5/5/10 – I federali

Quali meccanismi rigorosi possono evitare che lo Stato centrale possa trovarsi a dover ripianare i debiti creati a livello regionale? (Lorenzo Bini Smaghi)

Di cosa parliamo quando parliamo di federalismo? Intanto, anche se questa fola sembra tutta targata Lega va ricordato che l’attuale opposizione non ha mai contrastato il federalismo fiscale. Cosa vuol dire federalismo? A stare ai suoi esegeti decentramento devoluzione libertà di decisione su varie materie, stando al dizionario un insieme di più Stati che hanno una politica comune e dislocano in periferia solo una porzione del potere legislativo. Chi attua il federalismo? Intanto gli Stati Uniti, ma anche la Svizzera. Entrambi grandi paesi che nulla hanno a che vedere, anche per dimensione, con il nostro. Secondo il ministro Roberto Calderoli il passaggio al federalismo sarà privo di costi : per miracolo, al confronto la liquefazione del sangue di san Gennaro è scienza esatta, le regioni meridionali cesseranno il loro sperperio in posti letto, falsi invalidi, servizi esagerati, pasti a bambini insolventi, e i bilanci – olè – in pareggio. Ovviamente al nord che invece è geneticamente migliore le cose saranno perfette, gli ospedali solo di eccellenza, ai feti verrà data degna sepoltura, i maestri mai e poi mai avranno la vocale larga, non ci saranno pericolose centrali nucleari e i fiori spunteranno dai cannoni. Inoltre è francamente insopportabile questa lettura “lombrosiana” del sud, per cui tutto quello che succede da Roma in giù è furto ai danni del nord produttivo, anche e soprattutto per l’indolenza la pigrizia la sporcizia delle persone che, come dice la canzoncella “voi col sapone non vi siete mai lavati”. In sintesi il federalismo spezzerà l’Italia in venti sub-statarelli con statuti confusi , e il sud si prenderà una mazzata che lo stenderà in maniera definitiva (che in parte ci starebbe anche bene visto che, anche nella mia Regione, si votano con fiducia presidenti che con la Lega sono alleati subalterni grazie alla intelligente politica dell’uomo più furbo del mondo). Ma il disastro non sarà solo di tipo economico. Piccoli assaggi li abbiamo avuti con le fughe in avanti dei neopresidenti di Piemonte e Veneto che hanno tentato di interpretare una legge dello Stato. Un disastro iniziato con gli enormi poteri concessi ai sindaci che emettono ordinanze incredibili. Primi cittadini che rifiutano finanziamenti regionali perché dovrebbero ridistribuirli agli stranieri o che fissano una multa per chi indossa il burqa. Paesi come la Francia o il Belgio sono arrivati a decisioni in questo senso dopo decenni di dibattito che ha coinvolto politicamente e culturalmente i paesi nella loro interezza, qui un sindaco ridicolizza una questione che dovrebbe essere la materia sulla quale discutere nel nostro prossimo futuro. Mentre nel Parlamento non si discute più ai sindaci manca solo di battere moneta. Sarebbe opportuno tornare in fretta agli amministratori che lavorano per la città e al più fanno qualche ordinanza sulle deiezioni canine o il colore dei fiori delle aiole.
Infine, visto che la Lega ama straparlare della Roma magnacciona nella quale si attovaglia con gusto , come è possibile che senza fiatare abbia votato a favore di un finanziamento per ripianare il buco di bilancio lasciato dal sindaco di Catania (ora purtroppo malato ma intimo amico del premier), o regalato a vanvera dei soldi al sindaco di Roma più che altro perché col suo odioso chiacchiericcio aveva stancato Tremonti? Non si sa se augurarsi in un veloce ripensamento del federalismo o nell’attuazione rapida per toccare rapidamente il fondo. Dal quale, pare, si possa solo risalire.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Sulla pagina www.jcall.eu è possibile leggere e firmare un appello per la sopravvivenza di Israele come stato ebraico e democratico. Il pericolo non proviene soltanto dalla minaccia di nemici esterni , ma anche dall’occupazione delle colonie in Cisgiordania e nei quartieri arabi di Gerusalemme est. La petizione invoca il principio di due popoli due stati (peraltro formalmente riconosciuto dal premier israeliano Netanyahu) , e l’aiuto della comunità internazionale per fare pressione sulle due parti in lotta e le aiuti a giungere a una composizione rapida e ragionevole del conflitto. Tra i firmatari Bernard-Henry Lévy, l’ex presidente svizzera Ruth Dreyfuss, il rabbino di Bruxelles David Meyer, il premio Nobel per la fisica Daniel Cohen Tannoudji, il filosofo Alain Finkielkraut, Daniel Cohn-Bendit, Gad Lerner.

Tag:

11 Commenti a “5/5/10 – I federali”

  1. Goliarda scrive:

    Anche io trovo insostenibile l’enorme potere che hanno i sindaci, La multa di Novara ha spuntatoin un solo colpola possibilità di un dibattito serio come in Belgio e in Francia (non che ci sperassi tanto ma insomma brìuciarlo così…)
    Quanto alla magica parola federalismo, se ci fosse qualche politico o giornalista che stringesse all’angolo sui costi , quantomeno di applicazione, non sarebeb male.

  2. Aviva scrive:

    Purtroppo sicome il tema è complesso e di economia nessuno capisce niente (ovviamente tra giornalisti e politici) dei costi del federalismo non si parla mai. Anche io penso che al sud “ci” sta bene la mazzata ma sono piuttosto orientata a pensare che nei prossimi tre anni – ammesso che si continui lo stanco rito del governo – non si attuerà.

  3. anna scrive:

    L’Italia pre Napoleonica e pre Risorgimentale era divisa in almeno 11 staterelli, lo stato più esteso era quello costituito dai idue regni di Napoli e Sicilia, che insieme erano dominati dai Borbone ma singolarmente erano dominati dalla Spagna. Il Paese dunque non solo era politicamente frammentato ma in molti stati e ducati le famiglie regnanti avevano interessi ereditari extra italiani.
    Economicamente tutta la penisola era debole rispetto all’Europa. La scoperta delle Americhe, la formazione sempre più solida di Stati nazionali di fatto facevano perdere ai piccoli stati italiani sia il primato commerciale sia quello bancario.
    Al nord come al sud la frammentazione, l’arretratezza, l’ignoranza e inettitudine e della nobiltà e del ceto mercantile e del popolino impedivano uno sviluppo materiale e umano. Da non dimenticare come causa di arretratezza economica e sociale la ingombrante presenza della Spagna che dal 1530 dominava su una vasta parte del paese e che ovviamente usava i territori italiani non solo come bastione contro riformista ma anche come bacino di sfruttamento economico

  4. anna scrive:

    Adesso tragicamente si vuole ritornare allo stato pre napoleonico e pre risorgimentale.
    In un mondo in cui le potenti multinazionali, la finanza truffaldina d’assalto, le economie canaglie delle mafie locali ed internazionali di fatto impongono il loro volere a governi e stati, mi riesce difficile immaginare come statucoli al nord e statucoli al sud possano inserirsi in questo gioco crudele e tutelare il benessere sociale umano civlie dei loro cittadini.
    I costi ci saranno e non saranno solo monetari. La follia federalista indebolirà ancora di più il Paese lasciandolo nudo sotto i colpi di cintura della finananza d’assalto. Nel meridione al cui disastro morale, economico civile politico e sociale tutti hanno contribuito, la ignobile borghesia affarista del luogo, che senza scrupoli si allea con le mafie, la altrettanto ignobile politica democrisitana degli anni passati, la inerte e inutile politica del PCI che per correre dietro alle prebende e agli strapuntini, alla democrazia crisitana ha venduto i cittadini meridionali lasciando perdere prima la riforma agraria, poi la difesa del lavoro e poi la difesa ambientale, se attuato in queste forme paglaiccesche, il federalismo sarà un enerme regalo alle mafie politiche e non.
    Che Dio, se c’è ci salvi da questi razzisti pagliacci, che tra l’altro hanno lasciato la sanità Lombarda e la Lombardia tutta nelle mani avide dei fanatici e senza scrupoli di comunione e liberazione

  5. Soqquadro scrive:

    Perdonami, ma l’appello di JCall mi sembra assolutamente nocivo, in realtà, per Israele. Io ho firmato invece, questo: http://www.petitiononline.com/israel48/petition.html – Se avrai voglia di leggerli entrambi… poi, vedi tu..

  6. Tiziana scrive:

    Io non ne ho fiormato nessuno dei due perchè li trovo entrambi una ingerenza del tutto indebita in uno Stato. Anzi, il primo è stato proposto da ebrei della diaspora che forse hanno qualche interesse almeno sentimentale, nei confronti di Israele, il secondo è stato proposto da Giuliano Ferrara. L’ho segnalato per la lettura.

  7. Soqquadro scrive:

    Considerazione inappuntabile. O onor di precisione, il secondo il è stato presentato da Fiamma Nirenstein, non da Giuliano Ferrara. Lo dico giusto perchè ho già profondo fastidio ad essere anche solo nella stessa lista di firmatari dell’elefantiaco antibaortista, figurati se avessi dovuto sottoscrivere una sua proposta come starei…

  8. Tiziana scrive:

    @Soqquadro

    Fiamma Nirenstein su proposta di Ferrara. Ho seguito più che bene la cosa anche perchè sono attenta ettrice del Foglio e conosco il genesi del secondo appello
    Tra l’altro Jcall era nato da/e rivolgendosi agli ebrei della diaspora. Noto con disappunto che il secondo appello è firmato da molti non ebrei. Il che francamente è ancora più risibile e ancora più indebita ingerenza . Sono assolutamente infastidita inoltre da tutti quelli che amano Israele non comprendendo minimanente quel paese. Ad esempio lì non si sognerebbero mai di vietare l’aborto o mettere i bastoni fra le ruote ad una coppia omosessuale come fanno molti firmatari del secondo appello. .

  9. Sofia scrive:

    anche io non firmo nessuno dei due appeli,