4/2/10 – Il premier in gita

Si tende a considerare Israele come una turbativa autogenerata, autoprodotta, che sarebbe meglio non esistesse perché, qualunque cosa faccia, crea problemi. E questo perché si ignorano, o si rimuovono, le circostanze nelle quali il Paese, dopo una lunga gestazione, ha iniziato a esistere… se ciò è sbagliato, se ciò ha reso infelice qualcuno, Israele non ha sbagliato da solo ed è giusto che l’Europa se ne ricordi.( dalla lettera di adesione di Alessandra Pontecorvo alla proposta di Pannella per Israele in Europa )

Sefi Hendler, direttore dell’allegato settimanale del quotidiano Haaretz dice che su Berlusconi c’è molta curiosità dovuta in gran parte agli scandali a sfondo sessuale che lo hanno coinvolto e che, generalmente, attraggono molto la stampa israeliana. E’ stato descritto (anche dai giornali Yediot Ahronot e Israel Ha Yom) come un leader eletto dal popolo ma controverso, ci si è soffermati sul divorzio e sui processi pendenti. Ma i quotidiani hanno arricchito il quadro parlando anche del caso Marrazzo (accreditatissimo come prossimo corrispondente rai nel paese) e del clima di ricatti e pettegolezzi che agita la politica italiana. Haaretz (che in Italia definiremmo un quotidiano di sinistra) gli ha fatto una lunga intervista corredata da una vignetta che lo mostra al galoppo alla volta di Gerusalemme: sul cavallo con lui Noemi. Yediot Ahronot, il quotidiano più diffuso, ha descritto Berlusconi vicino allo Stato ebraico a parole, ma pericolosamente vicino a Teheran grazie a rapporti economici intensissimi. Quel che è certo è che in Italia il viaggio del capo dell’esecutivo è stato seguito mediaticamente come lo sbarco del primo uomo sulla luna. Il presidente del Consiglio ha fatto le classiche cose che gli ospiti fanno lì: arrivo all’aeroporto Ben Gurion, visita allo Yad Vashem, il saluto del coro dei bambini che cantano Andando a Cesarea, la visita alla Foresta delle Nazioni sul monte Herzl per piantare un ulivo, il discorso alla Knesset come George Bush, Nicolas Sarkozy, Angela Merkel (ma non Romano Prodi nel 2007, mentre intervenne al parlamento israeliano Giovanni Spadolini). Va detto che ha condito il suo viaggio delle solite sbrasonate che ben conosciamo. Intanto gli otto ministri e una delegazione di oltre cento persone (definita dalla stampa costume italiano perché comparata ad analoga pletorica delegazione del sindaco di Roma), le richieste tipiche degli uomini di spettacolo per la suite al King David (un albergo bellissimo, e dal piano riservatogli, l’ultimo, si vede tutta Gerusalemme e il Golan), l’esagerazione con il personale del Keren Kayemeth sui suoi ulivi a Villa Certosa (addirittura uno con l’impronta di Gesù), le solite invettive alla stampa per salvare Netanyahu da domande puntute (ma lì consentite) non gli hanno impedito di dire un paio di cose interessanti. La prima, più semplice, è stata quella di affermare che la visita allo Yad Vashem gli ha lasciato una profonda traccia. Benissimo. Allora cerchi di fare pulizia tra le sue fila, dove ha appena riammesso il leader della Destra Storace che solo qualche giorno fa si è mostrato deluso per non aver potuto inserire Tilgher, noto ai più per aver sostenuto che la risiera di San Sabba non era un lager, nelle liste elettorali della regione Lazio. La seconda, ben più complicata, è stata la sua reiterata proposta di vedere Israele in Europa. Va ricordato che il suggerimento viene da Pannella, con forza nel 2006, per offrire una tutela ad Israele aggredito. Proposta che portò allo sdegno quasi unanime in Europa, unanime in Italia, spesso con motivazioni risibili come quella di Massimino D’Alema, uno degli uomini politici più inconcludenti della storia recente e dannoso per il libero dispiegarsi della sinistra, che notò acutamente che Israele non rientrava nei confini europei. Cioè, uno che aspirava al posto di Mr. Pesc ha una visione ottocentesca dell’Europa dei confini. Va ricordato che gli israeliani sono molto pragmatici e mai hanno presentato domanda di ammissione all’Unione europea. Se Berlusconi vuole rendere onore a questo pragmatismo, affidi a Marco Pannella, che ha una competenza sui temi internazionali sicuramente più alta della sua e una credibilità maggiore dell’attuale (ma anche di tutti i precedenti) ministro degli Esteri, il compito di verificarne l’eventuale effettività, altrimenti questi suoi sogni si trasformeranno in abbagli. Il presidente del consiglio durante la visita e nel discorso alla Knesset, ha tenuto il punto fermo sulle questioni iraniane. L’idea israeliana è di comminare a quel paese dure sanzioni economiche, ma se l’Italia continuerà a mantenere piene relazioni economiche con Teheran il concetto stesso di sanzione diventa fragile. E per quanto possa essere stata gradevole e gradita la visita in Israele, stia certo il nostro premier che l’amico Benjamin gli chiederà conto delle parole stillanti latte e miele usate durante questi tre giorni.

P.S. Mi sembra doveroso aggiungere che uno statista, come Berlusconi crede di essere, non dovrebbe consentirsi di rispondere che scriveva e non ha visto il Muro. Anche se gli israeliani lo chiamano Barriera difensiva e sanno che li salva dai terroristi, lo vedono e ne conoscono la pesantezza per i palestinesi.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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11 Commenti a “4/2/10 – Il premier in gita”

  1. Aviva De Benedetti scrive:

    Cara Tiziana,

    conosciamo bene entrambe gli israeliani e sappiamo che davanti a qualcuno che parla della sicurezza del loro Stato sono disposti ad inghiottire parecchi rospi, per cui gentilmente non hanno fatto cenno nè alla questione libica e hanno fatto scivolare l’amico Putin.
    Sono d’accordo con te che il credito gli israeliani lo danno e lo levano con molta facilità. Francamente credo che Berlusconi voglia candidarsi a mediatore in una area che di mediatori ne ha bruciati parecchi. Naturalmente sarei felice del suo successo per il quale, come te, ho parecchi dubbi. Le sbrasonate, come dici te, sono arrivate subito. Comse si fa a parlare in maniera poco mediata di Piombo fuso? E come si fa a dire una scioccheza del genere sulla barriera difensiva?

  2. T. M scrive:

    Secondo me da questo viaggio , come da altri, chiacchiere, niente per i visitati e niente per i visitatori

  3. Pamela scrive:

    motivazioni risibili come quella di Massimino D’Alema, uno degli uomini politici più inconcludenti della storia recente e dannoso per il libero dispiegarsi della sinistra, che notò acutamente che Israele non rientrava nei confini europei. Cioè, uno che aspirava al posto di Mr. Pesc ha una visione ottocentesca dell’Europa dei confini. Va

  4. Pamela scrive:

    quoto quanto scritto da Tiziana su D’Alema corvo per la sinistra Pamela Scrive:

    4 Febbraio 2010 alle 15:27
    motivazioni risibili come quella di Massimino D’Alema, uno degli uomini politici più inconcludenti della storia recente e dannoso per il libero dispiegarsi della sinistra, che notò acutamente che Israele non rientrava nei confini europei. Cioè, uno che aspirava al posto di Mr. Pesc ha una visione ottocentesca dell’Europa dei confini. Va

  5. Anna Spina scrive:

    Sarebbe carino che accanto alla evacue chiacchere si facessere per una volta i fatti; non si può essere di giorno amici di Israele e di notte fare affari con le dittature.
    Nel 2007 abbiamo scambiato qualcosa come 5,7 miliardi di euro con l’Iran, siamo in pratica il maggior partner commerciale europeo della dittatura teocratica. All’Iran vendiamo di tutto e a tutti i livelli: da utensili speciali a lenti ottiche, da aerei a turbine a preparati chimico-farmaceutici, fino ad intere centrali elettriche, vendute dalla Fata, gruppo Finmeccanica. Piccole ditte, situate per lo più nel nord Italia e colossi della galassia Ansaldo e Finmeccanica fanno affari d’oro con le Guardie Rivoluzionarie e le loro società di comodo. Un mare carsico di soldi, dunque, che scorre da e verso l’Iran; infatti i depositi bancari iraniani, dolcemente accoccolati sui conti di banche italiane sono stimati in una valore di almeno 8 miliardi.

  6. Anna Spina scrive:

    Il 2 aprile del 2008 la Guardia di finanza di Milano fa una capatina presso gli uffici della Intesa-San Paolo, stanno cercando documenti che confermino o smentiscano la “dolosa alterazione” che le filiali USA della Banca adottano per aggirare la legislazione USA e nascondere, così, le operazioni bancarie e gli affari che l’Istituto di credito compie con il “satana iraniano”. Dal 2007 la Intesa-SanPaolo è sotto la lente d’ingrandimento della Federal Reserve: durante una ispezione erano saltate fuori operazioni sospette con paesi non propriamente fan della democrazia, paesi quali la Siria e, ovvio, l’onnipresente Iran. Il 23 gennaio del 2008 il Dipartimento di Giustizia USA ritiene di dover chiedere rogatoria internazionale affinchè la magistratura italiana si attvi e compia i necessari controlli. Il sei (6) maggio del 2008 gli ispettori della Guardia di Finanza finiscono il loro lavoro, hanno spulciato decine e decine di scartoffie e fatto raffiche di interrogatori, l’ispezione termina con un responso amaro: i sospetti della Federal Reserve e poi del Dipartimento di Giustizia USA sono fondati, la Banca Intesa-SanPaolo, il primo Istituto bancario d’Italia ha violato leggi USA e ha nascosto, nelle sue transazioni americane, il volto delle banche che cambiavano dollari, effettuavano compravendite e depositi, perchè era il volto dei boia di giornalisti, di giornaliste e oppositori in Iran.

  7. Tiziana scrive:

    Infatti Berlusconi è persona tiotalmente inaffidabile. Mi sembra che i giornali isareliani che sto leggendo con attenzione questi giorni lo rilevano chiaramente. La stampa italiana, sempre al servizio di quello che in quel momento comanda preferiscono soltanto la parte trionfalistica.

  8. Anna Spina scrive:

    chiaramente le pubbliche virtù (viva i diritti umani e le libertà) e i privati vizi (franza o spagna purchè se magna ovvero contratti lucrosi stilati a centinaia dalle ditte euro-USA con dittature ignobili, ditte e banche che, ovvio, con i su scritti diritti e libertà si nettano parti innominabili del corpo umano) sono comuni a tutta l’area delle liberal-democrazie; l’Italia e il nostro Pres.Cons. ci mette quel non so che di piaggeria, di leccata, di sbruffoneria male informata, di blabla che dispiace, che irrita e fa vergognare perfino chi da sempre è stato attento alla storia di Israele senza avere fette di salame sugli occhi.

    circa la Sinistra: Ho passato decenni a litigare con i “miei” per via di Israele e della visione naif, scorretta che molti e molte hanno del MO e dei rais palestinesi e della disperata Palestina.
    Bisogna essere ciechi e sordi per non vedere che:
    “L’Europa che ha infierito sugli Arabi che li ha umiliati infliggendo loro l’imperrialismo, il colonialismo, lo sfruttamento e l’oppressione è la stassa Europa che ha perseguitato ed oppresso gli Ebrei e, alla fine, ha permesso, quando non collaborato, che i tedeschi li eliminassero dal Continente e li sterminassero quasi tutti”
    Amos Oz – “Una storia di amore e di tenebra” Feltrinelli editore

  9. marco scrive:

    ciao Tiziana
    mi chiamo Marco e sono uno studente. Avrei bisogno di un’informazione. leggo dal tuo scritto la frase ” intervenne al parlamento israeliano Giovanni Spadolini”. Io sto cercando fonti che attestino questo episodio storico ma non netrovo. Tu come hair eperito questa notizia?
    Grazie per l’attenzione

    Marco

  10. Tiziana scrive:

    Metto il sito per altri eventuali lettori

    http://www.knesset.gov.il/main/eng/home.asp

    Per Marco, spero che gli articoli mandati via posta e scritti per il decennale della scomparsa di Spadolini possano esserti utili per la tua ricerca.

    A presto,