Multe e anche galera per chi espone simboli del comunismo. Il presidente Lech Kaczynski, fondamentalista cattolico, dichiara guerra al simbolo della concorrenza ideologica. Nella gara a chi picchia più duro in nome dei propri simboli per il momento hanno vinto i cattotalibani.
Fonte della notizia Quotidiano Net LEGGI
Roma, 28 novembre 2009 - Multe, anche prigione, per possesso o acquisto di ‘simboli comunisti’: è possibile da oggi in Polonia, dove il presidente Lech Kaczynski ha firmato la legge che prevede sino a due anni di carcere per la diffusione di emblemi del passato all’ombra dell’Urss. La norma permette tuttavia l’uso dei simboli comunisti a scopi artistici, educativi e da parte dei collezionisti.
Il bando degli emblemi del periodo comunista è frutto di una iniziativa del partito all’opposizione Diritto e Giustizia, , che fa capo al fratello del presidente, Jaroslaw Kaczynski. Il centro-sinistra non si è opposto di principio alla censura del passato comunista, ma ha ampiamente criticato l’architettura della norma in questione, dichiarandola confusa e di difficile applicazione.

Questa notizia rafforzerà sicuramente la campagna dei cattotalibani italiani per imporre il crocifisso oltre che con le multe anche con l’arresto di chi lo rifiuta.
Crocifissi per tutti, via i simboli del comunismo e tre ore al giorno obligatorie di Radio Maria !
Si si,con padre Livio vi salverete l’anima,peccatori preda di Satan Satan Aleppe..ricordate sodomiti fornicatori che la falce e martello in Russia spiano’ e distrusse cattedrali,chiese,opere d’arte patrimonio di tutti credenti e atei come me..
Ovviamente Il Giornale, parte dell’intellighenzia di destra, si è buttato alla grande su questa notizia con un titolo in prima pagina.
E come già detto, i nostri politici saranno ben felici di questa notizia anti europea! Si seguono i pazzi e non l’Europa, complimenti.
Ci credo che saran vietati i simboli comunisti: al governo, in Polonia come qua, c’è gente del senso opposto!
I polacchi e la Polonia hanno avuto a che soffrire sia dalla falce e martello che dalla svastica.
Se hanno vietato l’un simbolo totalitario e di oppressione germanica, non si vede perche’ mai avrebbero dovuto astenersi dal vietare anche l’atro simbolo delle loro sofferenze altrettanto totalitario ed altrettanto simbolo di oppressione straniera russa.
C’e’ da ricordare che gia’ nel 1919, 1920 la Polonia riusci’ ad affermare la sua indipendenza soltanto resistendo e battendo le forze d;invasione russe comuniste che arrivarono fin sotto Varsavia.
C’e’ da ricordare che nel Settembre 1939 la Polonia fu smembrata sia da ovest che da Est da parte di comunisti e nazisti alleati. Anzi se i nazisti intervennero 20 giorni prima dei comunisti, le prime stragi volute e mirate di civili furono il tentativo comunista di eliminare tutta l’intellighentzia polacca con le famose FOSSE DI KATYN. Circa 20.000 ufficiali assassinati dalla polizia politica comunista con la stella rossa e la falce e martello.
Se l’Italia non per sua intelligenza ma per pura fortuna geografica si e’ salvata dalla tragedia totalitaria del comunismo, non dovrebbe permettersi di giudicare malevolmente la Polonia che ha avuto invece due nemici ed oppressori, non solo uno.
INOLTRE da ateo e da italiano patriottico e percio’ assolutamente e coerentemente anticlericale, debbo tuttavia comprendere che la Polonia ha avuto una storia completamente diversa. Per circostanze storiche la’ la chiesa cattolica non e’ mai stata antipatriottica, ma anzi ha sempre difeso l’indipendenza e l’unita’ dello stato polacco contro i russi ortodossi che volevano russificare, contro i prussiani protestanti che volevano germanizzare, poi anche contro nazisti e comunisti sovietici.
comprendere un in Polonia. Per un polacco non esiste sospetto che essere patriota ed essere cattolico possano essere cose in contrasto. Da loro non lo furono mai. Karol Woitila quando divento’ papa e venne a Roma rimase assolutamente sbalordito nell’apprendere che per tutto l’ottocento i patrioti italiani avevano lottato contro la chiesa e la chiesa contro l’unita’ della nazione italiana. Forse non si e’ mai reso conto che il papato e’ stato nemico dell’unita’ d’Italia (e si e’ alleato successivamente a sempre nuovi popoli stranieri chiamandoli ad intervenire in Italia salvo ribellarsi loro quando “minacciavano” un governo forte ed unito su tutta la penisola gia’ dai tempi dei goti e dei bizantini, tradendo gli uni e gli altri, poi chiamando e tradendo Longobardi, Franchi, Tedeschi, Spagnoli, Francesi, Austriaci, Russi (1813- 1815) eccetera eccetera. Un vescovo napoletano fu perfino alleato dei saraceni islamici invasori!
Ma in Polonia fu il contrario. La chiesa cattolica fu sempre alleata della Polonia e del suo popolo durante tutte le invasioni straniere.
(Si limito’ a spremerlo economicamente ed a dominarlo all’interno ma non tento’ mai di smembrarlo o di allearsi ai suoi nemici).
Bene sarebbe si sapesse questo per capire la Polonia, e benissimo sarebbe se non si dimenticassero tutti i torti anche nazionali subiti invece da noi Italiani da parte della Chiesa cosi’ come i 12 secoli di jihad guerra e di pirateria e razzie schiavistiche del sistema di dominio che passa sotto il nome di religione islamica e che spopolo’ le nostre coste dino al 1800 attacco all’Isola del Giglio e che termino’ solo con lo sbarco dei MARINES USA a TRIPOLI nel 1805!!!!!!!!!!!!!!!!!! Grazie USA.