16/2/10 – Un sentore di libertà

Per Giulio C. Vallocchia, schiettamente percorso da eroici furori anticlericali
Posto di fronte all’alternativa tra abiurare o morire, Bruno rispose: “che non deve né può ritrattare, e che non ha da ritrattare e che non ha materia di ritrattazione, e che non sa su cosa debba ritrattare”. La sentenza di morte per eresia fu pronunciata l’8 febbraio del 1600. Bruno arse sul rogo alzato a Roma in Campo de’ Fiori il 17 febbraio del 1600, l’anno del Giubileo (Atti del processo a Giordano Bruno, Sellerio, € 9.00)

Roma 9 giugno 1889, domenica di Pentecoste, piazza Campo de’ Fiori è pavesata con stendardi colorati. Tutt’intorno alla piazza grandi tabelloni dove sono scritte frasi pronunciate da Bruno, come “tremate più voi nel pronunziare questa sentenza che io nell’ascoltarla”. Si inaugura il monumento a Giordano Bruno. Il filosofo è avvolto nel saio domenicano, un libro socchiuso fra le mani, il cappuccio abbassato sul viso, pensieroso e raccolto, in una severità accentuata dal bronzo della statua. L’iscrizione dice “A Bruno, il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse”. Un corteo parte da piazza Esedra (che oggi si chiama piazza della Repubblica) alle 9. Secondo i giornali cattolici sono meno di cinquemila, per il Messaggero ventimila . In testa al corteo i reduci garibaldini, poi il rettore e i professori dell’università di Roma, i rappresentanti delle università straniere, quelli della municipalità con il sindaco di Roma, le associazioni di Nola, le logge massoniche. Mancano esponenti del governo (presieduto da Francesco Crispi), ma ci sono membri della Camera dei deputati. Il percorso del corteo, che passa per via Nazionale e piazza Venezia prima di entrare in Campo de’ Fiori, è salutato festosamente dai romani. L’oratore ufficiale della cerimonia è il repubblicano Giovanni Bovio, deputato dal 1876, massone. Come massone e anticlericale è Ettore Ferrari, deputato liberale e scultore del monumento. Al termine della cerimonia il corteo si reca al Campidoglio per rendere omaggio al busto di Garibaldi.
Una giornata memorabile per Roma, nera per il clero. Il papa, che aveva minacciato di lasciare la captale qualora fosse stato scoperto il monumento, passa la giornata digiuno e prostrato davanti alla statua di san Pietro mentre “l’idra rivoluzionaria debaccava per le strade della città”. Il 29 giugno, festa di san Pietro e Paolo, in tutte le chiese di Roma si celebrano messe di riparazione, e l’aristocrazia romana si reca per una funzione in san Pietro. Il 30 giugno il papa Leone XIII denuncia l’oltraggio fatto alla Chiesa considerando il bronzo di Bruno il simbolo di “una lotta ad oltranza contro la religione cattolica”. Civiltà cattolica, la rivista dei gesuiti, ascaro dell’attacco al mondo moderno, scrive che la statua di Bruno “segna il trionfo dei rabbi della Sinagoga, gli archimandriti della Massoneria e i capiparte del liberalismo demagogico”. La piazza Campo de’ Fiori “deve rinominarsi Campo Maledetto in attesa che al posto del monumento si erga una Cappella di espiazione al Cuore Santissimo di Gesù”.
E’ bene ricordare che la proposta di rimuovere la statua di Bruno dalla piazza fu avanzata dalla stampa cattolica nel 1929 in occasione della stipula dei Patti Lateranensi, incontrando però l’opposizione di Mussolini.

Il 17 febbraio 2010 alle 16.45 la storica Associazione nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno, insieme al Comune di Roma, deporrà corone e ricordi a Giordano Bruno in piazza Campo de’ Fiori.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Segnalazione libraria
Anna Foa, Giordano Bruno, il Mulino, € 9.00

Nell’anno santo 1600, Giordano Bruno, filosofo di fama europea, venne arso come eretico in Campo de’ Fiori. Per più di un secolo la sua memoria appartenne a pochi, fino all’800, quando Bruno fu riscoperto dall’Italia risorgimentale e trasformato in un santo martire dell’oscurantismo religioso, simbolo della libertà di pensiero e della tolleranza. L’immagine che la cultura italiana si è costruita di lui, subito dopo l’Unità, è un tassello significativo della costruzione dell’identità italiana. Il libro ripercorre a ritroso la storia della trasformazione in simbolo di Giordano Bruno, dalla combattuta inaugurazione del monumento nel 1889 fino al processo e al rogo, con un’opera di scavo che ci restituisce un personaggio enigmatico, capace di grandezze e miserie, di utopie politiche e di condotte spregiudicate, dedito alle arti magiche e insieme precursore del pensiero filosofico moderno.

Anna Foa insegna Storia moderna nell’Università La Sapienza di Roma.

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8 Commenti a “16/2/10 – Un sentore di libertà”

  1. Tiziana scrive:

    ui trovate la locandina della manifestazione in onore di Bruno, alla quale io andrò (se qualcuno mi cerca, avrò il cappello giallo di Nogod)

    http://www.periodicoliberopensiero.it/

  2. Sergio scrive:

    Non c’è che dire: un secolo fa gli italiani erano più laici di oggi.
    Incredibili le reazioni del Vaticano, orrende le parole dei gesuiti: Campo de’ Fiori da ribatezzare in Campo Maledetto! Ah Gesù caro, torna per favore e fa’ un mazzo tanto a tutta questa gente che in tuo nome tortura uccide e offende. Però anche tu, Gesù, dovevi saperlo che quando si mette in testa a qualcuno che possiede la verità, anzi la Verità, quello non ci vede più, è pronto a tutto.

    Verrei anch’io a Campo de’ Fiori e cercherei il cappellino giallo. Purtroppo so’ lontano.

  3. Sofia scrive:

    Verrò per Bruno (ma anche per vederti col cappello)

  4. Rosalba scrive:

    Rispondendo alla domanda di Vallocchia, strenuo anticlericale, credo che Silvio tergiverserebbe sulla domanda. Il problema, nostro e di Silvio, è che non ha niente del (pessimo) duce del fascismo, perchè nella sua testa non gira neanche una idea

  5. dopa scrive:

    scritto da CALIMERO è RinoFisichella , settembre 14, 2008
    «Orbene, bisognerà che ci decidiamo a renderci conto [...] del cumulo di giudizi arbitrari, di sostanziali deformazioni, di vere e proprie bugie, che incombe su tutto ciò che è storicamente attinente alla Chiesa. Siamo letteralmente invasi dai travisamenti e dalle menzogne: i cattolici in larga parte non se ne avvedono, quando addirittura non rifiutano di avvedersene. Se io vengo percosso sulla guancia destra, la perfezione evangelica mi propone di offrire la sinistra. Ma se si attenta alla verità, la stessa perfezione evangelica mi fa obbligo di adoperarmi a ristabilirla: perché, dove si estingue il rispetto della verità, comincia a precludersi per l’uomo ogni via di salvezza»
    questo ha spinto la chiesa a bruciare Giordano Bruno, perchè secondo precludeva la loro salvezza.

  6. Anna Spina scrive:

    il tema Giordano Bruno-Risorgimento-Identità Italiana è bello e complesso.
    Personalmente trovo sconcertanti le ragioni (follie?) dei cattolici oltranzisti che come tutti i fanatici e come tutti i razzisti non vedono l’altro e nemmeno si sforzano di capirne le idee.
    Nell’ambito storico purtroppo ormai sono passate e vengono accolte come nulla faosse idee(balzane e spesso accozzaglia di blabla senza riscontri) revisioniste, si iniziò con il nazismo ed il fascismo si continua con il regno Pontificio che fu tra i più corrotti, immobili, ignobili della nostra Storia e forse anche della Storia europea.

  7. Ass. Libero Pensiero Giordano Bruno scrive:

    L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, nel ringraziare tutti coloro che con la loro preziosa e fattiva collaborazione hanno reso possibile la commemorazione-convegno del 17 febbraio u.s. a piazza Campo de’ Fiori a Roma in onore di Giordano Bruno, e il pubblico presente (nonostante la pioggia) che ha seguito con vivo interesse l’evento, vi informiamo che sul notro sito http://www.periodicoliberopensiero.it sono stati pubblicati i filmati.

    Anche radio radicale (che ringraziamo per la sua ripresa) ha pubblicato un suo video alla pagina:
    http://www.radioradicale.it/scheda/297657/nel-nome-di-giordano-bruno-il-valore-laico-della-liberta