29/3/10 – L’oppio dei popoli

Il Vaticano è la tomba del diritto, della democrazia e della giustizia. E’ doveroso chiedere l’abdicazione di Ratzinger e l’indizione di libere elezioni democratiche per la nomina del suo successore, la messa al bando di Bertone e di tutti i personaggi coinvolti nelle vicende, la censura a priori delle mendaci veline di padre Lombardi, l’abrogazione del “diritto” canonico in quanto utilizzato come pretestuosa fonte giuridica per l’occultamento dei pedofili, lo scioglimento della Cei, che da tale “diritto” trae personalità giuridica e l’abolizione del concordato, responsabile di finanziare coi soldi pubblici un’organizzazione così. E’ assurdo tenersi in casa un tale residuato prebellico, un pozzo senza fondo dove spariscono ingenti risorse pubbliche e dal quale esce solo fango (Roberto Martina, Il Riformista)

La Chiesa cattolica si sente accerchiata, sotto tiro, vorrebbe avere l’agio di discutere tranquillamente del marcio che sta iniziando a grattare, e mal tollera la curiosità e lo sprezzo del mondo. Un atteggiamento incredibile per un ente che ha l’ambiziosa presunzione di dettare regole etiche al mondo, spesso imponendole con la forza. La feroce teocrazia per dominare ha usato nel tempo armi diverse:  l’inquisizione,  le conversioni forzate, la chiusura nei ghetti, la complicità con le dittature in tutte le parti del mondo, l’insabbiamento delle voci critiche al suo interno (qualche giorno fa la Chiesa non ha commemorato l’anniversario della morte di Romero, teologo della liberazione, definito zelante pastore da Giovanni Paolo II), le Conferenze episcopali utilizzate come clave politiche. La Chiesa cattolica ha inflitto al mondo il suo veleno senza mai pagare pegno.  Forse è arrivato il momento della resa dei conti, e questo lo si deduce dalle reazioni sgangherate che i vertici stanno assumendo.  Intanto hanno immediatamente reagito dicendo che la pedofilia non è prerogativa solo loro (è ovvio, ma questo non diminuisce la loro parte di responsabilità), e poi aggiungendo che è stata la liberazione sessuale 68ina a traviare alcuni preti (una scemenza che non merita repliche), si è tirato in ballo il celibato (una offesa per tutti quelli che non hanno una vita sessuale condivisa), e, per ultimo, qualcuno ha denunciato l’assenza di donne nel clero che avrebbero potuto calmare la bestialità del maschio. Tutte motivazioni che non sembrano tenere in nessun conto che la pedofilia è una perversione sessuale, un crimine schifoso e ancora più grave se viene compiuto quando ci è stata affidata la cura – volendo anche spirituale – di qualcuno.
La Chiesa non vuole ammettere che lo scandalo è il silenzio complice, il non avere punito i responsabili né attraverso il diritto canonico né tanto meno col diritto penale, quello che compete agli uomini. Non sembrano capire questi uomini adulti che  punire i responsabili è  il solo modo che potrebbe mostrare un pentimento, e che in parte, solo in parte, può risarcire le vittime.
Il papa Benedetto XVI nella lettera ai vescovi irlandesi, chiede ai religiosi di pentirsi davanti a Dio e ai tribunali, ma mentre benedice le palme a san Pietro ricorda al gregge che “da Dio viene il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio”. L’arcivescovo Schoenborn, ha deciso di affidare alla ex governatrice della regione di Vienna  il giudizio sui crimini della pedofilia; i prelati francesi chiedono scusa, quelli tedeschi sono in subbuglio, gli svizzeri fanno una black list,  e il New York Times ha dimostrato con i suoi articoli che nessuno, neanche il papa, è superiore al diritto di cronaca.  Solo i vescovi italiani non sembrano provare né pentimento né compassione per le vittime, e nel corso del loro ultimo incontro invece di scrostare un po’ di ruggine dalle loro facce di bronzo, hanno avuto il tempo di scagliare l’anatema sui politici che potrebbero insediare le loro cliniche convenzionate e non adempienti ai piani di rientro economici.  Hanno trovato supporto e conforto nella politica, nelle istituzioni  e nei giornalisti. E questo a noi non ci sorprende: troppo vicini nel tempo sono i fatti che riguardano don Lelio Cantini di Firenze, uno dei pochi casi di pedofilia secondo mons. Fisichella, difeso strenuamente dal senatore Quagliarello,  don Pierino Gelmini amico intimo dei ministri Giovanardi e Gasparri, don Ruggero Conti, grande elettore del sindaco di Roma che, per ricambiare il favore dei voti si distrasse al momento di costituire come parte lesa la città (come si fa da diverse consiliature per i casi di stupro e molestie).
Mentre l’Occidente si disintossica, l’Italia continua ad essere preda dell’oppio dei popoli: la divisione tra Stato e Chiesa è sottile grazie all’ambiguo articolo 7 della Costituzione, da noi la Chiesa controlla i centri nevralgici della società attraverso le sue mille emanazioni e si occupa di molti servizi sociali, dell’istruzione, del tempo libero.  Va aggiunto a ciò il fatto che il nostro Paese è privo di identità culturale e ha bisogno di identificarsi in idee forti anche se sceme. Non possiamo imporre al Vaticano la democrazia e la trasparenza come pure sarebbe necessario in un regime dittatoriale, ma dovremmo pretendere che il nostro governo faccia rispettare da quella monarchia lo stato di diritto e le leggi del paese nel quale opera. Così come sembra stiano facendo gli altri governi nei confronti dei loro governati.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=1ot2fF0nW8A
http://www.deastore.com/libro/crime-irvine-welsh-m-bocchiola-guanda/9788860884039.html

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11 Commenti a “29/3/10 – L’oppio dei popoli”

  1. Augusto scrive:

    Hai fatto bene a ricordare la lunga serie di crimini della Chiesa. La pedofilia (rivelata) è solo l’ultima malvagità di una serie elencata per difetto.

  2. Sofia scrive:

    Una vergogna tutta italiana Schifani e compagnia .
    Complici

  3. Selene scrive:

    Credo che la membrana tra Stato e Chiesa enunciato nell’articolo 7 sia veramente troppo sottile affinchè i politici diano un giudizio sereno sulla triste vicenda. L’unica cosa che mi auguro come madre è che non scenda il silenzio sull’argomento affinchè i genitori possano proteggere i loro figlioli .

  4. Nicola scrive:

    Ma che bello e chiaro questo pezzo. Complimenti, specie per le frasi conclusive.

  5. Anna scrive:

    tutta questa vicenda è rivoltante. Sono totalmente disgustata come cittadina e come persona. Abbiamo Ministri e Presidenti di Regione (Alfano e Formigoni) che invece di schierarsi con chi prova a fermare gli abusi, con le vittime e le loro famiglie biascicano idiozie srotolando chilometri di lingua per slappare le chiappe vaticane. Trovo anche colpevole l’atteggiamento dei credenti cattolici che dovrebbero inizare a pretendere per davvero un serio rinnovamento nella loro chiesa.

  6. Anonimo scrive:

    perchè solo alfano e formigoni?

  7. dopa scrive:

    La chiesa ha tutti gli strumenti per divulgare la bugia.
    Questo strumento per divulgare la verità è inadeguato.