Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto (G. Leopardi, Pensieri)
I fatti: qualche giorno fa Coop e Conad hanno annunciato che non venderanno più nei loro supermercati prodotti provenienti dai territori occupati in Cisgiordania. La decisione è stata rivendicata da una rete di associazioni (capofila è l’associazione cattolica Pax Christi) che si chiama Stop Agrexco formatasi un anno fa per boicottare tutte le merci made in Israel.
Bene così, ognuno è libero di aderire alle campagne che crede.
Però Coop e Conad hanno voluto fare delle precisazioni, addirittura comprando pagine sui principali quotidiani, per chiarire che i punti vendita delle due catene distribuiscono regolarmente i prodotti provenienti da Israele, e che “il boicottaggio è azione estranea ai valori che sono solidarietà eticità cooperazione trasparenza”, ma sono in corso verifiche solo su datteri e erbe aromatiche. E ancora, la Coop parla di “decisione obbligata”, facendo riferimento a disposizioni fiscali e amministrative Ue, ma gli alimenti Agrexco sono in regola con la normativa comunitaria sull’origine dei prodotti: che si sappia se vengono dai territori è informazione non richiesta dalla Ue. La Conad invece ha precisato che i pompelmi sono stati sospesi in quanto la stagionalità è finita in aprile (tra l’altro i pompelmi israeliani non vengono dalla Cisgiordania) e quando le produzioni riprenderanno le forniture proseguiranno regolarmente. La questione è diventata un caso politico: il ministro degli Esteri Frattini ha parlato di provvedimento razzista e sono arrivate molte critiche anche da sinistra capeggiate da Furio Colombo. A favore del boicottaggio invece Cgil e Fiom che hanno diffuso una dichiarazione di sostegno ribadendo l’illegalità della politica israeliana. Il direttore amministrativo della Agrexco, il sig. Shimon Alchasov, ha spiegato che solo lo 0,4% dei prodotti della società provengono dalle comunità della valle del Giordano (territori occupati) e lì lavorano quasi esclusivamente palestinesi e stagionali che arrivano dal confine (cioè dalla Giordania). Certamente se gli israeliani si ritirassero da quei territori, come molti israeliani auspicano, il problema sarebbe risolto, la Agrexco non si occuperebbe della produzione ortofrutticola e magari i palestinesi produrrebbero datteri da soli. Purtroppo per loro a Gaza, territori che per fortuna gli israeliani hanno liberato, Hamas ha preferito distruggere le serre riducendo sul lastrico gli operai. Ma è giusto che ognuno si determini da sé perché niente è più prezioso dell’indipendenza e della libertà. E anche di scegliere l’integralismo di Hamas.
Le contraddittorie dichiarazioni di Coop e Conad , pongono una domanda. Perché le due aziende giustificano quello che sembra essere un boicottaggio ideologico? Per quanto sia un ossimoro agire nel mercato e operare boicottaggi economici, è nel pieno diritto delle due catene farlo. Anzi, sarebbe auspicabile che un metodo rigoroso venisse applicato ad ampio raggio; sapere se l’uvetta turca proviene dal Kurdistan, o se il made in China include il Tibet, o anche, e su questo i sindacati italiani attenti alla legalità potrebbero dare una mano, se le succose arance calabresi sono state raccolte a Rosarno. Tracciabilità totale, per tutti, non solo per i soliti. Altrimenti pare un pregiudizio.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Nell’attesa io da Coop non comprerò più nemmeno un uovo
Secondo me Coop e Conad volevano aderire al boicottaggio. Però non c’è stata la solita reazione ma anche molte critiche, più che altro dettate dal buon senso. In questo paese nessuno più si muove in base alle proprie idde – giuste e/o sbaglaite che siano – ma solo per convenienza. Se la Coop e la Conad hanno fatto quei comunicati vuol dire che ci sono state poche simpatie per il boicottaggio. Piuttosto starei attenta ad esportare da Gaza che magari si finisce col finanziare Hamas ecc ecc
Secondo me Coop e Conad volevano aderire al boicottaggio. Però non c’è stata la solita reazione ma anche molte critiche, più che altro dettate dal buon senso. In questo paese nessuno più si muove in base alle proprie idde – giuste e/o sbaglaite che siano – ma solo per convenienza. Se la Coop e la Conad hanno fatto quei comunicati vuol dire che ci sono state poche simpatie per il boicottaggio. Piuttosto starei attenta ad esportare da Gaza che magari si finisce col finanziare Hamas ecc ecc
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