25/3/10 – Polemiche ebraiche

“Il lupo e l’agnello dormiranno insieme”, dice l’Antico Testamento. Ma è probabile che l’agnello dormirà pochissim
La vera felicità non consiste nello stuolo di amici, ma nel pregio e nella buona scelta (Ben Jonson)

In questi giorni la cronaca romana dei principali quotidiani ha dato ampio risalto a una crisi esplosa all’interno della Cer (comunità ebraica romana), e che ha mandato in sollucchero gli antipatizzanti, moltissimi in realtà, degli ebrei.
La Cer è un organismo che amministra le questioni degli ebrei iscritti alla comunità romana. E’ bene sapere che si è ebrei se si ha una madre ebrea, e si può scegliere o anche no, ma in genere si sceglie, di iscriversi alla comunità pagando una quota annuale che si calcola sulla base dei propri redditi, e che non è bassa. Le cariche della comunità vengono rinnovate ogni 4 anni con elezioni a suffragio universale nelle quali si nomina un presidente e gli assessori: sono vere e proprie elezioni con liste, candidati, preferenze. La diatriba, forse la più pesante che – almeno io – si ricorda, è scoppiata grazie alla vittoria schiacciante e già da due consiliature, da parte dell’attuale presidente, l’attivissimo Riccardo Pacifici. I consiglieri di minoranza dopo un anno in cui lamentano di essere stati poco consultati in varie questioni gestionali (il che certo non fa parte nè dell’etica ebraica nè delle consuetudini) si sono dimessi bloccando così i lavori della Comunità. Le accuse riguardano un eccessivo decisionismo della presidenza sulle istituzioni comunitarie. Ma la minoranza riconosce che l’ospedale israelitico (convenzionato) è una eccellenza nel desolante panorama della sanità laziale, che le cariche del centro culturale ebraico sono un po’ immobili anche se il centro lavora bene, e che potrebbe esserci nelle scuole un maggior ricambio nella direzione. Quello che punge di più è stato un eccesso di precipitazione nell’invito di Benedetto XVI in sinagoga non compreso da tutta la comunità, e l’accusa, questa si grave, di aver ripulito con photo opportunity alcuni personaggi politici impresentabili.
Dite voi se non sono cose da inzupparci il pane, l’ebreo un po’ stronzo che è pure fascio si porta bene e ci si può infilare anche la solita critica ad Israele. Che, beninteso, è un paese che non può essere certamente esente da critiche, anzi, ma sarebbe auspicabile un po’ di equilibrio soprattutto per chi vive in Vaticalia.
Per l’amore di verità gli assessori dimissionari hanno riconosciuto che all’indomani dell’arrivo del sindaco Alemanno, Pacifici insieme alla lettera di auguri scrisse che Veltroni aveva garantito alla città meno atti antiebraici rispetto ad altre capitali europee augurandosi una continuità (che non c’è stata e che è stata continuamente rimarcata). E anche che il presidente della Cer è intervenuto, senza successo, per la nomina in importanti aziende romane di noti personaggi alla Andrini “contro froci, ebrei e comunisti” (Andrini si è dimesso in seguito alle scandalose rivelazioni Mokbel-Telecom). La comunità ha inoltre assicurato estrema vicinanza con la comunità lgbt, avviata fattivamente nel 2000 con la partecipazione al gay pride fortemente osteggiato dalla Santa Sede perché macchiava i festeggiamenti del giubileo, solidarizzando con tutte le tante aggressioni a sfondo sessuale verificatesi nella capitale e moltiplicatesi con l’avvento di Alemanno (come del resto stupri e aggressioni varie). Pacifici si è molto risentito con la minoranza per questa accusa, soprattutto perché qualche giorno prima, anche un po’ travalicando il suo ruolo, si era spinto in una specie di endorsement nei confronti di Bonino al cui partito è iscritto da molti anni. Per il momento si è siglata una tregua, ma non è escluso che se la situazione non si sanerà a novembre si torni al voto, in puro stile ebraico di discussione e discussione. Picaresca e divertente è stata considerata dai quotidiani romani, anche la notizia sulle “ciambellette”. A Pesach (che quest’anno inizia al tramonto del 28 marzo e finisce il 6 aprile e che ricorda il passaggio dalla condizione di schiavitù in Egitto alla libertà del deserto) è noto che non si mangiano cibi lievitati. Per antica e sconosciuta tradizione a Roma si usa però una farina particolare per confezionare ciambelline e fettuccine. Quest’anno i dirigenti religiosi che sovrintendono alla kasherut hanno vivamente sconsigliato l’uso casalingo di questa farina come usa in tutta la diaspora. Apriti cielo… come ovunque la religione si impasta con tradizioni, abitudini, farine. Si aggiunga a ciò che un gruppo assai attivo e sempre più numeroso si incontra per parlare di ebraismo riformato e vorrebbe anche la beracah (benedizione) del rav per le coppie omosessuali. Del resto l’ebraismo si contraddistingue per essere una religione che ha un piede sul pontile e uno sul vaporetto, o meglio uno nella tradizione e uno nella modernità. Ed è anche il popolo con una religione che ricerca l’intelligenza della scienza per migliorare la vita. E , se crede, ringrazia quotidianamente “D-o per il dono dell’intelligenza”. E soprattutto è una comunità che lascia liberi gli iscritti di votare e cambiare idea, magari divertendo le cronache locali con storie di farina e discussioni interne, evitando di dare regole morali al mondo

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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5 Commenti a “25/3/10 – Polemiche ebraiche”

  1. anna scrive:

    scusa vado di fretta, non ho capito bene io evidentemente: Pacifici si è risentito perchè ha ritenuto ingiuste le critiche rivoltegli in occasione dell’invito al papa?

  2. Aviva scrive:

    E’ interessante che i quotidiani entrano in fibrillazione quando si tratta di pettegolare. Oggi uno mi ha chiesto che cosa si festeggia in questi giorni ma sapeva tutto delle ciambellette. Non che sia indispensabile conoscere l’ebraismo, ma se dicono che sono fratelli minori, almeno una curiosità intellettuale potrebbe venire.

  3. Aviva scrive:

    @anna

    la minoranza della comunità ha accusato (ma in maniera sofficissima) di non aver tenuto in debito conto che non tutta la comunità era favorevolissima alla visita del papa.

  4. anna scrive:

    grazie per il chiarimento.
    purtroppo la curiosità intellettuale non è roba troppo incoraggiata nel Paese.
    comunque gratta gratta la maggioranza dei presunti cattolici non ha la più pallida idea dei propri doveri religiosi, per me è un bene,
    c’è forse però il pericolo che l’infarinatura cattolicheggiante che molti hanno assorbito nelle scuole finsica per incoraggiare il razzismo e la stupidità piuttosto che una serena accettazione degli altri credo o di chi non crede.

  5. Daniele scrive:

    Immagino che sia problematico essere il presidente della Cer e non avere rapporti con il Sindaco. Del resto il sindaco è una figura istituzionale e mai che mai, anche ai tempi di Veltroni per il quale era evidente una certa pendenza, nessuno dei dirigenti Cer si è mai speso. Anzi, sono rimasto io stesso sorpreso dei tanti sorrisi con la Bonino.