21/6/10 – Scelte prioritarie

Il 24 giugno dopo cinque mesi dal tornado che ha sconciato alberi e strade della capitale e le cui tracce sono ancora evidenti, la madonna d’oro di don Orione (a Monte Mario) torna al suo posto grazie al restauro offerto dal Campidoglio e dai costruttori romani (160mila €).
Il 29 giugno, santi Pietro e Paolo patroni di Roma, per volere del sindaco Alemanno, torna il concerto in piazza del Campidoglio in onore del papa. Il primo cittadino ha rassicurato i romani: “a costo zero perché finanziato da sponsor da me reperiti” (dalla cronaca di Roma)

Due proposte, molto simili, sono al vaglio della Commissione Lavoro di Montecitorio. Una è promossa da Alessia Mosca (Pd) e l’altra da Barbara Saltamartini (Pdl) e chiedono il congedo di paternità obbligatorio per 4 giorni. L’avvio della discussione non è stato eccezionale: Giuliano Cazzola, presidente della Commissione, primo firmatario della proposta Saltamartini, ha avviato i lavori spiegando che aveva firmato perché Saltamartini lo aveva irretito col suo fascino (è seguita reazione giustamente furiosa della deputata) e che, stante il momento duro per l’economia, quattro giorni di congedo a carico del datore di lavoro e del sistema di previdenza sono impraticabili. Per la verità Saltamartini è stata irrisa anche dal noto gentleman Feltri che con un tagliente editoriale su Il Giornale l’ha definita inadatta a formulare leggi sul tema considerato che non ha figli. Oddio, il risibile pensiero è piuttosto corrente, avendo scelto di non avere figli mi sono sentita ripetere questa stracca litania più volte e, ahimè, più volte anche da insoddisfatte madri.
In Italia c’è una legge che permette ai padri di rimanere a casa dal lavoro per i primi tre anni di vita del bambino, ma ad oggi solo il 4% degli uomini lo richiede. Lo scopo dei 4 giorni obbligatori sarebbe – almeno secondo le proponenti – quello di invogliare e responsabilizzare ad un nuovo concetto di famiglia. Apprezzabile tentativo ma, secondo me, sarebbe opportuno estendere l’obbligo di rimanere a casa dal lavoro per cinque mesi, quei cinque mesi croce e delizia per tutte le donne che presentano un curriculum. Infatti mica va bene che le giovani donne debbano sacrificare il loro lavoro, le loro aspirazioni, il 20% dello stipendio, perfino il tempo libero, anche se decidono di avere un figlio non da sole ma con eventuale compagno. Mi capita di selezionare qualcuno per un lavoro, e gli uomini sono sempre spensierati su una eventuale paternità. Per quel che posso applico una discriminazione positiva, favorisco sempre e solo donne. Un mio piccolo contributo al mondo dispari nel quale viviamo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questa pagina
http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm 14/6/10 – Lavoratrici

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NoGod ai Mondiali di calcio

Wayne Rooney, attaccante inglese, indossa abitualmente una vistosa croce. Dice che è orgoglioso di portarla perché ci tiene a mostrare la sua cattolicità, e ha un po’ sofferto di essersela dovuta togliere durante la partita con l’Algeria. Mark Whittle, capo delle relazioni pubbliche della Fifa, fischia il fuorigioco a un giornalista che vorrebbe approfondire il tema: we don’t do religion. L’unica religione ai mondiali deve essere il calcio! Ma in Somalia il calcio è questione di vita o di morte, perché i fondamentalisti islamici puniscono con durezza chi perde tempo a guardare illegalmente le partite della coppa del mondo considerate una maledizione per l’essere umano.
L’Italia non brilla
e i c.t. in poltrona criticano le scelte fatte: magari Cassano della Sampdoria (e Balotelli, Totti…) avrebbero fatto bene. Intanto il sampdoriano si è sposato con Carolina: un matrimonio misto, lui ateo lei cattolica: mentre la sposa prendeva la comunione lo sposo è restato in piedi davanti all’altare.
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5 Commenti a “21/6/10 – Scelte prioritarie”

  1. Goliarda scrive:

    Sono i soliti ballon d’essai. Quattro giorni servono per sbrigare i certificati.
    Sarà una provocazione ma cinque mesi obbligatori metterebbero, almeno sul lavoro, su un piede di parità .
    Quando posso sul lavoro favorisco una donna. Purtroppo le giovanissime che si sono prese quelle poche conquiste strappate coi denti da noi 40-50-60enni se ne fregano delle donne e si coalizzano con chi è più forte.

  2. marcello scrive:

    si, dei figli agli uomini interessa ancora poco. fanno i portatori di stipendio e questo li assolve da qualsiasi impegno familiare

  3. Anna scrive:

    Penso che gli uomini rinuncerebbero ai figli piuttosto che perdere cinque mesi della loro possibile carriera e del loro prezioso tempo fuori casa.

  4. Anna scrive:

    Bellina la rubrica sui mondiali

  5. Tiziana scrive:

    Grazie