1/2/10 – Adesioni passive

E in fondo perché no? Perché non andarcene/da questo brutto posto in un paese nuovo, dove sia per così dire possibile/ricominciare da zero (Natan Zach, Sento cadere qualcosa, Einaudi, 15 €)

O da una parte o dall’altra: così sembra essersi ridotto il Paese e noi con lui. Privi ormai di curiosità per le idee degli altri ci adeguiamo acriticamente al pensiero unico, diviso in una corrente di destra e una di sinistra. Aumentano siti e blog ma ognuno di noi resta arroccato sulle sue posizioni non avendo nessun interesse a mettersi in discussione, e così la magnifica rete diventa un miscuglio di informazione anodina che rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica, cioè esattamente il contrario di quel che dovrebbe essere.
In onore del politicamente corretto, che spesso decliniamo scorrettamente tanto da aver paura di prendere posizioni dissonanti col filone d’appartenenza, potremmo raccogliere l’invito della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi) che chiede ai media di adottare un blog iraniano censurato dal regime. Ogni sabato alle 19, madri iraniane si incontrano al parco Laleh a Teheran e vestite di nero portano con sé una foto, spesso di ragazzi giovanissimi. E’ sorprendente come nel nostro canale di pensiero l’Iran interessi così poco e così poco ci colpisca sapere che il nostro Paese è il primo partner commerciale in Europa di quella teocrazia violenta.
In onore del politicamente scorretto, oggi mi riconosco di più, scrivo un po’ di cose in libertà.
Vivo a Roma e uso esclusivamente mezzi pubblici. La sera lavoro fino a tardi e prendo spesso il taxi, che trovo esclusivamente perché lavoro in pieno centro. Dopo le dieci le donne sole usufruiscono di uno sconto gentilmente concesso dal Comune di Roma, ma i tassisti lo schifano, anzi appena sali ti avvertono che se gli chiedi l’abbuono loro ci rimettono di tasca loro e ti tocca sentirli per tutto il viaggio che allungano in maniera incredibile se insisti che lo esigi. In linea di massima coprono il tassametro con un pupazzo o il gagliardetto della squadra, difficilmente ottieni il resto perché i tassisti viaggiano solo con banconote da 100 €. Sul taxi il cliente non fuma, ma il tassista ti accoglie in una macchina dove fino ad un secondo prima ha fumato e/o scoreggiato. Il sindaco Gianni Alemanno concederà ai tassisti – che hanno contribuito ad eleggerlo in quanto promise la non liberalizzazione del servizio che la corporativa categoria temeva come la peste - un aumento delle tariffe. Non serve un genio per capire che per decongestionare il traffico bisogna incoraggiare l’uso del mezzo pubblico anche diminuendo le tariffe. L’aumento è solo una concessione corporativa che prevede anche il ritocco della tariffa da Fiumicino da 40 a 45 € . Un notevole trasferimento di ricchezza (5 euro di aumento per n corse) per legge, da cittadino privato a tassinaro. Ha senso questo aumento? Un collaboratore del sindaco, con pragmatismo e spregiudicatezza, ha detto ai tassisti : “gli aumenti scatteranno dopo le elezioni regionali, così voi tassisti sarete contenti, ma il giorno del voto i cittadini non avranno ancora fatto i conti con le nuove tariffe” . Questa dichiarazione tra virgolette pubblicata sul Corriere della Sera non è stata smentita… sicché.
E neanche si parla più delle diciotto (18) linee di autobus che provenienti da via del Corso, via del Teatro Marcello, via Nazionale, per raggiungere largo Argentina saltano la fondamentale fermata palazzo Grazioli, sede di molti uffici e anche residenza privata del premier. Un gesto da servi da parte del prefetto e dell’Atac che, tra l’altro, non risponde a nessun criterio di sicurezza. Se il premier è in pericolo è doveroso e giusto proteggerlo, ad esempio consigliandogli vivamente di rimanere a palazzo Chigi che è pure un bel posto e che gli spetta di diritto. Dobbiamo assuefarci all’ingiustizia? Continuare ad essere vinti in un mondo di vincitori? O scegliere la strada del confronto di idee fra di noi per tentare di uscire dalla secca?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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5 Commenti a “1/2/10 – Adesioni passive”

  1. Sofia scrive:

    Cara Tiziana,
    che tipo di tarantola ti ha punto stamane?
    Comunque sono d’accordo con te su tutto , anche sui tassinari romani, dei quali va detto che hanno commesso una serie di reati impuniti, tipo sospendere il servizio senza preavviso, occupazione delle strade tanto da portare a deviazione di autobus, minacce all’allora sindaco Veltroni che proponeva cambiamenti e liberalizzazioni. Immagino come per tutte le categorie, anche se questa è una corporazione, ci siano dei tassisti perbenissimo, diciamo che se uno prende un taxi a settimana e due all’anno per Fiumicino non è detto che l’incontri.
    Per il resto, che dirti, è l’Italia bellezza!

  2. anna scrive:

    il web che come Tiziana frequento da molti anni, continua nonostante tutto ad offrire qualche approfondimento e voci libere, al contrario dell’informazione giornalistica. L’informazione giornalistica in Italia è faziosa sia a destra che a sinistra e, cosa per me forse più grave, noiosa come una domenica di pioggia a novembre.
    Circa le varie Coporazioni, Albi, Ordini che come la tigna rodono il tessuto economico e sociale insieme alla pazienza dei cittadini riporto illuminanti dichiarazioni:
    “Noi pensiamo che il sistema degli albi professionali regolato per legge sia molto meglio del sistema delle libere associazioni di professionisti presenti nei paesi anglosassoni”
    “La commissione europea e l’antitrust vorrebbero abolire gli Ordini; noi, invece siamo impegnati a difenderli perchè pensiamo che gli Ordini ed il ricco mondo delle professioni siano un patrimonio fondamentale della nostra società”

    Dichiarazioni di qualche bieco anticapitalista? Di qualche vetero fascistone nostalgico? Di qualche statalista con l’accento siculo, magari? NOOO queste
    sono dichiarazioni del luglio 2004 e sono dichiarazioni dell’allora Ministro Castelli
    La domanda, come diceva un comico, allora, sorge spontanea:
    perchè una larga parte dei politici italiani preferisce blandire le corporazioni, da quelle minuscole e quelle “potenti”? Infondo i tassinari sono quattro gatti, peraltro disprezzati da molti per il modo poco porfessionale, sciatto e truffaldino con cui svolgono il loro mestiere, e per quanto possano essere un comodo bacino di voti, con le loro famiglie, sono comunque meno della larga maggioranza dei cittadini votanti, eppure sono vezzeggiati, perchè?

  3. Perla scrive:

    Perchè? Bah forse perchè il serbatoio è sicuro e il cittadino è mobile. Sono d’accordo su quanto dice Anna sul web, ma sono d’accordo anche con Tiziana che ne evidenzia la faziosità tipicamente italiana. Del resto i giornalisti indagano (!) sulle caste dei magistrati e dei politici, ma la casta giornalistica di cui fanno parte col cavolo che la guardano. Comunque begli spunti di riflessione e bellissimo l’incipit e forse mi compro pure il libro .

  4. Gabri scrive:

    Sono d’accordo su tutto l’articolo

  5. Giulia scrive:

    Io il taxi non lo prendo mai, però apprezzo molto la questione sul trasferimento di ricchezza per atto amministrativo.
    Del resto in linea col governo che fa tutto per decreto.
    Per il resto sono d’accordo sull’o di qua o di la. Talmente si è di qua o di la che se cambiano le cose di qua quelli di la nenache se ne accorgono