Archivio di maggio 2010

30/5/10 – Baluardi maschilisti

lunedì, 31 maggio 2010

“Ti piace il mio vestito?” “Oh si, mi sei sempre piaciuta con questo vestito” “Questo vestito è nuovissimo. Se per caso ti interessa l’ho comprato apposta per la circostanza” “Scusami cara. Comunque mi piaci sempre in nero” “In simili momenti desidero quasi avere un’altra ragione per portare il nero” (Dorothy Parker, The lovely leave)
“Neppure sapevo parlare con le donne. Un uomo è in gran parte quel che fa, dice, pensa di essere, anche se per nessun uomo di un certo spessore l’identità fila così liscia. Ma una donna? Parli sempre con qualcosa che le è stato fatto fare, pensare, dire, da pressioni dolci o acerbe; oppure la trovi ammutolita nella zona opaca di distanza che ne prende” (Rossana Rossanda, Le altre, Bompiani)

Per iniziativa dell’associazione Pari e Dispare (si chiama così, dispare, ed è presieduta da Bonino) e con il voto di settanta parlamentari di tutti gli schieramenti è stata approvata in Commissione di vigilanza rai l’istituzione di un Osservatorio per monitorare la rappresentazione distorta della figura femminile in tv. Servirà? Probabilmente quello che aiuterebbe una corretta informazione sarebbe annullare la rai e tutti gli ammennicoli di partito che ruotano intorno a quella azienda, ma siccome così non sarà nel breve periodo, purtroppo, va tenuta nella massima considerazione qualsiasi iniziativa che punti ad una normalizzazione di quel porcaio. Secondo una indagine Censis, su 578 programmi dei sette canali principali (rai mediaset e la 7), gli argomenti a cui la donna è associata sono per il 31,5% spettacolo e moda, 14,2% violenza fisica, 12,4% giustizia. Solo per il 4,8% alla politica, 2% alla realizzazione professionale, 6,6% al mondo della cultura. Naturalmente c’è chi ha gridato al moralismo per questa iniziativa e ricorda di quando le gemelle Kessler venivano mortificate da collant neri e coprenti. Ma non c’entra nulla: nessuno ha paura delle gambe delle donne se stanno ballando o se fanno sport o mostrano come si fa la ceretta o illustrano un nuovo modello di lettino ginecologico. Il guaio è che per essere in tv, sia per presentare i bambini canterini che per dare la propria opinione sulla piovosità della prossima estate, le donne vestono come se dovessero svegliare i sensi sopiti di un marito barzotto (che vuol dire né troppo crudo né troppo cotto). Per non parlare di quello che fanno in tv: in pochissime conducono programmi giornalistici, qualcuna si presenta con seni traballanti (sappiamo che sono così quando si sollevano a forza col wonderbra), si fingono idiote per partecipare a pupa e secchione o a uomini e donne, e, peggio del peggio, la 45enne un po’ bollita che fa la levatrice seriale di smandrappate. Nei tg le donne vengono intervistate esclusivamente per sapere l’andamento dei prezzi delle zucchine (che ovviamente costano meno di quando c’era il governo Prodi), o per sapere cosa pensano della fine del tempo pieno alle elementari (qui la cosa è talmente grave che fanno passare pure qualche madre che si lagna un po’, ma poco però). Lo scorso fine settimana due splendide cinquantenni, le architette Odile Decq e Zaha Hadid, hanno tenuto banco a Roma per l’inaugurazione delle loro opere (Macro e Maxxi). Hanno avuto l’onore di una intervista? No, certo, ma abbiamo avuto descrizione dei loro abiti stravaganti (secondo il giudizio insindacabile del giornalista rai legato al tubino nero della signora Hepburn). Mancava solo che il giornalista dicesse che Hadid era soprappeso. Per la cronaca, l’una e l’altra in conferenza stampa hanno detto cose più che interessanti e i loro vestiti erano bellissimi al pari del loro lavoro. In sintesi abbiamo più dell’altra metà del cielo che si finge idiota per andare in tv. Perché certo nessuno ci crede che le donne seminude che dominano gli schermi siano delle idiote “le disegnano così”.
Così come naturalmente non crediamo al fatto che i preti macchiatisi dell’orrendo reato della pedofilia andranno dannati all’inferno. O meglio, proprio riesce difficile credere che uomini adulti, spesso colti, credano a queste cose. In comune con la scorretta informazione italiana, la clericaglia sprezza le donne. Per Newsweek (nel numero ora in edicola) la Chiesa cattolica sembra voler limitare il campo d’azione delle religiose riducendo la loro modesta indipendenza dai vertici maschili. A tal fine Benedetto XVI ha deciso ispezioni in cento comunità di suore americane che hanno già dovuto riempire questionari sulla loro missione e le loro finanze. Secondo il settimanale ha destato parecchio sconcerto nelle gerarchie che le suore abbiano appoggiato la riforma sanitaria di Obama al contrario delle richieste dei vescovi. Suor Joan Chittister, che ha una rubrica sullo Huffington Post, ha scritto “la Chiesa che predica l’eguaglianza è ancora uno degli ultimi baluardi della discriminazione sessuale”. Non è l’ultimo, e noi vaticaliane lo sappiamo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Il papa è tornato nuovamente sulla figura di Pio XII parlando della recente pubblicazione del card. Celso Costantini, e ne ha ricordato il soccorso ai bisognosi durante la guerra. Riproponiamo quanto scritto su papa Pacelli

5/1/10 - Il giudizio sulla figura di Pio XII dovrebbe tenere conto del suo silenzio su tutta la storia d’Europa fin dall’ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Pio XII diventa papa nel 1939, ma prima è stato Segretario di Stato e in questo ruolo ha attuato il concordato con il regime nazista nel 1933. Non risulta essersi mai speso in quegli anni a favore dei tedeschi che si opponevano a quel regime, cattolici e non. Anzi, l’allora cancelliere Bruening scrive nelle sue memorie che il Segretario di Stato Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, premette per un intervento di Hitler a fianco dei falangisti nella guerra civile spagnola. Tra i primi atti del suo pontificato è documentato l’avvicinamento a Charles Maurras (i cui scritti erano stati messi all’indice durante il pontificato di Achille Ratti-Pio XI) promotore del gruppo francese di estrema destra e antisemita Action Francaise. La Santa Sede si riserva di aprire gli archivi bloccando la ricerca storiografica, ma al momento risulta che nessuna parola sia stata scritta da papa Pacelli contro la creazione dei campi di concentramento e poi di sterminio, in cui dieci milioni di ebrei europei, zingari, omosessuali, cittadini russi trovarono la morte. Una precisazione doverosa perché in questi giorni la stampa vaticaliana ha teso ad accreditare che l’unico silenzio di Pio XII abbia riguardato il treno che trasportava 1000 ebrei romani mentre contemporaneamente salvava qualche centinaio di ebrei facendoli ospitare, spesso dietro cospicui compensi, in chiese e conventi di Roma.
E’ vero invece che il suo silenzio ha riguardato milioni di ebrei e non, vittime del nazismo.
La beatificazione di Pio XII riguarda solo gli ebrei? Sicuramente sul piano dei fatti storici sono i più coinvolti emotivamente, ma sul piano religioso la questione dovrebbe riguardare i cattolici ai quali viene indicato a modello una figura come minimo controversa. Le gerarchie cattoliche insistono che il silenzio di Pio XII sarebbe stato motivato dal fatto che un intervento pubblico da parte del Vaticano, anziché frenare, avrebbe ulteriormente intensificato lo sterminio in atto nel cuore dell’Europa. Ma questo argomento non spiega perché, neanche dopo la fine della guerra e nel lungo periodo del pontificato (il papa morì nell’ottobre del 1958), non sia mai arrivato alcun riferimento a quanto accaduto. E soprattutto non si comprende perché un analogo timore non frenò il papa, nel luglio del 1949, dallo scomunicare comunisti e socialisti nonostante l’enorme potere allora esercitato dall’Unione Sovietica. Sono domande che dovrebbero porsi tutti, e non solo gli ebrei come mi sembra stia accadendo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

L’ultima presa per il culo delle vittime dei preti pedofili.

sabato, 29 maggio 2010

Dal Vaticano ampie assicuarzioni : per i pedofili l’inferno sarà più duro.

Fonte della notizia dal Corriere della Sera LEGGI

…”Sarebbe davvero meglio”  per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori che i loro crimini fossero “causa di morte” perché per loro “la dannazione sarà più terribile”. Lo ha detto il promotore di giustizia della Congregazione della Fede, monsignor Charles Scicluna, incaricato di seguire tutti i casi di preti responsabili di abusi, in una preghiera “di riparazione e di intercessione” a San Pietro per lo scandalo di pedofilia nella Chiesa. I lettori hanno invitato i presenti a pregare “per le vittime di abusi perpetrati da uomini e donne della Chiesa, perché possano giungere alla guarigione delle loro ferite…

29/5/10 – Oro alla Patria

sabato, 29 maggio 2010

“Sarebbe giusto che come accaduto in Francia in cui uno dei maggiori centri di arte contemporanea è stato dedicato a Pompidou anche il Museo di arte contemporanea di Roma, il Maxxi, completato grazie agli sforzi essenziali di questo governo, fosse dedicato al presidente Berlusconi”(Manuela Repetti, deputato Pdl e compagna del ministro Bondi. E’ lei che si presenta così)

Ammetto di non essere mai stata una grande estimatrice del premier, ma, se si può dire così, in questi giorni è riuscito a toccare il fondo della mia grande pazienza tolleranza serenità e connaturata predisposizione a comprendere le ragioni degli altri. Mica per la pesantezza della manovra che lui e il suo governo si apprestano a varare ma per le vergognose bugie che con sfrontatezza ripete. I tagli saranno massicci, i sacrifici graveranno sulle spalle della parte più povera del Paese e, soprattutto non è vero che non aumenteranno le tasse. I tagli alle Regioni si tradurranno in diminuzione dei servizi, specialmente quelli essenziali sulla salute. I sacrifici saranno particolarmente pesanti a Roma, in parte perché il sindaco se l’è tirata facendo smargiassate con la formula 1 (c’è già un premio a Monza, a che serve questa cosa cafona a Roma) e le olimpiadi (era candidata da tempo Venezia ed è stato di pessimo gusto inserirsi in questa storia che, qualora si confermasse la scelta del Cio, ci porterebbe alla bancarotta definitiva) irritando la Lega che, come ben si sa, se ne frega del Paese e fa solo gli affari del suo elettorato, e poi perché gli utili idioti – e questo è il senso della definizione – si usano e si gettano. Il magnifico Silvio anche questa volta, già all’incontro di Confindustria lo ha fatto, dirà che è colpa delle sinistre che hanno governato fino a ieri (dimostrando che non ha memoria neanche dei suoi governi), che non può fare nulla che comandano poteri forti sud le briglie della costituzione colpa della Grecia e bla bla bla. E nessuno, giornalisti di regime innanzitutto, gli chiederà perché ha frinito fino a ieri come una cicala. E quel che è peggio la maggior parte degli italiani gli crederà. L’opposizione ha un compito difficile. Certamente non potrà sottrarsi ad una eventuale azione di cura – si muore un po’ per poter vivere – ma non può neanche avallare una manovra che andrebbe a colpire solo quel ceto medio che rappresenta il grosso del suo elettorato rendendosi complice di ingiustizie. Perché l’astuto Silvio ha pensato di mettere al riparo i ricchi e gli evasori fiscali professionisti. Magari sarebbe opportuno che il centrosinistra smettesse per un pelo di battibeccare sul nulla e aprisse discorsi di ampio respiro: sull’economia, certamente, ma anche su aspetti che possano determinare scelte culturali e sociali per un più lungo periodo e che riguardano le nostre vite di persone comuni. Provando a fare breccia anche in quella parte di elettorato di centrodestra che, sicuramente ci sarà, non si riconosce nella sopraffazione né nei manganelli.

Tiziana Ficacci, www.nodod.it

http://www.fondazionemaxxi.it/

USA, i gay nell’esercito.

sabato, 29 maggio 2010

Approvato da Camera e Senato un provvedimento che consentirà ufficialmente ai cittadini omosessuali di fare servizio militare senza doversi nascondere e negare il proprio orientamento sessuale.

Nella storia antica ricordiamo che secondo Plutarco anche l’esercito tebano, negli anni in cui Tebe esercitò il suo predominio politico e militare fra le due tradizionali antagoniste Sparta e Atene a metà del IV secolo a.c, un corpo scelto dell’ esercito, chiamato Battaglione Sacro, era formato da coppie di soldati sentimentalmente legati fra loro, che si distinsero per eroismo e valore. Non sarà così nel moderno esercito americano per evitare odiose forme di apartheid. Come succederebbe anche se, per esempio, istituissero corpi speciali riservati ai biondi o ai rosci, ai bianchi e ai neri, o agli ebrei e ai cattolici, ai mancini e ai destrorsi. Ma il Battaglione Sacro di Tebe è stata una splendente dimostrazione di come l’amore omofilo non costituisca impedimento per nessuna attività al servizio della patria, nemmeno in quella militare.

Fonte della notizia LEGGI

Sul Battaglione Sacro LEGGI
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglione_sacro

Omertà, finalmente lo ammettono.

venerdì, 28 maggio 2010

Sorridente e affabile come una diva che si offre ai fotografi sulla croisette di Cannes il generale-cardinale Bagnasco ha sfilato sul red carpet che lo portava all’incontro con la stampa a conclusione della 61° Assemblea generale della CEI. Con impagabile affabilità ammette che oltre ai 100 (solo 100 ?) casi di pedofilia pretesca portati all’attenzione delle competenti autorità religiose potrebbe esserci anche “qualche caso” di omertoso oscuramento dei crimini da parte dei vescovi competenti. Ecco fatto. Siamo sempre allo stesso schema difensivo inaugurato nella trasmissione AnnoZero del 31/05/07 dal duo Santoro-Fisichella. Ricordate ? “Pochi casi isolati” suggeriva ammiccante Santoro, e Fisichella signorilmente annuiva con curiale compostezza. Allora si riferivano a quelli che poi si sono rivelati migliaia di casi di abusi. Oggi i pochi casi isolati sono, secondo l’amabile Bagnasco, quelli nascosti omertosamente dai suoi colleghi vescovi. Quanto pochi lo scopriremo solo se i media vaticaliani faranno il loro dovere di informare, come nei paesi civili.

Fonte della notizia da La Repubblica LEGGI

…E’ “possibile” che ci siano in Italia casi di vescovi che hanno insabbiato accuse contro preti pedofili, ha detto il capo dei vescovi rispondendo alle domande dei giornalisti…

28/5/10 – Loro boicottano

venerdì, 28 maggio 2010

Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto (G. Leopardi, Pensieri)

I fatti: qualche giorno fa Coop e Conad hanno annunciato che non venderanno più nei loro supermercati prodotti provenienti dai territori occupati in Cisgiordania. La decisione è stata rivendicata da una rete di associazioni (capofila è l’associazione cattolica Pax Christi) che si chiama Stop Agrexco formatasi un anno fa per boicottare tutte le merci made in Israel.
Bene così, ognuno è libero di aderire alle campagne che crede.
Però Coop e Conad hanno voluto fare delle precisazioni, addirittura comprando pagine sui principali quotidiani, per chiarire che i punti vendita delle due catene distribuiscono regolarmente i prodotti provenienti da Israele, e che “il boicottaggio è azione estranea ai valori che sono solidarietà eticità cooperazione trasparenza”, ma sono in corso verifiche solo su datteri e erbe aromatiche. E ancora, la Coop parla di “decisione obbligata”, facendo riferimento a disposizioni fiscali e amministrative Ue, ma gli alimenti Agrexco sono in regola con la normativa comunitaria sull’origine dei prodotti: che si sappia se vengono dai territori è informazione non richiesta dalla Ue. La Conad invece ha precisato che i pompelmi sono stati sospesi in quanto la stagionalità è finita in aprile (tra l’altro i pompelmi israeliani non vengono dalla Cisgiordania) e quando le produzioni riprenderanno le forniture proseguiranno regolarmente. La questione è diventata un caso politico: il ministro degli Esteri Frattini ha parlato di provvedimento razzista e sono arrivate molte critiche anche da sinistra capeggiate da Furio Colombo. A favore del boicottaggio invece Cgil e Fiom che hanno diffuso una dichiarazione di sostegno ribadendo l’illegalità della politica israeliana. Il direttore amministrativo della Agrexco, il sig. Shimon Alchasov, ha spiegato che solo lo 0,4% dei prodotti della società provengono dalle comunità della valle del Giordano (territori occupati) e lì lavorano quasi esclusivamente palestinesi e stagionali che arrivano dal confine (cioè dalla Giordania). Certamente se gli israeliani si ritirassero da quei territori, come molti israeliani auspicano, il problema sarebbe risolto, la Agrexco non si occuperebbe della produzione ortofrutticola e magari i palestinesi produrrebbero datteri da soli. Purtroppo per loro a Gaza, territori che per fortuna gli israeliani hanno liberato, Hamas ha preferito distruggere le serre riducendo sul lastrico gli operai. Ma è giusto che ognuno si determini da sé perché niente è più prezioso dell’indipendenza e della libertà. E anche di scegliere l’integralismo di Hamas.
Le contraddittorie dichiarazioni di Coop e Conad , pongono una domanda. Perché le due aziende giustificano quello che sembra essere un boicottaggio ideologico? Per quanto sia un ossimoro agire nel mercato e operare boicottaggi economici, è nel pieno diritto delle due catene farlo. Anzi, sarebbe auspicabile che un metodo rigoroso venisse applicato ad ampio raggio; sapere se l’uvetta turca proviene dal Kurdistan, o se il made in China include il Tibet, o anche, e su questo i sindacati italiani attenti alla legalità potrebbero dare una mano, se le succose arance calabresi sono state raccolte a Rosarno. Tracciabilità totale, per tutti, non solo per i soliti. Altrimenti pare un pregiudizio.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Morire per Bergamo ?

giovedì, 27 maggio 2010

Alla fine degli anni ’30 l’Europa si interrogava se valesse la pena di “morire per Danzica” di cui Adolf Hitler rivendicava l’assoluta proprietà. Oggi in quel Gran Teatro dell’Arte che è l’Italia ci si interroga se valga la pena di morire per Bergamo su cui Umberto Bossi, nelle vesti della buffonesca maschera di Capitan Fracassa, agita lo spadone protettore di Alberto da Giussano. La provincia di Bergamo non si tocca, altrimenti sarà guerra civile ! Sbagliando pure copione, dal momento che nè quella di Bergamo e probabilmente nessuna provincia sarà abolita. E’ proprio vero che, quando la storia si ripete, la tragedia del primo evento si presenta sotto forma di farsa.

Fonte della notizia da La Repubblica LEGGI

…E’ proprio a questo che qualche ora prima si riferiva Umberto Bossi con l’aria di quello che un po’ sta scherzando, usando però l’espressione “guerra civile” che in una battuta ci sta stonata. Guerra civile “se toccano Bergamo”, dice infatti il Senatur dopo la conferenza stampa con la quale Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi hanno illustrato i contenuti della manovra. Il leader del Carroccio risponde ai cronisti che gli chiedono della proposta, avanzata dai parlamentari finiani con una lettera aperta sul Secolo d’Italia, di “tagliare” tutte le province (mentre la manovra si è fermata a quelle inferiori ai 220 mila abitanti con l’esclusione di quelle frontaliere). Ma sulla questione “non ci sono novità”, commenta Bossi, aggiungendo che “andare oltre sarà difficile” e che “se uno prova a tagliare la provincia di Bergamo, scoppia la guerra civile”….

26/5/10 – La nostra vita

mercoledì, 26 maggio 2010

…voglio dedicare questo premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere migliore il nostro Paese nonostante questa classe dirigente. (Elio Germano*, palma d’oro come migliore attore al Festival di Cannes per il film La nostra vita)

Come era previsto la manovra lacrime e sangue non è equa. Niente dimezzamento degli inutilissimi parlamentari, niente cancellazione delle province, niente accorpamento dei piccoli comuni, niente diminuzione di ministri sottosegretari ecc., e, ovviamente, nessun sacrificio per la Cei. Una sciocchezza? Mica tanto. Se tutti dobbiamo sacrificarci per rimediare agli errori che la nostra insulsa classe politica ha prodotto nel corso degli anni perché non chiederli anche a protagonisti così significativi della vita italiana? In occasione della annuale ramazzata dell’8 per mille i begli spot ci informano delle mirabolanti opere di bene che la Cei fa nel mondo (senza nessuna possibilità di verifica a differenza delle altre fedi che hanno stipulato le intese con lo Stato) mentre alle nostre latitudini vediamo qualche mensa che fruisce del lavoro dei volontari (pur sempre uno sfruttamento) qualche riciclo dei nostri cappotti vecchi e un po’ di elemosina concessa “a tempo limitato” agli sfortunati aquilani (ma solo perché atto molto mediatico). Niente di nuovo.
Nel niente di nuovo neanche sorprende la mancanza di reazione del Vaticano davanti al comma 24 della legge-bavaglio. Come è noto quel comma prevede che il pm informi, anche a rischio del decorso delle indagini, il Vaticano qualora si imbatta nelle intercettazioni in un sacerdote. Certamente l’indecenza è del governo che fa questa regalia, ma la Chiesa che accetta? E ancora abbiamo i gonzi, specie tra i politici della sedicente sinistra che normalmente siedono nella falce della luna calante, che si feriscono le orecchie a sentire che un asilo parrocchiale del padovano nega la mensa al bambino, o che alcuni preti abbiano stuprato i ragazzetti a loro affidati. Almeno i politici governativi non mostrano stupido stupore.
Costretti come siamo a scegliere tra il marcio e il muffo ci si butta sul bello che nel nostro Paese non dovrebbe mancare. Buio pesto anche qui, se a Roma nella più importante della sovrintendenze ai beni culturali il sindaco ha insediato un Broccoli dipendente rai (quello che ha detto che il Colosseo si rompe perché è vecchio), o il ministro Bondi che decide di insediare Sgarbi a capo del polo museale di Venezia, dopo averlo già nominato commissario per il padiglione Italia alla prossima biennale di Venezia (giugno 2011) e supervisore per le acquisizioni di opere contemporanee per la collezione del Maxxi (che aprirà il 30 maggio). Sgarbi a volte fa ridere pur non facendo il comico, per alcuni è un buon divulgatore, sicuramente ha molte idee, certamente è volgarissimo, e dovunque è stato ha fatto casini: danni come sottosegretario col ministro Urbani, sfracelli come assessore alla cultura di Milano, e come sovrintendente regionale in Veneto fu condannato per assenteismo. Indubbiamente ha un fornito curriculum televisivo, ma serve quello per mettergli in mano istituzioni e incarichi?
Preferite la danza? Allora non avrete perso Fracci verso Alemanno. Come si sa l’étoile è sta nominata dieci anni fa alla direzione del teatro dell’Opera e ora il sindaco ha deciso per un altro nome. Legittimo, ma come si fa a prenderla in giro per due anni negandole un appuntamento? Carla Fracci , grazie al suo talento, ha ballato con Nureyev, Barishnikov, Vassiliev, Bruhn, Iancu… e volteggiando con loro li ha fatti conoscere in Italia e di questo dobbiamo esserle grati. Ma voi, lo vedete un sindaco di Berlino, di Parigi, di New York che sceglie chi deve dirigere un teatro?
Ma, se sulla classe politica possiamo stendere un velo – meglio sarebbe un pesante drappo nero – che possiamo dire dell’insieme della nostra classe dirigente? Dei nostri intellettuali abituati a mangiare nelle greppie di partito, che hanno le piaghe di decubito al cervello per essere stati troppo tempo fermi sulla stessa idea. Non si può dire altro dei prestigiosi firmatari del velleitario progetto bibbia a scuola. La Bibbia dovrebbe essere affiancata all’Iliade all’Odissea alla Divina Commedia. Tutto questo senza opportuna formazione degli insegnanti che, siamo certi, sceglieranno qualche passo del vangelo (che in realtà non è bibbia) e gli daranno una lettura religiosa alla cristiana. Qualcuno spiegherà “ai professori di lettere” che alla Bibbia, quella vera cioè l’Antico Testamento, Freud ha dedicato pagine e pagine tanto da parlare di psicosomatica legandola alle mille malattie di Mosè? O che per capire se stessi bisogna dare un nome alle cose come il creatore (che è una figura simbolica) fece con il giorno e la notte mettendo fine al caos? E che il peccato contro natura – Lot che viveva a Sodoma (Genesi 19:1-11), Onan sapeva che se fosse nato un figlio non sarebbe stato suo (Genesi 38:9), Solo la morte potrà separarmi da te dice Ruth alla suocera da cui non vuole lasciare (Ruth 1:16-20), Per me il tuo amore era dolce più che l’amore di donna, dice David (II Samuele 1:26) – è solo frutto di traduzioni tendenziose. E saranno in grado gli insegnanti di cogliere il suono onomatopeico della lingua in cui fu scritto il libro (il serpente che tentò Eva in ebraico è nakasc e il suono è uno strisciare e sibilare). E’ prevedibile che qualora questo vanaglorioso progetto andasse in porto il professore racconterà che c’era tutto un disordine, arrivò Dio e in sette giorni fece i maschi le femmine gli alberi e i conigli. Con tanti saluti, soprattutto alla scienza.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Elio Germano è stato Accio in Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, lo svitato del paese in Come Dio comanda di Gabriele Salvatores, uno studente con la passione del gioco d’azzardo ne Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari, il Sorcio in Romanzo Criminale di Michele Placido.

24/5/10 – Ciriole

lunedì, 24 maggio 2010

A Roma la ciriola è uno sfilatino di pane molto mollicoso. Costa meno della rosetta e dello sciapo e per questo non si trova mai. La ciriola è anche un pesce di fiume di scarsa qualità e molto sgusciante. Se ti chiamano er ciriola, vuol dire che fai il pesce in barile

Molto imbarazzo, molte reticenze, molto non detto, molta – troppa – comprensione. Così mi è sembrata la puntata di Annozero sulla pedofilia. Già un anno fa, visionando il filmato inglese della BBC, Santoro aveva mostrato timidezza davanti a mons. Fisichella * consentendogli di ripetere più volte che erano vicende isolate e lontane nel tempo. Per creare un clima amicale e favorevole al prelato il giornalista invitò persone poco preparate che il pepato porporato dominò con facilità. Lo stesso questa volta. Stucchevole l’intervento del presidente della Puglia Vendola, che ha esordito parlando del suo sconcerto per il misfatto della Chiesa, prudente la rassegna di Travaglio. Indubbiamente la pedofilia e il silenzio che l’ha coperta è cosa gravissima, ma sembra quanto meno lunare mostrarsi sorpresi o – peggio – dare per dato che è la prima macchia di quella associazione. Oppure non stiamo parlando della stessa Chiesa cattolica, quella che ha sterminato popoli, convertito a forza, rinchiuso nei ghetti, stretto patti con i dittatori – dall’Italia all’Argentina – e che non vede e non sente quando questo per lei è meglio. Gli ospiti di Santoro ci hanno tenuto a fare outing sulla loro cattolicità a scanso di equivoci (pare molto in auge la banalità che solo i cattolici possono parlare dei cattolici*, solo le madri possono parlare della maternità*…). Ma l’ovatta con cui hanno foderato i loro discorsi sarà stato miele per le orecchie della clericaglia. Guardando la puntata – anche se riconosco che, ad eccezione di un 8 e mezzo e mi manda rai3, Santoro è stato l’unico che ha parlato della questione – lo spettatore è rimasto con la convinzione che il grosso dei fatti sono lontani da noi e che il caso italiano testimoniato da una vittima, era roba di tanti anni fa. Santoro, pure se convinto di essere il mejo figo del bigoncio, è pur sempre un giornalista italiano e, evidentemente, avrà avuto le sue ragioni per evitare, ad esempio, di parlare di un processo in corso (altre volte lo ha fatto) che riguarda don Ruggero Conti, grande elettore del sindaco di Roma Alemanno, che proprio il giovedì in cui è andato in onda Annozero ha visto la testimonianza del vescovo Reali della diocesi di Porta Rufina che ha raccontato che aveva consigliato a Conti “di non abbracciare e baciare bambini in pubblico” , e ha aggiunto che non ha mai pensato di avvertire il Vaticano “perché non conoscevo l’iter da seguire”.
Per uno che sta lasciando la rai perché censura le notizie e gli mette la mordacchia , certamente sarebbe stata una bella cosa indagare il perché e il percome il sindaco Alemanno, che ha perfino un delegato alla vita e uno all’infanzia, abbia dimenticato di costituire la città parte civile nel processo a don Conti. Magari, anche con l’aiuto dell’avv. Ghedini, si sarebbe potuto scoprire se prima della dimenticanza aveva inviato il delegato capitolino ai rapporti con il Vaticano (c’è) a consultarsi con i papalini.
Sarà che ci siamo un po’ viziati guardando troppa BBC, ma è sembrato un programma giusto per un protettorato, come del resto è equo visto che l’Italia lo è.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Mons. Fisichella da sabato guida il ministero dell’evangelizzazione.

http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm

il 29/4/10 , che ognuno parli per sé 8/3/10, 22/4/10

21/5/10 – Christian Index

venerdì, 21 maggio 2010

Il pastore cerca sempre di persuadere il gregge che il loro interesse e il suo coincidono (Stendhal)

Negli scandalosi scandali della cricca degli appalti è emersa – finalmente – la questione case di proprietà della Santa Sede. Un palazzotto svenduto in via dei Prefetti, un paio di palazzi accanto a Palazzo Madama affittati al Senato, proprietà prestigiosissime della Propaganda Fide locate a prezzo di favore a politici e giornalisti. Sembra che l’affitto dell’appartamento di Bruno Vespa, una villa a tre piani in zona piazza di Spagna, precisamente sotto Villa Medici, abbia fatto aggrottare più di un ciglio nei Sacri Palazzi perché considerato troppo basso, tanto da essere all’origine del cambio di presidente dell’ente religioso. Sarà un chiacchiericcio? Al momento nessun politico ha profferito verbo su questo ennesimo tentacolo della piovra vaticana e non sorprende.
Viene in mente un oscuro episodio accaduto negli anni ’60. Fiorentino Sullo era ministro dei Lavori pubblici e presentò una riforma urbanistica che intaccava gli interessi e le proprietà del Vaticano. La parte più clericale della Dc e dell’Msi scatenarono sulle spalle del ministro una campagna violenta accusandolo di essere – pensa te – comunista e omosessuale. Il Borghese, rivista in auge in quegli anni, dedicò molti articoli sui presunti gusti sessuali del politico, addirittura imbastendo una storia tra il politico e il suo autista perché una foto ritrasse Sullo “con uno sguardo lascivo”. Il ministro sicuramente non era comunista e probabilmente non era omosessuale, ma quei pettegolezzi affossarono la riforma e la carriera del politico.
E’ un fatto che, nonostante la questione casa sia uno dei problemi enormi di Roma, e Roma sia la città dove maggiori sono le proprietà vaticane, nessun sindaco mai si è posto l’obiettivo di censire le case della Chiesa mentre tanti cittadini sono stati sfrattati senza motivo (la morosità per esempio) e senza avere possibilità di opporsi come avrebbero potuto fare con un proprietario italiano.
Intanto la Stoxx, una casa di investimento di Francoforte, ha lanciato sul mercato il Christian Index, una selezione di aziende quotate sullo Stoxx Europe 600 basato su un codice etico stilato da un comitato di teologi, porporati e dall’agenzia stampa missionaria Misna. La Santa Sede è rappresentata da mons. Gianfranco Piovano, già direttore dell’Obolo di san Pietro. Nel paniere di aziende non ci sono imprese che investono in armamenti, pornografia, gioco d’azzardo, farmaci per il controllo delle nascite. Ma c’è la British Petroleum e la Rio Tinto, tanto per dire che la contraccezione inquina e la BP no. Alla faccia dell’etica! Tra le aziende quotate dallo Stoxx Europe 600 anche Vodafone e il Banco Santander, considerati in genere titoli difensivi, che, almeno teoricamente, garantiscono il rendimento. Se ripassasse sulla via di Damasco san Paolo certamente non potrebbe più dire che il denaro è la radice di tutti i mali.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it