Esilarante accusa della cattolicissima deputata contro la Bonino : “è una laicista !”
Riceviamo da Rocco Berardo
L’On. Paola Binetti ha ricevuto l’Agenda Coscioni di gennaio e rispondendo a un’intervista di Aldo Torchiaro su l’Opinione alla domanda
“Perché ce l’ha tanto con i radicali? Cosa proprio non le va giù? risponde:
Ho ricevuto proprio oggi l’ultimo numero dell’Agenda Coscioni, glielo voglio leggere. Ecco qui, scrivono: “la devastazione ambientale e sociale della bomba demografica…”.
Parlano del controllo della natalità.
Sono nemici della vita. Scrivono e dicono mostruosità. E non sono laici, come dicono di essere. Ma laicisti. Che significa altro…”
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Caro Giulio Cesare,
eccola, dunque, la famigerata Agenda Coscioni di gennaio.
Scaricabile online in pdf [scarica qui], consultabile articolo per articolo sul sito [vai al sommario], sfogliabile come un giornale elettronico [a questa pagina]. Abbiamo parlato di demografia, tentando di dare risalto a quanto i grandi del pianeta hanno dimenticato di prendere anche solo in considerazione a Copenaghen. Un fattore determinante della attuale devastazione ambientale e sociale. Su questo, oltre a ospitare gli interventi dei maggiori demografi italiani (Andrea Furcht, Massimo Livi Bacci, Antonio Golini e Francesco Billari), abbiamo intervistato in esclusiva la celebre attivista ambientalista Vandana Shiva. Sullo stesso numero dell’Agenda sono intervenuti, a proposito di quella che abbiamo definito “la tragicamente scomoda verità” – ovvero il fattore demografico -, anche Marco Pannella [leggi l’intervento] e il professore Gilberto Corbellini, co-presidente dell’Associazione Coscioni [leggi l’intervento]. Più avanti nella foliazione ti segnaliamo anche gli interventi di Angiolo Bandinelli, Gianfranco Spaddaccia e Valter Vecellio sul libro-intervista di Stefano Rolando a Marco Pannella “Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti)”…
Giudicate voi le “mostruosità” preannunciate dall’On. Binetti. Tenteremo di dare risalto ai vostri commenti nei prossimi numeri…
Un caro saluto,
Rocco Berardo


Leggete un po’ cosa dice quel gentiluomo di Giuliano Ferrara sulla Bonino.
Un pacato giudizio sulla candidatura di Emma Bonino – Lettera
. da Il Foglio del 14 gennaio 2010
di Giuliano Ferrara, Lucio D’Ubaldo
Al direttore – E` la curiosità a dominare i giudizi e gli interrogativi di
molti elettori dopo che, con qualche titubanza, il centrosinistra ha
individuato Emma Bonino come candidato alla presidenza della regione Lazio.
Potrei dire, con civetteria, che avanzai questa proposta già ai primi di
novembre. Sembrava una bizzarria, vista la mia ascendenza democristiana, ma
alla resa dei conti può assumere oggi ben altro valore. Perché questa
scelta? Intanto non è un assalto alla luna sull`ippogrifo del radicalismo.
Abbiamo bisogno, più semplicemente; di restituire dignità alla politica e
alle istituzioni: ancora pesa l`epilogo della legislatura regionale. C`è
attesa dì una novità. E chi ha fatto bene il Commissario europeo e il
ministro della Repubblica, sempre esibendo rigore e competenza, suscita
immediatamente quel tanto di simpatia che serve. Se la destra investe sul
“populismo in tailleur” della Polverini, dall`altro lato emerge
un`intenzione forte di buongoverno e sviluppo sostenibile. Nel cuore di una
borghesia diffusa, fatta più di popolo che di privilegiati, preme una
domanda di novità ragionata e costruttiva. Emma Bonino può incarnare questa
speranza, chiamando a raccolta tutti coloro che vogliono rompere gli
involucri di vecchie formule. Come direbbero gli eredi di Luigi Sturzo?
Faccia appello ai “liberi e forti”.
Lucio D`Ubaldo, senatore e membro della Direzione nazionale del Pd
Sono contento di questa lettera, e del suo carattere burocratico e melenso,
encomiastico e pomposo. Mi consente di precisare una pacata opinione.
Detesto Emma Bonino, spero che perda le elezioni. E` una intollerante,
un`abortista sfegatata e una militante del torto negatore travestita da
libertaria, una innamorata di sé dall`insopportabile accento vittimista, una
cercatrice di cariche meticolosa e fatua, la complice non candida, ma molto
candidata, del peggior Pannella, una pallona gonfiata come poche, un ufficio
stampa ambulante, un disastro di donna en colère e di personalità pubblica.
Aggiungo che un partito il quale accetta di candidare una simile prepotente
dopo essersi sentito dire sprezzantemente: “Io corro, se venite anche voi,
bene, sennò ciccia”, è un partito di dementi. Chiaro?
Due donne e la differenza che conta
. da Corriere della Sera – ed. Roma del 14 gennaio 2010
di Maria Teresa Meli
Era ora. Finalmente due donne. E non solo. Finalmente due candidate
(relativamente) autonome dai loro rispettivi grandi elettori. Ovverosia Pier
Luigi Bersani e Silvio Berlusconi. La sfida che si giocherà nel Lazio tra
Emma Bonino e Renata Polverini è importante – e interessante – anche per
questi motivi. Certo il Pd sarebbe potuto arrivare prima a una candidatura
femminile- Magari due mesi fa, quando Goffredo Bettini aveva suggerito il
nome di Bonino. Ma allora non c`era stato verso. Si stava giocando una
partita tutta politica, forse anche a costo di perdere il Lazio, come
insinuano i maligni, pur di favorire Gianfranco Fini (e la sua candidata
Polverini) nel braccio di ferro che il presidente della Camera ha ingaggiato
contro Berlusconi. Ma volgere lo sguardo all`indietro, agli errori, ai dubbi
e alle beghe, sarebbe da miopi. La verità è che, senza nulla togliere a
tutti gli altri candidati del centrosinistra, per il Partito Democratico la
scelta di correre nel Lazio con Bonino è quella politicamente più
significativa a livello nazionale. Non solo e non tanto perché la vice
presidente del Senato ha una caratura politica che altri non hanno. No,
piuttosto perché può rappresentare una prospettiva nuova per un partito che
ancora si dipinge e si immagina a vocazione maggioritaria. Il Pd è
(giustamente) ossessionato dalla voglia di strappare consensi dall`altra
parte, visto che questo è il requisito minimo per sperare di tornare a
vincere. Finora ha tentato di farlo cercando di attrarre i centristi e i
cattolici che sono nel Pdl. Con risultati non apprezzabili. Ma dall`altra
parte ci sono anche i voti delle forze politiche laiche del «fu
pentapartito» della Prima Repubblica. Forze che Bonino, una candidata né ex,
né post comunista, potrebbe riuscire a coinvolgere in questo frangente. Ma
al di là della politica spicciola, delle tattiche e delle strategie per
allargare il proprio bacino elettorale, il duello Bonino-Polverini
rappresenta anche altro. Ben altro. Sono – e saranno – inevitabili, nonché
scontate e già scritte, le polemiche sulle iscrizioni gonfiate dell`Ugl o su
certe battaglie radicali. Che ci si fermi qui, però, senza andare oltre,
perché la sfida vera a cui sono chiamate le due candidate alla presidenza
del Lazio è quella di non combattersi come farebbero – e come faranno in
queste regionali i maschietti. A Bonino e Polverini va l`onere di dimostrare
che la differenza sessuale in politica conta.
I gerarchi della SS Vaticana contro Emma.
. da Il Fatto Quotidiano del 14 gennaio 2010
di Luca Telese
Domanda. Quante armate mobiliterà (o sta mobilitando) il Papa, per
contrastare la candidatura di Emma Bonino alla guida della regione Lazio? Se
si può parafrasare una celebre battuta di Stalin (che si chiedeva con una
sarcastica sottovalutazione, di quante armate disponesse il Pontefice), la
risposta sarebbe più d`una. Infatti, su Emma, si sta abbattendo in queste
ore un fuoco concentrico di sapore vagamente papalino: dichiarazioni di
politici, fondi di giornali, veti. Eppure, negli stessi giorni si assiste a
uno strano paradosso. Mentre si moltiplicano le prese di posizione di molti
politici (soprattutto di area cattolico-progressista) contro l`ex ministro,
mentre si dispiegano i pronunciamenti delle testate di area cattolica contro
di lei, la candidata radicale del centrosinistra appare molto ben
posizionata nei sondaggi: in alcuni è solo un punto al di sotto della sua
avversaria, Renata Polverini. In quello di Luigi Crespi (pubblicato su Il
Clandestino) addirittura in parità. E questo senza nemmeno aver iniziato la
sua campagna elettorale. Un risultato su cui nessuno avrebbe scommesso,
nella regione che ospita lo Stato pontificio, men che meno nel Pd, tanto
titubante sulla sua candidatura, fino alla presa di posizione
dell`esploratore Nicola Zingaretti.
Radicale cattolica. Lei, Emma, era preparata fin dal primo giorno: “Mi
chiedete se ho dei problemi con i cattolici? Con i preti e con le suore
proprio nessuno. Ci siamo spesso incontrati nei luoghi dove soffrono gli
ultimi. Con le gerarchie cattoliche sì, ne ho avuti tanti. E non da ora”. E
ancora: “Io non credo. Però mia madre è cattolica, vengo da quella cultura”.
Avvenire e Marini. Intanto Avvenire, il quotidiano dei vescovi, è tornato a
sparare sulla sua candidatura. Ieri, un editoriale di Francesco D`Agostino,
polemizzava con Franco Marini che aveva invitato i cattolici del Pd a
sostenere la Bonino e a superare le divisioni fra “Guelfi e Ghibellini”. A
individuare nelle battaglie della Bonino “un elemento che fa parte del
retroterra dello stesso mondo cattolico: accettare la centralità della
persona” . Il quotidiano dei vescovi invece non ha apprezzato affatto la sua
posizione, e ha attaccato in punta di dottrina l`ex presidente del Senato:
“I diritti per i quali si battono i Radicali non sono i diritti della
persona, ma dell`individuo”. Spiega Avvenire: “La differenza fra queste due
categorie è molto netta. Parlare di persone significa parlare di
relazionalità, solidarietà, dignità, ricerca di un bene comune ed oggettivo,
consapevolezza di una comune appartenenza alla famiglia umana”. Mentre
invece, quello dei Radicali, secondo Avvenire: “E` l`orizzonte del primato
della soggettività, che relativizza l`oggettività del bene e assolutezza
come insindacabili le preferenze dei singoli”. La chiusa dell`editoriale è
prevedibile: “Questioni come la legalizzazione degli stupefacenti, la difesa
del matrimonio e della famiglia, la tutela della vita (della vita prenatale,
della vita in provetta, dei malati) marcano l`inconciliabilità tra il mondo
radicale e il modo personalistico di pensare i diritti”.
Il coro dei politici. Un attacco che forse apparirebbe scontato, se non si
inserisse in un piccolo coro. Scegliere la Bonino sarebbe un suicidio
politico! – ha tuonato l`ex Popolare del Pd, Renzo Lusetti – il suo nome fa
fuggire l`elettorato cattolico”. “Se la Bonino vince me ne vado dal Pd”, ha
aggiunto Paola Binetti, la teodem di via del Nazareno. E persino un ex Dc
con un pedigree liberal e non confessionale come Enzo Carra ha fatto sentire
la sua voce con un complimento a doppio taglio: “Sono un grande ammiratore
di Emma Bonino. E` molto brava, molto preparata. Ma devo anche dire che per
perdere la sua candidatura va benissimo”.
I radicali tranquilli. E a via di Torre Argentina? Sembrano preparati a
reggere l`urto. Massimo Bordin, la voce di Radio Radicale che in questi
giorni compulsa ogni riga sul tema nella sua rassegna, è addirittura
ironico: “Verrebbe da farsi questa domanda. Ma quanto conta questo benedetto
elettorato cattolico, se poi Emma viene indicata testa a testa con la
cattolicissima Polverini prima ancora di aprire ufficialmente la sua
campagna?”. Maria Pia Garavaglia chiede alla candidata “di valorizzare i
temi cattolici”, Silvia Costa – grande raccoglitrice di voti nel Lazio – si
è astenuta sul nome dell`ex ministro, nel voto decisivo in direzione
regionale. Anche Marco Di Stefano, uomo di riferimento di Enrico Letta le ha
fatto la guerra, Francesco Storace tuona: “C`è un baratto fra emendamenti
pro-eutanasia e candidatura nel Lazio”. Eppure, malgrado tutto, la nave di
Emma va.