….secondo il Giornale di Berlusconi.
In un articolo a firma de La Redazione, si porta l’esempio di Regina Coeli, lo storico carcere romano, dove nonostante la presenza maggioritaria di islamici e di appartenenti ad altre fedi, cocifissi, madonne, padripii e adesso soprattutto presepi stanno lì a testimoniare una incrollabile volontà di contrassegnare con i simboli della sola religione cattolica quel luogo di delizie. Anche se si tratta a tutti gli effetti di un edificio pubblico (dello Stato) e quindi non dovrebbero vedersi esposti simboli di alcuna religione. Di questa conquista territoriale si compiace il Giornale. Almeno lì la potenza del cattolicesimo e dei suoi simboli non si discute.
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…..Regina Coeli è il carcere più famoso d’Italia. Oggi è il punto di resistenza cristiana al politicamente corretto che vorrebbe disinfettare dal sacro e soprattutto dal cattolicesimo ogni spazio pubblico e specialmente statale. All’ingresso, nella rotonda da cui si dipartono i raggi, c’è una statua della Madonna. Del resto Regina Coeli già a causa del nome è una sfida alla moda multiculturale. Perché evocare la Regina del Cielo, che notoriamente è la Madonna, quando in carcere ci sono un sacco di musulmani per cui in cielo non c’è nessuna regina, al massimo ci sono le uri a uso e consumo dei martiri?
Ci sono delle sezioni elevate a monumento nazionale: sono entrate nel nostro immaginario coi film anni ’50, con le porte di legno spesso, le ringhiere, il cortile per l’ora d’aria. Ma c’è qualcosa di ancora più monumentale e storico, anche se fresco come le cose dei bambini insegnate loro dai vecchi: il presepio. Dietro le sbarre c’è una gemmazione di gesubambini, capanne e asinelli.
In questo momento il carcere di Regina Coeli è divenuto forse l’angolo del nostro Paese dove c’è la più forte resistenza cristiana al neopaganesimo. Soprattutto quello travestito da politicamente corretto….

E siccome chi la fa da èadrone sono i giornalisti, in specie quelli del servizio pubblico, come non aggiungere a questa nota il fatto che si va al cie di ponte galeria a chiedere: passerete il natale qui. Oppure a Rebibba (carcere romano) a chiedere alle signore (indubbiamente musulmane, addirittura qualcuna con la testa coperta) come è triste passare il giorno del santo natale qui col suo bimbetto… alla faccia del rispetto