Cacciari e Onfray, due ateismi a confronto.

Mentre il filosofo italiano, sedicente ateo, critica l’ateismo “del nulla” all’ombra dei preti-padroni che discettano dell’altro “nulla” chiamato Dio, esce anche in Italia l’ultima fatica letteraria di un ateo serio, Michel Onfray.

Cacciari da Agenzia AGI LEGGI

(AGI) – CdV, 11 dic. – “Fede e ragione non siano negligenti contro l’ateismo pratico dilagante, che al termine Dio fa corrispondere il nulla”. Lo ha chiesto il filosofo e sindaco di Venezia Massimo Cacciari, intervenuto alla terza sessione del Convegno “Dio oggi” promosso dal Comitato per il Progetto Culturale della Cei. “L’ateismo dilagante – ha spiegato Cacciari – e’ quello pratico per il quale Dio non corrisponde a nulla. Questo significa che oltre l’esserci nel mondo non vi e’ nulla e che l’essere nel mondo e’ tutto”. In quest’ottica, ha continuato, “non vi e’ possibilita’ di dare senso alla possibilita’ di essere altro dal mondo”.
“La grande battaglia dei monoteismi – ha rilevato – e’ proprio nei confronti di questo ateismo pratico dilagante”. “Se c’e’ un punto in cui i monoteismi – e’ la proposta-appello di Cacciari – nelle loro insuperabili differenze, potrebbero essere accomunati e’ quello di sollevare un’istanza critica forte, decisa, contro questo ateismo pratico, che non ha nulla a che vedere con le grandi tradizioni ateistiche che sono immanenti nel monoteismo, nei termini di una ‘fraterna inimicizia’. I monoteismi, quindi, come ‘istanza critica sia in senso di testimonianza, sia in senso teologico”.

Onfray da Le MOnde Diplomatique  LEGGI

L’arte di gioire. Per un materialismo edonista. Michel Onfray, Fazi Edirore 2009, 18,50 €.
E’ un viaggio tra le pieghe della storia e della quotidianità di grandi pensatori. Onfray ha la capacità e la disinvoltura di passare da Platone a quanti hanno dissertato e mai praticato la filosofia del corpo, la libertà dello spirito e ci trasporta nella corrente libertaria dei cirenaici, gnostici licenziosi, fratelli del Libero Spirito, libertini eruditi, pensatori irriverenti a tutto come Nietzsche, De Sade o Fourier. Il pudore muore con l’innocenza, dice Onfray, e l’edonismo è l’arte del di-sprezzo.
La filosofia dionisiaca o del piacere di Onfray in questo libro è addossata al corpo e all’energia che lo percorre, lo abita e l’ossessiona.

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4 Commenti a “Cacciari e Onfray, due ateismi a confronto.”

  1. Sergio scrive:

    Cacciari è in cerca di Dio da tanto tempo. Legge e rilegge la bibbia – ne ha fatto dieci volte la lettura integrale, più altre parziali (parole sue) – e frequenta papi e cardinali di cui legge anche le opere (ma non ha niente di meglio da fare?). Noi gli auguriamo fraternamente di ricevere il dono della fede e di togliersi dai coglioni. Rileggete le righe qui sopra di questo saccente filosofuzzo con la puzza al naso: credete che la gente comune, il 99% della popolazione, ci capisca qualcosa?
    Per me Cacciari è un imbroglione, tale e quale all’altro pezzo da novanta del panorama filosofico italiano, il grande Emanuele Severino (il più grande filosofo di tutti i tempi – come si considera modestamente). Severino ha avuto un’intuizione da giovane – l’eternità del tutto – e non fa che ripetere quest’ideuzza nemmeno troppo originale da mezzo secolo. Migliaia e migliaia di pagine in cui ad ogni pagina ripete che l’ente è e il non-ente non è. Fantastico. Cacciari e Severino, ufficialmente non credenti, s’intendono benissimo. L’uno legge i libri illeggibili e incomprensibili dell’altro – che solo loro e forse lo Spirito Santo capiscono – e si fanno i complimenti. E ammirano entrambi Ratzinger. Alla faccia dei filosofi.

  2. Marcello scrive:

    Tutti e due perdono tempo a parlare del niente

  3. bob scrive:

    Mi sembra un ossimoro: com’è possibile parlare del niente? Per non ripetere l’intuizione che per la verità non è di Severino, ma il niente è nulla, appunto ciò che non c’è. Anche un delirio è pur sempre qualcosa e a volte interessante da scoprire. Ma volte quando si pretende di parlare dell’assenza di dio, si parla in realtà di qualcosa di molto nascosto, non facilmente individuabile o descrivibile. Credo che dio sia un ente molto vicino al niente, così vicino da apparire a molti tutt’uno. L’uno e l’altro concetto si nascondono usandosi reciprocamente.
    Vorrei infine far presente la tendenza dei credenti a colpevolizzare chi crede nella sola materialità delle cose: come può essere offensivo chi crede nel niente dell’aldilà? Egli è innocuo, perché nulla fa discendere da leggi esterne a una materia incontrollabile. Credenti e non credenti sono invece piuttosto spesso accumunati dalla reciproca tendenza a imporsi i rispettivi credo. L’ateo dovrebbe invece sottrarsi da questa spirale, in fondo gli basta imporre il confronto con la materia per avere, come di fatto ha, la guida del pensiero moderno.
    bob

  4. dan scrive:

    “L’ateismo dilagante – ha spiegato Cacciari – e’ quello pratico per il quale Dio non corrisponde a nulla”
    E secondo lui l’ateismo che cosa sarebbe d’altro?????