I minareti sono parte integrante delle moschee, sarebbe come costruire una chiesa senza campanile. Se la proliferazione delle moschee è per loro (la Lega) fonte di preoccupazione allora dovrebbero preferire di gran lunga che ciò avvenga alla luce del sole. Ma consentire la libertà religiosa per poi vietarne i segni esteriori è perlomeno ipocrita (Emma Bonino intervistata da Il Fatto quotidiano)
Ora il Vaticano si imbarazza per il brio leghista che vuole ridisegnare la bandiera usando i simboli del cattolicesimo e, verrebbe da dire, ben vi sta. Prima hanno accettato che il cattolicesimo venisse ridotto ad una religione razziale nei talk show pecorecci, oggi si accorgono che i loro difensori sono xenofobi e razzisti.
Però il disegno della Lega non sembra così estemporaneo.
Nel precedente governo Berlusconi, quando ministro dell’Interno era Pisanu, era stata avviata una Consulta islamica. Il suo successore, Amato, durante il governo Prodi, continuò il progetto formando anche una Consulta giovanile interreligiosa. Era un tentativo di avviare un cammino per individuare una rappresentanza dell’islam italiano, così come in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna. Il ministro Maroni ha stoppato tutto. I membri (tra gli altri il Coreis, la Lega islamica mondiale in Italia, il Centro islamico culturale della Grande Moschea di Roma, l’Associazione delle donne marocchine) hanno scritto al ministro per riprendere i contatti, ma non sono stati gratificati da una risposta. Un modo per far incancrenire la situazione e magari far crescere il fondamentalismo.
Il referendum svizzero ha innestato un effetto domino che ha coinvolto diversi leader europei che propongono plebisciti inaccettabili e contro l’occidente. Perché, è bene ricordare che l’occidente ha delle regole che sono la misura della nostra cultura e il nostro sviluppo e che garantiscono le minoranze nella legalità, e far rispettare le regole attiene alla politica, non certo alla religione. La nostra Costituzione sancisce la libertà religiosa, ma anche i pari diritti per le donne, l’integrità fisica delle bambine e la loro istruzione, una sola moglie per volta. Queste sono le regole che lo Stato italiano deve chiedere di rispettare, non certo la costruzione di un luogo di culto che deve essere regolamentato dai piani regolatori dei singoli comuni (e che ci venga garantito il rispetto del silenzio, tanto dei muezzin che in Italia ancora non conosciamo, che delle campane delle chiese la cui inopportunità sperimentiamo ogni giorno).
Quanto alla croce o crocifisso sulla bandiera, ricordiamo tutti l’uso che Bossi ne voleva fare appena qualche anno fa. A proposito di questo simbolo del cattolicesimo è interessante quel che ricorda lo storico Michele Sarfatti : “Il 16 novembre 1922, presentando alla Camera la propria compagine ministeriale, Mussolini pronunciò parole assai chiare sui diritti riconosciuti dal governo alle varie religioni: “tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo”. Il 22 novembre il sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi dispose la ricollocazione del crocefisso , definito il simbolo della religione dominante dello Stato, in tutte le aule delle scuole elementari dalle quali era stato rimosso. Come venne osservato con soddisfazione, in meno di un quinquennio il crocefisso tornò al Colosseo, sul Campidoglio, nelle scuole, nelle caserme, nei tribunali, negli uffici pubblici, e, sull’esempio di questi, in moltissimi uffici privati. Un mese dopo, il 26 dicembre 1922, il nuovo ministro della Pubblica istruzione Giovanni Gentile annunciò che intendeva fare dell’insegnamento della religione cattolica “il principale fondamento del sistema della educazione pubblica e di tutta la restaurazione morale dello spirito italiano”. In quel momento il governo era di coalizione; né totalitario né dittatoriale”.
Fin qui lo storico Sarfatti. Io non so se siamo vicini ad una nuova forma di totalitarismo, però la via indicata sembra essere quella della religione dominante.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
http://www.deastore.com/libro/il-ritorno-di-dio-viaggio-marco-politi-mondadori/9788804512509.html
http://www.noisiamochiesa.org/Archivio_NSC/attual/Politi.Vigli.htm
http://www.longanesi.it/scheda.asp?editore=Longanesi&idlibro=6770&titolo=LO+SCISMA
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=118&sez=120&id=32293 http://zamparini.wordpress.com/2009/12/01/minareti-e-crocifissi/
Tag: crocifissi, minareti

La situazione.
di Valter Vecellio
“L’atea romana Chiesa, con i falconi, i vescovoni, che girano con la croce d’oro
nei Paesi dove si muore di fame. Il Sud è quello che è grazie al potere
teocratico dell’atea romana Chiesa, il principale potere antagonista dei
padani.”; contro la Chiesa del tempo di Innocenzo III, quando “i cardinali a
Milano avevano cinque donne per uno”, ma anche quella di oggi: “Con loro
sembra di tornare a cinquecento anni fa, dopo gli Albigesi.”.La Chiesa era
“romanocentrica”, colpevole di “nazionalclericalismo dei vescovoni sulla
giumenta, agganciati al carro del colonialismo romano”; La Chiesa cattolica
“è una setta”; e il Vaticano “il vero nemico che le camicie verdi
affogheranno nel water della storia.”. Sono brani di dichiarazioni, discorsi
e interventi dei leader della Lega: da Umberto Bossi , e a cascata, tutti
gli altri leader leghisti. Risalgono a una decina d’anni fa.
Ora la Lega si “offre”, i suoi dirigenti si presentano a capo chino in
Vaticano, e si candidano a essere i moderni zuavi pontifici. Fino alla
“trovata” dell’ex ministro della Giustizia Roberto per battere l’ideologia
massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate
della Lega”.
Certe madri sfornano figli a ripetizione, mai un momento di tregua.
Condivido il fatto che il minareto e la moschea, così come le chiese, siano un problema di piano regolatore. Purtroppo anche se con l’acqua alla gola la chiesa cattolica continua a ripetere che la religione non è un fatto privato senza comprendere che così si farà prima o poi, magari in paesi più civili, un referendum contro i campanili.
Chiese e moschee e quant’altro devono essere costruite in maniera equilibrata perchè noi atei non vogliamo che altri credano o preghino. L’importante è che la vita civile come detto bene in questo articolo, sia regolata secondo le regole dell’occidente.
Complimenti Giulio Vallocchia, chiarissimo , lo linko ovunque.
Più che alle guerre di religione la Lega pensa a qualche voto extra
. da Il sole 24 ore del 1 dicembre 2009
di Stefano Folli
Uno dei talenti nazionali è la capacità di discutere sul nulla. Questioni
irrilevanti si sovrapponfono alle cose serie, conquistano le prime pagine,
vi restano qualche ora o qualche giorno e poi svaniscono nella nebbia. Fino
all’altroieri si temeva per la destabilizzazione istituzionale, qualcuno
prevedeva la prossima caduta del governo per mano della magistratura, il
Capo dello Stato era intervenuto per rasserenare il presidente del Consiglio
e chiedere, per l’ennesima volta, riforme condivise.
Ebbene, nelle ultime ventiquattro ore il copione è cambiato. Ora tiene banco
l’idea leghista (per la precisione del ministro Calderoli) di far svolgere
anche in Italia un referendum contro i minareti islamici, sul modello di
quello vittorioso in Svizzera; e soprattutto si perde tempo intorno
all’ipotesi, avanzata dal viceministro Castelli, di inserire una croce
cristiana nel mezzo della bandiera tricolore, così da richiamare senza
possibilità di dubbio «le radici cattoliche della nostra identità».
Sia chiaro: nessuna di queste iniziative va presa sul serio. I primi a non
crederci sono gli esponenti della stessa Lega e del Pdl. Tanto che il
ministro Zaia ha subito contraddetto Calderoli sul punto del referendum. E
Castelli ha registrato un rifiuto pressoché unanime alla sua tesi sulla
bandiera. In fondo, il meno drastico è stato il ministro Frattini che si è
spinto a parlare di proposta «suggestiva».
Ma la Lega non è interessata a raccogliere consensi. Anzi, su questi temi
preferisce la solitudine. I compagni di Umberto Bossi (peraltro silenzioso)
agitano la bandiera anti-islamica per comodità elettorale. Più sono aspri
gli attacchi che ricevono e meglio è. L’importante è che la loro base
popolare abbia modo di identificarsi una volta di più nel partito. Il
messaggio è: la Lega non può fare il referendum a causa di alleati e
avversari, ma lo vorrebbe; la Lega non otterrà la croce nel Tricolore, ma ci
prova. In entrambi i casi, date più forza al Carroccio.
Senza dubbio tra i leghisti non ci si preoccupa delle guerre di religione.
Al contrario, quasi le si adombra e non a caso si ammicca alle crociate. Ma
il pensiero dei Calderoli e dei Castelli, che di solito sono uomini
pragmatici, è rivolto al voto nelle Regioni. I minareti e i crocefissi
servono a questo. E se alla fine i suffragi al Carroccio aumenteranno,
magari a scapito dell’alleato berlusconiano, vorrà dire che l’obiettivo è
stato centrato.
Né si deve credere che queste posizioni estremiste siano destinate ad
approfondire più di tanto i solchi nel centro-destra. È vero che la Lega si
trova oggi agli antipodi del presidente della Camera Fini per quanto
riguarda l’idea di concedere la cittadinanza agli immigrati (con
l’argomento, tra gli altri, che non si può rischiare di avere un partito
islamico, fondato sul voto dei musulmani). Ma nulla, al momento, può
incrinare il sodalizio politico-elettorale tra Pdl e Lega proprio perchè si
fonda su un patto d’interesse.
Ne deriva che tutto rimane più o meno come prima. Da un lato, le proposte
sui referendum e sul Tricolore servono solo a creare folklore; dall’altro,
non ci sarà alcun diritto di cittadinanza riconosciuto agli immigrati. Non
imiteremo la Svizzera per quella decisione che, a parere di Fini, serve solo
a eccitare «il fondamentalismo e il fanatismo religioso». Ma nemmeno
imboccheremo in modo risoluto la strada opposta. Resteremo a metà strada,
come al solito.
Gli svizzeri contro l’islamismo politico.
L’ho detto per la trombatura di D’Al Ulema e lo ridico oggi. Sono contento. Non ho ancora potuto leggere i giornali di oggi, quindi non so se hanno minimizzato o piantato su una tragedia. Ho visto però le prime reazioni, incredibilmente non solo dei “verdi” (bisognerebbe capire di che verde sono, di quello dell’erba o di quello delle bandiere del profeta), di Amnesty international (scusate, che c’entra? non si occupava della tortura?), dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (che c’entra, eccome, è la base del futuro califfato), ma anche dei vescovi cattolici. Tutti più o meno hanno suggerito la ricetta che Bertolt Brecht attribuiva nel 1953, durante i grandi scioperi operai contro il regime, al comitato centrale del partito comunista tedesco: “avendo considerato che il popolo non ha fiducia nel governo in carica, il comitato centrale ha deciso di sciogliere … il popolo.”
Sto parlando naturalmente di quella gran sberla che i cittadini svizzeri hanno dato a Eurabia col referendum sui minareti delle moschee. Col 57 per cento dei voti e la maggioranza in tutti i cantoni salvo quattro [90% dei Cantoni] , gli svizzeri hanno approvato un emendamento costituzionale che proibisce la costruzione di minareti alle moschee svizzere. Non fatevi ingannare dalla scarsa rilevanza pratica dell’argomento. Il nucleare in Italia è saltato con un referendum che riguardava il finanziamento della costruzione di una singola centrale, ma quella decisione di quasi trent’anni fa – secondo me sbagliata – ha bloccato lo sviluppo della tecnologia nucleare nel nostro paese fino ad ora e probabilmente per altri decenni ancora. Del resto contro il “dettaglio” dei minareti si era mobilitato uno schieramento formidabile: tutti i partiti politici, salvo i promotori dell’Udc-Svp, tutte le chiese, anche la comunità ebraica, il governo, il presidente della Svizzera. E gli elettori, infatti, sentendosi aggrediti, avevano mentito ai sondaggi, facendo credere che solo una minoranza del 30 per cento avrebbe votato a favore. E invece sono stati il doppio.
Tutti razzisti? Tutti fascisti? No, è improbabile, sono pacifici svizzeri, affezionati a orologi, mucche pezzate e fonduta – e democrazia; o se volete svizzeri vecchia maniera orgogliosi della loro autonomia e abituati a difenderla con le buone o con le cattive dai tempi di Guglielmo Tell. Comunque gente che non vuole l’islamismo politico in casa: non una religione come tante, ma un sistema di dominio collaudato da quattordici secoli, che ora sembra avere i numeri, la forza e la complicità per sovrastare il vecchio nemico dell’altra sponda del Mediterraneo.
In questo voto gli svizzeri si uniscono agli elettori delle ultime elezioni europee, anch’essi universalmente condannati per aver votato per forze “xenofobe e razziste”. Su questo punto bisogna intendersi. Fra i nemici dell’Islam ci sono certamente degli autentici partiti razzisti e antisemiti che ricordano quelli degli anni Trenta, per esempio in Ungheria. Ma è abbastanza chiaro che se agli elettori è offerta una scelta elettorale che dica di no alla resa all’islamizzazione ma in maniera democratica e liberale, com’è il caso di Geert Willders in Olanda e di altri movimenti come gli svizzeri che hanno promosso il referendum, i risultati elettorali premiano questi. Se una scelta democratica ma anti-euraraba del genere è preclusa, allora c’è il rischio che prevalgano neofascisti, neonazisti e teppaglia del genere.
La risposta peggiore che il sistema politico possa dare alle preoccupazioni evidenti di buona parte dell’elettorato è ignorarle o criminalizzarle, come la stampa usa fare in Italia e come hanno fatto in Svizzera. «L’odierna decisione popolare riguarda soltanto l’edificazione di nuovi minareti e non significa un rifiuto della comunità dei musulmani, della loro religione e della loro cultura. Il governo se ne fa garante», ha affermato per esempio secondo il Corriere della sera il ministro svizzero di Giustizia e polizia, Eveline Widmer-Schlump. Per carità, signora, lo sappiamo tutti che è una scelta estetica, l’islamismo non c’entra, quando mai.
Se questa preoccupazione popolare per lo snaturamento e l’arabizzazione delle nazioni europee non trova un canale politico democratico, si rischia davvero di arrivare a rotture violente, di dare spazio a forze pericolose. In una concezione democratica e non leninista o aristocratica o da “stato etico”, le forze politiche sono lì per realizzare le scelte dell’elettorato, non per “elevarlo”, “educarlo” o spiegargli la “linea giusta”, cioè quella che piace ai giornali, ai vescovi o agli opinion leader. Speriamo che questa consapevolezza induca i politici a riflettere e a rinunciare a sognare il loro paradiso multiculturale in terra di Eurabia. Speraimo per esempio che si affossi una volta per tutte la folle idea di includere la Turchia nell’Unione Europea.
Speriamo, ma non ci crediamo troppo. Temiamo semmai per un futuro molto agitato per il nostro malgovernato continente. Ma per ora, rallegriamoci con i vicini svizzeri. Se non altro per la dichiarazione di Tariq Ramadan, che come sapete è cittadino svizzero. La decisione è “una catastrofe”, ha detto, «gli svizzeri hanno espresso una vera paura, un interrogativo profondo sulla questione dell’Islam in Svizzera» Non possiamo che trovarli simpatici per questo. Grazie Elvezia
Ugo Volli
Di fatto i svizzeri si sono votati contro la libertà di essere liberali.
Con le viscere del resto non si è liberali. Vorrei vedere se limitasssero la libertà religiosa di minoranza di Volli cosa farebbe.
Richiamerei l’attenzione sul fatto che il ministro Maroni , il nostro ministro degli Interni, non sa come funzionano i referendum in Italia.
Oltre al fatto che, con tutta evidenza, non esiste un problema minareti in Italia.
E’ sempre bene tener presente che a Roma c’è una grande moschea che diminuisce il senso delle piccole moschee nei sottoscala dove forse nasce il fondamentalismo.
Il centro islamico di Roma è gestito da persone talmente equilibrate che non vengono mai intervistate nei talk show, così come quando si parla di donne non viene intervistata una donna normale ma Santanchè, quando si parla di sesso si invita don Pieraccetti, e quando si parla di trans si invita la mignotta (rospettabilissimo lavoro ma certamente non di massa), piuttosto che Stefania che fa la depilazione permanente nel centro estetico di via Cremona.
Quanto al fatto che ora i leghisti si sono messi a blaterare che la gente è contro i musulmani e non vuole le moschee, non capisco perchè il Maroni non indice un referendum contro le tasse, così vede quanta gente le vuole.
A forza di ragionare con le parti basse si vive nella cacca e neanche ce ne accorgiamo più.
Il mussulmano ridotto in mutande da un sistema teocratico, quando emigra e giunge in una landa sconsciuta, vede un minareto, immediatamente se ne viene nelle mutande, infatti, interpreta il fallico manufatto, come una bandiera dell’islam e da sfigato emigrante, si trasforma in guerriero di alla(h), conquistatore, colonizzatore e spada della fede… dimenticandosi che è dovuto emigrare proprio a causa di una religione demente, demenziale, totalitaria, fossilizzata e fossilizzatrice, che ha ridotto la sua terra in un deserto cristallizzato nel medioevo. Gli svizzeri hanno fatto benissimo a tagliare codesto simbolo, non capisco però come abbiano potuto accogliere così tanti mussulmani, gli svizzeri sono piuttosto schizzinosi circa gl’immigrati, mah (!?) è noto che i muslim non s’integrano che ci considerano terra di conquista, che sono misogini, intolleranti, bellicosi, piantagrane… piantagrane d’ogni tipo, dalla moda alla gastronomia, insomma ‘sti islamici, perchè se ne vanno da un posto di m… ridotto così da una religione che predica l’assassinio, il furto, la predazione, il saccheggio, la pedofilia, lo schiavismo e… tutto il resto del codice penale… dunque questi islamici se ne vanno da delle nazioni ridotte a brandelli dall’islam, trovano delle nazioni civili, tolleranti e poi… rivogliono la m… sono nostalgici della m… soffrono la saudade de la merd# e pretendono di instaurare qui la m… pardon: l’islam… ma perchè?! Allora sono proprio un po’ duri di comprendonio o semplicemente, da sfigati sognano di diventare i nostri padroni.
Le religioni NON sono uguali Sono una peggiore dell’altra. Leggere il Corano e le istruzioni sulla spartizione ed amministrazione della preda rapinata
POI parlare di diritti infranti al libero minareto in Svizzera per i nostri graditi ospiti di civilta’ mussulmana..
M.M.
sembra che ultimamente la paura degli islamisti stia giocando brutti scherzi:
da un lato si sta attenti a non offenderli per paura di ritorsioni (la politica adottata nel film 2012)
..e dall’altro li si priva di diritti
Marcus Prometheus:
La resistenza alla islamizzazione d’Eurabia, ed alla dhimmizzazione progressiva degli europei tramite intimidazioni, terrorismo e sommersione demografica e’ legittima. Anzi secondo me doverosa.
Nasce dal legittimissimo ragionevolissimo logicissimo timore NON di nuovi vicini qualsiasi, NON di una nuova religione,
ma di UN PROGETTO CRIMINALE, INCOMPATIBILE COL VIVERE CIVILE, se applicato.
D’accordo, tutte le religioni sono criminali, in quanto al minimo sono una truffa, ma l’islam va molto molto al di la’ perfino del sanguinosissimo cristianesimo.
Ma soprattutto la sua offensiva e’ attuale, mentre quella del cristianesimo e’ in via di spegnimento.
Se si legge il Corano il progetto criminale a mano armata per derubare sottomenttere ed uccidere eppoi spartire il bottino ed infine amministrare gli schiavi di cui ci si e’ impossessati, e; chiarissimo, lo si trova nero su bianco.
Leggete prima di presumere che tutte le religioni siano piu’ o meno eguali.
Almeno i politici europei avrebbero dovuto leggere il Corano prima di ammettere gente che si sottomette a quel libro lla lettera e con fanatismo (certo non tutti gli immigrati, ma tanti quanti bastano a dare il tono a molti altri).
Dopo essersi documentati, di fronte alla immigrazione islamica i nostri governanti, fossero stati responsabili, secondo me avrebbero dovuto porre una alternativa drastica:
o chiedere un impegno alla rinuncia a quelle parti col programma criminale, oppure la rinuncia a entrare nei paesi europei.
Non e’ stato fatto ed abbiamo in casa anche gente che proclama apertamente di volerci soggiogare (alcuni) oltre a moltissimi altri che senza dichiarare questo e magari anche senza pensarci sul momento, dichiarano fedelta’ e sottomissione letterale ad un libro che ordina loro di fare proprio questo: sottometterci con la forza e con l’inganno.
Sono mine vaganti che in qualsiasi momento possono essere riattivate. Basta l’arrivo di un imam un po’ piu’ fanatico ed eloquente oppure una crisi esistenziale loro personale, come nel caso dell’arabo “perfettamente integrato e sposato con una italiana” dell’attentato suicida di Novembre 2009 alla caserma dei carabinieri di Milano.
O come nel caso dell’ufficiale Medico USA in Texas, O come nel caso degli attentatori dei treni inglesi, tutti cittadini british da 2 o 3 generazioni.
E’ ragionevole e perfino moderato, anzi ritardato che oggi i popoli europei comincino a reagire.
Non che le genti europee abbiano letto il Corano, certo che no, ma iniziano finalmente a rendersi conto della situazione.
Se ne sono accorti dalla loro OSPITALITA’ VIOLATA. da tutte le notizie che descrivono una situazione di aggressione ai modi di vita del vecchio continente, da gente che (in parte, naturalmente non tutti) arriva NON per lavorare ed integrarsi ma con la pretesa di essere moralmente superiore e di convertirci e di sommergerci demograficamente.
(Infine nel caso svizzero la gente si e’ accorta di con chi ha a che fare anche dall’arroganza di Gheddafi che ha sequestrato da mesi o anni i primi due cittadini svizzeri che gli capitarono in Libia dopo il legittimo arresto di suo figlio in Svizzera per violenze a dipendenti).
Essendo mancato un quadro di protezione RAZIONALE, RAGIONEVOLE, CIVILE, LIMITATO ma EFFICACE da parte della politica tradizionale, il popolo cerca di reagire e di dire basta coi metodi che ha. Per esempio dicendo che NON vuole minimamente cambiare il proprio paesaggio tradizionale cui e’ affezionata, ma guarda un po’ che pretesa “razzista” .
Non vogliono cambiarlo. Fra l’altro vivono anche molto di turismo e di estetica da cartolina Svizzera. Senza minareti. Ne avranno diritto? Perfino il piu’ squallido comune di periferia urbana in Italia ormai da decenni detta norme urbanistiche severissime, che limitano il mio e vostro diritto costituzionale alla libera iniziativa economica di costruire a piacimento, eppure nessuno ne fa un dramma. Perche’ mai invece la sola liberta’ di religione dovrebbe essere sacralizzata? Come altri principi costituzionali avra’ anche essa dei limiti, in primis nella esistenza di tanti altri articoli e principi costituzionali altrettanto importanti e validi cui deve anche essa armonizzarsi. Questo e’ anche uno dei motivi per cui la Chiesa cattolica ha interesse ad affiancare gli islamici in questa storia di minareti svizzeri: sacralizzare il solo principio di liberta’ religiosa. Il vaticano NON vuole limiti laici, mai , per principio. (Motivo in piu’ per noi per sostenere limiti laici ragionevoli ANCHE alla liberta’ di religione in spazi di visibilita’ pubblica, anche se di proprieta’ privata).
Ma gli svizzeri hanno detto basta minareti contro tutte le indicazioni della loro classe dirigente politica, religiosa bancaria, e dei media! Estremisti? NO! Basta islamizzazione, basta dhimmizzazione, ma continuino tutte le liberta’ di culto. Ovviamente mantengono la liberta’ di culto di tutti. Conservano la liberta’ di costruire luoghi di culto islamici ( e ce ne sono gia’ 200) e mantengono anche i 4 minareti gia’ esistenti. E mantegono tutti i residenti mussulmani cresciuti dallo zero virgola di 30 anni fa al 6% di oggi. Ma nel contempo dicono civilmente ma sonoramente BASTA alla trasformazione del paesaggio estetico e culturale.
L’accoglienza gli va bene, che gli trasformino la casa NO.
Fanno benissimo, beati loro che se lo sono potuto permettere proprio per le loro antiche tradizioni democratiche e per la mancanza di autocolpevolizzazioni e masochismo per qualche secolo di colonialismo che altri paesi europei hanno e che invece agli svizzeri e’ mancato.
Noi no, accidenti a Mussolini, stiamo ancora li’ a tremare, non sia mai che qualcuno per chiuderci la bocca ci dia dei razzisti e cosi’ importiamo illimitatamente dei veri ed attuali razzisti islamici collaudati da 14 secoli di ideologia bellicista gihadista con tanto di teorizzazione RELIGIOSA delle razzie per rapire schiavi, sissignori ideologia negriera e schiavista. Ma leggete il Corano, non credete a me. Vi prego.
Mein Kampf e’ molto piu’ moderato e meno sfacciato. Leggete, informatevi.
Il Corano NON e’ un libro sacro neanche paragonabile alla gia’ terribile Bibbia, ma e’ un manuale di una societa’ criminale con metodi per la spartizione del bottino ed ordini aperti di sottomettere, uccidere schiavizzare, sfruttare umiliare fino alla conquista finale di tutto il mondo. Il Mein Kampf si astiene da dichiarare tanto apertamente quelle stesse cose.
Perche’ uno, quello piu’ moderato e’ proibito e l’altro quello piu’ sfacciato NO?
Semplice: Perche’ uno ha avuto l’accortezza di proclamarsi religione. E l’altro no! Alle religioni tutto e’ permesso.
E cosi’ noi paralizzati in eterno?
Enno’ per Allah!. Andiamo a vedere davvero quello che contengono e se sono leggi da organizzazione camorristica diciamo che e’ organizzazione a delinquere, non culto.
Speriamo che questo referendum (che certo incoraggera’ tanti altri a resistere civilmente) sia proprio il punto di svolta nella storia della resistenza alla dhimmizzazione d’Europa.
In quanto ai minareti NON sono luoghi di culto. Non sono necessari al culto. Non lo dico solo io, ma ho letto che lo hanno sostenuto anche imam di paesi islamici. I minareti (oltre che baionette dell’Islam come sono stati definiti in Turchia da partito islamista “moderato” che li ha messi sui propri manifesti trasfigurati appunto in baionette rivolte verso le terre degli infedeli europei) sono solo il luogo da cui si proclama la superiorita’ di Allah su tutto e su tutti, proprio il supremazismo che dobbiamo combattere se vogliamo far sopravvivere il pluralismo, le liberta’, la democrazia lo stato di diritto.
E’ dunque PROPRIO un aspetto del ruolo pubblico che le religioni pretendono e che noi laici contestiamo tentando di mantenerle nel privato.
Ho letto che non tutti i paesi islamici lo usano. Ed allora perche’ proprio la Svizzera o l’Europa DEBBONO?
E perche’ in questo secolo di scontro di civilta’ ? Di guerra santa proclamataci contro? Di guerra Santa portataci contro?
E’ di ieri la rivendicazione dell’attentato al treno Mosca Pietroburgo (molte decine di morti) da parte di islamisti ceceni.
Secondo la mia modesta opinione come atei ed agnostici dovremmo piuttosto rivendicare la richiesta ai mussulmani IMMIGRATI che vogliono stare fra noi in EUROPA di ripudiare quelle sure del Corano che costituiscono reato ai sensi dei nostri codici penali, ed invece molti atei stanno a disperarsi per la ferita durevole inferta alla fiducia nella accoglienza europea dei nostri autoinvitatisi ospiti a causa della proibizione svizzera di altri graziosissimi e civettuoli pulpiti delle proclamazioni supremaziste islamiche.
E se proprio i civilissimi figli della religione – ideologia che prese a cannonate i Buddha nella roccia di Bamian in Afghanistan, e dei popoli che sempre festeggiano ballando nelle strade ad ogni notizia di strage di infedeli o di liberazione di terroristi rimanessero offesi dal divieto di minareto, propongo senz’altro di votare perche’ non siano piu’ trattenuti a forza nelle terre europee. Liberateli. LET THAT PEOPLE GO. Abbasso lo schiavismo nostro e loro.
(Insomma liberate anche noi, da tutte le religioni).
Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus Prometheus.
Credo che la soluzione per una convivenza quanto meno normale sia quella indicata da Tiziana: in chiesa e in moschea si prega e sulle pagine gialle devono starci gli indirizzi. A scuola, al lavoro, per strada si è tutti uguali per legge. Sinceramente trovo assurdo il burqa ed estremamente imbarazzante il prete con la tunica che ammetterei solo in chiesa