30/4/10 – Auguri

Marco Pannella il 2 maggio compie 80 anni. Per il suo compleanno un gruppo bipartisan di parlamentari ha deciso di fargli un regalo particolare: i finiani Benedetto Della Vedova e Flavia Perina, i piddini Roberto Giachetti ed Ermete Realacci e il pidiellino Gaetano Pecorella hanno promosso una raccolta di firme da sottoporre al presidente della Repubblica per chiedergli di nominarlo senatore a vita. Le persone a lui più vicine dicono che non ci tiene. Ma Della Vedova insiste “noi raccogliamo le firme anche per regalargli l’opportunità di dire di no”. (Vanity Fair)

Come si possono fare gli auguri a Pannella che compie 80 anni? Ci proviamo parlando di un libro uscito qualche mese fa col bel titolo Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti), una conversazione di Stefano Rolando (Bompiani, 15 €) con Marco Pannella.
Pannella parla della sua vita politica e di sé “come monumento virtuale e ancora ingombrante”, e insieme alla storia del cittadino Marco corre parallela quella dello Stato. Nell’intervista si racconta di un partito radicale vivo e operante da ben 57 anni che ha sempre lavorato per l’”unità laica delle forze” per la costruzione di una alternativa alle attuali classi dirigenti di regime. Grande attenzione viene riservata al confronto con il mondo comunista. “Da una vita inseguo i comunisti per assorbirli, megalomane come sono, nella rivoluzione liberale. Cito come esempio il referendum sul divorzio: lì riuscimmo ad assorbirli. Prima erano contrari, poi all’ultimo momento accettarono di sostenerlo e vennero con noi. Il loro popolo era d’accordo con quella iniziativa politica, ma i dirigenti avevano paura di perdere, e avevano paura che andassero con la dc. La battaglia sul divorzio e l’aborto ha unito l’Italia: è la democrazia che unisce. Ne discutevano tutti, giovani, anziani, uomini, donne, al nord come al sud”. In parallelo il rapporto con la dc e il mondo cattolico, mai però ricercato nel modo viziato della partitocrazia ma cercando un confronto sui grandi temi della vita, come accadde con la campagna sulla fame nel mondo che vide – molto artatamente però – interesse da parte di Giovanni Paolo II. Marco Pannella descrive il partito radicale come una linea retta e che è vissuta con continuità, mentre le altre proposte politiche sono tutte morte. “Siamo il più vecchio partito italiano e, a naso, direi anche quello che durerà di più tra quelli che ci sono oggi”. Il primo digiuno non si dimentica mai, e così Marco lo racconta : “era una calda mattina di primavera del 1961. All’Arc de Triomphe a Parigi, un vecchio anarchico nonviolento digiunava per protestare contro la guerra in Algeria… io allora vivevo là come corrispondente de Il Giorno, e mi unii a lui. Dopo cinque giorni lui smise, e smisi anch’io. Però la causa, quella contro la guerra coloniale, la riportai in Italia con me”. Quello che emerge, leggendo le belle pagine – che mi commuovono perché ci ritrovo la parte migliore della mia vita – , è che Marco è protagonista di campagne laiche di originale umanesimo che, attraverso la sua esposizione, spesso sovraesposizione, ha permesso ai “giovani pannelliani”, quelli di sempre ma anche quelli che lo sono stati per un’ora, di gestire in forme efficaci la campagna divorzista, quella dell’obiezione di coscienza, quella per la legalizzazione dell’aborto, e la straordinaria strategia referendaria che permise a masse di persone comuni di esprimersi e deliberare su temi fondamentali, dal codice Rocco alla legge Reale, dalla legge al finanziamento pubblico dei partiti alla responsabilità penale dei giudici, dalla discussione sugli ordini professionali al sostituto d’imposta, tutti temi vigilati dalla casta partitocratrica che è riuscita, spesso e criminalmente, ad invalidare con aggiustamenti partitocratici il risultato dei referendum. Avere ragione sempre in anticipo isola? E’ probabile, ma non per Marco che risponde: “Sono loro che sono soli! Loro con le loro scorte! Io cammino per strada, nessuno mi chiede raccomandazioni, ma se prendiamo un’iniziativa tutti gli italiani ne discutono e prendono posizione. Perché i problemi che noi poniamo sono quelli delle famiglie italiane” .
Allora, che aggiungere? 100 di questi giorni!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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3 Commenti a “30/4/10 – Auguri”

  1. marcello scrive:

    Purtroppo se quegli snobboni della sinistra scema avessero appoggiato più Pannella e i radicali invece che l’ultimo prete della parrocchia di Sgurgola non staremmo così

  2. Anna scrive:

    Sarà l’arroganza della gioventù, anche se gioventù si fa per dire, visto che sono una non splendida 40enne e ricordo le tribune elettorali durante le quali Pannella combatteva con il fascista reazionario Almirante, le ricordo filtrate dal giudizio di mio padre, che di Pannella diceva peste e corna.
    Quand si cresce in un ambiente psicologicamente fascista, che di Almirante dice: “quanto è intelligente”, due sono le cose: o diventi fascista o scopri l’altra faccia della luna e se scopri l’altra faccia della luna, alla prima occasione voti a sinistra, ma anche per i radicali, voti radicale pensando agli sproloqui di tuo padre contro la riforma del diritto di famiglia del 1975 e contro il Partito Radicale.
    Non ho mai mitizzato Pannella, il culto della personalità mi infastidisce e dispiace, in chiunque e verso chiunque. Pannella ha fatto, come tutti, i suoi errori di valutazione, ma quando ascolto Bersani sono certa che non crede in ciò che dice, quando ascolto Pannella invece sento che crede in tutto quello per cui si batte. Sarebbe un sogno ma più che Senatore a vita darei la mano destra per vederlo Presidente della Repubblica.

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