In Italia poco ci manca che facciano una legge apposita per obbligare tutti a fare il presepio e in Israele c’è chi vuole proibirli. Ma c’è anche chi sa fare ironia sulle manie ossessive dei credenti nella Menzogna Globale e nei relativi simboli.
Decorazioni natalizie kasher.
Di Anna Momigliano.
Nota a pie’ di pagina: “Questo prodotto è kasher.” Fin qui nulla di strano: capita spesso, navigando su internet in cerca di golosità, di imbattersi in prodotti la cui kasherut è certificata. Specie quando si fa shopping (o, nel mio caso, si perde tempo e basta) su siti americani, che per ovvie ragioni tendono a essere più attenti alle esigenze della clientela ebraica. La cosa però sorprende un po’ se si aggiunge un’altra variabile: il prodotto in questione è una decorazione natalizia. Nello specifico, un set di decorazioni per alberi di Natale, in pregiato cioccolato svizzero al latte. L’idea di fondo, immagino, è decorarci l’albero durante le feste e poi mangiarsi il tutto. La cioccolata sembra molto invitante, il prezzo francamente improponibile (a maggior ragione per chi l’albero non lo fa).
Concluso il mio breve tour virtuale del sito appreciatedgiftbaskets.com, mi faccio un po’ di domande. Primo: chi potrebbe comprare una decorazione natalizia kasher? Non c’è nessuna regola che vieta agli ebrei di mangiare buona cioccolata nel mese di dicembre. Ma sembra difficile pensare che un ebreo attento alla kasherut possa essere disposto a pagare più di settanta dollari per dei cioccolatini “decorativi” che non appenderà mai all’albero. Se ne trovano di molto meno costosi, della stessa marca, se si rinuncia al formato “set da albero di Natale.”
Seconda domanda: mai i rabbini anti-Natale lo sanno? Infatti in queste settimane un gruppo di rabbini di Gerusalemme sta portando avanti una campagna contro l’esposizione di addobbi natalizi nei negozi e negli alberghi della capitale. Secondo loro offendono l’identità ebraica della città. Per difenderla questo gruppo, chiamato Lobby per i Valori Ebraici, minaccia di fare revocare i certificati di kasherut agli hotel e ai ristoranti decorati con babbi natale, renne, presepi e affini. Ma se i babbi natale sono fatti di cioccolato kasher?
Anna Momigliano

Io vado in Israele abbastanza spesso. In genere in questo periodo negli alberghi, specie di Gerusalemme, ci sono degli alberelli che servono per i turisti. Un anno a NY ho visto anche un albero decorato con delle piccole channukkiot. Rientra molto nello spirito ebraico che essendo ben certo della sua identità – culturale prima che religiosa – non ha particolari remore nell’usare simboli degli altri. Alcuni rabbini hanno sconsigliato questo uso, immagino che sia per una forma di rispetto per la religiosità propria e degli altri. Quello che non si comprende bene, specialmente in Italia, è che Israele è un paese che ascolta pochissimo quello che dicono questo tipo di rabbini, spesso addirittura le loro proteste sono represse dalla polizia. In Italia se si censurasse così un prete credo che potrebbe scoppiare una rivolta (o un sospiro di piacere)
Ho letto in questo sito che adesso il papa ha detto che anche l’albero è simbolo di cattolicesimo, ma.
Credo comunque che sarebbe il caso di evitare queti alberi ovunque perchè costituiscono un vero danno ambientale nonostante l’ama sostenga che li utilizza (ma i dati dove sono?) per fare del compost.
Apprezzo molto il presepio sulla scalinata a trinità dei monti, e così anche qualche presepio storico in chiese, ma francamente il proliferare di pupazzi di carta, stagnola, mollica di pane… che si vedono negli ultimi anni sono di pessimo gusto e basta.
Qualche anno fa ero al Cairo in questo periodo e gli addobbi natalizi erano imponenti specie nei grandi alberghi tipo sheraton dove stavo.Forse queste cose piacciono ai turisti ma sono estremamente ridicole per i viaggiatori.