E’ stata inaugurata alla presenza di Ratzinger la Madonna (rifatta) di Monte Mario che Giove Pluvio aveva fulminato due anni fa danneggiandola seriamente. La lite fra le due divinità aveva colpito il popolo romano il cui antico e fortissimo amore per gli idoli si è trasferito nel corso dei millenni dalle centinaia di divinità familiari, locali, cittadine e planetarie ai loro cloni post-pagani : cristi, santi e madonne aventi significati e compiti protettivi identici ai precedenti. Immutata anche l’abitudine di adorare gli idoli. Ricordiamo che per consentirne la liceità i papi arrivarono persino ad abolire il terzo comandamento dell’ originale lista di Mosè : “non ti farai idoli …“. E per riportarne a 10 l’originale numero raddoppiarono quello dei desideri proibiti : non solo la roba, ma anche le donne d’altri. L’abitudine a falsificare anche la parola del loro dio, come a mentire spudoratamente, è la caratteristica principale della chiesa di Roma che asseconda volentieri la cosiddetta “volontà popolare”, Fu così nel 1953 anche per la Madonna di Monte Mario per la cui costruzione pare che siano state raccolte a suo tempo alcune migliaia di firme. La motivazione, dicono le cronache, deriverebbe dal fatto che quella Madonna sarebbe intervenuta (personalmente ?) sulle autorità miltari belligeranti durante l’ultima guerra per convincerle a non bombardare Roma. Quindi a differenza di altre Madonne che fanno miracoli a singole persone questa avrebbe miracolato addirittura un’intera città. Non potevano mancare alla nuova inaugurazione del manufatto rifatto le autorità civili locali, con in testa il sindaco Alemanno a cui bisogna riconoscere che non si perde una cerimonia o una messa semplice o solenne in cui sia presente un gerarca della SS Vaticana. Un po’ scarso come presenze ufficiali il Presidente della Provincia Zingaretti, mentre la Governatrice del Lazio Polverini sta rapidamente scalando la classifica delle presenze di precetto insidiando il primato del Sindaco. Quest’ultimo però ha avuto l’idea più otiginale di tutti: inserire la Madoona d’oro di Monte Mario nei percorsi turistici. Ipotesi niente affatto peregrina in considerazione del fatto che a Roma c’è Cinecittà e dell’aspetto hollywoodiano dell’idolo che pare ispirato alla famosa statua vivente della Ceiad-Columbia, la casa distributrice di film nel cui logo appare una madonna laica con il braccio destro in alto come quella di Monte Mario.
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Il tutto con appena 160mila euro, in parte del Campidoglio e in parte (quanta?) dei costruttori romani.
Va aggiunto però che il bravo sindaco di Roma che si è occupato personalmente di ripristinare per il 29 (santi Pietro e Paolo patroni della città) il concerto in piazza del Campidoglio in onore del papa ha radssicurato i salassati romani che la musica è offerta da lui senza spendere denaro della città (ma abbiamo lo stesso qualche dubbio)
EVENTI 8non gratis) per i santi patroni di Roma
28 GIUGNO 2010 ORE 21.30
LA GIRANDOLA DI CASTEL SANT’ANGELO
Comunicato stampa
Per la festa dei Santi Patroni della città
Roma accende e colora il cielo sopra Castel Sant’Angelo
Roma 25 giugno 2010
Si consolida, con l’edizione 2010 (lunedì 28 giugno dalle ore 21.30 alle ore 22), la tradizione de “LA GIRANDOLA DI CASTEL SANT’ANGELO”, un fantasmagorico spettacolo di fuochi d’artificio, dallo scorso anno riportato alla luce in maniera filologicamente corretta grazie al minuzioso lavoro di ricerca del Gruppo IX Invicta.
Questo ritorno, in occasione della festa dei Santi Patroni di Roma Pietro e Paolo, è promosso dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Commissione Cultura, Sovraintendenza ai Beni Culturali e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con l’organizzazione di Gruppo IX Invicta e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.
Lungotevere Tor di Nona, Lungotevere Altoviti, Ponte Vittorio Emanuele II, Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta, Ponte Umberto I e Via Banco Spirito sono i punti di avvistamento, intorno a Castel Sant’Angelo, consigliati al pubblico per godere al meglio dello spettacolo.
Immortalata nelle stampe del Piranesi e dai grandi pittori del passato, “LA GIRANDOLA DI CASTEL SANT’ANGELO” si ritrova già nei Racconti dei Maestri delle Celebrazioni Liturgiche dei Papi di un tempo, come ad esempio Paride De Grassis, il Servanzio, ed il Mucanzio vissuti tra il 1500 e il 1600.
Oggi, grazie ad un apparato tecnologico sofisticatissimo che si avvale di centraline radio per l’accensione dei fuochi, 18 tecnici ed un progettista sono in grado di far fronte – in assoluta sicurezza per loro e per l’ambiente circostante – ad un lavoro che in passato vedeva il coinvolgimento di oltre 100 uomini, con un notevole risparmio anche sui costi della manodopera che altrimenti sarebbero proibitivi.
Ma cos’era la Girandola? Introdotta a Roma nel 1481 per celebrare il pontificato di Papa Sisto IV è poi stata utilizzata per celebrare le principali festività dell’anno. Spiegare cosa fosse la Girandola e ciò che rappresentò per oltre trecento anni è complicato, così come sarebbe riduttivo definirlo un semplice fuoco d’artificio, perché la Girandola era un evento che richiamava spettatori da tutta Europa, un appuntamento dove accorrevano stranieri di ogni grado e ceto sociale fino al 1861, quando i capricci del tempo e della memoria hanno poi relegato nel dimenticatoio questo antico momento di festa durante il quale il Castello diventava un palcoscenico per gli spettatori sull’altra riva del Tevere.
Fra i tanti “maestri” che contribuirono nel tempo, con la loro arte, a rendere la Girandola un evento sempre più spettacolare pare si sia cimentato – secondo un’ipotesi su cui sono tutt’ora in corso studi e ricerche per dimostrarne la veridicità – anche Michelangelo Buonarroti, nel periodo in cui lavorava su committenza di Papa Giulio II.
Lunedì 28 giugno 2009 ore 21.30
Roma, Ponte Sant’Angelo
Girandola di Castel Sant’Angelo
La Maraviglia del Tempo
Info: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Fabiana Magrì +39 0682077386 +39 340 4206813 f.magri@zetema.it
http://www.zetema.it
Bella pretesa quella di Pio 12 di dedicare una statua alla madonna perchè niente era successo. Niente i bombardamenti (e i morti) di san Lorenzo? Niente gli ebrei deportati (ah già lui non li aveva visti)
Il sindaco ha comunque dichiarato che ora sotto lo sguardo della madonna le cose a Roma andranno meglio. Forse si vuole dimettere.
La prava istituzione pretesca
Tratto dal romanzo “Clelia ;ovvero Il governo dei preti” di Giuseppe Garibaldi
Dacché la società umana ebbe impostori, sorsero preti, se già i primi non furono essi. Certo però i maggiori, i più astuti, i più fortunati impostori del genere umano furono sempre i preti. Più furbi degli alchimisti e dei ciarlatani essi posarono le basi della loro scienza in parte ov’era difficile che la luce giungesse a smascherarli.
L’alchimista cercò la formazione di pietre preziose e dell’oro con elementi di poco costo e morì, lasciando l’eredità del desiderio insoddisfatto accanto al vero tesoro delle esperienze, dalle quali partendo, i moderni chimici hanno fatto portenti.
I ciarlatani, spaccianti balsami ed elisiri miracolosi sono scomparsi, ma prepararono il posto all’utile e matematica chirurgia moderna.Il prete dura e il suo nebuloso edifizio continua a star ritto. Non monta che le antiche rivelazioni tentennino all’urto del senso comune; il prete dura benché i ciechi soltanto non s’accorgono che egli è il primo a farsi beffe delle favole che spaccia.
Vuol dire che il prete è più astuto d’ogni altro e che i non-sensi e le assurdità più grandi hanno il privilegio di una più tenace resistenza.
Non indignazione ma nausea mi sento veramente nel vedere i miei concittadini inginocchiarsi davanti a quei simulacri dell’impostura! davanti a quei detrattori di Dio!