21/5/10 – Christian Index

Il pastore cerca sempre di persuadere il gregge che il loro interesse e il suo coincidono (Stendhal)

Negli scandalosi scandali della cricca degli appalti è emersa – finalmente – la questione case di proprietà della Santa Sede. Un palazzotto svenduto in via dei Prefetti, un paio di palazzi accanto a Palazzo Madama affittati al Senato, proprietà prestigiosissime della Propaganda Fide locate a prezzo di favore a politici e giornalisti. Sembra che l’affitto dell’appartamento di Bruno Vespa, una villa a tre piani in zona piazza di Spagna, precisamente sotto Villa Medici, abbia fatto aggrottare più di un ciglio nei Sacri Palazzi perché considerato troppo basso, tanto da essere all’origine del cambio di presidente dell’ente religioso. Sarà un chiacchiericcio? Al momento nessun politico ha profferito verbo su questo ennesimo tentacolo della piovra vaticana e non sorprende.
Viene in mente un oscuro episodio accaduto negli anni ’60. Fiorentino Sullo era ministro dei Lavori pubblici e presentò una riforma urbanistica che intaccava gli interessi e le proprietà del Vaticano. La parte più clericale della Dc e dell’Msi scatenarono sulle spalle del ministro una campagna violenta accusandolo di essere – pensa te – comunista e omosessuale. Il Borghese, rivista in auge in quegli anni, dedicò molti articoli sui presunti gusti sessuali del politico, addirittura imbastendo una storia tra il politico e il suo autista perché una foto ritrasse Sullo “con uno sguardo lascivo”. Il ministro sicuramente non era comunista e probabilmente non era omosessuale, ma quei pettegolezzi affossarono la riforma e la carriera del politico.
E’ un fatto che, nonostante la questione casa sia uno dei problemi enormi di Roma, e Roma sia la città dove maggiori sono le proprietà vaticane, nessun sindaco mai si è posto l’obiettivo di censire le case della Chiesa mentre tanti cittadini sono stati sfrattati senza motivo (la morosità per esempio) e senza avere possibilità di opporsi come avrebbero potuto fare con un proprietario italiano.
Intanto la Stoxx, una casa di investimento di Francoforte, ha lanciato sul mercato il Christian Index, una selezione di aziende quotate sullo Stoxx Europe 600 basato su un codice etico stilato da un comitato di teologi, porporati e dall’agenzia stampa missionaria Misna. La Santa Sede è rappresentata da mons. Gianfranco Piovano, già direttore dell’Obolo di san Pietro. Nel paniere di aziende non ci sono imprese che investono in armamenti, pornografia, gioco d’azzardo, farmaci per il controllo delle nascite. Ma c’è la British Petroleum e la Rio Tinto, tanto per dire che la contraccezione inquina e la BP no. Alla faccia dell’etica! Tra le aziende quotate dallo Stoxx Europe 600 anche Vodafone e il Banco Santander, considerati in genere titoli difensivi, che, almeno teoricamente, garantiscono il rendimento. Se ripassasse sulla via di Damasco san Paolo certamente non potrebbe più dire che il denaro è la radice di tutti i mali.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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8 Commenti a “21/5/10 – Christian Index”

  1. Gol scrive:

    Non solo, l’antipatico ha dato vita all’odioso fenomeno della conversione

  2. Segnala Anna Spina scrive:

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201005articoli/55198girata.asp

    4 – I preti al telefono. Impossibile intercettare un sacerdote senza avvertire l’autorità ecclesiale
    È forse la norma più curiosa e discussa del ddl sulle intercettazioni, soprattutto in considerazione delle inchieste sulla pedofilia che coinvolgono i sacerdoti. Se un pm intercetta o indaga un uomo di Chiesa deve avvertire immediatamente il Vaticano. Lo prevede il comma 24 dell’articolo 1 del disegno di legge. Le critiche dell’opposizione e degli stessi magistrati sono pesanti: il centro-sinistra si chiede il perchè di un inspiegabile privilegio concesso al clero; i pm temono che la rivelazione di notizie riservate possa pregiudicare le indagini.


    Anna Spina

  3. anna scrive:

    Piccola precisazione: l’art.24 citato dal giornalista della Stampa è da rifersisi al testo del Senato, per il testo della camera l’art. è il 15 mi pare

  4. anna scrive:

    mi pare di aver letto che qualcosa di simile al Christian Index dovrebebr esserci anche per i cugini islamici

  5. Marcella scrive:

    Non ho niente contro il denaro nè contro chi lo moltiplica purchè non fregandoselo. Mi sembra che sul Christian Index, visto anche al sicurezza dei titoli vodafone ecc. si va sul sicuro. Quello che impressiona sono le proprietà gestite in maniera dissennata e strumentale rispetto alle richieste che vengono fatte allo Stato italiano per restituire piccolissime cose (vedasi terremoto dell’Aquila)

  6. Anonimo scrive:

    Brava!!!