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	<title>Commenti a: 29/1/10 – Burqa</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>Di: romano.iannelli@libero.it</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/01/29/3501/comment-page-1/#comment-119417</link>
		<dc:creator>romano.iannelli@libero.it</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 09:06:42 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/51622girata.asp</description>
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		<title>Di: Tiziana</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/01/29/3501/comment-page-1/#comment-119399</link>
		<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 10:07:09 +0000</pubDate>
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		<description>Sergio, 
credo che molti vemgono per lavorare, come fino a qualche anno fa gli italiani in Svizzera. Che immaginio portavano in quel paese parecchie arretratezze. Credo che il burqa potrà essere vietato per motivi di sicurezza (sulle foto richieste per i nostri documenti si chiede di non indossare il cappello ad esempio). Quello che temo molto più dell&#039;eventuale terrorista è l&#039;inconsistenza italica, per cui si ondeggia da un proibire tutto ad un concedere troppo. Che credo derivi dal fatto che da noi ognuno fa quello che vuole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio,<br />
credo che molti vemgono per lavorare, come fino a qualche anno fa gli italiani in Svizzera. Che immaginio portavano in quel paese parecchie arretratezze. Credo che il burqa potrà essere vietato per motivi di sicurezza (sulle foto richieste per i nostri documenti si chiede di non indossare il cappello ad esempio). Quello che temo molto più dell&#8217;eventuale terrorista è l&#8217;inconsistenza italica, per cui si ondeggia da un proibire tutto ad un concedere troppo. Che credo derivi dal fatto che da noi ognuno fa quello che vuole.</p>
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		<title>Di: Angela U.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/01/29/3501/comment-page-1/#comment-119374</link>
		<dc:creator>Angela U.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 13:28:07 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me, caro Sergio, l&#039;identità è messa in discussione soltanto quando si è deboli. Sono d&#039;accordo che le religioni non vogliono essere messe, specie il cattolicesimo che in Italia subiamo, in parità con gli altri. Forse in Francia ci possono riuscire più che da noi proprio perchè le religioni non sono così ingombranti. Secondo me dobbiamo guardare alla Francia con interesse. In Italia la gente secondo me non è affatto allegra, è molto maleducata e ad un occhio, ad esempio svizzero o scandinavo che soggiorna per poche ore, può fare anche simpatia. Se si trattiene un mese credo che cambia idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, caro Sergio, l&#8217;identità è messa in discussione soltanto quando si è deboli. Sono d&#8217;accordo che le religioni non vogliono essere messe, specie il cattolicesimo che in Italia subiamo, in parità con gli altri. Forse in Francia ci possono riuscire più che da noi proprio perchè le religioni non sono così ingombranti. Secondo me dobbiamo guardare alla Francia con interesse. In Italia la gente secondo me non è affatto allegra, è molto maleducata e ad un occhio, ad esempio svizzero o scandinavo che soggiorna per poche ore, può fare anche simpatia. Se si trattiene un mese credo che cambia idea.</p>
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		<title>Di: Sergio</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/01/29/3501/comment-page-1/#comment-119371</link>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:19:32 +0000</pubDate>
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		<description>«Dibattito riequilibrato dal presidente direttamente dalle colonne di Le Monde che ha ribadito che “la religione islamica deve essere messa allo stesso livello d’uguaglianza con tutte le altre religioni”.»

Ma il problema è proprio questo: che nessuna religione, e men che meno certune tra cui notoriamente cattolicesimo e islam, vuole essere messa allo stesso livello d&#039;uguaglianza con tutte le altre religioni. Se lo fossero sarebbero fungibili, ossia una varrebbe l&#039;altra, e la differenza si ridurrebbe a folklore, alla ritualità e precettestica.
Invece cattolicesimo e islam (e altre credenze) sono esclusive, per natura, nonostante la finzione del dialogo, e non intendono minimamente essere considerate alla pari. Provi qualcuno a dire al signor Ratzinger di fare un piccolo passo indietro, di non romperci l&#039;anima proponendoci il  Cristo quale unico e vero redentore del genere umano.

Il burqa. Secondo me non si può proibire. Ma ci si può chiedere cosa venga a fare da noi questa gente che ha con noi ben poco in comune. E basta con questa storia che le altre culture ci &quot;arricchiscono&quot; - non è vero. Ci sono dei limiti, non possiamo assimilare usi, costumi e mentalità di tutto il mondo senza rinunciare alla nostra identità. Tutti amano la compagnia e la presenza di gente simile: non identica - simile. Nessuno si sente a suo agio in compagnia di gente radicalmente diversa, o strana. 
C&#039;è gente che cambia paese perché non si sente bene nel paese in cui vive. Tanti amano l&#039;Italia perché - almeno si dice - la gente è così diversa, simpatica, calorosa (rispetto per es. ai civili ma freddini scandinavi). Una mia amica brasiliana mi diceva: madonna, quando la mattina vedi in tram questi svizzeri musoni ti viene voglia di scappare. In Brasile siamo tutti allegri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>«Dibattito riequilibrato dal presidente direttamente dalle colonne di Le Monde che ha ribadito che “la religione islamica deve essere messa allo stesso livello d’uguaglianza con tutte le altre religioni”.»</p>
<p>Ma il problema è proprio questo: che nessuna religione, e men che meno certune tra cui notoriamente cattolicesimo e islam, vuole essere messa allo stesso livello d&#8217;uguaglianza con tutte le altre religioni. Se lo fossero sarebbero fungibili, ossia una varrebbe l&#8217;altra, e la differenza si ridurrebbe a folklore, alla ritualità e precettestica.<br />
Invece cattolicesimo e islam (e altre credenze) sono esclusive, per natura, nonostante la finzione del dialogo, e non intendono minimamente essere considerate alla pari. Provi qualcuno a dire al signor Ratzinger di fare un piccolo passo indietro, di non romperci l&#8217;anima proponendoci il  Cristo quale unico e vero redentore del genere umano.</p>
<p>Il burqa. Secondo me non si può proibire. Ma ci si può chiedere cosa venga a fare da noi questa gente che ha con noi ben poco in comune. E basta con questa storia che le altre culture ci &#8220;arricchiscono&#8221; &#8211; non è vero. Ci sono dei limiti, non possiamo assimilare usi, costumi e mentalità di tutto il mondo senza rinunciare alla nostra identità. Tutti amano la compagnia e la presenza di gente simile: non identica &#8211; simile. Nessuno si sente a suo agio in compagnia di gente radicalmente diversa, o strana.<br />
C&#8217;è gente che cambia paese perché non si sente bene nel paese in cui vive. Tanti amano l&#8217;Italia perché &#8211; almeno si dice &#8211; la gente è così diversa, simpatica, calorosa (rispetto per es. ai civili ma freddini scandinavi). Una mia amica brasiliana mi diceva: madonna, quando la mattina vedi in tram questi svizzeri musoni ti viene voglia di scappare. In Brasile siamo tutti allegri.</p>
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		<title>Di: a  favore del burqa</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/01/29/3501/comment-page-1/#comment-119369</link>
		<dc:creator>a  favore del burqa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:17:40 +0000</pubDate>
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		<description>Difendono il burqa anche le donne, Livia Ravera sull&#039;UNITA&#039;, Lietta Tornabuoni sulla STAMPA. Zita Dazzi e Vera Schiavazzi si sono spinte a portarlo per un giorno e, dopo esserselo tolto, hanno scritto due articoli che rasentano il ridicolo sulla condizione delle donne col burqa. A loro avviso a segregarle non è il loro marito/fratello/cugino/zio, ma la società italiana che le osserva con timore e ostilità. Sempre su REPUBBLICA anche Renzo Guolo difende il burqa. E anche sul GIORNALE Marcello Veneziani scrive un articolo pro burqa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Difendono il burqa anche le donne, Livia Ravera sull&#8217;UNITA&#8217;, Lietta Tornabuoni sulla STAMPA. Zita Dazzi e Vera Schiavazzi si sono spinte a portarlo per un giorno e, dopo esserselo tolto, hanno scritto due articoli che rasentano il ridicolo sulla condizione delle donne col burqa. A loro avviso a segregarle non è il loro marito/fratello/cugino/zio, ma la società italiana che le osserva con timore e ostilità. Sempre su REPUBBLICA anche Renzo Guolo difende il burqa. E anche sul GIORNALE Marcello Veneziani scrive un articolo pro burqa.</p>
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