I gerarchi della SS Vaticana ipocriti e bugiardi.

La chiesa cattolica condanna il risultato del referendum svizzero sottolineando con forza il principio “sacrosanto” della libertà religiosa, ma a Roma il Papa Re e Imperatore sponsorizza il crocifisso a martellate sulla testa di tutti, in Italia e in Europa. La chiesa cattolica condanna il risultato del referendum svizzero sottolineando con forza il principio “sacrosanto” della libertà religiosa, ma a Roma il Papa Re e Imperatore sponsorizza il crocifisso a martellate sulla testa di tutti, in Italia e in Europa. Ma la cosa paradossale è che pur di raggiungere l’obiettivo di “crocifiggere” tutti gli uffci pubblici (statali, regionali, provinciali, comunali e scolastici, nonchè tribunali, ASL, poste, stazioni, commisssariatidi PS, carabinieri, esercito, marina e aviazione) è disposto a svilire il simbolo specifico della Menzogna cattolica fino al punto di assimilarlo ai simboli storici e culturali, in altre parole politici. Come a dire che Dio e Cesare sono la stessa cosa, nè più nè meno di quanto afferma la dottrina islamica.

Fonte della notizia dal Corriere della Sera LEGGI

LA MARCIA PER IL CROCIFISSO - E il Papa ha salutato anche i partecipanti alla marcia per il crocefisso che domenica mattina hanno sfilato per le vie del centro di Roma e hanno raggiunto piazza San Pietro in tempo per assistere all’Angelus. «Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare coloro che hanno preso parte alla marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale». Erano un migliaio alla manifestazione promossa dall’Associazione «Famiglia piccola Chiesa», della Parrocchia di S. Tommaso ai Cenci retta da don Stefano Tardani, ma vi hanno poi aderito numerose altre associazioni, movimenti e comunità della diocesi di Roma. Alcune persone si sono unite al corteo lungo il percorso, che ha attraversato il Tevere a partire dalla piazza della Chiesa Nuova. In testa al corteo, uno striscione con la scritta: «L’amore al Crocifisso, segno di fede e di fraternità universale, simbolo dell’arte e della cultura italiana ed europea».

29 novembre 2009

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Un Commento a “I gerarchi della SS Vaticana ipocriti e bugiardi.”

  1. Sandro Masini scrive:

    A mio parere papa Ratzinger, con la sua richiesta che il crocifisso stia nelle sedi istituzionali ha palesemente violato i patti lateranensi e il nuovo concordato (legge 121/85)che sanciscono che la chiesa cattolica e lo Stato, ognuno nel proprio ambito, sono indipendenti e sovrani.

    Nessuno contesta al papa tedesco di dare disposizioni che in tutti i locali dello Stato della Città del Vaticano sia esposto il crocifisso, come anche ai cattolici di esporlo all’interno delle loro abitazioni; ma non ha titolo di dare alla Repubblica Italiana disposizione che tale simbolo sia esposto nelle sedi istituzionali.

    Siamo diventati uno Stato a sovranità limitata? Siamo diventati uno Stato teocratico? E’ vergognoso che il nostro governo non protesti di fronte a questa palese ingerenza! Ma questa opposizione che fa, tace?

    È triste constatare che se anche si cambia la maggioranza che governa l’Italia , non cambierà nulla!

    Sandro Masini