Cristianisti e islamisti potranno denunciare gli atei per blasfemia.

Dal 1° gennaio è un reato perseguibile nella cattolicissima Irlanda che però essendo nazione cattolica fndamentalista e quindi naturale alleata di tutte le peggiori teocrazie fondamentaliste, ha previsto di estendere il reato a prescindere dalla religione contro cui è stato commesso. Quindi anche la semplice negazione dell’esistenza di quella immagnaria entità soprannaturale che gli islamici chiamano Allah diventa a tutti gli effetti un reato, dal momento che per quella religione negare Allah E’ UN REATO punibile con la morte. Non mancheranno certamente anche in Italia i clerico-fascisti pronti a far approvare una simile legge. Ma in questo sito non smettermo mai di affermare ed esercitare la critica di tutte le versioni della Menzogna Globale.

Qui la fonte della notizia tratta da La Stampa LEGGI

…..Un gruppo di atei irlandesi ha lanciato una campagna per la revoca di una nuova, controversa legge contro la blasfemia pubblicando provocatoriamente sul proprio sito internet 25 citazioni ritenute blasfeme.  La nuova legge, entrata in vigore il primo gennaio, rende la blasfemia una offesa punibile con una multa che può arrivare a 25.000 euro. Secondo Michael Nugent, del gruppo ’Atei d’Irlanda, si tratta di una norma «stupida e pericolosa». Nugent ha fatto sapere che farà ricorso in tribunale, contro la legge, in caso di accuse di blasfemia.  L’organizzazione, che promuove «una Irlanda razionale, etica e laica», ha pubblicato citazioni di Gesù, di Maometto, di papa Benedetto XVI, del musicista pop Frank Zappa, dello scrittore Salman Rushdie, del gruppo comico britannico Monty Python, dell’ex premier nord-irlandese Ian Paisley e del ministro della giustizia irlandese Dermot Ahern……..

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5 Commenti a “Cristianisti e islamisti potranno denunciare gli atei per blasfemia.”

  1. grandpa' scrive:

    poveri atei, tutti in galera ! ma sempre meglio dei roghi….

  2. admin scrive:

    Riceviamo dalla nostra amica Tiziana questo commento :

    A me non dispiacerebbe se la gente smettesse di bestemmiare, anche perché si offendono inutilmente i sentimenti religiosi che alcuni hanno, e non è sano far incavolare o dispiacere le persone. Mi scocciano anche molto le parolacce generiche. Io ad esempio mi sono sentita apostrofare con un pompinara perché ho tagliato la strada ad uno sul muro torto. Avrei trovato più adatto stronza, oppure un giustificatissimo “te possino ritirà la patente”.

    Hanno fatto bene comunque quelli dell’Atheist Ireland a pubblicare le 25 frasi blasfeme, tra cui spicca quella del ministro irlandese Conor Cruise O’Brien, così (forse) potranno scatenare una battaglia legale per ottenere l’eliminazione della legge.

    Il Pakistan sta guardando con interesse a questa legge irlandese perché vorrebbe proporre qualcosa di analogo alle Nazioni Unite. Sul web è partita una campagna che punta ad un referendum, anche per arrivare all’eliminazione ad ogni riferimento a Dio nella costituzione, tra cui quegli articoli che vietano ad un ateo di diventare presidente della Repubblica e l’obbligo dei giudici di giurare su Dio per ottenere l’incarico.

    L’Irlanda è diventata terra di immigrazione, soprattutto di asiatici. Questa legge gli metterebbe in mano una chiave per ottenere limitazioni gradite alla propria fede: tipo, le femmine non con le cosce di fuori. E di questo passo (non) si sa come si va a finire…

    In conclusione, lo Stato faccia lo Stato e non lo Stato etico, Dio si continui a nominare e pregare in chiesa, al tempio, alla moschea, alla sala del regno, all’ashram… e, soprattutto, stiamo calmi così non abbiamo bisogno di bestemmiare.

    A poi,

    Tiziana

  3. Anonimo scrive:

    Non si vede la pagina 2010 di Tiziana

  4. Sergio scrive:

    Scusa, Tiziana, ma che differenza c’è tra pompinara e stronza? Non sono complimenti tutt’e due i termini. Sulle parolacce d’accordo, ma ormai il malvezzo d’infilare cazzo dappertutto è ormai costume (quando lo disse per la prima volta Zavattini in televisione successe il finimondo). E pensare che per Benedetto XIV Lambertini cazzo era la più bella parola della lingua italiana, da dirsi più volte al giorno come giaculatoria!
    Il ricorso sempre più frequente alle parolacce o a espressioni crude è oggi quasi una necessità, una logica conseguenza degli scontri quotidiani ovunque (sul tram, in coda agli sportelli, nel traffico, a Porta a Porta ecc.).

    Sull’offesa ai sentimenti religiosi non sono tanto d’accordo, visto che i religiosi ci insultano dalla mattina alla sera. Il problema è che uno può sentirsi subito offeso da qualsiasi cosa che non gli garba (se non sono le parolacce o le bestemmie, diranno che “il tuo sguardo la dice lunga su ciò che pensi”).
    In società ti squalifichi da solo se usi certe espressioni o ti comporti in modo non conveniente. Ciò può bastare, non ricorriamo sempre ai tribunali.
    Recentemente qualcuno è stato condannato per aver fatto le linguacce al vicino (il giudice ha considerato il gesto offensivo, lesivo della dignità ecc.). Di questo passo non potremo più dire o fare niente perché in qualche modo offendiamo o discriminiamo sempre qualcuno. Saremo nelle mani dei giudici.

    Libertà di espressione e di “offendere” (Salman Rushdie), ma non ovviamente di dire che sei un ladro se non lo sei. Tolstoi che dice a sua figlia “ma quanto sei brutta” non è offensivo (e indegno)? Ma che facciamo: ricorriamo al giudice anche per questo?

  5. Enzo Pelino scrive:

    Sono d’accrodo con Sergio, il ricorso alle parolacce è dequalificante. Sono d’accordo che i religiosi ci insultano, ma ritengo un mio personale gesti di superiorità non rispondergli per le rime. Raccoglierei l’invito di Tiziana ad essere più calmi e sereni e bestammiare meno