Nei giorni scorsi abbiamo ipotizzato che un dio di nostra invenzione (Faggod, il dio dei gay - LEGGI ) sia stato l’autore di un tiro mancino nei confronti di un noto omofobo americano. Ora scopriamo da un’intervista su il Riformista a Daniele Scalise che forse dovrebbe intervenire anche su alcuni ipocriti politicanti nostrani.
Di seguito riportiamo stralci di una intervista di Cinzia Leone a Daniele Scalise
sull’omofobia (da Il Riformista, 8 maggio)
Più sessuofobici a sinistra?
La sinistra è una parte del paese: ipocrita, omofoba, antisemita, indifferente e conservativa, con la pretesa di essere paladina dei diritti civili. La destra fa schifo, diceva Angelo Pezzana, ma la sinistra fa pena. Ma, naturalmente si può invertire l’ordine.
Però i Dico erano un primo passo…
Pollastrini e Bindi, dei Dico dovrebbero vergognarsi. Non parliamo poi dei Cus di Salvi. Grande rumore e poi flop.
Eppure i diritti dei gay sono ormai entrati nel mantra della sinistra
Ritualità verbale: diritti civili, libertà di orientamento sessuale… ma fatti nessuno.
Il palcoscenico della Ventura meglio di quello della politica?
La società è più avanti della politica: ammuffita, arretrata, polverosa, pavida. La sinistra si racconta per quello che non è, e gli elettori se ne accorgono. …almeno nessuno in tv usa più l’espressione pervertiti o terzo sesso.
Più arretrati a sinistra o oltretevere?
Il problema non è il Vaticano che fa il suo mestiere. Sono omofobi e come tutti gli omofobi portati all’omosessualità nascosta. Il peccato per loro è un afrodisiaco. A sinistra temono il cambiamento, persino il divorzio lo hanno osteggiato salvo poi cavalcarlo.
Busi anticlericale radiato dalla rai perché ha offeso il papa
Non mi piace il clero, ma ho un grande rispetto per la religione. Busi è un grande scrittore, una risorsa che l’Italia non merita, e la fatwa contro di lui è vergognosa.
Luxuria non la invitano più alle feste dell’Unità
Se ne farà una ragione. Luxuria in politica ha messo molto più di una tessera: la faccia. Dei transgender Vladimir ha dato un’immagine civile e ragionevole.
Quasi una moda?
Snob e progressisti hanno l’omosessuale al seguito. Ma se i figli si dichiarano gay è l’inferno. L’ipocrisia sugli omosessuali fa il pari con quella sugli ebrei.
A sinistra si salva qualcuno?
Lo sdoganamento è avvenuto con i radicali e a sinistra è servito a elaborare una sensibilità diversa.
E a destra?
Non si sono mai posti come campioni di liberalismo.
Ma una volta al potere?
Arrivati al governo, dell’omofobia non importa a nessuno, sia a destra che a sinistra
Quanti politici sono gay e lo nascondono?
Il 10%, ugualmente spartiti a destra e a sinistra. E’ la percentuale costante di ogni società
E’ stato impegnato a sinistra. Mai stato discriminato?
Ricordo di aver discriminato. Nel ’73 la sede del Soccorso rosso a Roma ospitava gli omosessuali del Fuori. Avevo 22 anni, ero appena sposato e di li a poco avrei avuto una bambina. Quando arrivavano quelli del Fuori, noi rivoluzionari di sinistra, io compreso, li sbeffeggiavamo. Vivo da 23 anni con un uomo, ma non dimentico quello che sono stato capace di fare.

in linea di massima è vero: la destra fa schifo ma la sinsitra fa pena.
Certo, magari, chi ha ideologie di estrma destra unite magari al cattotlaibanismo gli omosessuali tende a menarli o a curarli a forza. A sinistra ancora ci ,limitiamo ai legumi indigesti, i Fagioli.
Dei miei diritti cmq non frega un cavolo a nessuno in Parlamento, il resto sono appunto chiacchere e tabacchiere di legno, roba che non vale nulla
Sono assolutamente d’accordo con Scalise, dei Dico si dovrebbero vergognare tutti. Per avere proposto una cosa modesta quando si doveva proporre direttamente il matrimonio. Gli omosessuali ganno il diritto di vivere, come il resto della popolazione, splendori e miserie di questa soffocante istituzione.
Piacerebbe che i supercritici – ovviamente con qulche ragione – del ministro Carfagna, ricordassero le grandi politiche di Pollastrini.
Forse è questo schematismo destra e sinistra che andrebbe superato. Condivido in pieno l’intervista di Scalise, ma sarebbe incomprensibile se solo fossimo fuori dall’Italia. L’Italia è una società che lui descrive bene nella prima risposta, e di cui fanno parte sinistra e destra. Per me che sono di sinistra è salutare ammetterlo per poter uscire dagli schematismi
quello che mi fa incazzare della sinstra ufficiale sono i silenzi:
sta passando una legislazione che prende a calci in culo le donne (affido condiviso usato come clava in testa a madri e figli/figlie, sgambetti alla RU486, diritti faticosamente conquistati fatti passare come elargizioni graziose del maschione di turno, femministe fatte passare come rimbambite che si spinellavano e basta, tentativi di eliminare la 194, funerali di embrioni )
ebbene l’impressione è che nella sinsitra della nomenclatura, del PD
dei “froci” sai che gli frega, possono essere minacciati/e/* stuprati/e/* menati/e/* tanto chi se ne importa, delle donne idem e intanto nel silenzio ufficiale genereale passano leggi che puniscono la povertà, la condizione personale, l’essere donne, l’essere povere, l’essere straniere. Però la Concia si batte perchè blocco studentesco, un gruppo di violenti neo fasci possa dire e fare il cavolo che gli pare (ma la legge Mancino che fine ha fatto?) bhe c’è qualcosa che non mi torna e di certo non è questa l’idea di sinsitra che ho.
Intanto leggo con orrore notizie del genere: padre italiano a Torino effettua controllo vaginale per umiliare la figlia giudicata troppo spregiudicata, non è bastato il primo grado del processo perchè questo individuo fosse condannato per stupro. In Puglia intanto un padre di origne magrebina mena sistematicamente la figlia ed il figlio perchè non vogliono essere come lui, fotocopie, ma essere se stessi così mentre in Italia la morale catto-talibana, le tradizioni nostrane e diverse (tradizioni che odio con tutta l’anima) continuano imperterrite a mietere vittime tra donne, ragazzine/i, bambine/i che fa la Concia? ah si, è intenta a difendere i maschi violenti di casa Pound, ecco adesso ho capito tutto
@Anna
Concia e il gruppo di Sansonetti e altri, non hanno difeso i ragazzi di Casa Pound, ma il diritto di manifestare. La sinistra non può chiudere gli occhi davanti ai cambiamenti. Prima si creano le condizioni perchè la destra va da al potere e poi dopo ci si lamenta se manifesta. E’ la solita mancanza di equilibrio di sinistra quella che vieta la piazza, Piuttosto non farli crescere i fascisti, oppure contrastali sul piano delle idee.
@Tiziana
Sono d’accordo, non si può criticare Carfagna la bella ministra forse andata a letto con chi di dovere e ignorare che la Pollastrini è stata inserita nel governo perchè moglie di banchiere amico.
Dette queste sgradevolissime cose possiamo dirci che riconoscere “che c’è del marcio a sinistra” per noi di sinistra è un bene
i “ragazzi” di casa Pound si gloriano di essere fascsiti anzi lo rivendicano a gran voce di essere fascisti e razzisti, al Paese mio, non so il suo caro Roberto A, è ancora in vigore la Legge che puniva e punisce simili vanterie, al Paese mio è ancora in vigore la Legge Mancino che punisce chi istiga all’odio razziale e alla violenza razziale. Poi possiamo nasconderci dietro mille distinguo, ma per una volta sarebbe bello chaimare le cose con il loro nome, ovvero casa pound et similia sono gruppi neofascisiti violenti e razzisiti. Sacrosanta la libertà d’opinione, non santi e non sacri nè desiderabili in una democrazia decente l’isitigazione all’odio, le vanterie violente.
Per me donna, omosessuale, “terrona” non basta invitare un/a politicante omosessuale del PD per rifarsi la verginità democratica e non violenta, occorre, esserlo democratici e non violenti
ah giusto perchè sia chiaro chi sono i “ragazzi” di casa Pound: sono quelli che hanno preso a cinghiate l’anno scorso ragazzini delle medie durante le proteste legate alla riforma scolastica (legasi tagli) Gelmini e poi sono andati a nascondersi.
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/navona-verita/navona-verita.html
Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos
NOTIZIE
Venerdì 31 Ottobre 2008 11:51
da: Repubblica
di: Curzio Maltese
Aveva l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano “Duce, duce”. “La scuola è bonificata”. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un’altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell’università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. “Basta, basta, andiamo dalla polizia!” dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. “Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!” protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: “E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!”. Il funzionario urla: “Impara l’educazione, bambina!”. La professoressa incalza: “Fate il vostro mestiere, fermate i violenti”. Risposta del funzionario: “Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra”. C’è un’insurrezione del drappello: “Di sinistra? Con le svastiche?”. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: “Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un’azione di violenza da parte dei miei studenti. C’è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c’entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire”.
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: “Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra”. Monica, studentessa di Roma Tre: “Ma l’hanno appena sentito tutti! Chi crede d’essere, Berlusconi?”. “Lo vede come rispondono?” mi dice Laura, di Economia. “Vogliono fare passare l’equazione studenti uguali facinorosi di sinistra”. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: “Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov’è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l’avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto”.
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. “È contento, eh?” gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì”.
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”.
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. Passa il vice questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!”. Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s’affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l’assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s’avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell’Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all’occupazione, s’aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. “Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l’idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo”.
qui l’articolo su repubblica.it
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html
PS
Maltese non mi risulta essere un pericoloso estremista di sinsitra, am forse ormai a voler difendere ragazzini, poveracci, democrazia e non violenza si è automaticamente pericolosi estremisti
e semprte a proposito di libertà d’espressione leggo:
RU486, Fiore contestato a Massa. E c’è chi grida: «Stupratele tanto abortiscono»
Momenti di tensione, a Massa, al termine di un convegno sulla RU486, al quale ha partecipato Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Alla fine dell’incontro, fuori dal teatro, un gruppo di donne favorevoli all’aborto e che avevano contestato Fiore sono state apostrofate da alcuni giovani presenti all’iniziativa, che hanno gridato «Stupratele che tanto abortiscono».
A pochi metri di distanza dal teatro sede del convegno, si è svolto anche un sit-in di forze di centrosinistra e associazioni, per manifestare pacificamente la loro contrarietà all’incontro e alla presenza di Fiore.
Non ci sono stati scontri, anche grazie al copioso schieramento di forze dell’ordine.
Per evitare che un cameraman di una tv locale riprendesse la scena delle grida contro il gruppo di donne, altre persone hanno cercato di sottrargli la telecamera, minacciandolo di non rientrare in teatro. Fiore si era già allontanato.
http://www.unita.it/news/italia/98510/ru_fiore_contestato_a_massa_e_c_chi_grida_stupratele_tanto_abortiscono
Cara Anna,
come ovvio non ho nessuna simpatia per Casa Pound.Di più, secondo me in una città malfunzionante e caotica come Roma non si possonoaccordare permessi continui per manifestazioni esterne, essendoci anche le sedi universiarie adatte per incontri di studenti come erano i due di quella mattina.Va ricordato però che il fascismo ha preso molteforme.Come adesempio i gruppi che hanno impedito di parlare all’anpi e ai reduci dei campi di sterminio a san paolo durante le celebrazioni del 25aprile, per il fatto che sul palco c’era polverini. Presidente della regione che io non ho votato ma che è stata sponsorizzata, tragli altri, daRitanna Armeni, Lucia Annunziata,LucaTelese e la trasmissione Ballarò.
Quindi bisognerebbe fare una mappatura dei fascisti
appunto nessuna di queste signore mi rappresenta, perchè non hanno sponsorizzato la Bonino? la Bonino avrà i suoi difetti ma è donna con una storia ben precisa: una storia di non violenza e di lotte femministe e quindi di antifascismo praticato. I cretini poi come stiamo dimostrnado sono numerosissimi a sinsitra,
la Polverini non invita a sprangare/stuprare ragazzine, blocco studentesco e Forza nuova si ed è tutta qui la sostanza delle cose: una cosa è avere idee di destra rispettando però il gioco democratico una cosa è avere idee neofasciste, violente emaschiliste
Ultimo ma non ultimo le signore Concia, Armeni ed Annunziata che hanno fatto per me, in quanto donna ed omosessuale? Un bel cavolo di nulla, nè sul piano dell’informazione nè su quello culturale devo ringraziare queste tizie, le continue violenze ed aggressioni agli omosessuali, agli stranieri e alle donne passano sotto silenzio, il pasticcio avvenuto in Parlaemtno mesi orsono ha impedito di avere una legislazione che difendesse i cittadini/e/* violati sistematicamente nel fondamentale diritto alla sicurezza fisica io mi sarei vergognata e dimessa
la Concia invece di dimettersi continua a stare in Parlamento, è per questo che io sto qui a grattarmi e la Concia sta a Roma
quanto all’appoggio della Concia per blocco studentesco dovrebbe solo vergognarsi, il fatto che Casa Pound l’ha invitata in passato per rifarsi una verginità mediatica NON rende i fascistoidi violenti armati di spranghe degli agnellini democratici, non ai miei occhi, non agli occhi di chi vive ogni maledetto giorno in questo paese di schifo
Non hanno sponsorizzato Bonino per un semplice e unico motivo: non la vedono come una donna di sinistra, ergo della loro tribù. Meglio una persona completamente diversa come un fascista che una persona con la quale dovere discutere e confrontarsi
bhe io sono di sinistra e non solo io ma tante altre donne sono certa avrebbero preferito confrontarsi, magari anche accapigliarsi ma pure fare qualcosa di buono con la Bonino, Bonino poi cendidata ufficiale del partito d’opposizione mica una outsider che passava da li e ha detto “mha quasi quasi mi candido, cos’ pè fa na cosa, che mi annoio”
Concia & soci dovrebbero solo vergognarsi, io non so veramente poi come facciano a convivere, in quanto donne ed omosessuali con queste porcate che vanno facendo, non hanno capito niente quisi stiamo tornando allo squadrismo che portò all’avvento dei fascisti