“Fascista” mi diceva ogni tanto passandomi vicino. E lo diceva con disprezzo, come fosse stata una parolaccia. “So’ fascista e me ne vanto. “Bella roba sterminatore di ebrei”. “Che c’entrano gli ebrei?”, perché dicevo che non era vero niente, che avevano inventato tutti gli americani, era propaganda: “Ma ti pare possibile che un essere umano si mette a sterminare sei milioni di ebrei?” “Ci stanno i filmati”. “Si, i filmati. Ma quelli hanno Hollywood. Sono tanto bravi a fare i film di cento anni fa, che ci mettono a farne uno sui campi di sterminio? E’ tutto finto, o ti credi che davvero Clark Gable muore tutte le volte?” E comunque, per sicurezza, ogni volta aggiungevo: “E poi gli ebrei sono sempre stati i padroni della finanza mondiale, hanno strozzato l’Italia fascista e prima ancora hanno ammazzato Gesù Cristo”. (A. Pennacchi, Il fasciocomunista, Mondadori, € 17)
Con il Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII su forte pressione del rabbino Jules Isaac e portato a compimento da Paolo VI, si sono avviati lentamente i rapporti tra ebrei e cattolici, ma due millenni di “teologia del disprezzo” non si cancellano facilmente . Dopo il Concilio e in particolare negli anni Ottanta, alcuni gesti e pronunciamenti da parte ecclesiastica crearono l’illusione che un sereno scambio di idee fosse possibile. Un abbaglio però, perché i rapporti tra le due religioni – e i rapporti diplomatici tra Santa Sede e Israele – già con Giovanni Paolo II hanno subito una frenata. La Chiesa ha di recente confermato che l’obiettivo della conversione degli ebrei non è venuto meno, e questo vuol dire che c’è una fondamentale non accettazione dell’identità ebraica. E la storia, anche la più recente, insegna che dalla non accettazione scaturiscono animosità, odio, persecuzioni…
E’ bene ricordare che l’antisemitismo teologico è stata una costante nella storia della Chiesa. Ricorda lo storico Adam Smulevich che uno dei santi più venerati dal cattolicesimo, Ambrogio, fu violentemente antisemita al punto di minacciare di scomunica l’imperatore Teodosio che voleva punire i cristiani che bruciavano le sinagoghe. Mutatis mutandis, perché Pio XII avrebbe dovuto diventare il difensore degli ebrei? Per quanto riguarda l’accelerazione della beatificazione di quest’ultimo, va sottolineato che, grazie alla svolta impressa da Giovanni Paolo II che ha promosso una gran quantità di santi, può sembrare che per la Chiesa ormai la santità deve essere collettiva e coinvolgere gli stessi vertici, giacché tutti i papi contemporanei sono stati indicati alla venerazione (tra cui Pio IX, il papa del Sillabo), e il diverso livello di santità è evidentemente legato alla durata del processo di canonizzazione. Oltre alla questione di Pio XII, che sembra lasciare indifferenti i cattolici ai quali viene indicata per il culto una figura quanto meno controversa – gli ebrei potranno pure continuare a protestare inutilmente e tra l’indifferenza, ma i cattolici davanti ad un santo potranno solo inginocchiarsi – , papa Benedetto XVI ha compiuto un gesto che porta indietro la Chiesa – e la civiltà – a tempi preconciliari: cioè la riproposizione , avvenuta nel febbraio del 2008, dell’auspicio alla conversione degli ebrei contenuto nel vecchio Missale Romanum tridentino di Pio V. Un episodio definito da rav Giuseppe Laras , presidente dell’assemblea rabbinica italiana , “una sconfitta dei presupposti stessi del dialogo tra ebrei e cattolici” .
Il 17 gennaio papa Benedetto XVI sarà nel ghetto di Roma per visitare la sinagoga (tempio maggiore) della capitale, invitato da rav Riccardo Di Segni all’indomani della salita al trono di Pietro. Un invito che ha il suo perché in una città e in un Paese dove atti di antisemitismo sono sempre più frequenti, e dove l’influenza della Chiesa cattolica sulla vita civile arriva spesso a mettere a rischio il principio di laicità. Basti pensare alla negazione delle nuove famiglie, alla bioetica, all’ora di religione o all’esposizione dei crocefissi. In sintesi, nel nostro Paese non si pone tanto il problema di libertà della religione ma piuttosto di libertà dalla religione, cioè dalla tutela di interferenze e pressioni da parte del clero che segnano, nel mondo ebraico, un arretramento rispetto al proprio sentire religioso.
In tale contesto la visita del papa agli ebrei viene vissuta con una reale apprensione, addirittura più di qualcuno ipotizza contestazioni.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2009/11/20/3014/
http://www.nessundio.net/blog/2010/01/05/3336/
Le cronache storiche riportano un episodio rivelatore dell’atteggiamento di Ambrogio nei riguardi degli ebrei. Nel 388, a Callinicum (Kallinikon, sul fiume Eufrate, in Asia, l’attuale Raqqa), una piccola folla di cristiani diede l’assalto alla sinagoga e la bruciò. Il governatore romano condannò l’accaduto e, per mantenere l’ordine pubblico, dispose affinché la sinagoga venisse ricostruita a spese del vescovo. L’imperatore Teodosio I rese noto di condividere quanto deciso dal suo funzionario.[11]
Ambrogio si oppose alla decisione dell’imperatore e gli scrisse una lettera (Epistulae variae 40) per convincerlo a ritirare l’ingiunzione di ricostruire la sinagoga a spese del vescovo:
« Il luogo che ospita l’incredulità giudaica sarà ricostruito con le spoglie della Chiesa? Il patrimonio acquistato dai cristiani con la protezione di Cristo sarà trasmesso ai templi degli increduli?… Questa iscrizione porranno i giudei sul frontone della loro sinagoga: – Tempio dell’empietà ricostruito col bottino dei cristiani -… Il popolo giudeo introdurrà questa solennità fra i suoi giorni festivi… »
Citando dalla lettera di Ambrogio a Teodosio (Epistulae variae 40,11):
« Ma ti muove la ragione della disciplina. Che cosa dunque è più importante, l’idea di disciplina [mantenimento dell'ordine pubblico] o il motivo della religione? »
Ambrogio non volle salire sull’altare finché l’imperatore non abolì il decreto imperiale riguardante la ricostruzione della sinagoga sulle spese del vescovo. Secondo la visione del vescovo, nella questione della religione l’unico foro competente da consultare doveva essere la Chiesa cattolica la quale, grazie ad Ambrogio, divenne la religione statale e dominante. In questa impresa lo scopo era quello di avvalorare l’indipendenza della Chiesa dallo Stato, affermando anche la superiorità della Chiesa sullo Stato in quanto emanazione di una legge superiore alla quale tutti devono sottostare.
Vorrei qui ricordare che lo stesso disprezzo che il papa mostra per gli ebrei, lo ha avuto per gli islamici con il discorso di Ratisbona e per gli atei addirittura accusati con il loro nichilismo di aver portato alla Shoah
Sicuramente se Vespa ci farà un Porta a Porta sarà per parlare dell’ampio gesto di perdono del papa
Non c’è nessuna possibilità di sbloccare la situazione: la Chiesa cattolica non può rinunciare al proselitismo senza negare se stessa. Nemmeno gli islamici possono e vogliono rinunciare al sogno del califfato universale. Gli ebrei invece non fanno proselitismo, anche se sembra sia possibile convertirsi all’ebraismo (cosa ce fece per es. Carlo Coccioli).
I segni di rispetto reciproco attualmente di moda tra i rappresentanti dei tre monoteismi sono solo di facciata. Nessuno dei tre intende minimamente rinunciare alla propria identità: cosa assolutamente naturale e comprensibile.
Anche la loro alleanza contro la secolarizzazione, il libero pensiero e l’ateismo non fa che rimandare la resa dei conti fra di loro una volta sconfitti i laici.
E allora? Non possiamo che sperare in un miracolo, pur non essendo superstizioni come i cattolici. Il miracolo sarebbe che la ragione si risvegliasse improvvisamente dal suo lungo sonno e riconoscesse che tutte queste pseudorivelazioni sono imbrogli (quello che Giulio ha chiamato la Menzogna Globale). I miracoli purtroppo sono rarissimi, anzi di veri miracoli non ne conosciamo nemmeno uno. Quindi c’è da essere pessimisti, ma sperare si può sempre, anzi se non sperassimo più potremmo anche spararci (favore che non vogliamo fare ai propagandisti della Menzogna Globale).
P.S. Tiziana, ma possiamo dire che anche gli ebrei raccontano frottole sul loro dio (senza essere tacciati di antisemitismo)? Una volta mi hai detto che voi ebrei avete un ottimo rapporto col fantomatico Jesciuà (noto ai cattolici come Gesù). Ma davvero? Considerate allora la sua storicità indubbia?
Come sarebbe bello un mondo senza religioni (diceva J. Lennon e pensiamo anche noi). Dovrebbe esserci solo la religione dell’amicizia, dell’amore, della bellezza, della conoscenza.
Trovo che almeno ci si potrebbe rispettare. Ma la mancanza di rispetto in genere viene dal più forte, in questo momento in fatti la lotta mi sembra tra cristiani e islamici
@Sergio
Essere antisemiti vuol dire perseguitare gli ebrei. Dire che non si crede al “loro” Dio non è che una opinione.Così come non si è antireligione se si dice menzogna globale. Personalmente sono per la tutela della libertà religiosa in ogni luogo ma soprattutto per la libertà dalla religione.
Ritengo che diventare religiosi, così come cambiare alcune opinioni politiche, forse i gusti sessuali, sicuramente i gusti alimentari, con il tempo PUO’ o NO succederci. Gesù mi sembra che nell’ebraismo venga considerato un profeta nato e cresciuto in un contesto ebraico. Non mi sono mai apllicata a disconoscere o a valorizzare i passi biblici. Ritengo possibili i fatti narrati nell’antico testamento (geograficamente ad esempio), credo che le letture, specie cristiane, abbiano teso a dare un rilievo diverso da quello che realmente il libro ha.
Quanto al non fare proselitismo mi sembra una qualità positiva dell’ebraismo.
Per la conversione
@Sergio (continua risposta)
Carlo Coccioli, se parliamo dello stesso, è figlio di madre ebrea livornese, quindi automaticamente ebreo. Comunque ci si può anche convertire, ma è cosa molto complessa e lunga. Una che conosco, che pure si era fidanzata con un ragazzo che desiderava sposare per averefigli da educare all’ebraismo, ha impegato ben 13 anni per ottenere la convesrione.Immagino che convertirsi in America o in Canada sia molto più semplice, a Roma ci sono famiglie miste (con madre non ebrea e padre si) che non riescono a convertire neanche i figli.
Comunque, mi hai portato fuori tema, sono d’accordo che questi incontri frafedi non servono se non per stabiliredei punti fermi di reciproco rispetto. Purtroppo in Italia la prepotenza cattolica + tale che segna dei problemi al libero espletarsi anche della religione ebraica. Ricordo quando l’aborto ancora non era legale in Italia (ma per l’ebraismo si) oppure per le cure mediche (nell’ebraismo si può evitare l’accanimento terapeutico)
@ Tiziana
Sì, penso si tratti dello stesso Coccioli che era proprio di Livorno, autore de La Terra e il cielo, emigrato (= fuggito dall’Europa omofoba) e stabilitosi in Messico fino alla morte alcuni anni fa. Parlo di una sua conversione perché ha scritto un libro “Ho conosciuto il Dio d’Israele”, approdo sembra di un suo itinerario spirituale molto complesso. Ma se era di madre ebrea effettivamente non si può parlare di conversione (questo non lo sapevo).
si , è lui,tra l’altro è vissuto a lungo in Libia perchè il padre era un militare.
[...] 11/1/10 Benedetto XVII in sinagoga http://www.nessundio.net/blog/2010/01/10/3394/ [...]