Solo gli ignoranti assoluti continuano a credere che il 25 dicembre si festeggi la nascita “storicamente accertata” di quel personaggio inventato da Paolo di Tarso con il nome di Gesù Cristo. Come invece sanno bene tutti quelli che hanno letto un minimo di cronache storiche il Dies Natalis attribuito a Cristo è stato scippato dai cristiani al dio Mitra, l’ultimo di una serie lunghissima di divinità di cui gli antichi festeggiavano la nascita in quella stessa data. Ma ora in italia il culto del presepio nel giorno di nascita di Mitra (anche lui nato in una grotta, adorato da pastori, morto e risorto a primavera) sta diventando -dopo il crocifisso obbligatorio a martellate sulla testa di tutti- un segno identificativo dell’italica nazione. Niente male la scelta di uno scippo come segno identificativo italiano.
Da Cronache Laiche – Articolo di Cecilia Calamani
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http://www.cronachelaiche.it/2009/12/crocifissi-e-presepi-armi-di-distrazione-di-massa/
……..A volte, francamente, non si sa se ridere o piangere per questa Italietta che pare aver identificato in feticismi degni di un paese del terzo mondo i ‘valori’ fondanti della sua identità.
I veri valori, derisi, calpestati, oltraggiati da un Governo guidato da un uomo che fa della sua lotta personale contro il sistema democratico il principale obiettivo del suo mandato, sono troppo alti per essere affrontati nei consigli comunali che, invece di occuparsi del traffico e delle infrastrutture, dei rifiuti e della scuola dell’infanzia, si dedicano a esercizi sui valori cristiani della nostra Repubblica……
Tag: presepi obbligatori

Ultimamente sono diventata più antipatizzante dei tappeti di moquette sui marciapiedi che dei presepi.
Qualche giorno fa sono andata a comprare una mozzarella di bufala (lo dico per far venire l’acquolina in bocca a Giulio) in via Milano e c’era una signora che sceglieva pasta non costosa per far fare i lavorini a scuola ai bambini. Così, per il mio gusto di litigare a freddo, le ho chiesto se i bambini erano di un nido e lei , candida e felice di raccontare, mi ha detto che erano di quarta elementare. Figurati, ho iniziato il pistolotto che a Firenze per essere ammessi ai test universitari l’università aveva predisposto un pronto soccorso grammatica italiana ecc. e che ora comprendevo il perchè di tanta ignoranza. Tra l’altro, come giustamente dice Giulio, le maestrine non insegnano le scritture, che potrebbero essere una lettura interessante al pari dell’iliade e dell’odissea, ma le interpretazioni fantasiose del cattolicesimo, manco del cristianesimo.
Comunque, non vado più nella sma di via Livorno dove facevo la spesa settimanale perchè il nuovo direttore ha messo una fotografia di Giovanni Paolo II (ovviamente ho informato lui e il call center dello Sma) e evito come la peste negozi dove tengono santini. Sono riuscita a scendere da un taxi dopo aver abbandonato il parcheggio (non pagando) perchè teneva una immaginetta di un qualche santo vicino al tassametro. Tra l’altro ha anche detto che la macchina è sua e non è un servizio pubblico, cosa che mi ha consentito di scrivere una letteraccia anche alla sua cooperativa. Insomma, io sono parecchio isterica, ma secondo me l’isolamento degli idolatri serve anche per sfogarsi.
Parecchi errori anche di grammatica di sopra. E pensare che non ho mai fatto figurine del presepe con i bucatini e i rigatoni
Sti’ red carpet de noantri sono pericolosissimi, perchè si alzano ai bordi ed è facilissimo inciamparci. Credo che dovrebbero essere proibiti dalle amministrazioni penso che perfino la Lega potrebbe essere d’accordo. Per il resto sono d’accordo con Tiziana, pur senza isterismo bisognerebbe non frequentare negozi che espongono immagini sacre
E’ incommentabile l’idea che a scuola si faccia il presepio o anche l’albero o simili. Le tradizioni del folclore religioso – rispettabilissime – vanno mantenute e anche implementate a casa, in famiglia. Non sul taxi che è pubblico , nè allo sma.
Condivido che i tappeti sono pericolosi. Comunque sono bruttissimi
Aiuto, in tutto il mondo sparisce il Natale
C’è chi ha parlato di «harakiri» culturale, come il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia. C’è chi, come la sua collega titolare dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ha cercato di spiegare che «Non si crea integrazione e non la si aiuta eliminando la nostra storia e la nostra identità». C’è chi, insomma, è preoccupato perché il Natale sta sparendo. Le frasi riportate sono state pronunciate dopo che il Corriere della Sera ha raccontato di una scuola di Cremona che ha deciso di sostituire la nascita del Bambin Gesù con un’ipotetica «Festa delle Luci», per decisione di un maestro secondo cui, in una scuola multietnica, con bambini di nazionalità e fede diversa, il Natale rischiava di urtare la sensibilità di qualcuno. L’idea dibase è sempre quella: prima togliere il crocifisso, poi abolire il presepe, poi non festeggiare nemmeno più il Natale. La polemica, bisogna ammetterlo, ha colto la scuola cremonese impreparata e l’ha lasciata sorpresa.[...]