25/6/10 – Bavagli

“Lei è un imbecille, s’informi…” (Totò)

Il blogger Don Sturber, dopo l’intervista al generale McChrystal che ha criticato pesantemente il presidente Obama, chiede che alla rivista Rolling Stone venga assegnato il premio Pulitzer. Non solo per l’intervista al generale, ma anche per i preallarmi sul disastro BP. La rivista, fondata nel 1967, pur essendo un magazine “leggero”, svolge un ruolo di primo piano nel dibattito politico e nel corso del tempo ha messo a segno degli scoop che hanno fatto epoca. Ad esempio la rivista scoprì la doppia vita di Patricia Hearst, l’ereditiera prima rapita e poi arruolatasi nell’esercito di liberazione simbionese, o il reportage firmato da Robert Kennedy jr. nel 2004 nel quale veniva spiegato come l’amministrazione Bush rubò la vittoria a John Kerry, impedendo agli elettori dell’Ohio di recarsi alle urne. Alla base del successo del magazine giornalisti innamorati del mestiere, nessun servilismo verso i potenti, editori indipendenti.
Qualche giorno fa un importante quotidiano, commentando i fatti riguardanti lo spregiudicato cardinale Sepe, motteggiava i giornalisti che non arretrano davanti a nulla e che non hanno più rispetto per il clero. Magari fosse. I media italiani hanno il guinzaglio cortissimo e temono i potenti di cui spesso sono servi. Non tutti, è ovvio, ma sarebbe opportuno, specie alla vigilia di uno sciopero (9 luglio) ripensare un po’ ad una professione che in Italia ha imboccato una deriva pericolosa. Bene fanno i giornalisti a scioperare contro la legge bavaglio che, qualora passasse così come vuole il nostro amatissimo premier, introdurrebbe la censura, ma non è possibile glissare ancora sulle scelte scriteriate che editori, testate e singoli giornalisti operano.
E’ possibile che si sia trascinato al di là di ogni ragionevole senso il caso Noemi e nessuno è mai riuscito a mettere alle corde il premier e il governo sulla questione economica che, nei fatti, è stata una quasi sorpresa per la maggior parte dei media? E perché mai nessun giornalista ricorda al militaresco ministro della Difesa che quando era all’opposizione insieme al suo partito non votò a favore del rifinanziamento delle missioni militari? Chi ha impedito la partecipazione delle testate alle numerose conferenze stampa in cui si denunciavano gli sfratti che Propaganda fide e altri enti religiosi operavano a Roma? Chi vieta ai giornalisti della cronaca romana di scrivere che non ci sono state masse che hanno manifestato per chiedere al sindaco di aggiustare la madonna d’oro di Monte Mario? Mentre Ballarò si occupava di promuovere l’immagine di Polverini lanciandola alla guida della Regione Lazio, programmi simili nel resto dell’Occidente affrontavano la questione pedofilia nella Chiesa (e non solo nella Chiesa). Qualcuno ha legato le mani di Floris per affrontare questo tema? Certamente la cautela massima mostrata sul tema da Santoro in Annozero ci fa venire più di un dubbio sulla sua schiena dritta. E ancora, è giusto che un giornalista aspiri al posto fisso? Non sarebbe il caso che le star della rai – che certamente non hanno il problema di portare il latte ai pupi – lasciassero quei posti che hanno ottenuto per merito di partito (l’ultimo concorso per giornalisti in rai c’è stato l’84) per mettersi onorevolmente sul mercato così come avviene nel resto del mondo? E non sarebbe opportuno che cominciassero a voltare la testa anche un po’ fuori dal Paese? Il mondo cambia ma con questo giornalismo non credo che ce ne accorgeremo.
Critiche ambiziose ma legittime giacché sono iscritta all’Ordine dei giornalisti (un ossimoro, l’ordine per un mestiere che dovrebbe essere il più libero e meno irreggimentato del mondo) dal lontanissimo ’82.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

24/5/10 – Ciriole qui
http://www.nessundio.net/blog/2010/05/24/4008/

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NoGod ai Mondiali di calcio

Inviati RAI ai mondiali: Eugenio De Paoli, Jacopo Volpi, Bruno Gentili, Marco Civoli, Fabrizio Failla, Carlo Paris, Enrico Varriale, Amedeo Goria, Marco Mazzocchi, Alessandro Forti, Paolo Arcaro, Gianni Cerqueti , Stefano Bazzotto, Paolo Paganini, Simona Rolandi, Gianni Bezzi, Alberto Rimedio, Marco Lollobrigida, Salvatore Bagni, Fulvio Collovati, Ubaldo Righetti, Carlo Longhi, Daniele Tombolino, Sandro Mazzola (l’unico che sembra capirci qualcosa), Gian Piero Gasperini, Beppe Dossena, Marino Bartoletti, Ivan Zazzeroni + tecnici e qualcun altro di cui mi sfugge il nome.
In collegamento con piazza da Siena a Roma: Maurizio Costanzo, Giampiero Galeazzi, Paola Ferrari.

Il chiacchiericcio dei “giornalisti” RAI, è molto più molesto delle pur fastidiose vuvuzelas.
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5 Commenti a “25/6/10 – Bavagli”

  1. Sergio scrive:

    Tiziana:

    «Non sarebbe il caso che le star della rai – che certamente non hanno il problema di portare il latte ai pupi – lasciassero quei posti che hanno ottenuto per merito di partito (l’ultimo concorso per giornalisti in rai c’è stato l’84) per mettersi onorevolmente sul mercato così come avviene nel resto del mondo?»

    Non solo le star della RAI, ma TUTTI coloro che hanno un posto fisso, e a volte anche molto ben retribuito, nell’apparato statale dovrebbero cedere il posto a forze più fresche e motivate – nell’interesse degli utenti e anche nel proprio interesse (comincia a rivivere dopo tanta routine che spegne ogni entusiasmo). Ad eccezione di pochissime persone davvero insostituibili la stragrande maggioranza dei compiti assolti dai “servitori dello Stato” può essere espletata da quasi tutti i contribuenti.
    Lo «statale» superprivilegiato a vita è uno scandalo. Lo statale si rimetta in gioco e provi cosa significa farsi giornalmente il mazzo nella lotta senza quartiere tra i vari e veri protagonisti della produzione di beni.
    Lo statale serve – ma a tempo! Dopo un certo tempo è un parassita mantenuto dalla collettività.
    Dei parassiti RAI poi non ne parliamo! Se tutti sapessero quanto si è fottuto e si fotte Bruno Vespa credo che come minimo gli sputerebbero in faccia.

  2. Aviva De Benedetti scrive:

    Sergio,

    mi sembra che il problema non venga percepito. Qui ci sono giornalisti disoccupati che sfilano per proteggere lo stipendio di Santoro.
    Tiziana è stata molto misurata nello scrivere solo i nomi degli inviati della redazione sportiva rai in Sudafrica. Ha generosamente tralasciato gli inviati della rete 1, 2 e 3.

  3. Anonimo scrive:

    Sono d’accordissimo sulla revisione degli impieghi che non sono mai verificati nè aggiornati

  4. Marcello scrive:

    Brava Tiziana, come sempre non sdraiata nella broda della retorica!

  5. Tiziana scrive:

    Pensa te che per non essere retorica mi sono beccata pure di fascista e terrorista
    @Sergio
    d’accordo