Omofobia planetaria, con qualche oasi di pace.

Periodicamente leggiamo raccapriccianti notizie riguardanti la persecuzione delle persone omosessuali. Impiccagioni e violenze nei paesi dove vige la legge coranica, ma anche incitamenti alla discriminazione sociale e giuridica (nessun riconoscimento delle coppie omosex) dove i cristianisti cattolici e protestanti hanno ancora grande potere. Invece oggi una nostra cortese lettrice ci segnala un caso molto incoraggiante, emblematicamente intitolato “Nascere nel posto giusto”.

Nascere nel posto giusto

Gareth Thomas è il capitano della squadra gallese di rugby e ha raccontato al Daily Mail di essere gay. Aveva 17 anni quando scoprì la sua condizione, ma preferì seppellirla per paura di non essere compreso. Troppo grande il suo amore per la palla ovale, e, secondo il pregiudizio corrente, un gay poteva al massimo giocare con la pallina del gatto. Nel 2002 un matrimonio finito, come ovvio, con un doloroso divorzio. A quel punto il rugbista decise di raccontare tutto all’allenatore che lo consigliò di confidarsi con i suoi compagni di squadra che lo accolsero con affetto. Oggi Gareth Thomas ha deciso l’outing perché “sono orgoglioso di ciò che sono e sarei felicissimo se nell’arco di dieci anni questo non fosse più un argomento da affrontare nello sport”.

Venire alla luce in Galles e scegliere il rugby 16/12/08 – Il rugby è un gioco maschio
http://www.nessundio.net/blog/2008/12/16/399/

vuol dire essere nati sotto una buona stella.

Ben diverso è vedere la luce in Uganda, dove in questi giorni si sta discutendo una proposta del parlamentare David Bahati intitolata “legge anti omosessualità”, una norma che criminalizza senza riserve i comportamenti omosessuali. La pena minima è l’ergastolo, mentre per gli omosessuali con precedenti condanne, i sieropositivi, o chi si congiunge con un minorenne, è prevista la pena di morte. Sanzioni durissime anche per le organizzazioni, e i media o i singoli non omofobi. La legge prevede anche la delazione, con carcere fino a tre anni per chi sa e non parla. In una intervista al Guardian il ministro per l’etica e l’integrità, James Nsaba Buturo, ha detto: “quelli fanno sesso anale, roba che non fanno neanche gli animali. In Uganda pensiamo che ci siano dei limiti ai diritti umani”. Omofobo anche il presidente Yoweri Museveni (al potere da 24 anni) che oltre alle solite cose, tipo Dio non vuole, ha anche dichiarato di temere il proselitismo che gli omosessuali europei fanno nel paese, dove arrivano per turismo sessuale.

La proposta di legge è stata ben accolta da folti settori della chiesa evangelica e dalle associazioni delle famiglie cristiane, ma gli anglicani presenti nel Paese denunciano che la proposta è partita dalle chiese evangeliche. Il Segretario di Stato Usa, la signora Clinton, attraverso il suo delegato per l’Africa sta facendo arrivare velate minacce di sospensione degli aiuti (390 milioni di $). Il governo svedese ha già congelato i fondi della cooperazione (50 milioni di $), mentre i primi ministri inglese e canadese, Gordon Brown e Stephen Harper, hanno fatto arrivare le loro fortissime proteste.

Sofia Umani Ronchi

per www.nogod.it

16/12/08 – Il rugby è un gioco maschio

Hanner Amser in gallese vuol dire Metà tempo, ed è il titolo dell’autobiografia, uscita da poco in Inghilterra, di Nigel Owens.Owens è uno degli arbitri di rugby considerati più bravi, nato a Mynyddcering nel Galles 37 anni fa. Nel maggio del 2007, durante una intervista dichiarò di essere omosessuale. Nessuno glielo aveva chiesto, l’intervista era centrata su questioni tecniche legate all’arbitraggio, ma il suo outing è stato un modo per togliersi un peso dopo quello, ancora più pesante, di cui si era liberato parlando della sua condizione alla famiglia. Ora questo libro, che è una raccolta di emozioni dopo il cambiamento  dovuto alla rivelazione del proprio sé. Owens dice che il rugby è un gioco maschio ma non machista, e i colleghi tutti – e i tifosi tutti – gli sono sempre stati vicini. Nel libro l’arbitro racconta la sua giovinezza, dura, perché desiderava avere dei figli, una famiglia regolare… Racconta di quando uscì da casa, dopo aver scritto una lettera ai suoi genitori, per suicidarsi. Letta la lettera i genitori lo rintracciarono rivolgendosi alla polizia. Venne accompagnato in ospedale con un elicottero dove lo aspettavano i genitori piangenti. Forse tristi per non poter aver un nipote, ma felici di averlo ritrovato sano. Owens ammette che raccontare l’omosessualità alla famiglia è stato difficile, sicuramente più che arbitrare davanti a 80mila persone.Il rugby è un mondo a parte? Owens ammette di amare il calcio, ma ha qualche riserva che un omosessuale possa trovarsi a suo agio, è uno sport, pensa, dove circolano ancora troppe battutine.Hanner Amser, è la storia di chi ha trovato ostacoli sulla sua strada, ma è riuscito, con fatica, a superarli.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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9 Commenti a “Omofobia planetaria, con qualche oasi di pace.”

  1. Sofia scrive:

    Giulio, grazie dell’ospitalità accordatami. Il pezzetto scritto da Tiziana è questo
    http://www.nessundio.net/blog/2008/12/16/399/

  2. Unconnect scrive:

    QUESTA NOTIZIA E’ ALLUCINANTE. PERCHE’ NON LA VEDO SULLA REPUBBLICA E IL CORRIERE DELLA SERA?

    Ben diverso è vedere la luce in Uganda, dove in questi giorni si sta discutendo una proposta del parlamentare David Bahati intitolata “legge anti omosessualità”, una norma che criminalizza senza riserve i comportamenti omosessuali. La pena minima è l’ergastolo, mentre per gli omosessuali con precedenti condanne, i sieropositivi, o chi si congiunge con un minorenne, è prevista la pena di morte. Sanzioni durissime anche per le organizzazioni, e i media o i singoli non omofobi. La legge prevede anche la delazione, con carcere fino a tre anni per chi sa e non parla. In una intervista al Guardian il ministro per l’etica e l’integrità, James Nsaba Buturo, ha detto: “quelli fanno sesso anale, roba che non fanno neanche gli animali. In Uganda pensiamo che ci siano dei limiti ai diritti umani”. Omofobo anche il presidente Yoweri Museveni (al potere da 24 anni) che oltre alle solite cose, tipo Dio non vuole, ha anche dichiarato di temere il proselitismo che gli omosessuali europei fanno nel paese, dove arrivano per turismo sessuale.

    La proposta di legge è stata ben accolta da folti settori della chiesa evangelica e dalle associazioni delle famiglie cristiane, ma gli anglicani presenti nel Paese denunciano che la proposta è partita dalle chiese evangeliche. Il Segretario di Stato Usa, la signora Clinton, attraverso il suo delegato per l’Africa sta facendo arrivare velate minacce di sospensione degli aiuti (390 milioni di $). Il governo svedese ha già congelato i fondi della cooperazione (50 milioni di $), mentre i primi ministri inglese e canadese, Gordon Brown e Stephen Harper, hanno fatto arrivare le loro fortissime proteste.

  3. Gol scrive:

    Forse non leggi questa storia terribile perchè quei giornali non ne hanno parlato. Ma uno spazio libero come questo garantisce un minimo di informazione

  4. Dalle vacanze scrive:

    @Gol

    Caro/a Gol,
    essendo i media italiani così provinciali (hanno chiesto in loro favore una manifestazione per la libertà di stampa invece che diritto all’informazione!) , consiglio di studiare un pò di inglese o anche francese e seguire i tg della bbc. Ieri sera ho visto un lunghissimo servizio sull’Uganda nel tg inglese

  5. marcello scrive:

    Per me di questa cosa si parla poco o niente da noi, perchè sono coinvolti i gruppi cristiano-evangelici.

  6. valsecchi.c@tin.it scrive:

    Ma dell’Uganda non si parla!

  7. Francesca Pace scrive:

    Giornali di oggi sfogliati quasi tutti. Sull’Uganda si continua a tacere. Piccolo servizio ieri sulla tv francese. Da noi solo buonnatale

  8. Patty scrive:

    La cosa che mi crea maggiore frustrazione è il fatto che della vicenda ugandese in Italia non si parla per evitare il commento sui cristiani evangelici (che poi sono quelli di Bush)
    E’ una assoluta vergogna !