Crocifissi obbligatori a martellate sulla testa di tutti.

In attesa della sentenza finale del 30 giugno a Strasburgo sulla imposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane scopriamo che illustri giuristi cristianisti sottolineano che la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo non prevede che lo Stato “è tenuto alla neutralità confessionale nel quadro dell’istruzione pubblica obbligatoria” o in qualunque altro settore pubblico. Quindi gli Stati, secondo loro, possono imporre una visione religiosa e magari anche fondamentalista nelle scuole e in altre pubbliche Istituzioni. Alla faccia del rispetto di chi non crede in nessuna versione della MenzognaGlobale. E in più con la conseguenza che quando i fedeli della relighione più totalitaria e repressiva di tutte (l’islam) raggiungeranno una massa critica numericamente e statisticamente rilevante vedremo non solo volare i crocifissi fuori delle finestre ma anche l’imposizione di versetti del corano e simboli islamici fuori e dentro tutte le istituzioni pubbliche. E questo proprio grazie ai principi che gli illustri cristianisti vogliono affermare contro chi invece invoca la neutralità delle pubbliche istituzioni rispetto a tutte le fedi eligiose e alle convinzioni di libero pensiero dei cittadini.

Qui la fonte della notizia da Zenit LEGGI

….Il “caso del Crocifisso”, noto anche come “caso Lautsi”, è stato rimesso alla Gran Camera del Tribunale dopo che il Governo italiano aveva presentato ricorso il 28 gennaio scorso contro la sentenza emessa dalla Sezione Seconda del Tribunale il 3 novembre 2009.

In questa prima istanza, il Tribunale si era espresso affermando che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche è “contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”, perché gli studenti potrebbero avvertire “di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”.

Il Tribunale ha continuato con l’affermare che la presenza del crocifisso poteva risultare “sconvolgente emotivamente” per il figlio della signora Lautsi (colei che ha presentato il ricorso) e che non avrebbe permesso di “insegnare agli allievi un pensiero critico” o quel “pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica”.

Il Tribunale concluse che si trattava di una violazione dell’articolo 2 del Protocollo numero 1 (Diritto all’educazione), come dell’articolo 9 (libertà religiosa) della Convenzione.

Questa decisione è stata duramente criticata da parte di esperti politici e giuristi di vari Stati europei e giudicata come un’imposizione del “laicismo”. In concreto, è stato detto che la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo non prevede che lo Stato “è tenuto alla neutralità confessionale nel quadro dell’istruzione pubblica obbligatoria” o in qualunque altro settore pubblico.

In realtà, vari Stati membri del Consiglio d’Europa sono “Stati confessionali”, nel senso che hanno una religione ufficiale o riconoscono Dio nelle loro leggi e costituzioni….

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Un Commento a “Crocifissi obbligatori a martellate sulla testa di tutti.”

  1. uniroma.tv scrive:

    Al seguente link potrete vedere il servizio dal titolo “Vietato cantare Bella ciao” sul divieto imposto da un preside ai suoi alunni.

    http://www.uniroma.tv/?id_video=16405

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