La prostituzione sarà finalmente regolamentata ?

Dopo decenni di stucchevoli e ipocrite diatribe finalmente un passo, anzi due, verso una regolamentazione della prostituzione in Italia.
Due proposte con targhe politiche diverse, ma sostanzialmente risolutive. Già prevediamo i lamenti dei gerachi sessuofobici della SS Vaticana, come nella migliore tradizione dei sepolcri imbiancati, e anche delle femministe storiche “de sinistra” in nome di un vittimismo al femminile che non tiene conto della libera volontà dei soggetti (maschi e femmine) il cui diritto a gestire il proprio corpo come meglio credono verrebbe finalmente regolamentato.

Due disegni di legge. uno del centrodestra e l’altro del centrosinistra.

per il centrodestra Malan :

http://www.asca.it/news-MANOVRA__PDL__PROSTITUZIONE_LEGALE_IN_CASE_CHIUSE_E_OBBLIGO_PROFILATTICO-925324-POL-.html

(ASCA) – Roma, 21 giu – Tornano le case chiuse e arriva il profilattico obbligatorio nei rapporti mercenari. E’ quanto prevede un emendamento del Pdl a firma Lucio Malan alla manovra finanziaria, in cui si delega il governo a procedere entro il 31 dicembre 2010 a disciplinare la legalizzazione della prostituzione.

La proposta emendamentiva fissa alcuni criteri di riferimento per le disposizioni del governo (che dovrebbe agire su proposta del ministero del lavoro e dell’economie, sentiti i ministeri della salute, e delle pari opportunita’, nel rispetto delle competenze di regioni e provincie autonome): tutela della liberta’ della persona che si prostituisce rispetto all’accettazione dei singoli clienti e alla possibilita’ di lasciare in qualsiasi momento l’attivita’ di prostituzione; controllo sanitario periodico; esercizio della prostituzione solo in locali non aperti al pubblico fuori dalla prossimita’ di luoghi di culto e scuole; obbligo di protezione profilattica dei rapporti; divieto per i minori dell’esercizio di prostituzione e di ingresso nei locali dove si esercita; copertura previdenziale per chi esercita la prostituzione; tassazione dell’attivita’ di prostituzione; inasperimenti delle pene per tutti i reati connessi con la prostituzione, abrogazione delle norme contrastanti con le norme adottate.

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per il centrosinistra Donatella Poretti:

http://blog.donatellaporetti.it/?p=1536

Sono sempre stata dell’idea che sia necessario intervenire a livello normativo per un pieno riconoscimento dell’attivita’ di prestazione di servizi sessuali e remunerati tra persone maggiorenni consenzienti.
Più volte ho proposto al Parlamento di affrontare la questione: l’ho fatto con la presentazione di un disegno di legge ed ora con un emendamento alla manovra economica sottoscritto anche dai senatori Emma Bonino e Marco Perduca: legalizzare significa anche e soprattutto regolarizzare in termini economici l’attivita’ meretricia, che potra’ essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata.
Con un semplice calcolo approssimativo, su 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione di 30 euro -con ampia approssimazione per difetto-, con un giro d’affari di 90 milioni al mese, oltre un miliardo l’anno. Naturalmente se leviamo a questo miliardo le minorenni e le straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni di euro annui. Cifra che spero il Parlamento non sottovaluti anche perchè -ripeto- si tratta di stime assolutamente al ribasso.
Inoltre, da un tale provvedimento sarebbe notevole anche il risparmio in termini di risorsa lavoro da parte di forze di polizia e magistratura, che non dovrebbero più impegnarsi nel contrasto ad una prostituzione legalizzata e sottoposta a regime fiscale, e potrebbero concentrarsi con più efficacia nel contrasto dello sfruttamento della prostituzione anche minorile, ed altre tipologie di crimine.
E non ci si scandalizzi sul fatto che l’attivita’ possa essere tassata visto che gia’ oggi accertamenti fiscali e redditometri nei fatti lo fanno. Se fosse legalizzata ci sarebbero non solo doveri pagare le tasse- ma anche diritti: assistenza sanitaria, previdenziale, ecc…

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