10/5/10 – Sodano e Gomorra

Le cornacchie affermano che basta una sola cornacchia a distruggere il cielo. La cosa è indubitabile, ma non dimostra nulla contro il cielo, poiché il cielo significa appunto incompatibilità con le cornacchie (Franz Kafka, Gli otto quaderni in ottavo)

E’ di circa dieci giorni fa (anche se in Italia la notizia è stata diffusa con qualche giorno di ritardo) la pesante critica dell’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn* contro l’ex segretario di Stato vaticano cardinale Angelo Sodano, colpevole di aver mancato di rispetto alle vittime degli abusi sessuali definendo chiacchiericcio nel corso della messa di pasqua il disvelamento in corso dei tanti casi di pedofilia ad opera del clero. Termine che turbò vescovi e cardinali sparsi nel mondo, molto meno quelli italiani pure se il portavoce Lombardi rappattumò velocemente dichiarando che non era stata una volontà di sminuire il problema. Ma Schoenborn ha anche detto che Sodano “impedì l’istruzione di una indagine sul caso del cardinale Groer 15 anni fa, contrariamente a quello che avrebbe desiderato fare l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger”. Hans Groer, arcivescovo della capitale austriaca prima di Schoenborn, fu coinvolto in una storia di abusi a metà degli anni ’90. L’arcivescovo di Vienna più volte aveva parlato degli ostacoli frapposti dalla curia romana, ma solo qualche giorno fa ha fatto a chiare lettere il nome del segretario di Stato. E ha aggiunto che se la situazione è catastrofica in Irlanda, lo è anche nel resto d’Europa e che le uscite dalla Chiesa sono addirittura massicce in Austria e Germania. E ancora, il vescovo tedesco Walter Mixa della diocesi di Agusta e ordinario militare che si è dimesso nei giorni scorsi perché indagato per abusi, era stato nominato dal papa nel 2005, il che è un grave smacco per chi ha deciso di ripulire la Chiesa dalle incrostazioni più rugginose.
Benedetto XVI ha compiuto nel suo pontificato molti passi scriteriati, dalla riammissione dei lefebvriani alle parole sulla presunta buonafede e bontà di Pio XII, nonché l’ostentata sicumera della superiorità del cattolicesimo sulle altre fedi e, questo in assoluta continuità col suo predecessore, la reiterazione dei principi non negoziabili che cozzano con qualsiasi dialogo con la modernità. Una discontinuità con Giovanni Paolo II sembra essere stata segnata per la vicenda Legionari di Cristo. Secondo alcuni commentatori sembrerebbe anche che Benedetto XVI sia particolarmente afflitto “dalla cricca del Giubileo” e a tal proposito è stato ricordato un suo intervento del 1998 al convegno dei movimenti ecclesiali in preparazione del Gran Giubileo 2000 dove disse di “non trovarsi a suo agio in una struttura celebrativa permanente”. Secondo Gianluigi Nuzzi, giornalista di Libero e autore di Vaticano S.p.A. (chiarelettere, € 15) , il papa vorrebbe tagliare le sedi cardinalizie di Bologna, Firenze e Torino retrocedendole a sedi episcopali, favorendo nuovi cardinali, tutti stranieri, di paesi tenuti fino ad oggi in secondo piano come Messico, Giappone, Pakistan. Progetto malvisto dalla curia romana che sconterebbe quella “sporcizia nella Chiesa” che il papa tedesco evocò a ridosso della sua elezione.
Non solo pedofilia, ma appalti, gentiluomini di sua santità, palazzetti di proprietà vaticana venduti ai ministri ecc.

L’arcivescovo che strapazza la curia

L’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn è stato il primo a scusarsi per le colpe dei sacerdoti invitando a parlare le vittime nella cattedrale di Vienna. Ha nominato una donna, l’ex governatrice della Stiria Waltraud Klasnic, a capo di una commissione di indagine indipendente sugli abusi sessuali dei preti. Alberto Melloni, storico del Concilio Vaticano II, dice di lui “decidere di chiedere scusa, di chiedere a tutta la chiesa di fare penitenza non è cosa da poco. … lo ricordo giovane studente dell’ordine dei domenicani. E’ un teologo che guarda avanti, è superiore ad Hans Kung”. Guido Horst direttore di Vatican Magazine-Germania, racconta che quando si stava per sostituire il suo predecessore Hans Groer, Schoenborn era vescovo ausiliare a Vienna. Giovanni Paolo II gli preferiva Kurt Krenn. Ma Schoenborn cominciò a mobilitare i media attaccando Groer per presunti casi di pedofilia. La nomina arrivò anche grazie all’enorme popolarità e ammirazione che ottenne la sua denuncia. Nel 2004 scrisse un articolo sul New York Times di dura critica all’evoluzionismo darwiniano aprendo alla teoria del disegno intelligente (sic). Lo scorso anno revocò l’incarico al vescovo di Linz, Gerhard Wagner dopo che questi si era scagliato contro Harry Potter definendolo satanico, per aver detto che le catastrofi naturali sono scatenate dall’inquinamento spirituale e aver dichiarato che l’omosessualità è una malattia curabile. In molti sostengono che queste posizioni di apertura al contemporaneo dell’arcivescovo di Vienna, sono dettate più dalla paura di alienarsi i media e l’intellighenzia laica del paese piuttosto che per reali convincimenti. Si è pronunciato per l’abolizione del celibato e per la possibilità dell’ingresso delle donne nella liturgia. Celebrando i funerali di Thomas Klestil, ex presidente austriaco, presenti la vedova e la moglie divorziata del defunto, disse: “non è facile per la chiesa trovare la giusta via tra la protezione del matrimonio e della famiglia da un lato e la compassione per le debolezze umane dall’altro”. Era stato considerato papabile nel 2005. Ma sul trono per ora c’è Ratzinger.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*si dovrebbe scrivere Schonborn con due puntini sulla prima o

7/5/10 – Piccoli passi , http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm

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3 Commenti a “10/5/10 – Sodano e Gomorra”

  1. Aviva scrive:

    Alcune osservazioni:
    1. L’arcivescovo di Vienna ha usato esattamente le stesse parole usate qualche anno prima dal primate luterano tedesco per gli occhi chiusi tenuti durante il nazismo
    2. Il suo comportamento è per tenersi buoni i media? Probabile ma che importa? Anzi, è un segno di intelligenza perchè riesce ad adattarsi ad una situazione che chiaramente non accetterebbe alcune tesi francamente reazionarie del cattolicesimo
    3. Ha marcato la distanza da Bendetto 16 anche sulla questione dei vescovi lefebriani, riuscendo a mobilitare i cattolici austriaci e tedeschi
    4. Ovviamente la mia posizione sul mondo cattolico rimane immutata, si pensi alla posizione antiscientifica sull’evoluzione, ma certamente mi sembra che se la chiesa cattolica andasse in questa direzione sarebbe un sollievo per tutti.

  2. Roberto A scrive:

    Credo che isolare la curia italiana sia un gesto che porterà vantaggi soprattutto a noi italiani. Intanto si assottigliano in questo modo le possibilità di avere un papa italiano che con il retroterra Cei ecc. non può che essere un personaggio fuori dal tempo.

  3. sofia scrive:

    Chissà se l’Italia è corrotta per l’influenza della Cei o la Cei è infetta per l’influenza dell’Italia