7/03/10 – Osservatorio sull’ islam.

7/03/10

Geert Wilders alla Camera dei Lord di Londra
*Il Giornale informa, il Sole24Ore disinforma*

*Testata*:Il Giornale-Il Sole 24 Ore
*Autore*: Le Redazioni
*Titolo*: «Wilders: Islam e democrazia ? Incompatibili-La marea anti-Islam
invaderà l’Europa ?»

*Geert Wilders ha presentato il suo film “Fitna” (vedibile nell’archivio
video di IC) alla Camera dei Lord di Londra. Pubblichiamo la cronaca del
GIORNALE di oggi, 06/03/2010, seguita da una nostra critica al SOLE24ORE,
che grossolanamente disinforma i suoi lettori.*

*Il Giornale- “Wilders: Islam e democrazia ? Incompatibili “*

Geert Wilders non usa giri di parole. «L’Islam e la democrazia sono
incompatibili». Così il deputato olandese, leader del partito della Libertà
trionfatore nelle recenti elezioni locali, fa sentire la sua voce. E dalle
sale della Camera dei Lord di Londra, dove ieri ha presentato il film Fitna
su invito della baronessa Cox e del UK Independence Party, ha ribadito le
sue posizioni: «Più islamismo – ha detto Wilders dopo la proiezione -
significa perdita di libertà. E su questo punto vale la pena combattere».
Il controverso politico olandese, nella conferenza stampa successiva
all’incontro con deputati e pari del Regno, ha in realtà usato bastone e
carota. «Ai musulmani che restano dico: seguite le nostre leggi e sarete i
benvenuti». Anche se poi ha chiesto lo stop agli ingressi in Europa per i
cittadini delle nazioni dove vige la religione islamica. Quindi l’affondo
sul tema della libertà di parola: ha promesso che, se mai verrà eletto primo
ministro, cercherà d’introdurre in Olanda un emendamento che garantisca
l’espressione del libero pensiero: «La libertà di parola si applica in
particolar modo quando qualcuno dice qualcosa che non vogliamo sentire».
Tutto l’evento ruotava infatti intorno al tema della libertà d’espressione.
Lady Cox ha definito la visita di Wilders come una vittoria del libero
pensiero. «In questo Paese – ha detto – crediamo profondamente nella libertà
di parola. Non è necessario condividere ma è importante poter avere un
dibattito che sia responsabile e condotto secondo regole democratiche». Lo
scorso febbraio questo dibattito fu troncato sul nascere quanto Wilders
venne dichiarato dall’allora ministro dell’Interno britannico Jacqui Smith
«persona non grata». Il politico venne fermato al suo arrivo a Heathrow e
rispedito in Olanda dopo tre ore. All’epoca la Smith disse che la presenza
del politico olandese avrebbe «messo in pericolo l’armonia delle comunità
locali e quindi minacciato l’ordine pubblico». Wilders è noto per le sue
posizioni «poco concilianti» ed è considerato l’erede di Pym Fortuyn, il
politico olandese assassinato per aver denunciato i pericoli
dell’islamizzazione del suo Paese. Il provvedimento contro Wilders è stato
però ritirato lo scorso ottobre. E ieri ad attenderlo davanti al palazzo di
Westminster c’erano due manifestazioni contrapposte: da una parte centinaia
di membri del movimento xenofobo English Defence League, fasciati nella
croce di San Giorgio, la bandiera dell’Inghilterra; dall’altra qualche
dozzina di sostenitori di Unite Against Fascism. In mezzo un folto cordone
di polizia, per evitare disordini. Quasi nelle stesse ore ad Almere,
Amenacher El Ossein, l’imam della moschea locale, ha parlato ai fedeli
musulmani per la prima volta dopo il voto che ha destato tanto scalpore. Lì,
a trenta chilometri ad est di Amsterdam, il Partito della libertà (Pvv), la
formazione di Geert Wilders, si è imposto come prima forza politica locale,
con il 21,6% dei voti, 9 seggi su 39. Dopo questo scrutinio «choc» El
Ossein, di origine marocchina, nella consueta preghiera del venerdì ha usato
parole di apertura. «Apriamo i nostri cuori» ha spiegato poi El Ossain
all’agenzia Ansa. «Ieri, oggi e domani, non smetterò mai di ripetere che
dobbiamo aprire i nostri cuori al prossimo». Per lui, al di là dei risultati
elettorali, sui quali non vuole intervenire direttamente («ognuno è libero
di votare per chi vuole, questo è il bello della democrazia», dice l’imam) è
proprio questa la ricetta migliore per rispondere all’ostilità.
«Rinchiuderci in noi stessi sarebbe drammatico», spiega l’imam.
Duro invece nei confronti di Wilders è l’amministratore della moschea,
Boujemaa Motia, che dice di aver invitato più volte il leader di
ultradestra. «Così, tanto per avere uno scambio, un dialogo, nel tentativo
di migliorare insieme la nostra società» spiega Motia. Ma sostiene che «la
risposta è sempre stata no». E di fronte al successo di Wilders il
responsabile della moschea vuole sottolineare invece che «circa l’80% dei
cittadini ha votato per altri partiti».

*Il Sole 24 Ore- “La marea anti-Islam invaderà l’Europa ? “*

*Che il quotidiano della Confindustria sia Wilders-ostile non è una novità.
Basta vedere quale immagine ha scelto per illustrare il servizio. Sul suo
discorso alla Camera dei Lord a Londra neanche una parola. Si chiama censura
? Seguono le opinioni di tre intervistati, la prima di Daniele Atzori, della
Fondazione Eni, tutt’altro che negativa su Geert Wilers, ma titolata
“Rischio contagio in Danimarca e GB “, seguono due trombettieri dell’islam
italico, Younis Tewfik e Farian Sabahi, che, da bravi trombettieri, ripetono
la vulgata pro-islam.
In sostanza, un pessimo servizio che non rende un buon servizio alla
correttezza nell’informazione.
Ecco la presentazione, a firma M.L.C.*

L o chiamano Mozart, ma con la musica e la bellezza non ha nulla a che
vedere. Geert Wilders guida il partito xenofobo olandese Pvv ed è stato il
protagonista delle elezioni amministrative. Il Pvv, con il 21% dei voti, è
il primo partito di Almere, dove vivono 200mila persone, per un terzo
immigrati di 130 nazionalità. All’Aia il Pvv si è piazzato secondo con il
18% dei voti. L’ascesa del Partito della libertà, fondato nel 2006, non si
arresta: nel 2009 alle Europee il Pvv aveva conquistato il secondo posto in
Olanda e ottenuto quattro seggi all’Europarlamento.
Wilders, che si sente un discriminato, canta vittoria: «Quello che è stato
possibile all’Aia e ad Almere lo è in tutto il paese. Toglieremo l’Olanda
all’élite di sinistra che coccola i criminali e appoggia l’islamizzazione ».
Il successo dell’anti-islamismo del partito olandese contagerà l’Europa?
M.L.C.
Leader. Geert Wilders, 46 anni, contestato ieri a Londra. Nel 2006 ha
fondato il Pv

Daniele Atzori
Fondazione Eni Enrico Mattei
Rischio contagio in Danimarca e GB
Il partito di Wilders non è un tradizionale movimento di destra, non ha
tratti da destra statalista, è filoisraeliano e filoamericano, con un’agenda
neoliberista. Il tratto distintivo è l’ostilità verso l’islam, più che verso
gli immigrati in generale. Ora il rischio è che il partito venga emulato,
soprattutto in Danimarca e nel Regno Unito: Wilders, infatti, ha avuto
contatti con il Danish People’s Party (Df)e l’United Kingdom Independence
Party (Ukip).

Younis Tawfik
Università di Genova
La Lega cavalcherà le paure della piazza
Fino al 1992, l’Olanda ha accolto rifugiati da ogni dove: molti dall’Iraq ai
quali ha concesso sussidi. Poi, tra alta concentrazione di immigrati, crisi
e delinquenza, il clima è precipitato, nonostante ogni città olandese abbia
due-tre moschee. Il successo della destra olandese avrà forti ripercussioni
in Europa: crescerà l’odio verso l’islam.In Italia potrebbe verificarsi un
fenomeno simile: la Lega viaggia sull’umore della piazza, che oggi, più
chemai, hafobia dell’islam e del terrorismo.

Farian Sabahi
Università di Torino
Sedotte anche le seconde generazioni di musulmani
Wilders ama le provocazioni, ma le provocazioni sono pericolose. A febbraio
2009 il ministero degli Interni britannico gli aveva vietato l’ingresso nel
paese. I partiti xenofobi non sono prerogativa dell’Olanda. In Italia gli
xenofobi non mancano. A votare Lega sono gli italiani e le seconde
generazioni di musulmani: giovani che godono di un certo benessere e si
sentono minacciati dalla presenza dei nuovi immigrati (poveri). Temono che
la gente li accomuni ai nuovi arrivati.

Ecco Roberto Giardina, il primo eroe eurabico
*Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli*

*Testata*: Informazione Corretta
*Data*: 06 marzo 2010
*Pagina*: 1
*Autore*: Ugo Volli
*Titolo*: «Ecco Roberto Giardina, il primo eroe eurabico»

*Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli*

*” Ecco Roberto Giardina, il primo eroe eurabico “*

*Roberto Giardina*

Cari amici, che cos’è l’eroismo? Io penso che sia andare oltre i propri
limiti, superare le convenzioni, le regole comuni, le abitudini
professionali, tutto, in nome di un ideale. Siete d’accordo? Dunque oggi vi
voglio presentare un eroe del giornalismo, che nel nome dell’ideale di
Eurabia non ha paura a abbandonare tutti i limiti della sua professione.
L’eroe si chiama Roberto Giardina e ha pubblicato ieri su un paio di
giornali provinciali (Nazione, Carlino, Il Giorno) che di solito non sono
recensiti su IC un pezzo che va tanto al di là del normale giornalismo da
meritare senza dubbioun premio per il carattere eroico.

Già il titolo è straordinario: “Quel fan di Hitler che seduce l’Olanda
tradita dai partiti” Il fan di Hitler sarebbe Geert Wilders, che è
sottoposto a processo per aver paragonato il Corano a Mein Kampf e quindi
con ogni evidenza considera Hitler il paradigma del male; lo capirebbe anche
un bambino, ma per un eroe questo non conta.

Ho deciso di cedere tutta la cartolina a questo eroe di Eurabia, perché
oltre a essere eroico è anche troppo divertente:

” Riconquisteremo la nostra Olanda, che la sinistra ha regalato ai
musulmani». Con questo slogan, semplice quanto brutale, Geert Wilders, il
leader dell’estrema destra si è imposto alle elezioni comunali, test per il
voto nazionale di giugno. Come previsto, il suo successo rischia di rendere
ingovernabile il paese. Non si potrà formare una coalizione stabile con il
suo Pvv, ovviamente il partito della libertà, e neanche senza. All’Aja è la
seconda forza, a livello nazionale è risalito dalla quinta posizione alla
terza, superato per un incollatura dai laburisti. Nessuno chiede a Geert, 47
anni, dall’aria pasciuta, sempre in giacca e cravatta (verde come
Calderoli), che cosa mai farebbe della patria sua dopo la riconquista. Ma
queste non sono domande da porre ai populisti, che amano annunciare
l’apocalisse, e non sanno risolvere i problemi quotidiani. Perché invece un
paese che era un simbolo delle libertà democratiche, della tolleranza, e
della convivenza, si fa sedurre dalle parole di un Wilders? E l’Europa
rischia di seguire gli olandesi? La tentazione di ricorrere al professor
Freud è forte. La madre del patriottico e ariano Geert è un indiana di
Giava. I suoi capelli biondi alla Marilyn sarebbero di natura corvini e
lisci. il padre l’ha allevato nell’odio della vicina Germania nazista, e lui
si vanta di avere molti ebrei in famiglia. Però si ispira al Meim Kampf di
Adolf Hitler. E nella Vienna che respinse il giovane Adolf a pronunciare
slogan razzisti, era Jorg Haider, a cui piacevano sembra i bei giovani.
Anche questo sarebbe non insolito tra i superuomini ariani. Scomparso Jorg,
non sono svaniti i suoi seguaci.” Eccetera eccetera.

Avete mai visto un’insalata del genere? Un nemico del nazismo e amico di
Israele, che definisce l’Europa per le sue libertà tradizionali definito fan
di Hitler e accostato senza ragione a Heider; di quest’ultimo, fra le molte
ragioni di parlarne male, si sceglie l’unica che è sbagliata, cioè
l’orientamento sessuale; del programma di Wilders non si dice nulla, ma
della sua famiglia sì e naturalmente non manca un bell’accenno razziale.
Insomma un esempio di onestà intellettuale e di informazione completa e
onesta assolutamente eccezionale. Eroica. Merita certamente un premio. Ma
quale? Chi consigliava di “mentire, mentire, continuare a mentire, perché
qualcosa resterà”? Il dottor Goebbels, credo. Uno che di giornalismo e
comunicazione se ne intendeva Ecco, il premio Eurabia potremmo dedicarlo a
suo nome.

Ugo Volli

Souad Sbai avvelenata, 2a puntata, a chi interessa ?
*La cronaca di Andrea Morigi*

*Testata*: Libero
*Data*: 06 marzo 2010
*Pagina*: 16
*Autore*: Andrea Morigi
*Titolo*: «Veleno all’islamica buona, l’attentato all’onorevole Sbai
ignorato dai colleghi-E’ la tecnica di Al Qaeda per far fuori i nemici»

*Su LIBERO di oggi, 06/03/2010, a pag.16, continua l’inchiesta di Andrea
Morigi sul tentativo di uccidere l’On. Souad Sbai (PdL) per avvelenamento.
Una notizia che dovrebbe essere su tutti i giornali, invece no, interesse
zero. Il cammino verso Eurabia si fa sempre più breve.
Ecco i due pezzi:*

*Veleno all’islamica buona, l’attentato all’onorevole Sbai ignorato dai
colleghi*

*Souad Sbai Andrea Morigi*

L’avvelenamento di Souad Sbai paralizza la politica. Anche se la
parlamentare italo-marocchina del PdL conferma ad Aki-Adnkronos
International la notizia anticipata ieri in esclusiva da Libero «circa un
tentativo di avvelenamento da me subito», tutto quel che si nota dai palazzi
è l’assenza di messaggi di solidarietà, almeno in pubblico. Tranne Enzo
Bianco, che si dichiara «molto preoccupato» per «una parlamentare
coraggiosa, una donna che ha dimostrato, con le sue battaglie, come sia
possibile un dialogo ed un approccio diverso verso l’islam, nessun altro si
esprime. Bianco, leader dei Liberal Pd, si augura «che le autorità
competenti mettano in atto ogni azione possibile per individuare e punire i
responsabili, perché un gesto gravissimo come questo non si debba più
ripetere». Tace il governo. Silenzio assordante anche dalla Camera dei
Deputati, di cui la Sbai è membro. Lei stessa preferisce non aggiungere
altro «in attesa dell’esito delle indagini», anche perché «dispiaciuta per
il fatto che sia uscita la notizia». Si dichiara «comunque fiduciosa nella
giustizia e nel lavoro delle forze dell’ordine». Qualche particolare in più
lo rivela al sito stranieriinitalia.it, parlando di «sostanze insapori e
inodori, già utilizzate in passato dagli integralisti pakistani». È un
riferimento preciso, concreto. Non a lontane cronache orientali, quanto
all’Italia dell’immigrazione. Nel 2003 – lo aveva rivelato sempre Libero -
Sobia Noreen, 15enne pakistana residente a Palidano, in provincia di
Mantova, era rimasta vittima di un avvelenamento dovuto a «frammenti
granulosi, cristallizzati, verde smeraldo di origine vegetale», come aveva
accertato l’autopsia un anno più tardi. Era rimasta incinta e i genitori le
avevano somministrato quella sostanza per ucciderla e vendicare così la
lesione dell’onore. In quel caso, si trattava di momordica charantia,
estratto di una pianta selvatica comune nei Paesi asiatici e in Africa. E
anche i «caustici» ingeriti da Souad Sbai, secondo gli specialisti
potrebbero provenire da quelle latitudini. È pur sempre una traccia, dalla
quale gli investigatori potrebbero risalire all’importatore e all’acquirente
finale. All’interno del mondo islamico, scosso dalla notizia, si guardano
bene dal parlarne. Si cerca di sapere di più. Chi è stato, come, quando le
hanno offerto quel cous cous mortale? Si teme possa accadere ancora. Chi ha
preparato quel composto è ancora libero di agire e, se non era solo, anche i
suoi complici sono in circolazione. La prudenza, anche quella delle
istituzioni, è più che mai d’obbligo. Soprattutto dopo l’allarme lanciato,
solo pochi giorni fa, dal Dipartimento per le Informazioni per la Sicurezza
sul rischio che aspiranti terroristi di Al Qaeda, impossibilitati a
raggiungere i teatri di crisi, possano decidere di colpire anche personalità
istituzionali o personaggi noti accusati di essere “nemici dell’islam”.

*E’ la tecnica di Al Qaeda per far fuori i nemici*

Tutte le ricette letali per avvelenare i nemici di Allah sono raccolte in un
manuale di Al Qaeda, sequestrato nel 2000 a Manchester. Si varia dagli
estratti tossici vegetali, dai semi di ricino all’abrus precatorius fino
all’estratto di cicuta e all’olio della pianta del Tani, ma in mancanza di
sostanze naturali si può ricorrere a composti alcalini altrettanto efficaci,
da ricavare dal tabacco e dai germogli di patate. Si spiegano le modalità di
preparazione, fornendo anche alcuni consigli su come esporre gli “infedeli”
ai loro effetti, senza lasciare traccia. Libero ne aveva pubblicati ampi
stralci il 16 settembre 2001, pochi giorni dopo gli attentati alle Torri
Gemelle e al Pentagono, allo scopo di documentare gli esiti dell’ideologia
fondamentalista islamica. Da lì a poco, nel febbraio del 2002, era stato
scoperto un piano per avvelenare l’acquedotto di Roma con il ferricianuro.
Dei quindici immigrati musulmani accusati di voler portare a termine
l’attentato, diretto in particolare contro l’ambasciata degli Stati Uniti,
soltanto uno sarà condannato per ricettazione. Ma i dubbi sollevati
dall’indagine rimangono. Non si è riusciti a risalire ai veri protagonisti
della vicenda, le cui voci sono state catturate dalle intercettazioni
ambientali nella pseudo-moschea Al-Harmini di via Gioberti, al rione
Esquilino. Così la tesi dell’accusa crolla. Rimangono le registrazioni che
riportano conversazioni in cui si parla di armi, bombe, strage e assassinio.
Ed effettivamente un pacco di ferricianuro è stato sequestrato, cosìcome le
mappe di condutture idriche e l’orario delle preghiere stampato nella
pseudo-moschea di Centocelle, sempre nella Capitale. Sembra essersi arenata
anche l’inchiesta più recente, che alla fine del febbraio scorso ha portato
all’arresto di cinque militari musulmani statunitensi nella base di Fort
Jackson, nella Carolina del Sud. Sospettati in un primo tempo di aver
progettato di uccidere tutto il personale della struttura avvelenando la
mensa, sono stati “separati” amministrativamente dall’Esercito Usa. Avevano
soltanto espresso delle minacce, senza mettere in atto il loro piano.
Comunque, li hanno congedati e le autorità giudiziarie militari continuano a
cercare sui loro computer. Ma, dopo la strage di Fort Hood del 5 novembre
2009, quando un militare musulmano uccise 13 persone e ne ferì 30, il
livello di attenzione è particolarmente elevato. E, a quanto pare, la
minaccia non è limitata all’America.

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5 Commenti a “7/03/10 – Osservatorio sull’ islam.”

  1. Agostino scrive:

    Non è un osservatorio sull’islam, ma una raccolta di scritti xenofobi sull’islam.

  2. Luisa R. scrive:

    Non mi sembra una pagina xenofoba dal momento che qui non si esprime paura od odio verso gli stranieri in genere. Direi piuttosto che è un osservatorio attento ai pericoli di una religione totalitaria i cui rappresentanti più estremisti commettono attentati e stragi non solo verso i credenti in altre religioni ma anche fra loro stessi, come succede regolarmente fra sciiti e sunniti.

  3. Angela scrive:

    Ma siete impazziti? Qui non c’è nessun cofronto civile ma solo articoli di pessima stampa

  4. free trial scrive:

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