3/5/10 – Nemici

Nei due schieramenti politici italiani i diritti civili contano poco. Talmente poco che al momento in Italia i diritti dei figli naturali non sono equiparati a quelli nati all’interno del matrimonio. Ai singoli – che tra l’altro pagano tasse più alte esattamente come ai tempi del duce – non viene riconosciuta, ad esempio, la possibilità di adottare come negli altri paesi europei. Nessuno status hanno gli omosessuali, se non quello di fare i ridicoli pupazzi in qualche trasmissione televisiva. Si è sempre (erroneamente) pensato che a sinistra c’è una maggiore sensibilità ai diritti civili e con una compiacenza veramente fastidiosa si è taciuto sui diritti negati a Cuba, tra l’altro. Ma l’imbarazzante silenzio continua per le donne costrette a subire culture arcaiche o superstizioni religiose in larga parte del mondo arabo, si tace sulla applicazione della sharia da parte di alcuni movimenti come hamas. Dalla rivista Sette, riportiamo stralci di un articolo di Stefano Jesurum sulla difficile situazione degli omosessuali palestinesi.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

C’è chi dice gay, omosessuale, e c’è chi dice luti – sodomita, contro natura.
Per il mondo musulmano froci, finocchi, “disonore” di padri e fratelli maschi. Perseguitati, spesso torturati, a volte ammazzati. Gay e luti sono di nuovo stretti gli uni agli altri, in Israele, nel lavorare per la riuscita di un “telefono amico” in lingua araba. La nuova help-line è frutto dei coraggiosi sforzi di Aswat (organizzazione di Haifa per i diritti delle lesbiche arabe) e di Al-qaws (associazione per la diversità sessuale nella società palestinese di Gerusalemme).
Secondo il movimento, almeno un 10% ei palestinesi che vivono in Israele e nei Territori occupati è gay. Due, tre, enne volte discriminati dalla sorte e dal mondo. Shàul (massiccia corporatura di paracadutista in netto contrasto con l’acquosità malinconica degli occhi celesti), militante del gruppo telavivino Agudà per la difesa dei diritti individuali, mi raccontava tempo fa degli oltre cinquecento individui tra i venti e i trent’anni – omosex, bisex, trans – che ancora si nascondono nei sobborghi più squallidi di Tel Aviv. Non possono lavorare perché non hanno il permesso di soggiorno, e vivono nel terrore di essere arrestati e rispediti a casa. Ovvero impacchettati e ricacciati a Ramallah, Gaza, Nablus. Palestinesi che convivono con un compagno ebreo e in questo modo – oltre che ad amare liberamente – si nascondono dalle famiglie che danno loro la caccia. Se li trovassero, purificherebbero col sangue il disonore di un figlio o un fratello haràm, proibito.
Ed ecco che le lote di liberazione vanno avanti anche tra nemici. Lottano e vincono. Ponti e non muri…
Nel ’93 Uzi Even, docente universitario di chimica, sfidò il Parlamento israeliano con parole di libertà. Lo cacciarono dall’intelligence dell’esercito e poi gli tolsero il grado di ufficiale riservista… Yitzhak Rabin modificò la legge militare e ordinò che i gay non fossero più discriminati. Così oggi il capo degli stati maggiori riuniti statunitensi, ammiraglio Mike Mullen, discute con il collega israeliano Gabi Ashkenazi di cooperazione bilaterale, ma anche dell’atteggiamento da mantenere verso i soldati (e le soldatesse) omosessuali, materia in cui Tsahal ha ormai parecchio da insegnare (sjesururm@corriere.it)

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6 Commenti a “3/5/10 – Nemici”

  1. Tiziana scrive:

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=RALI2

    Questo è un articolo di Paola Concia e Mancuso di qualche giorno fa che commentano l’inazione sui diritti civili, in particolare su quelli degli omosessuali, anche da parte della sinistra

  2. anna scrive:

    Sono molto pessimista:
    dubito che a sinsitra ancora ci sia abbastanza maturità erp affrontare il tema della diversità, nonostante le apparenze che sono in realtà convenienze elettorali.
    E’ tragico poi che la sinsitra ufficiale lasci al fecciume ignorante della destra neofascista e/o sedicente liberale la difesa dei diritti delle donne di fede islamica.
    Scrivo sinsitra ufficiale perchè, so per mia diretta esperienza, che c’è tutta una costellazione di gruppi o di singole donne di sinsitra che si batte, me compresa, nella pratica e nella teoria contro l’arretratezza, la violenza, il crasso maschio prepotente e manesco, da qualunque parte provenga e qualunque fede dica di professare. E’ questo forse l’unico barlume di luce in un panorama di tenebra morale e civile. Purtroppo tutte le persone impegnate in questa lotta sono assolutamente senza rappresentanza e drammaticamente senza mezzi ed ausili pratici.
    Le istituzioni locali a destra, non ne parliamo con i beoti neofascisti della Lega, come a sinistra, non aiutano chi volgia agire, quando ti rivolgi loro per dare ausilio concreto alle donne ed alle ragazze sono del tutto assenti, le donne di origine islamica come quelle italiane non possono contare su nessun aiuto concreto. Il resto francamente mi sembra solo chiacchera propagandistica (sinsitra) razzismo e xenofobia che si imbelletta per infinocchiare qualche sprovveduto (destra)

  3. Romano scrive:

    Purtroppo in Italia i diritti civil sono considerati roba da borghesucci. Quanto a Israele penso che sia un paese non immune da critiche ma molto più civile di quelli che ci vengono ammansiti dal sinistrue più becero. E’ però vero che la destra che dice di amare Israele lo fa per posa contro la sinistra becera, perchè altrimenti lo amerebbe in toto. Intanto per la trasparenza

  4. anna scrive:

    PS
    mi sonso concentrata sulle donne pechè prima di tutto sono donna, poi lesbica quindi di sinistra ma sopratutto sono una cittadina senza diritti, e come tale non posso non essere totalmente solidale con tutte le donne italiane e più spesso srtaniere islamiche o no che nel nostro Paese sono maltrattate dal sistema.
    Un sistema che adesso in mano ad una destra neofascista mi pare abbia un solo programma: smantellare TUTTA la legislazione degli anni ’70 restaurare ricacciare le donne in un ruolo di sottomissione, figuriamoci in questo quadro, in cui è complice l’opposizione perchè è inerte, quale possano essere le prospettive per gli omosessuali donne o uomini.

  5. Gabriella scrive:

    Purtroppo credo che fare un anetta difefrenza fra sx e dx sia l momento complesso e difficile. Propenderei per chi crede nell’occidente e chi no. Chi è sottomesso alle religioni(e noi in Italia lo siamo abbastanza) e chi ne vuole uscire .

  6. Milly scrive:

    Diciamo che il movimento dei diritti civili – specialmente quello omosessuale – non ha ottenuto nulla e sarebeb ora che cambiasse strategia.