10 – Scelte prioritarie

lunedì, 21 giugno 2010

Il 24 giugno dopo cinque mesi dal tornado che ha sconciato alberi e strade della capitale e le cui tracce sono ancora evidenti, la madonna d’oro di don Orione (a Monte Mario) torna al suo posto grazie al restauro offerto dal Campidoglio e dai costruttori romani (160mila €).
Il 29 giugno, santi Pietro e Paolo patroni di Roma, per volere del sindaco Alemanno, torna il concerto in piazza del Campidoglio in onore del papa. Il primo cittadino ha rassicurato i romani: “a costo zero perché finanziato da sponsor da me reperiti” (dalla cronaca di Roma)

Due proposte, molto simili, sono al vaglio della Commissione Lavoro di Montecitorio. Una è promossa da Alessia Mosca (Pd) e l’altra da Barbara Saltamartini (Pdl) e chiedono il congedo di paternità obbligatorio per 4 giorni. L’avvio della discussione non è stato eccezionale: Giuliano Cazzola, presidente della Commissione, primo firmatario della proposta Saltamartini, ha avviato i lavori spiegando che aveva firmato perché Saltamartini lo aveva irretito col suo fascino (è seguita reazione giustamente furiosa della deputata) e che, stante il momento duro per l’economia, quattro giorni di congedo a carico del datore di lavoro e del sistema di previdenza sono impraticabili. Per la verità Saltamartini è stata irrisa anche dal noto gentleman Feltri che con un tagliente editoriale su Il Giornale l’ha definita inadatta a formulare leggi sul tema considerato che non ha figli. Oddio, il risibile pensiero è piuttosto corrente, avendo scelto di non avere figli mi sono sentita ripetere questa stracca litania più volte e, ahimè, più volte anche da insoddisfatte madri.
In Italia c’è una legge che permette ai padri di rimanere a casa dal lavoro per i primi tre anni di vita del bambino, ma ad oggi solo il 4% degli uomini lo richiede. Lo scopo dei 4 giorni obbligatori sarebbe – almeno secondo le proponenti – quello di invogliare e responsabilizzare ad un nuovo concetto di famiglia. Apprezzabile tentativo ma, secondo me, sarebbe opportuno estendere l’obbligo di rimanere a casa dal lavoro per cinque mesi, quei cinque mesi croce e delizia per tutte le donne che presentano un curriculum. Infatti mica va bene che le giovani donne debbano sacrificare il loro lavoro, le loro aspirazioni, il 20% dello stipendio, perfino il tempo libero, anche se decidono di avere un figlio non da sole ma con eventuale compagno. Mi capita di selezionare qualcuno per un lavoro, e gli uomini sono sempre spensierati su una eventuale paternità. Per quel che posso applico una discriminazione positiva, favorisco sempre e solo donne. Un mio piccolo contributo al mondo dispari nel quale viviamo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questa pagina
http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm 14/6/10 – Lavoratrici

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NoGod ai Mondiali di calcio

Wayne Rooney, attaccante inglese, indossa abitualmente una vistosa croce. Dice che è orgoglioso di portarla perché ci tiene a mostrare la sua cattolicità, e ha un po’ sofferto di essersela dovuta togliere durante la partita con l’Algeria. Mark Whittle, capo delle relazioni pubbliche della Fifa, fischia il fuorigioco a un giornalista che vorrebbe approfondire il tema: we don’t do religion. L’unica religione ai mondiali deve essere il calcio! Ma in Somalia il calcio è questione di vita o di morte, perché i fondamentalisti islamici puniscono con durezza chi perde tempo a guardare illegalmente le partite della coppa del mondo considerate una maledizione per l’essere umano.
L’Italia non brilla
e i c.t. in poltrona criticano le scelte fatte: magari Cassano della Sampdoria (e Balotelli, Totti…) avrebbero fatto bene. Intanto il sampdoriano si è sposato con Carolina: un matrimonio misto, lui ateo lei cattolica: mentre la sposa prendeva la comunione lo sposo è restato in piedi davanti all’altare.
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Incredibile !

domenica, 20 giugno 2010

A Torre del Greco (Napoli) un premio in denaro del Comune solo ai poveri che si sposano in chesa.

L’incredibile notizia è stata diffusa e denunciata dal Coordinatore del Circolo UAAR di Napoli.

/Al Sig. Sindaco di Torre del Greco/

/Al dr. Raffaele Benevento/

Dirigente della 3° Area Servizi Socio-Culturali del Comune di Torre del
Greco

/Agli Organi di stampa/

Apprendiamo che questo Comune, con Avviso pubblico inserito nel sito  istituzionale e datato 7/6/2010, ha istituito un “PREMIO MARITAGGIO A  FAVORE DI FANCIULLE BISOGNOSE”. Troviamo l’iniziativa encomiabile e  degna di ogni stima; un’Amministrazione comunale che si adopra acciocché  le persone in difficoltà abbiano un sollievo è un’Amministrazione  moralmente integra e politicamente progressista.
Tuttavia, fra le richieste di documentazione del predetto Avviso, ce ne  sono tre (su otto) che hanno colpito la nostra attenzione; quelle  relative ai punti:

4. Certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della
sposa rilasciata (/che sarà «rilasciato», nda/) dalla chiesa;

5. Scambio di promessa di matrimonio rilasciata (/idem/) dalla chiesa;

8. Certificato di avvenuto matrimonio rilasciato dalla chiesa.

È immediato evincere da tali reiterate precisazioni che le coppie a cui  si rivolge il Premio non siano tutte le coppie, ma solo ed  esclusivamente quelle che possono dimostrare di essersi sposate in  chiesa, supponiamo con rito cristiano cattolico; e che queste debbano  pure possedere un certificato di buona condotta, che non è quello  rilasciato dal Tribunale penale come per ogni normale cittadino ma –  ancora — quello che rilascerebbe la chiesa (ma davvero esiste e fa  punteggio in graduatoria un tale certificato?).

Cosicché, questo Comune lascia volontariamente fuori dalle possibilità  di accesso al Premio Maritaggio ogni altra forma di «coppia»: quella che  ha celebrato il solo rito civile (che è l’unico a valere a tutti gli  effetti di legge), quella che convive senza formalizzazione, quella  formata da due persone non eterosessuali, quella formata da semplici  amici, parenti, consanguinei, nonché ogni altra singola persona.

Un’unica macroscopica e decisa distinzione è stata fatta, ed è quella in  base al credo religioso.

Questo è pleonastico ricordare che cozza violentemente contro la nostra  Costituzione e le leggi che tutelano i cittadini da ogni  discriminazione; ma non solo; è un atto di arcaico e intollerabile  asservimento alla chiesa cattolica che invece, secondo buongusto,  ragionevolezza e secondo i Patti Lateranensi, deve stare fuori dai  meccanismi dello Stato.

Per tutte queste obiezioni, il Circolo Uaar di Napoli protesta  formalmente e condanna in modo netto lo strumento discriminatorio e  l’esempio di clericalismo che il Comune di Torre del Greco ha voluto  porre in essere chiamandolo «Premio Maritaggio».

Chiede quindi ai responsabili di tale iniziativa di correggere in senso  democratico, laico e legale l’intero impianto del Premio, oppure di  ritirarlo a stretto giro.

Nel contempo, informa che la UAAR — Unione degli Atei e degli Agnostici  Razionalisti (www.uaar.it), si è attivata per un’azione legale contro  tale discriminazione.

Calogero Martorana /Coordinatore del Circolo Uaar di Napoli/

Nessun taglio ai Ministeri, anzi ce n’é uno in più.

venerdì, 18 giugno 2010

Dal sito www.massimodonadi.it

BRANCHER AL MINISTERO BARZELLETTA

Aldo Brancher è il nuovo ministro per l’Attuazione del Federalismo del Governo Berlusconi. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Di tutto ha bisogno questo Paese tranne che di un nuovo inutile ministero, per di più sul federalismo, che un giorno si e l’altro pure questo governo rinnega nei fatti. Ci vengono a parlare di federalismo ma poi ogni loro atto o iniziativa va nella direzione opposta. Ogni giorno lo rinnegano però si inventano il ministero ad hoc. Questa, a casa mia, si chiama presa per i fondelli. In Parlamento, abbiamo appena finito una discussione fasulla sul codice delle autonomie degli enti locali, un provvedimento fondamentale, a detta del governo, per la grande rivoluzione federalista. In realtà, il Codice delle autonomie va nella direzione opposta del federalismo, perché toglie competenze a comuni, province e regioni e dei tanto strombazzati tagli che avrebbe portato con sé ne è rimasto solo uno: un taglio ai tagli, cioè hanno deciso di non tagliare nulla. Per non parlare poi del provvedimento sul federalismo fiscale che abbiamo approvato in Parlamento più di un anno fa ma che ormai è vittima della sindrome del gambero, un passo avanti e tre indietro. A quanto detto prima, si aggiunga il triste capitolo dei finanziamenti per le grandi infrastrutture delle regioni del Nord, sospesi dal governo da più di un anno, quelle stesse regioni dove la Lega fa proseliti ma che in realtà ricevono solo sonore prese in giro da Berlusconi e Tremonti. Si riempiono la bocca di tagli agli sprechi e ai costi della politica e poi vanno ad inventarsi un nuovo ministero “barzelletta”, con un ministro designato di cui poi vi dirò, che comporterà inevitabilmente costi per decine di milioni di euro, tra personale, uffici, strutture, ecc.. Sulla crisi dormono il sonno dei giusti. Però poi sono bravissimi a moltiplicare le poltrone della politica. A chi serve questa ennesima poltrona? Agli italiani o a Berlusconi per tenersi buona la Lega, quella che urla Roma ladrona al Nord, ma che a Roma sta benissimo? Siamo alla solita pagliacciata. Ma ciliegina sulla torta è il profilo del nuovo ministro, Aldo Brancher, colui che, a quanto si legge nei libri di Marco Travaglio e Peter Gomez, è passato dalla prima alla seconda Repubblica attraverso le aule dei tribunali. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi. Brancher si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte. E veniamo alle opere e ai giorni di Brancher degli ultimi anni secondo il Corsera di oggi: indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani all’Antonveneta e tre mesi nell’ambito dell’inchiesta su finanza e riciclaggio. Ce ne è abbastanza per cominciare a chiederne le dimissioni da domani.

www.massimodonadi.it

17/6/10 – Ad occhi chiusi

giovedì, 17 giugno 2010

Oriente e Occidente – Occorre capire che quello in corso non è uno scontro di civiltà né di religione. E’ una lotta tra dittature e democrazie (Cristina Sivieri Tagliabue, Alfabeto Bonino, Bompiani, € 14)
Le idee chiare e precise sono le più pericolose, perché non si osa più cambiarle (André Gide)

Il socialista Elio Di Rupo probabilmente diventerà il premier del Belgio. I suoi genitori, contadini abruzzesi, partirono da San Valentino in Abruzzo Citeriore e arrivarono in Belgio per sfuggire alla povertà. La famiglia si stabilì a Morlanwelz cittadina vallona (tremila italiani su 18mila abitanti). Dopo appena un anno di lavoro in una miniera di carbone, il padre morì e il giovane Di Rupo rimase con la madre e i sette fratelli. Recentemente ha detto “a differenza di altri figli di immigrati i miei fratelli ed io siamo cresciuti impregnati di cultura belga perché la pubblica assistenza ci seguiva in tutto, e oggi sono fiero di essere belga e di avere radici italiane”. Mentre Di Rupo alzava il calice per brindare alla sua vittoria, in Italia un tribunale confermava l’ergastolo a Katawi Dafani per avere ucciso un anno prima la figlia 18enne Sanaa, accusata dal padre di avere costumi occidentali. La deputata Souad Sbai presidente delle donne marocchine in Italia si è rammaricata del fatto che il processo è stato disertato dalle femministe che non si sono dichiarate parte civile in difesa della sfortunata ragazza. Comprendo il rammarico di Sbai, ma un movimento non è un partito, e da quel movimento sono nate molte delle cose che oggi appaiono naturali, ad esempio il ministero delle Pari Opportunità che si è costituito parte civile. Quello che dovrebbe preoccupare la deputata è l’indifferenza pressoché totale che ha circondato questo e altri episodi di cronaca legati agli immigrati che arrivano in Italia. I media li considerano fatti che riguardano persone con una particolare etnia e/o religione. Credo che Sbai dovrebbe temere questa deriva cavalcata con furore dalla politica, ad esempio negando la cittadinanza in tempi più brevi, non riconoscendo la cittadinanza a chi nasce qui, considerando gli stranieri solo come appartenenti a una comunità religiosa. Per intenderci, la povera Sanaa Dafani difficilmente avrebbe potuto aspirare a fare il premier italiano.
Purtroppo le esperienze di molti paesi europei non ci insegnano nulla. L’Olanda, paese di gente per bene che ama i tulipani e gli zoccoli di legno e le case con grandi vetrate, ha preferito concedere molto ai pochissimi che chiedevano di vivere come in una casbah, condannando chi si era spostato dal suo paese per vivere diversamente alla casbah. Gli olandesi esasperati votano Wilders, che vivendo in una paese più civile e laico del nostro è solo islamofobo, mentre da noi abbiamo i leghisti che sono omofobi islamofobi calabrofobi eppure crociati. I musulmani che vivono in Italia oggi sono per i nove decimi persone che accettano la cultura politica italiana (e per verificarlo basta passare davanti ad una scuola elementare e gettare uno sguardo ai genitori per vedere addirittura un eccesso di assimilazione), cioè europea. Non si deve consentire agli europei su richiesta di pochi leader religiosi di accettare che si costituiscano comunità o ghetti musulmani. Similmente trovo paradossale che si possa discutere di una legge per vietare il burqa, perché è previsto dalle nostre norme che nello spazio pubblico il volto sia scoperto e si deve essere rigorosi nel far rispettare la norma. Sarebbe come invocare una legge per proibire le infrazioni mentre si guida. Questo è già previsto dal codice della strada e se la polizia municipale, ad esempio a Roma, preferisce far finta di non vedere chi parcheggia in quarta fila il problema appare di altra natura. Chi vuole introdurre leggi sul burqa o similari, ne ha bisogno per ragioni elettorali e sa di mentire, perché gli immigrati e i musulmani non compiono più crimini degli italiani. Queste fughe in avanti sono particolarmente insidiose ovunque, ma in Vaticalia, paese semiteocratico, potrebbero metter definitivamente la parola fine al paese laico a cui molti di noi (velleitariamente) aspirano.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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NoGod ai Mondiali di calcio

Il primo ministro neozelandese ha annunciato la sua presenza in Sudafrica per sostenere gli All Whites che incontreranno l’Italia. Il premier John Key guida il paese dal 2008 sostenuto dal National Party che fa del patriottismo il suo caposaldo. Ad Aotearoa, il nome maori della Nuova Zelanda, dicono che il premier parte per fuggire dalle critiche che lo inseguono: l’economia del paese è in forte crisi e il suo governo è in caduta libera, e una vittoria sportiva… è il vecchio panem et circenses.
Italia-Nuova Zelanda si disputerà domenica 20 giugno. Esattamente un anno prima moriva Neda, uccisa dalla polizia iraniana mentre partecipava ad una manifestazione dell’Onda verde. L’Iran non è presente con la sua squadra ai mondiali, ma gli iraniani amano il calcio. Sappiamo che non sarà così, ma sarebbe bello che i tifosi sugli spalti mostrassero dei cartelli per ricordare le speranze nel cambiamento della giovane Neda.

http://www.ilpost.it/2010/06/16/documentario-neda-agha-soltan/

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Geert Wilders, xenofobo e razzista !

mercoledì, 16 giugno 2010

Sono più o meno unanimi i giudizi dei giornali italiani (e lasciamo stare i commenti dei giornali “de sinsitra”) sul leader del terzo partito olandese, grande sorpresa delle ultime elezioni politiche. Sono gli stessi giudizi che i benpensanti “democratici” italiani, compresi i gay “de sinistra” davano di Pim Fortuyn, gay liberale ammazzato poi da un democraticissimo ambientalista “de sinistra”. La colpa di entrambi era ed è quella di mettere in guardia i propri connazionali sul pericolo degli islamisti aggressivi e prepotenti che approfittano delle libertà occidentali, ignote nell’islam, per sovvertire e sottomettere chi non crede e non si appecorona ai dettami della loro immaginaria entità soprannaturale

Notizia tratta da Informazione Corretta, articolo di Piera Prister

La stampa dovrebbe stare attenta a non dare dello “xenofobo” a Geert Wilders.
Da destra a sinistra, giornali e telegiornali si son passati la velina e hanno definito Wilders xenofobo e islamofobo, mentre invece e’ un liberale con i fiocchi. Lo fanno con Geert Wilders, come da 60 anni lo fanno con Israele. I bersagli sono sempre gli stessi e sono così bari che arrivano persino a truccare la verità.
Come è possibile che all’indomani delle elezioni in Olanda che ha segnato un’altra vittoria del “Partito delle Liberta’”di Wilders che si e’ collocato al terzo posto, ottenendo 24 seggi su 150 – ne aveva 9 – i giornali italiani siano stati tutti così concordi e monocordi nel definirlo “xenofobo”! Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Che si siano passati la velina? Dove è andato a finire il pluralismo dell’informazione e la libertà di stampa, nonchè il diritto di dissentire e di pensarla diversamente!
Tutti i giornali – persino il Corriere della Sera, il Giornale, e anche la Stampa e il Sole 24 Ore etc – hanno usato di concerto la stessa parola “xenofobo”, forse che nottetempo si siano intesi, magari in una teleconferenza e si siano passati la velina?
E’ assai vergognoso che la stampa, che dovrebbe riflettere diverse opinioni, abbia sposato tutta e nello stesso giorno una sola opinione: quella della “xenofobia”. L’egemonia culturale della sinistra filoislamista colpisce ancora. Ieri, chi dissentiva era zittito con il termine di “fascista”, oggi se dissenti ti danno del “razzista xenofobo”.
I tempi sono cambiati ma il ritornello è sempre lo stesso. Se Geert Wilders e’ stato votato ed il suo e’ diventato il terzo partito in Olanda significa che gli olandesi non vogliono più seguire il coro e cominciano a ragionare con la propria testa.
No, non ci va proprio giù che in una democrazia un leader di un partito che ha vinto 24 seggi su 150 in Parlamento, debba essere scortato dalle guardie del corpo ed essere costretto a condurre una vita blindata come Geert Wilders, Hirsi Ali’, Magdi Allam e Salman Rushdie e come molti altri, anche in Italia.
E’ chiaro che il parlamentarismo è minacciato. E voi del Corriere che considerate il leader olandese “xenofobo”, dovreste essere più attenti ad appiccicare tali etichette a persone che invece si battono per i valori della democrazia. Non avevate come vicedirettore Magdi Allam, ve lo siete dimenticato?
E’ chiaro che sulla sua testa pende minacciosa la spada dell’Islam che lo considera un apostata. E’ questa la solidarieta’ che gli dimostrate? Noi invece siamo contentissimi del risultato delle elezioni perche’ finalmente qualcuno ha il fegato di sbarrare il passo alla minaccia dell’Islam e alla sua ideologia fanatica e radicale, di sopraffazione e di morte, mentre in Europa i governi da sessanta anni hanno facilitato la sua ascesa, chiudendo un occhio sulle stragi, avvenute anche in Italia, che sono state mascherate, travestite e fatte dimenticare. Come avete già dimenticato le parole di Francesco Cossiga che intervistato da un giornalista israeliano sulla strage nel Ghetto di Roma del 1982, disse: “Vi abbiamo venduti”.
Quando il governo italiano filopalestinese di allora sapeva che alla Sinagoga ci sarebbe stata una strage e quei vigliacchi cattocomunisti del governo che ancora non hanno pagato per il male fatto, l’avevano facilitata, ritirando le volanti della polizia che di solito sono a difesa del ghetto, senza nemmeno un avvertimento. E questa storia continueraà se la stampa non usera’ discernimento nell’informazione, perchè la plebaglia è sempre pronta a fare nuove vittime se si monta l’opinione pubblica, e se si crea l’atmosfera favorevole per la “caccia all’untore” come è avvenuto di recente in tutta Italia contro gli ebrei per la storia della flottiglia.
Proprio oggi, intervistato dal Jerusalem Post, Wilders ha detto: “La gente in Olanda finalmente comincia a capire, perche’ le donne sono sempre piu’ molestate in strada, i quartieri non sono sicuri e così anche le scuole. Anche omosessuali e apostati ricevono continue minacce. La libertà di parola e di espressione sono sotto assalto così come il principio della separazione tra Chiesa e Stato. Lo sanno bene vignettisti e giornalisti che sono stati arrestati e condotti in galera come criminali”.
Insomma non si deve tollerare la loro intolleranza , tanto più che la popolazione musulmana è in costante aumento. In Olanda, su 16 milioni di abitanti un milione sono musulmani, e 10.000 mila circa ne arrivano ogni anno dalla Somalia, Turchia, Iraq e Marocco.

Piera Prister Bracaglia Morante

15/6/2010 – Le grandi manovre

martedì, 15 giugno 2010

Si dice spesso che la natura “con le zanne rosse e tra gli artigli la preda” è crudele. L’ho sentito ripetere dagli allevatori, mentre cercavano di convincermi che proteggevano i loro animali da ciò che sta al di là delle recinzioni. La natura più che madre è matrigna, vero. Ed è altrettanto vero che gli animali allevati nelle fattorie d’eccellenza hanno spesso una vita migliore di quella selvatica. Ma la natura non è crudele. E neppure lo sono gli animali che in natura si uccidono e talvolta si torturano a vicenda. La crudeltà dipende da che cosa s’intende per crudeltà, e dalla capacità di contrastarla. O di ignorarla. (Jonathan Safran Foer, Se niente importa, Guanda, € 18)
Mio marito ed io
abbiamo perso il lavoro. Perché parlate sempre di interecettazioni? (lettera all’Unità)

E’ evidente che una manovra economica richieda sacrifici, per questo è fondamentale sapere come questi verranno distribuiti. Al momento nella manovra proposta dal governo non c’è traccia del contributo degli italiani ricchi ai sacrifici che il Paese è chiamato a fare. I redditi da lavoro dipendente e le pensioni saranno colpiti dalle addizionali Irpef che le regioni aumenteranno per incrementare le entrate. Nel frattempo ci saranno degli italiani che guarderanno i sacrifici degli altri senza pagare pegno. Sarà una domanda retorica e sciocco chiederselo, ma la crisi è colpa del professore o dell’impiegato del ministero? In altri Paesi, per esempio la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, le manovre sono di entità maggiore della nostra, ma i contributi sono spalmati su tutta la popolazione. Perché non alzare – almeno a livello europeo – le imposte sulle rendite finanziarie? La tassa sui patrimoni è argomento di dibattito in tutta Europa, perché in Italia rimane un tabù? E la Cei, farà qualche passo indietro nelle sue continue richieste per scuole religiose, ora di religione, chiese,viaggi papali, benefit del Vaticano (che come si sa a Roma non paga né acqua, né raccolta rifiuti, né ztl). Almeno su questo l’opposizione dovrebbe alzare la voce: redditi alti e banche come contribuiranno alla soluzione della crisi economica? Vano pensare che l’opposizione chieda conto degli affari Cei. Giova ricordare a questo proposito come nella finanziaria proposta tre anni fa dal ministro dell’Economia Padoa Schioppa (governo Prodi) avesse ventilato la proposta di richiedere il pagamento Ici ai beni ecclesiastici attirandosi una ridda di improperi: una dura reprimenda dal presidente della Camera (Bertinotti) a editoriali razzisti su Italia oggi (agisce così perché non è cattolico?), tra gli altri.
Purtroppo l’opposizione governativa è silente su molte questioni, anche quelle che la strafottenza del premier pone su un piatto d’argento. E’ indubbiamente importante che Silvio abbia mediato tra Svizzera e Libia, ma inquieta un po’ che neanche l’opposizione chieda conto al governo della chiusura dell’ufficio libico dell’Unhcr (Acnur) . Come è noto questo ufficio doveva provvedere a registrare i respingimenti ed era il perno intorno al quale ruotava il trattato italo-libico. Intanto la Libia ha già ricevuto tre tranche del maxirisarcimento stabilito dal governo Berlusconi, le motovedette per il pattugliamento delle coste e il permesso per mille lavoratori autonomi libici in deroga ai flussi migratori. Mentre l’Italia non riesce – e non vuole – sapere che fine fanno i migranti respinti. Spiace doverlo ripetere così spesso, ma a che serve una opposizione accucciata per prendersi meglio i colpi in testa?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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NoGod ai Mondiali di calcio

“Se uno nasce quadrato non muore tondo”, è il libro-biografia di Rino Gattuso, centrocampista del Milan, e che, insolitamente, il calciatore ha dedicato alla suocera. Nato a Schiavonea di Corigliano Calabro, lì ha avviato una azienda di pulitura di molluschi che da lavoro a molti compaesani e ai numerosi famigliari. In conferenza stampa ha detto che i politici non dovrebbero occuparsi di calcio così come i calciatori non si occupano di politica. Durante l’ultima tornata elettorale, disse: “condivido molte delle cose che dice Bossi. Apprezzo in particolare l’idea del federalismo fiscale, ognuno deve governare da solo, in questo modo viene responsabilizzato molto di più. Anche da me in Calabria i fondi che arrivano dall’Europa potrebbero essere utilizzati meglio”. Si vede che pur essendo nato quadrato ogni tanto diventa tondo. Durante una trasferta spagnola dichiarò un certo disgusto per i matrimoni uomosessuali (sic) ma, al momento, non si sa se ha cambiato idea pure su questo.
Non si parla più della proposta del ministro della Semplificazione Calderoli di “tagliare” i premi milionari che gli Azzurri percepirebbero in caso di buon piazzamento. Con una ironia che ha sorpreso, loro hanno deciso di devolvere gli eventuali bonus alla fondazione per le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. In molti hanno letto la scelta come una ripicca nei confronti del ministro leghista e probabilmente è così. Ma meglio, molto meglio, della richiesta degli olimpici che da Pechino chiesero (ma non ottennero) la detassazione dei premi. Richiesta ancor più spudorata considerato che molti atleti olimpici sono carabinieri, poliziotti, finanzieri, forestali…

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Spagna laica, non verranno più imposti i crocifissi a martellate sulla testa di tutti.

martedì, 15 giugno 2010

Una legge garantirà che il simbolo esclusivo della religione cattolica non sarà più obbligatoriamente esposto nei locali in cui vengono svolte funzioni pubbliche : scuole, uffici, tribunali, ecc. E anche i funerali di Stato saranno officiati negli ambienti e negli spazi dello Stato e non più nelle chiese cattoliche, dove naturalmente i parenti di defunti cattolici saranno liberissimi di far svolgere in altri momenti i funerali religiosi. LEGGI

- Cose impensabili in Italia, Vicereame del Papa Re, dove tutti, credenti cattolici, credenti in altre religioni e non credenti in alcuna versione della MenzognaGlobale siamo tutti obbligati a sottometterci ai crocifissi appesi obbligatoriamente nelle aule scolastiche, nei tribunali e sempre più spesso anche in altri uffici pubblici dove autorità locali cristianiste fondamentaliste stanno rapidamente ememettando ordinanze che impongono i cricifissi a martellate sulla testa di tutti. Come i talebani che impongono l’islam e i suoi simboli dovunque hanno il potere.