Per chi ha già visto Agorà, il film di Amenabr che rievoca la figura di Ipazia di Alessandria.

Riceviamo dal nostro amico Marcus Prometheus questa silloge di suoi commenti alle considerazioni fatte da gherush92@gherush92.com sul film ” Agorà ” di Amenabar.

Il giorno 06 maggio 2010 13.34
gherush92@gherush92.com

ha scritto:
IPAZIA COME JESHU: CHE BUFFONATA!
Agorà un film antisemita
*Data*: 2010-05-05
*Autore*: Gherush92

“Per me la vera cristiana è l’atea e tollerante Ipazia, il suo martirio l’avvicina a Gesù più di chiunque”. “Sono stato educato in una scuola cattolica ma mi ritengo ateo: credo nella natura e del cristianesimo mi interessano solo i valori predicati da Cristo, contro ogni stupido fondamentalismo” (Amenabar , regista del film).

Le parole di Amenabar sono una premessa insopportabile e una manipolazione inammissibile. Spinto da una giovanile prosopopea si spinge in elucubrazioni su tematiche al di sopra della sua capacità. Cominciamo col dire che Ipazia, come ogni studioso, non è tollerante per il solo fatto che questo termine non si addice ad uno scienziato o a uno studioso.

*Marcus Prometheus:*
*Non tutti gli scienziati o studiosi saranno tolleranti, ma secondo me il termine continua ad addirsi a scienziati e studiosi, che saranno piu’ capaci nella loro professione se avranno menti piu’ aperte (certo, non tanto da lasciar scivolare fuori il cervello!)*
* *

Gherush:
Inoltre, è noto e lampante, anche al regista, che Ipazia sia stata perseguitata, scorticata viva, fatta a pezzi e bruciata dai cristiani, per ordine di San Cirillo, vicario di Jeshu. Lo stesso regista, tuttavia, afferma che il suo martirio l’avvicina a Jeshu più di chiunque. Ora, come è possibile che Ipazia sia come Jeshu se questi sono i protagonisti di due storie inconciliabili?

La risposta di questa manipolazione è nel cristianesimo, una malattia grave, che obnubila le teste. Il cristianesimo impasta storia ed eventi, ostacola il pensiero critico ed oggi si appropria anche di Ipazia. L’idea è ingegnosa, il cristianesimo si impossessa e manipola le emozioni fondamentali, legate alla nascita (inno alla natività), alla sofferenza (inno all’indigenza, al peccato, all’infermità), all’amore e alla morte (inno alla crocifissione). Questi soggetti – riprodotti mille volte in letteratura, pittura, scultura, sceneggiatura – fanno breccia nel sentimentalismo della gente, circuita e irretita in un’apparente verità di valori cristiani universali.

*Marcus Prometheus:*
*Ottima analisi. Davvero importante e splendidamente sintetica. Merita di rifletterci molto. Grazie Gherush!*
**

Gherush:
Ecco il segreto della ricetta: decontestualizzare eventi e personaggi storici, trascurando filo logico e consecutio; confondere deliberatamente vittime e persecutori; isolare e mettere a fuoco il solo tema della
sofferenza e appropriarsene; indugiare su emozioni e turbamenti fino a che assumano valore proprio e universale; lasciare che trionfi l’ignoranza, Jeshu, il cristianesimo.

*Marcus Prometheus:*
*Ottima analisi. Grazie Gherush!*

Gherush:
Il film è stato tagliato, a bella posta, dallo stesso regista di venti minuti rispetto alla versione originale. Così, soprattutto, ne risente la sequenza dove i parabolani massacrano a colpi di pietra un gruppo di ebrei
riuniti in una cerimonia festosa. La spedizione punitiva ebraica nel film risulta sproporzionata e gli ebrei sono rappresentati come violenti. Il regista taglia il film, si autocensura su ordine del cristianesimo, e così
può associare Ipazia a Jeshu. Cosa resta, dunque? Restano gli ebrei tratteggiati nel film, secondo il cliché antisemita, come gli antesignani di ogni fondamentalismo.

*Marcus Prometheus:*
*Tutti i film al mondo sono prodotti con decine di minuti in piu’ (rispetto al tempo di proiezione “normale” ed alla versione finale che per le proiezioni verra’ scelta). Le scene in piu’ o alternative non prescelte (i minuti in piu’)  poi vengono tagliati. Un tempo quelli scartati si perdevano ebbasta. Al giorno d’oggi spesso vengono resi disponibili sulle versioni in DVD o a parte o in una versione lunga e completa al massimo che puo’ essere scelta come opzione di visione rispetto alla visione “normale” che apparve nelle sale.*
*Detto questo ci si puo’ legittimamente dolere molto della scelta di tagliare tanto o troppo della scena delle violenze parabolane cristiane contro gli ebrei causa di controffensiva ebraica, si potra’ parlare magari
di snaturamento della impostazione equilibrata originaria, di scarsa motivazione della controffensiva ebraica che puo’ perfino rafforzare attitudini antisemite, ma non credo proprio si possa parlare di film
antisemita, neppure alla lontana, senza fare la figuraccia di chi strilla “al lupo” in totale assenza di lupi.*
*[Devo qui far presente che io essendo in Moldavia non ho ancora visto il film, e temo non lo potro' vedere finche' non uscira' in DVD, pero' ero gia' intervenuto su varie liste annunciando il "taglio dell'attacco agli ebrei che spiegava la loro reazione" e da chi ha visto il film sono stato corretto che l'antefatto NON manca dal film. Evidentemente sara' stato ridotto ma non completamente tolto]*
**

Gherush:
Cosa resta, dunque? Restano gli ebrei tratteggiati nel film, secondo il cliché antisemita, come gli antesignani di ogni fondamentalismo.

*Marcus Prometheus:*
*1) Il Film.  *
*L’affermazione pare assolutamente infondata, del tutto ingiustificata, e si potrebbe infierire con ben altri aggettivi, ma non voglio infierire ne’ rischiare di offendere. *
**
*2) La storia delle religioni.*
*Di nuovo, come fare ad esprimersi senza offendere?* *Amici ebrei, so bene che oggi siete tolleranti, adepti dei diritti umani, rispettosi della laicita’ ed anzi ottimi alleati e propugnatori della laicita’ stessa ma e’ sempre stato cosi’?*
*Pur essendoci stati esempi di fanatismo e deplorevoli eccessi e condannabili sacrifici umani nelle religioni politeistiche precedenti dualismi e monoteismi, temo che il passo piu’ nettamente fatale verso l’intolleranza come caratteristica intrinseca delle religioni sia stata fatta con l’affermazione che solo un certo dio fosse vero e tutti gli altri falsi.*
*E’ pertanto stato scritto che la caratteristica principale dei monoteismi rispetto al politeismo non e’ tanto il numero di dei adorati, quanto l’atteggiamento verso il prossimo, l’intolleranza di altre soluzioni, di altri stili di vita di altri dei, che diventera’ intolleranza di altre presenza, altri simboli, leggi, libri (sacri o meno), popoli, l’esclusivismo spinto, mentre il politeismo diveniva sincretismo, ecumenismo, cosmopolitismo.*

Gherush:
Riguardo alla morale attuale del film, il regista è convinto* “Non ho mai voluto offendere il cristianesimo ma denunciare con Agora l’intolleranza a tutti i livelli. Il mio film, ad esempio, non verrà fatto vedere ad
Alessandria d’Egitto per tutelare la minoranza cristiana di questa città.
Sono passati oltre 1.700 anni da quel tempo ma la storia non è poi così cambiata. Oggi la gente continua ad uccidere per alcuni ideali, esistono forti forme di integralismo, penso soprattutto all’Islam. Al contrario, credo che l’atea e pagana Ipazia sia una figura molto vicina a quella di Cristo”.
*
Ecco architettato il rovesciamento mistificatorio: i massacratori cristiani
diventano vittime e gli islamici (insieme agli ebrei) l’emblema
dell’intolleranza. Insomma, Ipazia tollerante, Ipazia laica, Ipazia pagana,
Ipazia atea, Ipazia cristiana, veleggiando sui tempi Amenabar applica le sue
etichette vuote per discriminare ora gli ebrei ora gli islamici, questi
ultimi del tutto estranei all’intera vicenda (se non altro per anno di
nascita) e per nascondere le responsabilità del cristianesimo.

*Marcus Prometheus:*
*Nel film certo non verranno citati per nome gli islamici. Che poi gli islamisti (certo non tutti i mussulmani) siano oggi simbolo di intolleranza ed autori di oltre 15.000 morti in attacchi di intolleranza religiosa negli
ultimi 9 anni e’ un fatto documentato.*
**
*Sono propenso a credere in base a quanto scrive Gherush che Amenabar abbia
fatto una scelta di non attaccare frontalmente il cristianesimo (come certo
esso meriterebbe). *
*Posso anche dispiacermene proprio come Gherush, e tuttavia osannare e ringraziare Amenabar per aver attaccato l’intolleranza religiosa. * *Se poi per far riflettere e aiutare a maturare qualche posizione critica di
abbandono del fanatismo religioso sia piu’ utile ed efficace attaccare frontalmente l’ideologia religiosa (come starebbe nel mio carattere e nelle preferenze di Gherush) oppure prendersela in modo piu’ sfumato col fanatismo della estremizzazione della stessa io non lo so per certo, ma pare che molti studi di psicologia diano inefficace l’attacco frontale.*
*Gherush contesta  Amenabar che ha scritto:* “*la storia non è poi così cambiata. Oggi la gente continua ad uccidere per alcuni ideali, esistono forti forme di integralismo, penso soprattutto all’Islam”. *
*Eppure che sia proprio come dice Amenabar e’ sotto gli occhi di tutti, solo che sono solo cambiati i protagonisti: Nel Vicino Oriente, ma anzi in tutte le terre islamizzate dall’Atlantico al Pakistan sono i cristiani gia’ persecutori (di pagani e di ebrei, non certo di islamici) ad essere perseguitati, naturalmente insieme a qualsiasi altra minoranza religiosa, dagli ebrei costretti alla sparizione, ai bahai ai laici, atei, ahmadi, zoroastriani e cosi’ via, nonche’ sunniti in terre sciite e sciiti in terre sunnite, oltre agli altri persegutati in nome di un libro e di un signore creatore onnipotente unico gia’ in ragione della loro essenza e non delle loro posizioni religiose, e parlo di omosessuali e donne.*

Gherush:
La realtà è che ai tempi di Ipazia trionfava il fondamentalismo cristiano contro ebrei e pagani, e il patriarca Cirillo fu profondamente antisemita e antipagano. Nei suoi attacchi contro gli ebrei, parla della loro ignoranza e della loro malattia, li chiama spiritualmente accecati, uccisori del Signore e suoi crocifissori. La realtà è che nel 414 Cirillo si impadronì di tutte le sinagoghe d’Egitto e le trasformò in chiese cristiane, fece assalire e distruggere le sinagoghe dalla folla che scacciò più di 100 000 ebrei e provocò lo sterminio della comunità ebraica alessandrina, la più numerosa della diaspora, che esisteva da oltre 700 anni.

Non esistono martiri universali, non esistono sofferenze universali, non esistono valori universali. Se esistono sono appropriazione indebita, furto, manipolazione della realtà.

*Marcus Prometheus:*
*Valori universali e martiri universali possono esistere se sono riconosciuti universalemente (o quasi, e chi non li riconosce talvolta e’ lui a porsi fuori dal consorzio umano, penso al negazionismo di Ahmedinejad).*
*Sofferenze universali secondo me esistono, eccome.* *Che talvolta esistano appropriazioni indebite, furti, manipolazioni della realta’ e’ giustissimo.*
*Si pensi soltanto che dallo snaturamento della figura di Ipazia il cristianesimo si e’ inventato perfino una santa: Caterina d’Alessandria, vergine e martire!*
*Che non possa che esistere che questo non mi pare.*

Gherush
Al regista rispondiamo dicendo che Ipazia deve essere associata a Giordano Bruno, agli ebrei, ai pagani, agli indigeni massacrati dal cristianesimo, non a Jeshu , ispiratore e causa di coloro che li hanno perseguitati, ovvero i cristiani; rispondiamo dicendo che né il cristianesimo né Jeshu esprimono i valori della tolleranza ma perseguono solo l’idea del potere e della sopraffazione.

*Marcus Prometheus:*
*Giustissimo.*

<http://aexi.mailupclientaa.com/f/rn.aspx/AyE32ub06W0rSdmfQUN1GyCFyamTeNuQaVlfPSVptNGicKyyUtjTRE
kmsJmHPMynp%20zrQhvBypWlh59t4-zXEA__EOCS
>

*Gherush92 **Committee for Human Rights

Tag: , ,

2 Commenti a “Per chi ha già visto Agorà, il film di Amenabr che rievoca la figura di Ipazia di Alessandria.”

  1. Tiziana scrive:

    è un commento a gherush non al film. Il che è ridicolo come parlare male di un libro che non si è letto.

  2. Tiziana scrive:

    o anche bene, mi premeva soltanto dire che era meglio mandare il commento di gherush senza commenti che così anche gli altri lo leggevano senza odiose interpunzioni