Tu abortirai con dolore e dovrai soffrire tre giorni in ospedale !

Questa la decisione del ministro Sacconi che asseconda di fatto la volontà dei gerarchi vaticani di rendere difficile, se non impossibile, il ricorso alla pillola RU486 in alternativa ai ferri del chirurgo. Punire le donne che vogliono decidere sulla propria maternità, questa è la volontà dei gerarchi cattolici.

Fonte della notizia il Corriere della Sera
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Via libera all’uso della pillola abortiva Ru486, ma solo durante il ricovero in ospedale. È la sintesi del parere che il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha inviato all’Aifa. Una lettera preparata dopo che la commissione Sanità del Senato aveva approvato a maggioranza il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla RU486, chiedendo al governo di fermare la procedura di immissione in commercio del farmaco in attesa del parere tecnico del Ministero della Salute. Il ministro Sacconi, dopo aver citato la legge 194 e i pareri del Consiglio Superiore di Sanità del 2004 e del 2005, scrive al presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli di ritenere che «la specialità Mifegyne, nota anche come pillola RU486, possa essere utilizzata per uso abortivo, in compatibilità con la legge 194, solo se l’intera procedura abortiva, e fino all’accertamento dell’avvenuta espulsione dell’embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario nelle strutture sanitarie indicate dall’art. 8 della suddetta legge». «Ritengo anche necessaria – prosegue Sacconi – una specifica sorveglianza da parte del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo, in particolare relativi alla eventuale richiesta di dimissioni anticipate della paziente». …… segue

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Un Commento a “Tu abortirai con dolore e dovrai soffrire tre giorni in ospedale !”

  1. Tiziana scrive:

    Immagino che la Ru verrà data (magari fra qualche mese) con le modalità che utilizzano gli altri paesi. Confermando per l’ennesima volta il moralismo estremo del paesse dove le cose si fanno purchè di straforo