I cristianisti integralisti (Binetti ed altri minacciano di andarsene….magari!) mentre si affacciano ipotesi di candidature digeribili per il Vaticano (la cattolica Silvia Costa). Qualcuno pensa anche a Walter Veltroni. Insomma il PD è in piena confusione.
Qui la notizia tratta da L’Avvenire LEGGI
….Le prove per Pierluigi Bersani non finiscono mai. Anche quella sulla candidatura alla presidenza del Lazio è diventata durissima e di valenza assoluta: il Pd rischia di spaccarsi, con l’area moderata infuriata e parte di quella cattolica pronta a fare le valigie. L’ipotesi di un sostegno alla radicale Emma Bonino manda su tutte le furie i teodem. E Paola Binetti avvisa: «Un sostegno del Pd alla candidatura Bonino sicuramente sarebbe per me una ragione forte per andare via». Spiega a ‘Liberal’ Binetti, che non esclude a questo punto di poter votare Polverini: «Vediamo quali saranno davvero gli altri candidati ». Ma con Bonino, si dice certa, «ci sarebbe una vera e propria emorragia: pensiamo davvero che la componente popolare potrebbe mai far accettare al proprio elettorato la candidatura di un personaggio dal profilo senza dubbio internazionale, forte, ma in antitesi con tutta una serie di valori?». Grane grosse, dunque. Non a caso aveva impiegato poco Nicola Zingaretti a portare a termine il mandato esplorativo…..

Emma Bonino e i radicali tutti difendono la libertà religiosa in qualsiasi parte del mondo, figurati se negheranno ai fondamentalisti laziali di indossare il cilicio e frustarsi tutte le sere per poi mettersi a dormire sulle lenzuola intrise di aceto.
9 gennaio 2010
Il Lazio non è un paese per maschi. Se davvero sarà la radicale Emma Bonino a contendere all’ex sindacalista Ugl Renata Polverini, a nome del Pd, la presidenza della regione, sarà davvero una prima assoluta. La prima battaglia tra sole donne per una ragguardevole postazione di potere in Italia (anche perché i possibili candidati maschi, soprattutto nel Pd, stavolta hanno gareggiato a defilarsi). L’ufficializzata Polverini e l’autoproposta Bonino (ma con buone possibilità di designazione, salvo smentite di eventuali primarie o veti cattolici e/o centristi) per ora si scambiano reciproci attestati di stima, e già sembra una novità rispetto alla regola. Le due, oltretutto, condividono – opposto e simmetrico – un certo potere di fascinazione l’una sull’elettorato dell’altra. Fan di centrodestra della Bonino, contro sedotti di centrosinistra dalla Polverini, il risultato non sarà, però, a somma zero.
http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/18336-regionali-lazio-zingaretti-polverini-o-bonino-il-clandestino-intervista-i-sondag.html
Io voterò Bonino
il PD non oserà inimicarsi i cattolici dell’Opus Dei candidando la Bonino…. e nemmeno potranno perdere i voti dei comunisti integralisti che non voteranno mai l’amerikana, come la chiamano loro… e perderanno definitivamente la regione Lazio
Sarà interessante, qualora Bersani non riesca a decidere, sentir dire che la candidata è troppo laica
Caro Presidente Nicola Zingaretti,
Torniamo a chiederLe di rompere il Suo silenzio assordante nei confronti di tutti i Lavoratori Esterni della Provincia di Roma che contribuiscono a pieno titolo a mandare avanti quei servizi di cui Lei nelle occasioni pubbliche, giustamente tanto si compiace.
Le riproponiamo di rassicurarci e di chiarirci a proposito della mancanza dei requisiti di legge che garantiscono la piena protezione dell’identità delle migliaia di utenti che usurfruiscono dei servizi dei Centri per l’Impiego che ha visitato nel dicembre scorso(Vignali).
Come Le abbiamo scritto in più occasioni la mancanza delle misure di sicurezza nel trattare i dati potrebbe mettere potenzialmente a repentaglio la sicurezza di migliaia di persone. In particolare, molti immigrati vengono da paesi dove la tortura e la pena di morte sono la norma e non l’eccezione. Con il pacchetto sicurezza la mancanza di protezione dei dati in questione, anche quelli raccolti in passato, potrebbe tradursi in un rischio non monitorabile ne calcolabile per tutte le persone straniere interessate, in particolar modo quelle a rischio di espulsione. La prego di intervenire, prima che il problema sollevato divenga oggetto di discussione e potenzialmente contenzioso a livello internazionale e la CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO se ne possa interessare assieme ad altri organismi coinvolti in questa materia. Questo problema tocca anche i minori stranieri. Torniamo anche a rivolgerLe un invito a non dimenticarsi delle discriminazioni lavorative e professionali che noi Lavoratori Esterni della Provincia di Roma continuiamo a soffrire! Vorremmo avere lo stesso salario dei nostri colleghi della Provincia, le stesse possibilità di evoluzione professionale, lo stesso trattamento insomma. Sono ormai sei anni che siamo in prestito, senza prospettive. Molte famiglie sono in difficoltà,altri sono vicino e oltre i cinquanta anni con titoli di studio, intelligenza voglia di lavorare, perché a queste persone deve essere negata la possibilità di essere pienamente stabilizzati in Provincia. La condizione lavorativa e di appartenenza non può essere una colpa, si facciano avanti criteri di merito! Come abbiamo ricordato in più sedi fra i lavoratori esterni vi sono cittadini comunitari ed extracomunitari che con il pacchetto sicurezza, senza una vera stabilità lavorativa rischiano l’espulsione. Vede Presidente, ci hanno chiamato supporto lavorativo, ma invece siamo lavoratori a pieno titolo, svolgiamo le stesse mansioni dei nostri colleghi provinciali, abbiamo diritto alla stessa dignità, allo stesso rispetto umano e lavorativo. Dia dimostrazione che la identità politica con cui ci si presenta per essere eletti sia la stessa, quando una volta eletti si agisce in nome di chi ha votato! Faccia in modo che la nostra costituzione venga rispettata e che venga in particolar modo rispettata la nuova Europa che getta le Sue radici nel manifesto di Ventotene :”Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto” e fu pensata da chi aveva vissuto sulla propria pelle le discriminazioni. Cari Assessori, Smeriglio. Cecchini, Visintin, ascoltate le nostre voci mute, perché chi non viene ascoltato è una voce muta che grida. Amate i precari, gli immigrati, i discriminati? Ecco una occasione buona per dimostrarlo: contribuite a stabilizzarci in provincia! Se no come si può dire ecco noi lavoriamo per i più deboli, ci occupiamo dei precari degli immigrati, ma alla fine si è più interessati ai servizi che dovrebbero combattere queste ingiustizie e ci si dimentica di chi lavora all’interno di questi servizi. Non si possono servire due cause diverse se no per servire l’una si finirà per odiare l’altra.
Un saluto affettuoso dal popolo fragorosamente muto dei Lavoratori Esterni della Provincia di Roma