Mia Buenos Aires/terra in fiore/che vedrà la mia fine/al tuo riparo/non ci sono delusioni/volano gli anni/si dimentica il dolore/Come una carovana/i ricordi passano/come una scia/dolce di emozione/Voglio che tu sappia/che già solo evocandoti/scompaiano i dolori/del cuore (Alfredo La Pera, Mia amata Buenos Aires)
Sabato 28 novembre Cristina Kirchner e Michelle Bachelet, le presidenti dell’Argentina e del Cile, saranno ricevute dal papa per celebrare i 25 anni della pace fra i due paesi dopo una controversia territoriale nella quale fu mediatrice la Santa Sede.Sembra difficile però, che tra Benedetto XVI e la presidenta Kirchner voleranno baci e abbracci, a causa dello scompiglio che la notizia di un imminente matrimonio omosessuale argentino ha portato nei sacri palazzi.
Già da qualche mese nel Parlamento argentino c’era un vivace dibattito sull’introduzione dei matrimoni omosessuali, ma l’accelerazione è stata impressa da un giudice di Buenos Aires, la signora Gabriela Seijas, che ha ritenuto incostituzionali gli articoli del codice civile che stabiliscono il matrimonio solo fra un uomo e una donna deliberando che l’unione è possibile anche fra una coppia dello stesso sesso. La decisione è arrivata dopo la battaglia legale intrapresa da Jose Di Bello e Alex Freyre ai quali il Comune di Buenos Aires aveva negato il matrimonio. I due fidanzati, entrambi sieropositivi, hanno deciso di sposarsi il 1° dicembre, giornata mondiale della lotta contro l’aids. Il governatore di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha annunciato che non farà ricorso contro il verdetto, perché – ha detto – il mondo cambia, non si può impedire alla gente di amare e vivere con chi vuole e gli argentini preferiscono avere anche questa opzione. E’ evidente che la sentenza e la decisione del potentissimo governatore Macri, metterà sciolina alle decisioni parlamentari.
Tutto bene? Mica tanto visto che l’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, ha cominciato a menare fendenti a destra e manca. Intanto definendo leggero e inconsistente il governatore Macri. Nella nota pubblicata dall’Osservatore Romano, l’arcivescovo si è addentrato in una lunga riflessione sul matrimonio, istituzione del diritto romano, che stabilisce che la parola matrimonium è riferita al diritto di ogni donna ad avere figli. L’eterosessualità, prosegue la nota dell’Osservatore, non è discriminazione ma il presupposto del matrimonio.
Per il momento sembra prevalere da parte della Chiesa una sorta di rassegnazione, ma è probabile che si sta solo riavendo dallo shock che una tale decisione potrebbe rappresentare per l’America latina tutta. Vedremo sabato.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Per me la Chiesa in America latina non farà lo sconquasso che sta facendo in altre parti (ad esempio negli Usa) .
Locredo perchè ha avuto in quella regione troppe defezioni per continuare a fare il belo e il cattivo tempo.
La pacchia dei cattolici è rimasta solo l’Italia
Quello che mi chiedo con curiosità, ma i politici italiani non si accorgono di essere sottoposti al Vaticano? Perchè non vogliono essere uguali, ad esempio agli argentini. Macri e Kirchner non sono certamente due rivoluzionari, ma solo politici che soddisfano l elettorato
hola… / la “presidenta”, come vuole essere chiamata cristina fernández, come atto di demagogia pseudo femminista, ordinó il posticipo senza data della discussione nel congresso di una legge in favore del matrimonio “tra persone”, ossia su base giuridica e non solo biologica.
il peronismo, populismo scarsamente democratico, non basa le sue iniziative su principi e convinzioni, ma in termini di pura convenienza politica.
michelle bachelet, socialista (che non è necessariamente una virtù), difende da sempre l’autonomía di stati e governi dalle religioni.
sarebbe opottuno indicare le differenze.
cordiales saludos argentinos
http://www.uaar.it/news/2009/11/28/argentina-giudice-ammette-matrimonio-gay-chiesa-illegale/
@luciano Tanto
La presidente del Cile è talmente impegnata a tenere fuori le religioni che ha fatto questa strampalata proposta
La presidente cilena
«Il Papa mediatore per la Palestina»
«Affidare a Benedetto XVI il negoziato in Medio Oriente». A 25 anni dalla mediazione con cui Papa Wojtyla scongiurò la guerra tra Argentina e Cile, la presidente cilena Bachelet, ricevuta ieri in Vaticano insieme alla collega argentina Kirchner, ha proposto che si segua quell’esempio per il conflitto israelo-palestinese.
Come direbbe il nostro Di Pietro è mettere un vampiro a guardia della croce rossa