10/06/07 – Il Vaticano e la “Reconquista” dell’ Italia.
Con la parola “Reconquista” gli spagnoli intendono quel lungo processo durato quasi otto secoli per liberare definitivamente nel 1492 il loro paese dagli invasori arabi. Allo Stato Pontificio invece sono bastati 132 anni , dalla Breccia di Porta Pia del 1870 all’ insediamento di Giovanni Paolo 2° in Parlamento nel 2002, per riprendersi non solo Roma ma l’ intera Italia. Vediamo come. La guerra di “reconquista” vaticana inizia in sordina subito dopo la Breccia di Porta Pia, ma ottiene la sua prima significativa vittoria nel 1929 quando, con i Patti Lateranensi, Mussolini sottomise l’ Italia al potere religioso con due articoli che imponevano la religione cattolica come “unica religione dello Stato” e l’insegnamento della stessa come “coronamento” dei corsi di studio. La ri-presa del potere continuò con la Costituzione Repubblicana del 1948 in cui all’ art. 7 quei Patti di sottomissione furono confermati. E non si fermò nemmeno con il Concordato craxiano del 1984 quando vennero solo apparentemente cancellati quei due articoli odiosi del precedente accordo. In realtà nei fatti non cambiò nulla. Da una parte il concetto di “unica religione dello Stato” viene perpetuato dall’ esposizione esclusiva del simbolo di quella religione in tutte le scuole pubbliche e addirittura in tutte le aule di tribunale, dove invece è completamente assente l’ unico emblema approvato dall’ Assemblea Costituente nella seduta del 31 Gennaio 1948 e promulgato poi con Decreto Legislativo N. 535 del 5/5/48 a firma del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola. Questo.

E per quanto riguarda l’insegnamento della religione cattolica assistiamo ad una vera e propria presa in giro, dal momento che la possibilità di “non avvalersene” è congegnata in modo tale da costringere di fatto gli studenti a frequentarla. Così, oltre all’ indottrinamento dei giovani, anche gli stipendi pagati dallo Stato alle migliaia di insegnanti scelti dai vescovi sono salvi. L’ irresistibile ri-presa di potere del Vaticano sull’ intero Paese arrivò alla penultima tappa nell’ anno 2000, allorché Wojtyla assestò un pugno in faccia all’ Italia riconoscendo per vero uno dei più fasulli e inverosimili miracoli mai inventati dalla fervida fantasia religiosa pur di beatificare Pio IX, il papa assassino di Italiani che fu il più feroce nemico della nostra unità. Infine il 14 novembre 2002 l’ intero Parlamento (con pochissime eccezioni a cui rendiamo onore), applaudì l’insediamento dello stesso papa Wojtyla sul più alto seggio simbolico del potere italiano. E per celebrare quella presa di potere fu addirittura umiliata la Costituzione che proibisce la riunione congiunta delle Camere in casi diversi da quelli espressamente previsti. Quell’ autentico tradimento della Costituzione fu operato con l’ acquiescenza dei Presidenti della Repubblica e della Corte Costituzionale, presenti e plaudenti davanti al Papa, i quali accettarono che venisse fittiziamente inventata in quel giorno una “chiusura per manutenzione straordinaria” delle due Camere. La resa formale e senza condizioni della Repubblica Italiana al Vaticano era compiuta. Non mancò peraltro neppure un corollario di amenità come la gara fra Violante e Casini (ex Presidente e Presidente in carica della Camera) a chi doveva assumersi il merito di quell’ insediamento regale, avendo l’uno invitato e il secondo ospitato in Parlamento il Papa Re. Così il 14 novembre del 2002 la “Reconquista” dell’ Italia poteva dirsi conclusa. Restavano i dettagli, come per esempio l’ esposizione obbligatoria del crocifisso su tutti gli edifici pubblici della Repubblica (a pretenderla fu il nuovo papa, Benedetto XVI, con una esternazione del 15 agosto 2005 condivisa da gran parte dell’ arco parlamentare) e la nomina o ri-nomina di luoghi significativi con l’ intitolazione ai papi. A Roma vi provvide il Sindaco Veltroni intestando prima a Giovanni 23° il lungo tunnel sotto Monte Mario, e poi “dedicando ” la Stazione Termini a Giovanni Paolo 2°. Attenzione, la “nomina” dei luoghi è uno degli strumenti più potenti per affermare il potere e per legare a quel potere l’immaginario collettivo. A Roma ci sono più di 500 vie e piazze intitolate a papi, cardinali, santi, ordini religiosi , e quant’altro. Ma la Stazione ferroviaria più importante della Capitale e del Paese doveva essere il coronamento formale per trasformare anche quell’ importantissimo luogo in un’ appendice ufficiale dello Stato della Chiesa. Che dire poi della ferita inferta alla Costituzione quando fu approvato di fatto, con il subdolo meccanismo del “bonus”, il finanziamento pubblico delle scuole private ? A questo provvide addirittura il ministro Giovanni Berlinguer, alla faccia dell’ esplicito divieto. Ma il caso più clamoroso di assoggettamento della Repubblica Italiana allo Stato Pontificio avvenne il 24/06/05 quando Benedetto XVI si recò in visita al Quirinale, quasi a riprendere possesso dell’ antica reggia dei papi. Ebbene, dopo il discorso del Presidente Ciampi che rivendicava orgogliosamente la laicità delle nostre Istituzioni, il papa si permise di dettare lui all’ esterrefatto Ciampi i limiti e i paletti della “sana” laicità, solo quella, cioè, che coincide con i principi fissati dalla chiesa cattolica in materia di diritti sulla vita, famiglia e scuola. E nessuno osò rispondergli come meritava. In compenso ci pensa la Conferenza Episcopale Italiana, nelle sue periodiche riunioni, come se fosse una sorta di Governo Ombra, a dettare al nostro Parlamento la linea politica da tenere per legiferare in stretta attuazione di quei principi. Contro questa evidente perdita di sovranità della Repubblica italiana, favorita dall’ acquiescenza di una classe politica in gran parte sottomessa e inetta, deve sorgere ed attivarsi la Resistenza Laica, con le armi della democrazia, del diritto e della cultura, per ridare all’ Italia la sua indipendenza perduta.
Giulio C.Vallocchia – www.nogod.it
1/07/07 – Un Papa Re….e Imperatore.
Dalla “Reconquista” dell’ Italia alla conquista dell’ Europa
Ci sono voluti soltanto 132 anni, dalla Breccia di Porta Pia nel 1870 all’ insediamento il 14 novembre 2002 di Giovanni Paolo II sul più alto scranno del Parlamento italiano a Camere riunite, per portare a termine non solo la ri-presa di Roma da parte del Vaticano, ma anche la conquista dell’ intera Italia. Quel giorno applaudirono festanti il Papa Re tutte le massime cariche dello Stato e assistemmo stupefatti ad una interminabile processione di deputati e senatori che a turno si recarono a rendere omaggio al Monarca Ritornato, alcuni con semplice inchini, altri con deferente baciamano, e alcuni addirittura in ginocchio. Poco c’è mancato che qualcuno si prosternasse fino al punto di baciare la sacra pantofola. Per nostra imperitura ignominia quelle scene di sottomissione personale e politica (trattandosi di parlamentari eletti dal popolo) furono immortalate dalla diretta televisiva e restano lì, negli archivi della RAI, come macchia indelebile su una Repubblica che doveva essere laica e che è diventata a tutti gli effetti uno Stato confessionale. Un Vicereame del Papa Re, che lo governa attraverso un’ Istituzione, presente in quasi tutti gli Stati del pianeta, che si chiama Conferenza Episcopale. Ma quella italiana ha una particolarità : a differenza di tutte le altre che scelgono il loro Presidente con votazione autonoma, quello della CEI viene nominato direttamente ed esclusivamente dal Papa in carica. Un Vicerè a tutti gli effetti, quindi, che oggi risponde al nome di Angelo Bagnasco il quale, oltre ad essere Presidente della CEI, il Governo Ombra che guida e controlla il Governo ufficiale del nostro Paese, si caratterizza anche per il ruolo di Generale dell’ Esercito italiano. Qualifica del tutto legittima dal momento che riscuote la relativa pensione spettantegli legalmente per i pochi anni di attività svolta come Capo dei cappellani militari. Insomma , il Vicerè d’ Italia è anche un Generale di Corpo d’ Armata, quasi a rendere ufficiale un’ occupazione, oltre che politica e istituzionale, anche manu militari. Ma Ratzinger, il successore di Wojtyla, è andato ben oltre la conquista dell’ Italia. Grazie alla inaspettata decisione dei 27 Capi di Governo dell’ Unione, che hanno approvato pochi giorni fa una nuova miserabile bozza di Trattato in sostituzione di quello bocciato dai referendum francese e olandese, Benedetto XVI diventa addirittura arbitro unico delle leggi che possono e non possono essere approvate dal parlamento Europeo. Grazie al controllo sul Vicereame d’ Italia e sulla Teocrazia cattolica dei fratelli Kaczynski che governa la Polonia, potrà servirsi a turno o congiuntamente del VETO di questi due governi per bloccare l’ approvazione in Europa di qualsiasi legge che non risponda ai requisiti religiosi imposti dalla Chiesa/Stato del Vaticano. Con un potere politico immenso, superiore addirittura a quello esercitato dalla religione islamica nei Paesi in cui vige la sharìa (la legge coranica), la Chiesa cattolica potrà dettare legge in un intero continente. Salutiamo quindi nel Fuhrer dei cattolici Benedetto XVI il nuovo Papa Re….. e Imperatore d’ Europa. Ma contro questa totalitaria e totalizzante Teocrazia che dopo l’ Italia travolge anche l’ intero nostro continente lanciamo il nostro fortissimo Appello per una Resistenza Laica in tutta l’ Europa.
24/06/05 – Visita del Papa-Re al suo Vicereame Vaticaliano. Comunicato di NO GOD.
Benedetto 16 arriva al Quirinale passando lungo strade praticamente deserte di romani e con qualche gruppo qua e là di turisti indifferenti, con piccole folle solo nei punti di sosta all’uscita di Piazza San Pietro e a Piazza Venezia. Inchini esagerati e baciamano da parte di italiche autorità a San Pietro, dignitoso cenno del capo di Veltroni (almeno lui) a Piazza Venezia, eccesso di inchino da parte di Ciampi al Quirinale e pericolosa inclinazione di Fini e Berlusconi, ancora di più Casini. Sbracamento dorsale di Pisanu e baciamano inopportuno di autorità minori. Inarrestabile logorrea di Cossiga che si è esibito in una sorta di captatio benevolentiae differita comunicando al papa che la sua nipotina ogni volta che vede una sua foto….applaude !
Discorsi ufficiali con Ciampi che si barcamena fra la difesa doverosa della laicità e una caduta cerchiobottista sulle radici cristiane di italiani ed europei. Le radici cristiane saranno pure un vanto per Ciampi, ma non per noi.
E’ il turno poi delle bordate di Ratzinger cha fa sbiancare il povero Ciampi con un duro e apodittico punto di vista sulla laicità, anzi sulla “sana laicità“, come la chiama lui. A cominciare dalla famiglia fondata sul matrimonio (il resto non esiste) messa in pericolo da “attacchi” fra i quali evidentemente anche la richiesta di riconoscimenti giuridici per le coppie gay che la chiesa vuole invece escludere con “amorevole” determinazione. Sulla sacralità della vita, dall’inizio alla fine, il papa fa capire chiaramente chiaramente che bisogna rivedere la legislazione sull’aborto ed escludere qualunque legge sull’eutanasia. Consente però, bontà sua, che si possano praticare cure palliative del dolore. Anche questo è in qualche modo nella tradizione della chiesa che agli eretici pentiti consentiva di essere ammazzati prima di finire arrostiti sui roghi in gloria di dio. Ultima bordata sulla scuola. Qui il papa batte apertamente cassa e dice chiaro e tondo che lo Stato deve pagare tutte le spese delle scuole cattoliche per consentire ai genitori che lo vogliano di mandarci i figli in alternativa alle scuole pubbliche. Fine della visita, con esilarante commento degli agiografi ufficiali della RAI che vedono folle di cittadini osannanti lungo quelle strade assolate dove stanno solo pochi turisti accaldati.
