Vittorio Messori testualmente afferma: “è risaputo che l’80% dei casi di abusi sui minori avvengono in famiglia. E la famiglia come reagisce in questi casi? Non denuncia quasi mai ma tende a riparare la cosa al proprio interno. La chiesa fa lo stesso”. L’affermazione è sociologicamente esatta, ma socialmente (e, se posso dire, moralmente) spaventosa. Quella “riparazione” non ha nulla, ma proprio nulla, di riparatorio: non ha alcuna funzione terapeutica sotto il profilo psicologico né sotto quello relazionale e produce, frequentemente, effetti devastanti, patologie, conflitti irrisolti. Contribuisce a perpetuare la tendenza predatoria nelle vittime, le condanna all’infelicità o, comunque, a una vita di silenzio e di vergogna, omertà e colpevolizzazione. Dio ce ne scampi e liberi da una simile riparazione (Luigi Manconi, Il Foglio)
Chi mai in Italia potrebbe pensare che la Chiesa è oscurata dai media? Eppure mons. Domenico Pompili ritiene sia così. E ne parla in relazione all’ipotesi, ventilata all’interno della Cei, che gli scandali e il forte calo del Pil potrebbero incidere sulle donazioni relative all’8 per mille. Pompili ritiene infatti che l’informazione dia troppo peso alla pedofilia e pochissimo al convegno chiesa e internet o alle posizioni assunte sull’Unità d’Italia. In attesa delle dichiarazioni dei redditi la Cei prepara le contromosse: intanto dichiarando che una Chiesa troppo ricca in un paese povero non va bene, e poi che per i prossimi anni la rendicontazione dovrà essere più dettagliata per far conoscere meglio i microprogetti intrapresi, così come fanno le altre confessioni. Nel 2009 la Cei ha percepito 913,2 milioni di € versati dallo Stato come anticipo e 54,3 milioni di € di conguaglio per le somme del 2006. Sono leggermente diminuite (34,9 milioni di €) le quote che lo Stato elargisce alla Chiesa in ragione delle scelte dei contribuenti che esprimono la loro preferenza alle altre fedi che hanno siglato intese con lo Stato italiano. Secondo le informazioni circolate negli ultimi tempi, sono allo studio provvedimenti di tagli alle spese per la gestione di uffici e burocrazia nella Cei.
Pompili a parte, i media italiani non sembrano particolarmente concentrati sugli scandali vaticani. Ad esempio, perché non dare più spazio alla vicenda Legionari di Cristo che pure potrebbe segnare un punto a favore del papa? Per la stampa tedesca e austriaca da cardinale Ratzinger avrebbe voluto intervenire sulla setta, ma la potente prelatura dell’Opus Dei, padrona della Santa Sede e ventriloquo di Giovanni Paolo II, e l’allora presidente Cei Camillo Ruini, bloccarono l’inchiesta. Una volta papa, Benedetto XVI ha riaperto l’indagine arrivando al commissariamento e dando il via all’operazione pulizia. Operazione complessa perché all’interno della setta c’era un sistema di relazioni costruito intorno a Marcial Maciel Degollado, “sul silenzio dei circostanti” a proposito del “meccanismo di difesa” della sua vita indegna. E, soprattutto, perché molti in Vaticano sapevano le vicende relative ai Legionari e ben poco hanno fatto per reagire. Presto o prima sarebbe il caso di rileggere la figura di papa Giovanni Paolo II in maniera meno agiografica.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Su Chiesa e pedofilia nella pagina http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm vedi
- 14 /4 Fare la cosa giusta,
- 29/3 L’oppio dei popoli ,
- 27/4 Dis-informazione.
Sull’8 per mille vedi 25/4 L’otto
Segnaliamo interessante articolo sull’antisemitismo nella Chiesa cattolica
http://www.quest-cdecjournal.it/focus.php?issue=1&id=196
Tag: pedofilia pretesca

1) Di nuovo il Signo M sulle vicende che vedono bambini e bambine abusati/violentati (di questo si tratta non usiamo termini tecnici infondo neutri ed indolore) ha perso buona occasione per tacere. Piuttosto mi domando dove andremo a finire se in Italia abbiamo giornali che fan sproloquiare gente simile.
2) ma la famiglia madre-padre-figli non era per i gerarchi cattolici ricettacolo di ogni virtù?
è ironico che gente come M si appropri dell’accorata, continua, tenace denuncia che tanti singoli e tante associazioni fanno ed hanno fatto in merito alle violenze che donne e bambini subiscono nelle cattolicissime e santissime e normalissime famiglie italiche. Il fatto che le famiglie siano cieche e sorde giustifica dunque l’omertà e la complicità nei reati dei prelati, dei frati delle monache? Le vittime saranno dunque per sempre vittime, non avranno dunque mai e mai la possibilità di gettarsi alle spalle il passato anche e sopratutto ottenendo pubblica giustizia? Evidentemente no per gnete come M che è al tempo stesso sciocca, cinica, presuntuosa ed ignorante.
Circa l’8×1000 speriamo con tutto il cuore che i cittadini italiani, di solito sempre pronti a sputare in faccia ed insultare chi, “diverso”, mai si sognerebbe, sia esso omosessuale, straniero o povero di fare del male ad altri o ai bambini, crocefiggano per una volta monetariamente chi ha abusato dell’infanzia più indifesa e sola.
Pur non avendo nessuna simpatia nè per la menzogna globale nè per i papi in genere, credo che sarebeb opportuna la lettura meno celebrativa di GPII e dell’entourage a lui vicino.