“Aderisco all’iniziativa come credente e come sindaco di Roma, città che ha un legame speciale di riconoscenza e devozione con il Santo Padre, al quale vogliamo testimoniare il nostro sostegno e il nostro filiale affetto in un momento di difficoltà per la Chiesa” (dal sito del Comune di Roma, adesione alla manifestazione dei movimenti ecclesiali domenica prossima in piazza san Pietro)
Affermi che non hai fratelli. Bene, dimostramelo (proverbio ebraico)
Un gruppo numeroso di intellettuali, scienziati, imprenditori, parlamentari hanno scritto una lettera al segretario del Pd , chiedendogli di non chiudere la porta all’energia nucleare cedendo ad una tentazione demagogica e antiscientifica. Tra i firmatari Umberto Veronesi, Margherita Hack, Edoardo Boncinelli, Gilberto Corbellini, Pietro Ichino.
Appello interessante che, speriamo, entri a far parte del dibattito tra una cretineria e l’altra inseguita dai frivoli cosiddetti giornalisti italiani.
Non bisogna aver paura del progresso scientifico e tecnologico, ma si può ragionevolmente affidare la costruzione e la gestione di centrali nucleari ad una classe politica e imprenditoriale che non conosce regole e rigore? E dove i controllori sono troppo spesso in balia dei controllati. L’Italia è il paese dove non si verifica il calcestruzzo e si ignorano le norme antisismiche, franano le rocce le coste e i costoni, interi paesi sono inghiottiti dal fango e, per trasandatezza nella manutenzione, cade un pezzo di intonaco del Colosseo e crolla parte della volta della Domus Aurea. Tutte cose gravissime, ma quasi nulla al confronto delle possibili conseguenze di una trascuratezza e superficialità nella costruzione e gestione di una centrale. Va inoltre ricordato che fino a qualche giorno fa il progetto era nelle mani di Scajola persona inaffidabile (giudizio politico e non pregiudizio) e casinara. Di più, dove verrebbero innalzate queste centrali? I presidenti delle regioni, di destra e sinistra, escludono che possa succedere nella loro regione, e del resto la densità della popolazione altissima in Italia restringe di molto le possibilità. A meno che non si vogliano sacrificare le coste della Sardegna o della Puglia che è più vantaggioso sfruttare turisticamente. E ancora, se i lavori iniziassero oggi (e non è così) i primi vantaggi, cioè quel 10% di energia elettrica prodotto dalle nuove centrali, sarebbe usufruita fra un paio di generazioni. Sarebbe più sensato investire soldi (di cui tra l’altro l’Italia non dispone) in energie rinnovabili così come si fa in parecchi paesi europei. Insomma, è un argomento complesso che non può essere osservato attraverso le lenti spesse dell’ideologia e non sarebbe male che Bersani, al quale è stata scritta la lettera, partecipasse al dibattito. In fin dei conti se si guida un partito se ne deve dimostrare anche l’utilità. Se non si discute di nulla – oppure solo di scissioni, abbandoni, valzer di segretari – a che serve il Pd?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Tag: centrali nucleari

Sarei contro il nuclerare, ma sono d’accordo con te, se un grosso partito oltre che la casta sacerdotale dei giornalisti italiani tacciono sull’argomento “siamo solo che fritti”
Domanda da un milione di dollari. a cosa serve il Pd?
Io credo che sia interessante questo articolo perchè mostra il degrado imperante del paese e anche il dibattito inesistente . Il nucleare è un argomento , magari paserà e inessuno avrà detto una parola nè in un senso nè in un altro
Si può discutere di nuclerae ma non di questo piano Scajla. Bersani però farebbe bene ad entrare nel dibattito altrimenti il govern procede con quel piano.
A che serve il PD? Provo io a risponderti, per vedere se mi guadagno un milione di dollari, Tu sei americano,vero?
Dunque: Il PD è un partito che sta dall’altra sponda è formato da forze eterogenee nella mente,ma omogenee fisicamente ed economicamente,la loro omogenea economica la tiene insieme, ma la loro eterogenea la tiene confusa e non sanno trovare la dritta via. questa loro naturale forza non gli da la possibilità alla conquista della maggioranza.
Secondo me la dritta via sarebbe la democrazia, far governare il popolo,anche se esso sbaglia.