3/3/10 – L’isteria pdl

Oddio, è una battuta per carità, ma se continua così la prossima volta il Pdl per presentare le liste è meglio che chiama la Protezione civile (Pierferdinando Casini, presidente Udc)
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione (prima legge fondamentale della stupidità secondo Carlo M. Cipolla – Allegro ma non troppo, il Mulino € 8.80)

Secondo il presidente del Senato quel che conta è la sostanza e non la forma.
Oggi è chiaro quasi a tutti che la legge elettorale – e i suoi corollari – deve essere corretta, ma le regole, che non si cambiano mai in corsa, garantiscono un po’ tutti, in special modo i piccoli e i poveri. E’ veramente sorprendente che Renata Polverini si consenta di criticare i radicali che, a suo dire, sono appesi alla burocrazia cavillosa, quando dimostrano in maniera talmente appassionata da disturbare i più, il loro attaccamento alla legalità e al rispetto delle regole. L’eccesso di stupidità messo in campo nella presentazione delle liste del Pdl è stato così evidente che l’accusa calunniosa mossa ai radicali di violenza privata è ridicola.
Del tutto criminale invece continuare a invocare l’ammissione di una lista mai presentata come anche il presidente del Senato sembrerebbe richiedere. Anche questa volta le gerarchie cattoliche non ci hanno sorpreso e rimangano saldamente al fianco della parte politica che ha eletto a normalità la calunnia l’imbroglio e il furto.

Tiziana Ficacci www.nogod.it

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7 Commenti a “3/3/10 – L’isteria pdl”

  1. Anonimo scrive:

    Non eguaglia il tuo titolo, comunque:

    “Questa storia delle liste della Polerini mi ricorda qualcosa: le tessere dell’Ugl”

  2. Laura scrive:

    Se la Polverini si dimetteva invece di andare in giro come una pazza a stringere mani di imbarzzati direttori d’ospedali, avrebeb mantenuto intatto il suo credito. Così, se vincerà sarà ostaggio di Storace

  3. CERAZADE scrive:

    Cerazade
    Tè politico
    Blog di Claudio Cerasa

    3 marzo 2010 – ore 17:48
    Nun glie resta che ‘r pecora
    Fuori il listino di Formigoni in Lombardia. Fuori il listino della Polverini nel Lazio. Come se dice a Roma in questi giorni: nun ve resta che ‘r pecora

    © 2009 – FOGLIO QUOTIDIAno
    di Claudio Cerasa

  4. Anna scrive:

    La cornacchia libberale
     
    Una cornacchia nera come un tizzo,
    nata e cresciuta drento ‘na chiesola,
    siccome je pijo lo schiribbizzo1
    de fa’ la libberale e d’uscì sola,
    s’infarinò le penne e scappò via
    dar finestrino de la sacrestia.
     
    Ammalappena se trovò per aria
    coll’ale aperte in faccia a la natura,
    sentì quant’era bella e necessaria
    la vera libbertà senza tintura:
    l’intese così bene che je venne
    come un rimorso e se sgrullò2 le penne.
     
    Naturarmente, doppo la sgrullata,
    metà de la farina se n”agnede,
    ma la metà rimase appiccicata
    come una prova de la malafede.
    - Oh! – disse allora – mo’ l’ho fatta bella!
    So’ bianca e nera come un purcinella…
     
    - E se resti così farai furore:
    - je disse un Merlo – forse te diranno
    che sei l’ucello d’un conservatore,
    ma nun te crede che te faccia danno:
    la mezza tinta adesso va de moda
    puro fra l’animali senza coda.
     
    Oggi che la coscenza nazzionale
    s’adatta a le finzioni de la vita,
    oggi ch’er prete è mezzo libberale
    e er libberale è mezzo gesuita,
    se resti mezza bianca e mezza nera
    vedrai che t’assicuri la cariera.
     
    1) Il ghiribizzo.
    2) Scrollò, scosse.

    ———-
    Di Trilussa

  5. Anna scrive:

    Potete trovare online le poesie del Trilussa su questo sito:

    http://www.club.it/autori/grandi/trilussa/poesie.html