Offuscati dallo straordinario successo di Padrepio per un lungo periodo hanno sofferto di un certo oscuramento mediatico sia le varie Madonne che anche alcuni altri santi un tempo popolarissimi. Ma le Madonne sono tornate all’attenzione delle cronache grazie alla trournèe napoletana di quella di Medjugorie, avvenuta con grande successo alcuni giorni fa. E adesso anche per Sant’Antonio da Padova è arrivato il momento della rivincita mediatica grazie all’esposizione, cominciata ieri, dei suoi resti mortali. Su questo evento un po’ macabro (il TG di Rai Uno ha lungamente esibito l’urna di cristallo contenente ben visibili i poveri resti) vi proponiamo un commento del nostro cortese lettore Marco Bertinatti.
La prossima ostensione del corpo (in effetti dopo 779 anni è rimasto solo qualche osso) di S.Antonio da Padova ricorda a noi tutti la ragione per cui la Chiesa insista nel conservare ed esporre i resti dei suoi principali testimonials. Risulta indispensabile ricordare ai fedeli il fatto che la resurrezione del corpo sia parte integrante della loro fede. Viene infatti da chiedersi quanti dei frequentatori abituali delle chiese riescano ad immaginare un numero incalcolabile di anime alla ricerca affannosa delle ossa che sostenevano il corpo mortale durante questo epocale evento. Probabilmente al nostro cane, fedele compagno di una vita, è stata negata un’anima proprio per evitare una raffigurazione inevitabilmente umoristica. Al contrario noi poveri atei non diamo alcuna importanza al cadavere dei nostri cari (preoccuparci del nostro è evidentemente impossibile, come già compreso dai filosofi stoici) e molti di noi vedono nella cremazione una simbolica restituzione degli elementi ricevuti in prestito dalla Natura. Se quest’ultima sia o meno “cosciente” (il “Deus sive Natura” di Spinoza tanto per intenderci), non lo riteniamo cruciale per la nostra esistenza durante la quale, se non altro, non tentiamo d’imporre a nessuno le nostre idee e non graviamo sul bilancio dello Stato.
Marco Bertinatti – Ateo Impertinente – marco.bertinatti@poste.it

È rimasto solo qualche osso? Ma se c’è tutto lo scheletro! È bellissimo, Dio quanto mi piace sto sant’Antonio.
La morte ha un suo fascino, la Chiesa lo sa. E’ l’osso che conta, non lo spirito, troppo volatile e invisibile. L’osso o la reliquia in genere è ben vera, concreta e tangibile: non ci devi credere. E ciò infonde tanta pace e certezza nei credenti. La carne è debole e ha bisogno di “segni”. Se no perché la Madonna è sempre in giro? La fede è una bella cosa, ma l’apparizione della Madonna è meglio: anche gli atei restano abbagliati e si convertono.